La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
03 marzo 2008
Bontà
Quelli che credono di essere migliori perché hanno appiccicato l'adesivo di Emergency sul lunotto della propria auto.
27 febbraio 2008
Silenzio.
Con la stessa freddezza e il medesimo distacco con cui ascoltiamo le previsioni del tempo, abbiamo quasi imparato a scansare le brutte notizie. Quasi come se non ci riguardassero, quasi fossero calamità naturali, inevitabili, imprevedibili. Non sempre è così. Quasi mai lo è.
Ce la prendiamo con i giornalisti che sguazzano nella cronaca nera, che si spingono a domandare ad una madre "Come si sente?" dopo aver visto il proprio figlio morire ancora una volta. Ce la prendiamo con loro, ai quali ci sentiamo di insegnare che certi temi andrebbero trattati in modo diverso...
Abbiamo così tanto da obiettare che non troviamo il tempo per tacere, per riflettere, metabolizzare...
Noi non siamo le vittime di una informazione che sempre deriva verso la distorsione dei valori.
Siamo i mandanti.
Ce la prendiamo con i giornalisti che sguazzano nella cronaca nera, che si spingono a domandare ad una madre "Come si sente?" dopo aver visto il proprio figlio morire ancora una volta. Ce la prendiamo con loro, ai quali ci sentiamo di insegnare che certi temi andrebbero trattati in modo diverso...
Abbiamo così tanto da obiettare che non troviamo il tempo per tacere, per riflettere, metabolizzare...
Noi non siamo le vittime di una informazione che sempre deriva verso la distorsione dei valori.
Siamo i mandanti.
24 febbraio 2008
21 febbraio 2008
Diplomazia.
L'Italia ha riconosciuto il Kosovo.
Non sapevo nemmeno che si fossero incontrati in precedenza.
Non sapevo nemmeno che si fossero incontrati in precedenza.
18 febbraio 2008
Io amo...
Amo l'inverno.
E io l'estate.
Amo gli gnomi.
E io le fate.
Amo la seta.
E io il cotone.
Amo la tigre.
E io il leone.
Amo le giostre.
Io l'altalena.
Amo il delfino.
Io la balena.
Amo la steppa.
E io le dune...
Beh, non abbiamo nulla in comune!
Amo il prosciutto.
Io la frittata.
Amo l'arrosto.
Io l'insalata.
Amo le arance.
Io le papaie.
Amo il granturco.
Io le risaie.
Amo l'azzurro.
Io il verde giada.
Amo la pizza.
Io il pescespada.
Amo le rocce.
Io le lagune.
Beh, non abbiamo nulla in comune!
(Mary Ann Hobermann)
E io l'estate.
Amo gli gnomi.
E io le fate.
Amo la seta.
E io il cotone.
Amo la tigre.
E io il leone.
Amo le giostre.
Io l'altalena.
Amo il delfino.
Io la balena.
Amo la steppa.
E io le dune...
Beh, non abbiamo nulla in comune!
Amo il prosciutto.
Io la frittata.
Amo l'arrosto.
Io l'insalata.
Amo le arance.
Io le papaie.
Amo il granturco.
Io le risaie.
Amo l'azzurro.
Io il verde giada.
Amo la pizza.
Io il pescespada.
Amo le rocce.
Io le lagune.
Beh, non abbiamo nulla in comune!
(Mary Ann Hobermann)
07 febbraio 2008
Quarantamila.
La lunghezza, in chilometri, della circonferenza terrestre, supposta sferica per semplicità. E' un'approssimazioone, ovviamente.
E' un bel traguardo, ammesso che possa definirsi traguardo. Nel senso che non è un punto di arrivo, ma solo di passaggio, Può essere considerato una tappa intermedia.
In quarantamila chilometri ci stanno molte cose: valli, colline, fiumi, autostrade e sentieri...
A pensarci bene, se quei chilometri li avessi davvero percorsi in linea, non avrei comunque potuto fare il giro del pianeta. Non è che uno si può mettere a cavalcioni dell'equatore o di un meridiano qualsiasi e percorrerlo tutto: prima o poi si incontra il mare. Non si potrebbero nemmeno visitare tutti i continenti: l'America e l'Australia sono, di fatto, delle grosse isole rispetto all'Eurasia. Invece l'Africa è collegata al resto attraverso Suez...
Insomma, un traguardo di cartapesta!
E' un bel traguardo, ammesso che possa definirsi traguardo. Nel senso che non è un punto di arrivo, ma solo di passaggio, Può essere considerato una tappa intermedia.
In quarantamila chilometri ci stanno molte cose: valli, colline, fiumi, autostrade e sentieri...
A pensarci bene, se quei chilometri li avessi davvero percorsi in linea, non avrei comunque potuto fare il giro del pianeta. Non è che uno si può mettere a cavalcioni dell'equatore o di un meridiano qualsiasi e percorrerlo tutto: prima o poi si incontra il mare. Non si potrebbero nemmeno visitare tutti i continenti: l'America e l'Australia sono, di fatto, delle grosse isole rispetto all'Eurasia. Invece l'Africa è collegata al resto attraverso Suez...
Insomma, un traguardo di cartapesta!
29 gennaio 2008
Appunti di viaggio.
Viaggi, vai in un posto, ne scopri pregi e difetti. Incominci perfino quasi ad affezionartici.
Poi scopri che manca qualcosa a quel luogo, e che manca qualcosa a te.
E allora fai in modo di tornare in fretta a casa, pensando che scappare sia un rimedio.
Ma non è così. Quello che ti manca non sta dove vai, né dove torni. Non sta nemmeno nel viaggiare.
Sta nella tua mente, nel tuo cuore, nella tua vita. E capisci che quando stai così è perché hai solo bisogno di ricordare che la paura di non avere è peggio che non avere, che il timore che la vita non ti dia un'altra mano di carte è peggio che riceverne una brutta, che la malinconia è di certo meglio della noia e della rabbia...
Chissà se succede a tutti... Forse no.
Poi scopri che manca qualcosa a quel luogo, e che manca qualcosa a te.
E allora fai in modo di tornare in fretta a casa, pensando che scappare sia un rimedio.
Ma non è così. Quello che ti manca non sta dove vai, né dove torni. Non sta nemmeno nel viaggiare.
Sta nella tua mente, nel tuo cuore, nella tua vita. E capisci che quando stai così è perché hai solo bisogno di ricordare che la paura di non avere è peggio che non avere, che il timore che la vita non ti dia un'altra mano di carte è peggio che riceverne una brutta, che la malinconia è di certo meglio della noia e della rabbia...
Chissà se succede a tutti... Forse no.
26 gennaio 2008
Il paese di Bengodi
C'è un posto bellissimo in cui non si va mai a scuola, nessuno studia, nessuno lavora, c'è una grande montagna di ravioli su cui nevica parmigiano grattugiato, scorrono fiumi di vernaccia... E nel locale ospedale tutti sono primari.
Questa novella fa morire dal ridere. Spesso, ultimamente, senza nemmeno ridere.
Questa novella fa morire dal ridere. Spesso, ultimamente, senza nemmeno ridere.
19 gennaio 2008
Bobby
Di lui si dirà che è stato forse il migliore di tutti i tempi.
Certo, ne ha combinate molte.
Aveva promesso che non avrebbe più partecipato ai Campionati del Mondo, poi rientrò dalla porta di servizio e stravinse.
Aveva conquistato l'universo, ma scelse di voltare le spalle a tutto e a tutti, rinunciando addirittura a difendere quel prestigioso titolo.
Era indubbiamente il più forte, ma sparì senza più disputare nemmeno un incontro amichevole.
Di colpo riapparve, organizzando e rivincendo quella sfida che aveva appassionato anche i non addetti ai lavori, forse per via delle implicazioni che aveva nel tempo della Guerra Fredda.
Ha fatto di tutto, compreso rinunciare alla propria cittadinanza statunitense per chiedere asilo politico altrove.
Era diventato paranoico, o forse lo era sempre stato.
Le ultime foto ci mostrano un barbuto e anziano signore con gli occhi di fuoco, dai quali scintillava ancora la folgore del genio.
Voglio ricordarlo per quello sguardo, per quegli occhi pieni di risposte a domande che nessuno gli ha saputo o potuto fare.
Caissa lo avrà senz'altro accolto a braccia aperte.
Certo, ne ha combinate molte.
Aveva promesso che non avrebbe più partecipato ai Campionati del Mondo, poi rientrò dalla porta di servizio e stravinse.
Aveva conquistato l'universo, ma scelse di voltare le spalle a tutto e a tutti, rinunciando addirittura a difendere quel prestigioso titolo.
Era indubbiamente il più forte, ma sparì senza più disputare nemmeno un incontro amichevole.
Di colpo riapparve, organizzando e rivincendo quella sfida che aveva appassionato anche i non addetti ai lavori, forse per via delle implicazioni che aveva nel tempo della Guerra Fredda.
Ha fatto di tutto, compreso rinunciare alla propria cittadinanza statunitense per chiedere asilo politico altrove.
Era diventato paranoico, o forse lo era sempre stato.
Le ultime foto ci mostrano un barbuto e anziano signore con gli occhi di fuoco, dai quali scintillava ancora la folgore del genio.
Voglio ricordarlo per quello sguardo, per quegli occhi pieni di risposte a domande che nessuno gli ha saputo o potuto fare.
Caissa lo avrà senz'altro accolto a braccia aperte.
13 gennaio 2008
Arrivato, Partito.
Arrivare.
Annusare l'aria d'intorno.
Accogliere con curiosità il nuovo mondo.
E, giorno per giorno, scoprire
suoni,
colori,
sapori,
odori.
Imparare le gioie
e i dolori.
Amare la vita.
E cercar di capire da dove si è partiti.
E quale sarà la prossima tappa
del Viaggio.
Annusare l'aria d'intorno.
Accogliere con curiosità il nuovo mondo.
E, giorno per giorno, scoprire
suoni,
colori,
sapori,
odori.
Imparare le gioie
e i dolori.
Amare la vita.
E cercar di capire da dove si è partiti.
E quale sarà la prossima tappa
del Viaggio.
12 gennaio 2008
12 gennaio 2008
Ancora un'alba sul mondo:
altra luce, un giorno
mai vissuto da nessuno,
ancora qualcuno è nato:
con occhi e mani
e sorride.
David Maria Turoldo
Benvenuto a questo mondo, piccolino!
altra luce, un giorno
mai vissuto da nessuno,
ancora qualcuno è nato:
con occhi e mani
e sorride.
David Maria Turoldo
Benvenuto a questo mondo, piccolino!
09 gennaio 2008
Infine...
Beh, finalmente!
Era ora, dopo qualche mese!
Devo dire che quando mi ci metto so come arrivare all'obiettivo!
Era davvero tempo che cercavo un pretesto per litigare, e stamattina l'ho trovato. Ma in futuro cercherò di essere meno esigente e litigherò per molto meno...
Era ora, dopo qualche mese!
Devo dire che quando mi ci metto so come arrivare all'obiettivo!
Era davvero tempo che cercavo un pretesto per litigare, e stamattina l'ho trovato. Ma in futuro cercherò di essere meno esigente e litigherò per molto meno...
31 dicembre 2007
31 dicembre
Era il 31 dicembre di 18 anni fa. Te ne andavi senza un ultimo sorriso. Non è mai più stata festa per me... come potrei? Mi manchi, tanto. Sei sempre presente, vivo. Oggi più che mai, al mio fianco sulla strada che è stata la tua e che oggi mi presenta il conto.
Tieni la mia mano tra le tue... arrivederci nonno Mario
Tieni la mia mano tra le tue... arrivederci nonno Mario
28 dicembre 2007
SPIRITUAL
Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
La chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare
la chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare
senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare.
E se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso
e se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Dio del cielo io ti aspetterò
nel cielo e sulla terra io ti cercherò.
Fabrizio De André
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
La chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare
la chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare
senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare.
E se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso
e se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Dio del cielo io ti aspetterò
nel cielo e sulla terra io ti cercherò.
Fabrizio De André
24 dicembre 2007
24 dicembre 2007

Natale 2007.
Dobbiamo avere questa sicurezza,
che con l’Amore sono possibili anche
le cose impossibili;
che con l’amore,
incominciando con la fratellanza tra noi,
arriveremo anche a questo obiettivo grandioso,
di far di tutta l’umanità una sola famiglia.
Chiara Lubich
11 novembre 2007
Non lasciarmi andare via...
Non lasciarmi andare via
Roberto Vecchioni - Di rabbia e di stelle - 2007
Il dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.
Ha la faccia di un bambino
e gli occhi di un lupo triste
che ti lecca la mano,
conosce ogni parola che non esiste
e te le insegna una per una
piano piano
Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato
com’era bello l’amore,
e te ne vai in giro
come un vecchio cane sfiancato
che non sente più nessun odore,
torni a casa con la divisa di un soldato
che non crede più nell’onore
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Il bambino rincorreva
la sua barca di carta,
che ci vedeva la vita,
ma il tempo non ha tempo,
l’orologio s’incarta,
la bussola è impazzita
cammini dentro una nebbia
di persone e di cose
che ti facevano sognare,
e hai voglia di andar via
senza accampare scuse
per non aver saputo amare,
quando hai finito tutte le più inutili scuse
per potere restare
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Non ne ho la forza né la voglia di provarci
e neanche le ragioni,
altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore
e piagnistei per scrivere canzoni;
vorrei guardare più lontano,
ma lontano adesso è un tempo
spaventosamente breve,
vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,
risvegliarmi che non so nemmeno dove
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via.
Roberto Vecchioni - Di rabbia e di stelle - 2007
Il dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.
Ha la faccia di un bambino
e gli occhi di un lupo triste
che ti lecca la mano,
conosce ogni parola che non esiste
e te le insegna una per una
piano piano
Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato
com’era bello l’amore,
e te ne vai in giro
come un vecchio cane sfiancato
che non sente più nessun odore,
torni a casa con la divisa di un soldato
che non crede più nell’onore
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Il bambino rincorreva
la sua barca di carta,
che ci vedeva la vita,
ma il tempo non ha tempo,
l’orologio s’incarta,
la bussola è impazzita
cammini dentro una nebbia
di persone e di cose
che ti facevano sognare,
e hai voglia di andar via
senza accampare scuse
per non aver saputo amare,
quando hai finito tutte le più inutili scuse
per potere restare
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Non ne ho la forza né la voglia di provarci
e neanche le ragioni,
altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore
e piagnistei per scrivere canzoni;
vorrei guardare più lontano,
ma lontano adesso è un tempo
spaventosamente breve,
vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,
risvegliarmi che non so nemmeno dove
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via.
Guerriglia
Ancora una domenica di sangue, una vita spezzata nella maniera più inutile e stupida. Non riesco a capire, a rassegnarmi. Un ragazzo di 26 anni... Ma perché si spara con tanta facilità? perché non si sa più comunicare se non con violenza ed aggressività? perché c'è questo bisogno di esplodere, in tutti i sensi? Ed ora si metterà ancora una volta tutto a tacere, come per i fatti di Genova? Sono avvilita...
Democrazia.
La Democrazia è il sospetto ricorrente che più della metà della gente abbia ragione più della metà delle volte.
(Elwyn Brooks White)
(Elwyn Brooks White)
10 novembre 2007
compleanno
Non importa quanti anni avresti compiuto oggi. L'ultima volta che ti ho detto "Auguri!" abbracciandoti è stato 18 anni fa. Lo ricordo ancora. Ci siamo guardati per un lungo momento, i miei occhi scuri, che certamente non brillavano di allegria, nei tuoi azzurri e intensi come un lago di montagna in tempesta. Bastava guardarti negli occhi per capire tutto: il loro colore cambiava con il tuo umore. Federico li ha ereditati da te, e nei suoi occhi spesso cerco ancora i tuoi. Te ne saresti andato dopo sei settimane. Mi manchi ancora maledettamente. Mi sorprendo spesso in un dialogo interiore con te, a commentare quanto il mondo stia cambiando e quanto rapidamente, come quando commentammo insieme la caduta del muro di Berlino, prevedendo scenari che né tu né io avremmo mai immaginato dove ci avrebbero portati. Ho parlato lungamente con te quando il tuo grande amico Enzo Biagi se n'è andato, dopo aver vissuto delusioni cocenti, che tu avevi previsto con amarezza. Ti chiedo, nei momenti difficili, che cosa faresti, da che parte devo andare. Ti sono grata, perché mi hai indicato una strada retta, precisa, che è quella dell'onestà a qualunque prezzo. Ti chiedo scusa, perché so che mi vorresti più felice e meno sola, ma so che capisci e percepisci la solidità e la serenità che mi hai comunque lasciato e da cui ho imparato ad attingere sempre. Mi hai insegnato anche che ad un certo punto è giusto smettere di lottare.
Grazie per essere ancora e sempre con me. Ti voglio bene.
Grazie per essere ancora e sempre con me. Ti voglio bene.
21 ottobre 2007
L'AMICIZIA
L’amicizia si offre, non si impone,
non si mendica, non si simula:
L’AMICIZIA, come Dio,
è una presenza sempre offerta,
anche se non sempre accolta.
E’ come la sorgente nel bosco:
essa deve dare al passante assetato
l’acqua più pura che ha ed il meglio di sé.
L’amicizia è "il pane dell’angelo"
che all’uomo sfiduciato
e desideroso di morte, come Elia,
restituisce il coraggio di un nuovo inizio:
"Alzati e mangia,
perché hai ancora tanto cammino davanti a te!"
Nelle ore oscure di cupo abbandono
in cui l’uomo avverte con angoscia
il suo Dio assente e lontano,
è l’amicizia che aiuta a ritrovare
la presenza amica del Padre.
E’ il dono dell’angelo nell’orto del Getzemani,
è il miracolo del buon ladrone sul Calvario.
Gesù gli esprime la sua riconoscenza "gratificandolo"
" Oggi sarai con me in Paradiso".
Don Michele Do: un grande, umilissimo uomo, amico di una vita
non si mendica, non si simula:
L’AMICIZIA, come Dio,
è una presenza sempre offerta,
anche se non sempre accolta.
E’ come la sorgente nel bosco:
essa deve dare al passante assetato
l’acqua più pura che ha ed il meglio di sé.
L’amicizia è "il pane dell’angelo"
che all’uomo sfiduciato
e desideroso di morte, come Elia,
restituisce il coraggio di un nuovo inizio:
"Alzati e mangia,
perché hai ancora tanto cammino davanti a te!"
Nelle ore oscure di cupo abbandono
in cui l’uomo avverte con angoscia
il suo Dio assente e lontano,
è l’amicizia che aiuta a ritrovare
la presenza amica del Padre.
E’ il dono dell’angelo nell’orto del Getzemani,
è il miracolo del buon ladrone sul Calvario.
Gesù gli esprime la sua riconoscenza "gratificandolo"
" Oggi sarai con me in Paradiso".
Don Michele Do: un grande, umilissimo uomo, amico di una vita
20 ottobre 2007
TU... tu che sei diverso
Sai, la gente sola
Come può lei si consola
Non far sì che la mia mente
Si perda in congetture, in paure
Inutilmente e poi per niente
Tu, tu che sei diverso
Almeno tu nell'universo
Non cambierai
Dimmi che per sempre sarai sincero...
Splendida questa canzone di Mia Martini. Ho negli occhi e nelle orecchie la passione disperata con cui la cantava. Mi torna spesso alla mente. No, non per un amore finito. Ora leggo queste parole in altro modo.
Tutti noi ci aspettiamo di incontrare qualcuno veramente unico per noi. E più di una volta crediamo che sia quella buona: sì, ci diciamo, questa persona è attenta, sensibile, mi ascolta, c'è sempre nei momenti in cui ho bisogno di lei, anche in silenzio, anche solo con un piccolo gesto, è speciale perché mi accetta così come sono ma soprattutto perché non dà per scontato che ci sia né di esserci. Poi passa il tempo, la curiosità va scemando, lascia il posto all'abitudine: non c'è più bisogno di attenzioni o di sorprendere, e il rapporto si omologa a tutti gli altri. Scuse... bugie... nemmeno la voglia o la capacità di affrontare il discorso...
Non siamo capaci di essere unici, quindi diversi, e di rendere l'altro unico, quindi diverso. Che delusione...
Come può lei si consola
Non far sì che la mia mente
Si perda in congetture, in paure
Inutilmente e poi per niente
Tu, tu che sei diverso
Almeno tu nell'universo
Non cambierai
Dimmi che per sempre sarai sincero...
Splendida questa canzone di Mia Martini. Ho negli occhi e nelle orecchie la passione disperata con cui la cantava. Mi torna spesso alla mente. No, non per un amore finito. Ora leggo queste parole in altro modo.
Tutti noi ci aspettiamo di incontrare qualcuno veramente unico per noi. E più di una volta crediamo che sia quella buona: sì, ci diciamo, questa persona è attenta, sensibile, mi ascolta, c'è sempre nei momenti in cui ho bisogno di lei, anche in silenzio, anche solo con un piccolo gesto, è speciale perché mi accetta così come sono ma soprattutto perché non dà per scontato che ci sia né di esserci. Poi passa il tempo, la curiosità va scemando, lascia il posto all'abitudine: non c'è più bisogno di attenzioni o di sorprendere, e il rapporto si omologa a tutti gli altri. Scuse... bugie... nemmeno la voglia o la capacità di affrontare il discorso...
Non siamo capaci di essere unici, quindi diversi, e di rendere l'altro unico, quindi diverso. Che delusione...
27 settembre 2007
Miss Italia.
La neo eletta Miss Italia indossa la taglia 38. Per la serie: non ce ne potrebbe fregare di meno...
Quando si continua a produrre e a prendere sul serio una sconcezza come un
concorso per "la piu bella d'Italia", eletta da gente con troppo tempo a
disposizione che smanetta sui telefonini e selezionata da giurie di babbioni
voyeur e di carampane presenzialiste che si parlano sulle scarpine, si
continuano ad accreditare stereotipi femminili impossibili costruiti per il
diletto dei maschi. Io la taglia la metterei su chi organizza i concorsi di
bellezza, altro che 38 o 44.(Vittorio Zucconi - La Repubblica)
12 settembre 2007
Tu di cosa hai paura?
Ti ho risposto che non ho paura di nulla, ma è una bugia. Una bugia piccola, pensando che forse in quel momento avevi bisogno di essere rassicurato e non di un'analisi esaustiva sui mali che possono affliggere un uomo.
Invece ho paura, e molto.
Ho paura della falsità, di quelli che si fingono amici e alla fine sono peggio di coloro che si dichiarano nemici.
Ho paura che qualcuno o qualcosa ti faccia del male. Ma non posso sostituirmi al destino, né trasformarmi in uno spazzaneve personale: devi vivere le tue esperienze e qualche volta accadrà che ti feriscano. Spesso si cresce anche così. E si cresce, vale per me, anche lasciando che tu cresca in questo modo...
Ho paura della tua paura. Ma anche quella è sintomo di una relazione col mondo che stai costruendo e che pian piano assumerà forme e colori. Probabilmente mi terrorizza il perdere il contatto con te, il non poterti trasmettere tutta insieme la mia esperienza, il doverti lasciare i tuoi spazi e i tuoi tempi...
Ho paura di rimanere solo? Forse. Ma so anche che non sarò mai davvero solo se aiuterò un piccolo uomo a diventare grande.
Buona fortuna.
Invece ho paura, e molto.
Ho paura della falsità, di quelli che si fingono amici e alla fine sono peggio di coloro che si dichiarano nemici.
Ho paura che qualcuno o qualcosa ti faccia del male. Ma non posso sostituirmi al destino, né trasformarmi in uno spazzaneve personale: devi vivere le tue esperienze e qualche volta accadrà che ti feriscano. Spesso si cresce anche così. E si cresce, vale per me, anche lasciando che tu cresca in questo modo...
Ho paura della tua paura. Ma anche quella è sintomo di una relazione col mondo che stai costruendo e che pian piano assumerà forme e colori. Probabilmente mi terrorizza il perdere il contatto con te, il non poterti trasmettere tutta insieme la mia esperienza, il doverti lasciare i tuoi spazi e i tuoi tempi...
Ho paura di rimanere solo? Forse. Ma so anche che non sarò mai davvero solo se aiuterò un piccolo uomo a diventare grande.
Buona fortuna.
11 settembre 2007
Non, je ne regrette rien
Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !
Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !
Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro
Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !
Non ! Rien de rienNon !
Je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !
Edith Piaf
Piccola, grandissima donna... struggente questa canzone, come il ricordo della sua voce.
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait
Ni le mal tout ça m'est bien égal !
Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé !
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux !
Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro
Non ! Rien de rien
Non ! Je ne regrette rien
Ni le bien, qu'on m'a fait
Ni le mal, tout ça m'est bien égal !
Non ! Rien de rienNon !
Je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd'hui, ça commence avec toi !
Edith Piaf
Piccola, grandissima donna... struggente questa canzone, come il ricordo della sua voce.
08 settembre 2007
La vita...
Scorre, talvolta come un fiume in piena, in altri momenti lenta e sommessa come acqua di lago. Sempre ti cambia.
C'è un momento in cui cominci a guardare indietro, con un certo distacco, e senti cose diverse rispetto alla tua vita, ti senti profondamente diverso. Non fai più bilanci, perché capisci che l'urgenza è vivere ogni attimo, con pienezza, ma ti accorgi quanto siano diverse le prospettive.
Oggi quello che vorrei, con tutta me stessa, è sentire serene, felici, in cammino, le persone importanti della mia vita, i miei figli, non solo quelli biologici. Invece molti di loro sono smarriti, e non so più trovare le parole per dir loro che il mio cuore è sempre aperto, ora più che mai, che vorrei essere loro vicina, ascoltare. Non so più parlare.
C'è un momento in cui cominci a guardare indietro, con un certo distacco, e senti cose diverse rispetto alla tua vita, ti senti profondamente diverso. Non fai più bilanci, perché capisci che l'urgenza è vivere ogni attimo, con pienezza, ma ti accorgi quanto siano diverse le prospettive.
Oggi quello che vorrei, con tutta me stessa, è sentire serene, felici, in cammino, le persone importanti della mia vita, i miei figli, non solo quelli biologici. Invece molti di loro sono smarriti, e non so più trovare le parole per dir loro che il mio cuore è sempre aperto, ora più che mai, che vorrei essere loro vicina, ascoltare. Non so più parlare.
09 agosto 2007
La prima barzelletta.
- Lo sai qual è il colmo per un idraulico?
- No, qual è?
- Avere un tubo che non capisce niente!
- No, qual è?
- Avere un tubo che non capisce niente!
02 agosto 2007
Fesso chi legge...
Mi pare che Elton John ne abbia combinata una un po' grossa.
Ha detto in un'intervista che internet fa male e che dovrebbe essere chiusa per almeno cinque anni!
A parte la discutibilità della questione, l'intervista è stata rilasciata al Sun - noto quotidiano con un ottimo sito internet che ha subito diffuso sul web la notizia - e riportata in cinque minuti in tutti i siti di news del mondo.
Inoltre, anche Elton John ha un bel sito e vende musica online, e i suoi concerti vengono trasmessi (a pagamento, of course) in modalità streaming.
Che Sir Elton abbia perso una buona occasione per tacere? Oh, yes...
Ha detto in un'intervista che internet fa male e che dovrebbe essere chiusa per almeno cinque anni!
A parte la discutibilità della questione, l'intervista è stata rilasciata al Sun - noto quotidiano con un ottimo sito internet che ha subito diffuso sul web la notizia - e riportata in cinque minuti in tutti i siti di news del mondo.
Inoltre, anche Elton John ha un bel sito e vende musica online, e i suoi concerti vengono trasmessi (a pagamento, of course) in modalità streaming.
Che Sir Elton abbia perso una buona occasione per tacere? Oh, yes...
25 luglio 2007
Responsabilità
Non si fa quello che si vuole, tuttavia si è responsabili di quello che si è.
(Jean Paul Sartre, quello che rifiutò il Premio Nobel)
(Jean Paul Sartre, quello che rifiutò il Premio Nobel)
17 luglio 2007
Il fiume e il mare.
...Perché in fondo il mare ha un lato,
un solo lungo lato blu,
e anche lo sguardo più allenato
non può vederne mai di più.
mentre chi vive accanto a un fiume,
anche se è grande come qui,
vede benissimo il confine
e non può credere ai miracoli...
E' per colpa di quel fiume se sono ancora qua:
perché un giorno su quel ponte mi fermai a metà.
E quest'aria che mi opprime in fondo è tutto ciò che ho,
fino a quando l'altro lato dei miei sogni perderò...
Qui non è successo niente
e non credo cambierà,
come quest'acqua tra le sponde
non si ferma, ma in realtà
non ha mai cambiato il senso;
e del resto, come può...
A quel mare io ci penso,
ma mi fa paura... un po'...
(Fiorella Mannoia - Il Fiume e la Nebbia)
un solo lungo lato blu,
e anche lo sguardo più allenato
non può vederne mai di più.
mentre chi vive accanto a un fiume,
anche se è grande come qui,
vede benissimo il confine
e non può credere ai miracoli...
E' per colpa di quel fiume se sono ancora qua:
perché un giorno su quel ponte mi fermai a metà.
E quest'aria che mi opprime in fondo è tutto ciò che ho,
fino a quando l'altro lato dei miei sogni perderò...
Qui non è successo niente
e non credo cambierà,
come quest'acqua tra le sponde
non si ferma, ma in realtà
non ha mai cambiato il senso;
e del resto, come può...
A quel mare io ci penso,
ma mi fa paura... un po'...
(Fiorella Mannoia - Il Fiume e la Nebbia)
11 luglio 2007
Libertà.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione.
La libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione.
La libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione...
(Giorgio Gaber)
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione.
La libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione.
La libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione...
(Giorgio Gaber)
05 luglio 2007
Garibaldi fu ferito...
Ieri ricorreva l'anniversario della nascita di GG.
Ci sono state commemorazioni ovunque, anche in Parlamento dove i deputati di alcune forze politiche si sono voluti distinguere per l'inadeguatezza dei propri interventi.
Naturalmente non intendo affatto discutere la libertà di critica e di pensiero che compete a ciascuno. Anche la figura di Garibaldi può essere criticata, ci mancherebbe. Però attribuirgli i problemi del Sud (emigrazione, ritardo di sviluppo economico) e accusarlo di aver indebolito il Nord equivale, secondo me, ad accusare Giulio Cesare di aver posto le basi per la nascita del Nazismo, o George Washington di aver seminato il sentimento grazie al quale poi gli americani hanno invaso l'Iraq...
Garibaldi è uno dei pochi, forse l'unico eroe nazionale italiano. Abbiamo già la coscienza sporca per come trattiamo la sua casa e la sua tomba a Caprera. Vogliamo ora distruggere anche la sua memoria?
Chissà se in America, dove lo venerano quasi come un messia, sarebbero d'accordo...
02 luglio 2007
Liberalizzazione dell'energia.
Chissà se dalla malinconia si può trarre una qualche forma di energia. Potrei diventare un produttore a livello mondiale!
Vai, vai che sei primo...
...fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono, dolcissime, le mie malinconie.
L'universo trova spazio dentro me;
ma il coraggio di vivere, quello ancora non c'è...
Vai, vai che sei primo...
...fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono, dolcissime, le mie malinconie.
L'universo trova spazio dentro me;
ma il coraggio di vivere, quello ancora non c'è...
21 giugno 2007
Gli esami non cominciano mai.
Si sa che il prezzo p di un abito ha subìto una maggiorazione del 6% e, altresì, una diminuzione del 6%; non si ha ricordo, però, se sia avvenuta prima l’una o l’altra delle operazioni. Che cosa si può dire del prezzo finale dell’abito?
Questo il testo di uno dei quesiti distribuiti stamane agli studenti per la Maturità dei Licei Scientifici.
Quando l'ho letto sono trasalito: gli esperti del Ministero avevano voglia di scherzare, di dare una mano agli allievi regalando praticamente un quiz a risposta immediata, oppure pensano davvero che cose di questo tipo possano e debbano costituire un problema per un ragazzo meno che ventenne, allenato a cimentarsi con derivate, trigonometria e calcoli analitici, e probabilmente con una mente molto più elastica di quanto sarà nel resto della vita?
Spero che la risposta non sia nella terza ipotesi. Spero, soprattutto, che gli studenti abbiano commentato, nel leggere quel quesito: "E vai, uno è gratis!". Se no siamo davvero messi male.
Ah, questo è un altro dei quesiti:
Si spieghi in cosa consista il problema della quadratura del cerchio e se, e in che senso, si tratti di un problema risolubile o meno.
Voglio conoscere i geni che hanno definito le domande d'esame. Mi sa che io li avrei bocciati.
Questo il testo di uno dei quesiti distribuiti stamane agli studenti per la Maturità dei Licei Scientifici.
Quando l'ho letto sono trasalito: gli esperti del Ministero avevano voglia di scherzare, di dare una mano agli allievi regalando praticamente un quiz a risposta immediata, oppure pensano davvero che cose di questo tipo possano e debbano costituire un problema per un ragazzo meno che ventenne, allenato a cimentarsi con derivate, trigonometria e calcoli analitici, e probabilmente con una mente molto più elastica di quanto sarà nel resto della vita?
Spero che la risposta non sia nella terza ipotesi. Spero, soprattutto, che gli studenti abbiano commentato, nel leggere quel quesito: "E vai, uno è gratis!". Se no siamo davvero messi male.
Ah, questo è un altro dei quesiti:
Si spieghi in cosa consista il problema della quadratura del cerchio e se, e in che senso, si tratti di un problema risolubile o meno.
Voglio conoscere i geni che hanno definito le domande d'esame. Mi sa che io li avrei bocciati.
20 giugno 2007
Un giorno come tanti.
Essere in cammino non sempre vuol dire che si sa da che parte si sta andando. Succede a un mucchio di gente, non c'è niente di strano e non finisce il mondo.
Con questa premessa potrebbe sembrare che io abbia qualcosa di profondo da dire. O di importante. O di interessante. O di saggio. Invece non è così. Posso solo offrire il mio vissuto e la condivisione della malinconia che a volte mi prende la mano per fare insieme a me qualche metro di strada. Ognuno offre quello che può, certo.
La vita va avanti con una velocità che sembra indipendente dalla nostra volontà. Pare accelerare quando il Tempo ci sfugge, e invece spesso siamo noi che, correndogli dietro, gli diamo un'impronta relativistica costringendolo a contrarsi e a scorrere in maniera tachicardica. E' un'impressione che ci fa male. Dobbiamo imparare a vincerla perché siamo - almeno in potenza - più forti.
Ogni giorno può essere un giorno speciale, se lo si ritiene opportuno. Dipende da come lo si vive, da cosa gli si chiede. E anche da cosa si è disposti a dare.
Un compleanno è un giorno come gli altri. Oppure no. Gli altri sembrano ricordarsi di noi più che in altri giorni. Sta a noi ricordarci di noi stessi più che in altri giorni.
Auguri.
(dedicato ad una donna che pensa di avere solo la "quarta marcia")
Con questa premessa potrebbe sembrare che io abbia qualcosa di profondo da dire. O di importante. O di interessante. O di saggio. Invece non è così. Posso solo offrire il mio vissuto e la condivisione della malinconia che a volte mi prende la mano per fare insieme a me qualche metro di strada. Ognuno offre quello che può, certo.
La vita va avanti con una velocità che sembra indipendente dalla nostra volontà. Pare accelerare quando il Tempo ci sfugge, e invece spesso siamo noi che, correndogli dietro, gli diamo un'impronta relativistica costringendolo a contrarsi e a scorrere in maniera tachicardica. E' un'impressione che ci fa male. Dobbiamo imparare a vincerla perché siamo - almeno in potenza - più forti.
Ogni giorno può essere un giorno speciale, se lo si ritiene opportuno. Dipende da come lo si vive, da cosa gli si chiede. E anche da cosa si è disposti a dare.
Un compleanno è un giorno come gli altri. Oppure no. Gli altri sembrano ricordarsi di noi più che in altri giorni. Sta a noi ricordarci di noi stessi più che in altri giorni.
Auguri.
(dedicato ad una donna che pensa di avere solo la "quarta marcia")
18 giugno 2007
Una favola moderna...
C'era una volta...
- Un Re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta una finestra attraverso la quale transitavano ogni giorno, e soprattutto ogni notte, numerose zanzare. Sarebbe troppo lungo tentare di capire per quale motivo le zanzare non si sarebbero dovute estinguere a causa del meteorite che uccise i mammut. Un mammut non riuscirebbe a passare attraverso una finestra, per esempio.
Comunque questa è la storia di un fabbro. Oggi forse non si chiamano più così. Possiamo chiamarlo tecnico specializzato. Insomma, costui un bel giorno costruì una bella zanzariera davanti alla finestra e da allora pareva che fosse arrivata l'età dell'oro: finestre aperte con la luce accesa per leggere, aria fresca senza il ronzio nelle orecchie di notte, assenza totale di pigmentazioni rossoviolacee sulla pelle al mattino e pruriti inesistenti...
Un brutto giorno quella zanzariera si ruppe. O meglio, si sfilò dal binario che la teneva tesa nel telaio appoggiato al muro. Rimetterla a posto sarebbe stato semplice per un tecnico specializzato, ancora di più per quello stesso che l'aveva inizialmente costruita. Ma pare si stiano estinguendo, e quei pochi rimasti non hanno tempo.
Non hanno tempo di parlarti, non hanno tempo di ascoltare il tuo problema, non hanno tempo di venire a vedere il danno, né tantomeno di farti un preventivo. Hanno lavori prenotati fino al 2009. Quando sono stati prenotati 'sti lavori? Subito dopo la sconfitta di Cartagine? Ai tempi del Sacro Romano Impero?
La prossima volta mi compro un mammut. Almeno mi fa più compagnia.
- Un Re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta una finestra attraverso la quale transitavano ogni giorno, e soprattutto ogni notte, numerose zanzare. Sarebbe troppo lungo tentare di capire per quale motivo le zanzare non si sarebbero dovute estinguere a causa del meteorite che uccise i mammut. Un mammut non riuscirebbe a passare attraverso una finestra, per esempio.
Comunque questa è la storia di un fabbro. Oggi forse non si chiamano più così. Possiamo chiamarlo tecnico specializzato. Insomma, costui un bel giorno costruì una bella zanzariera davanti alla finestra e da allora pareva che fosse arrivata l'età dell'oro: finestre aperte con la luce accesa per leggere, aria fresca senza il ronzio nelle orecchie di notte, assenza totale di pigmentazioni rossoviolacee sulla pelle al mattino e pruriti inesistenti...
Un brutto giorno quella zanzariera si ruppe. O meglio, si sfilò dal binario che la teneva tesa nel telaio appoggiato al muro. Rimetterla a posto sarebbe stato semplice per un tecnico specializzato, ancora di più per quello stesso che l'aveva inizialmente costruita. Ma pare si stiano estinguendo, e quei pochi rimasti non hanno tempo.
Non hanno tempo di parlarti, non hanno tempo di ascoltare il tuo problema, non hanno tempo di venire a vedere il danno, né tantomeno di farti un preventivo. Hanno lavori prenotati fino al 2009. Quando sono stati prenotati 'sti lavori? Subito dopo la sconfitta di Cartagine? Ai tempi del Sacro Romano Impero?
La prossima volta mi compro un mammut. Almeno mi fa più compagnia.
11 marzo 2007
Oggi.
Anche quest'anno mi manchi davvero molto.
Come posso spiegarlo a parole, se non so nemmeno io stesso capire l'emozione?
Così ora sono dodici. Una dozzina di anni. Fragili come uova...
Come posso spiegarlo a parole, se non so nemmeno io stesso capire l'emozione?
Così ora sono dodici. Una dozzina di anni. Fragili come uova...
04 marzo 2007
Eclissi di Luna.
Io l'ho vista nascondersi, diventare rossa, sparire per un attimo...
Tornerà tra qualche minuto, come prima a giocare ed a sorriderci da lassù, come tutti i giorni, come tutte le notti.
E' stata l'emozione di un momento, il calore di un passaggio improvviso. Il ricordo sarà per sempre...
Tornerà tra qualche minuto, come prima a giocare ed a sorriderci da lassù, come tutti i giorni, come tutte le notti.
E' stata l'emozione di un momento, il calore di un passaggio improvviso. Il ricordo sarà per sempre...
25 gennaio 2007
Indimenticabile Luigi Tenco
...
E lontano lontano nel tempo
qualche cosa negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.
Luigi Tenco (1966)
E lontano lontano nel tempo
qualche cosa negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.
Luigi Tenco (1966)
31 dicembre 2006
Saddam.
L'ultimo mio pensiero dell'anno è per il dittatore giustiziato da poche ore. Ma non solo per lui...
Non sono tra coloro che si stracciano le vesti per la sua condanna, perché certo non ritengo fosse un galantuomo. La pena di morte però è qualcosa che va oltre il mio modo di intendere il diritto di un Uomo di giudicare e disporre di un proprio simile. Poco importa che lui stesso si fosse macchiato di orrendi crimini: un errore non copre altri errori.
Detto questo, mi piacerebbe che nel nuovo anno imparassimo un po' tutti ad indignarci, a protestare, a inviare note formali di protesta non solo quando viene ucciso un dittatore. L'uccisione di un uomo vale una vita umana, anche quando vengono condannati criminali comuni o dissidenti politici. Ce ne sono a migliaia ogni anno, di condanne a morte eseguite nella nuova e moderna Cina, nell'europea Turchia, negli Stati Uniti portatori di democrazia e in mille altri posti nel mondo.
Che la Luce della Vera Civiltà illumini i nostri prossimi passi.
Non sono tra coloro che si stracciano le vesti per la sua condanna, perché certo non ritengo fosse un galantuomo. La pena di morte però è qualcosa che va oltre il mio modo di intendere il diritto di un Uomo di giudicare e disporre di un proprio simile. Poco importa che lui stesso si fosse macchiato di orrendi crimini: un errore non copre altri errori.
Detto questo, mi piacerebbe che nel nuovo anno imparassimo un po' tutti ad indignarci, a protestare, a inviare note formali di protesta non solo quando viene ucciso un dittatore. L'uccisione di un uomo vale una vita umana, anche quando vengono condannati criminali comuni o dissidenti politici. Ce ne sono a migliaia ogni anno, di condanne a morte eseguite nella nuova e moderna Cina, nell'europea Turchia, negli Stati Uniti portatori di democrazia e in mille altri posti nel mondo.
Che la Luce della Vera Civiltà illumini i nostri prossimi passi.
27 dicembre 2006
Ora...la vita
La nuit n'est jamais complète,
Il y a toujours, puisque je le dis,
Puisque je l'affirme,
Au bout du chagrin, une fenêtre ouverte,
Une fenêtre éclairée.
Il y a toujours un rêve qui veille,
Désir à combler, faim à satisfaire,
Un cœur généreux,
Une main tendue une main ouverte,
Des yeux attentifs,
Une vie, la vie à se partager.
Paul Eluard
NATALE
“… Ed eccoci qui, o amici, una lavagna, la lavagna della nostra comune esistenza. Essa è oggi un intrico di nomi e di date che dà le vertigini, perfino tutti noi vi siamo segnati con nome, cognome, lavoro, speranze, peccati e segreti pensieri; i fatti grandi scritti in grande, i nostri piccoli piccoli. Quante cose amare e tremende che si aveva l’impressione di aver dimenticato e invece pesano nell’interno di noi. Quante cose da seppellire,. Coraggio, allora, cancelliamo. Come sempre, ci si è lasciati prendere all’ultimo momento e forse non faremo in tempo a buttar via tutto quello che occorre. Ma intanto proviamo. La maledetta sfera dell’orologio corre, non c’è potenza dell’universo che la possa fermare e tra pochi minuti suonerà mezzanotte. Su, presto, cancelliamo, prima che il Bambino Gesù , nascendo, abbia a leggere tante brutte cose. (…) Ma adesso? Al posto delle vergogne cancellate, che cosa noi metteremo? Lasciare lo spazio vuoto perché Colui che viene si accorga che è stata tutta una commedia? Da, dan, l’orologio della chiesa batte i primi dei famosi colpi. Svelti, scrivete. Scrivete che non è tutta colpa nostra se siamo diventati così, che siamo un poco inveleniti, e i pastrani mostrano la corda, e il tacchino nella pentola stasera non è propriamente un tacchino ma un più sparuto volatile che non sarebbe esagerato chiamare pollastrello. Scrivete che l’intenzione di voler bene agli altri ci sarebbe ma che gli altri ci fanno un po’ paura. Scrivete che la parola guerra ce l’hanno insegnata da bambini e che in realtà non ci è mai piaciuta e che per quanto ci riguarda promettiamo di non nominarla mai più…..”
1946 Dino Buzzati
1946 Dino Buzzati
24 dicembre 2006
Lettera a Babbo Natale.
Caro Babbo Natale,
So che in questo periodo sei molto indaffarato, anche con la finanziaria tu lavori comunque, come negare una gioia ai bambini, magari con i soldi che è costato il pacemaker di Berlusconi ci avresti sfamato i bambini del Sudan per un anno e fatto contento qualche cardiochirurgo italiano, così bravo ma che purtroppo ha la sfortuna di operare a Pavia e non a Cleveland.
Ti avrebbe potuto fare da agente Lele Mora e le sue succinte stelline, immagina la signorina Gragoraci di turno, fotografata nel letto di Babbo Natale, in alta Val Badia... magari qualche ricattuccio... Si poteva sollevare il Natale.
Tu passi in ogni angolo del mondo, ma se anche solo sorvolassi la nostra città, potessi guardare le nostre strade, le nostre case, noi formiche brulicanti in scatolette di acciaio, capiresti che nel tuo sacco fatti i salvi i giocattoli dovresti metterci altre cose.
Io ti scrivo perché non voglio niente, anzi se proprio devi venire, ti pregherei di portarti via qualche cosa:
- Gli ultimi modelli di fuoristrada, che poi non girano sugli sterrati, ma in città.
- Buona domenica e Domenica in. Se poi ce la fai per il peso, anche Maurizio Costanzo e il suo clone venuto male, Maria De Filippi.
- Il miele sul pecorino perché, anche se molto buono, fa troppo chic.
- I contratti a progetto e le cooperative di lavoro, che equivale a ri-portare nel tuo sacco il futuro a chi è stato tolto con la precarietà.
- Condoleeza Rice. La riconosci, somiglia ad un topolino con una leccata di catrame in testa, perché una donna che lavora per la guerra tradisce la sua pancia che da la vita.
- Tutti quelli che quando parlano urlano, che parlano quando sarebbe meglio stare zitti, che sanno tutto e non hanno mai bisogno di ascoltare. Li trovi nelle cene tra colleghi, nelle riunioni di condominio e anche nei percorsi di trekking.
- La sofferenza negli occhi dei nostri figli.
- Il dolby surround del mio vicino, che quando vede Il Gladiatore mi fa tremare i bicchieri di cristallo e anche le orecchie.
- Le persone che nel Salvabebè e Salvamamme ci stanno solo per il potere e la visibilità, fallo piano piano e gradualmente, perché rimarremmo in tre e le nostre mamme, i nostri bimbi hanno bisogni imprescindibili e vitali.
- Gli sms, gli mms e le e-mail di Buon Natale e Buon Anno, tutti quanti nessuno escluso, compresa la pigrizia e la sciatteria relazionale che nascondono.
- I croccantini che la Gattara porta ai gatti del vicinato e che si trasformano in escrementi depositati sul prato inglese del mio molto ex giardino, ma sai i rimpianti!!! Se non ce la fai, porta i gatti da un’altra parte.
- I vari pupazzi che ti ritraggono, un po’ mosci, impiccati ai balconi, sono tristi e poi tolgono la fantasia ai bambini, il mistero. Tu, caro Babbo Natale sei come le gambe delle donne per gli uomini, meno ti si vede, più affascini.
Poi ho da farti qualche altra richiesta. Ancora una volta non di portare qualcosa, ma di non portarne, il che è comunque un dono:
- Non portarmi nuove trasmissioni televisive fintamente buoniste con veline e calciatori in cui tutti sorridono e fingono che il mondo sia un immenso parco di divertimenti, dove i problemi che dobbiamo risolvere riguardano come cuocere il capitone a Natale o come raggiungere il luogo dove si sposano Tom Cruise e la sua bella moglie.
- Non portarmi nuove macchine potenti con autoradio potenti guidate da piloti potentissi insabbiate in ingorghi potentissimi. Magari fai in modo che ciascuno di noi prenda l'auto una volta di meno e faccia una passeggiata in più, anche quando piove, che comunque è sempre bello e non si muore per qualche goccia d'acqua.
- Non portarmi nuove elezioni, non ce n'è bisogno. Non tanto perché questa o quella parte politica facciano bene il proprio mestiere, ma perché probabilmente siamo ad un punto in cui NOI dobbiamo cambiare prima di pretendere che i nostri rappresentanti cambino. Mi riferisco a tutti, a cominciare dal salumiere che pontifica contro i ladri e i truffatori e poi butta sulla bilancia un etto di carta prima di metterci il prosciutto.
- Non portarmi nuovi cani: quelli che ci sono fanno già abbastanza cacchine sul marciapiedi davanti alla scuola. Conosco l'obiezione: è compito dei proprietari pulire. Allora sai che c'è? Porta pure i cani, ma tienti i padroni.
- Non portarmi nuovi Amici, almeno fino a quando non avrò davvero imparato a valorizzare quelli che ho e ad essere io a mia volta vero Amico per loro, dono disinteressato e supporto robusto nelle difficoltà.
- Non portarmi nuovi sorrisi se non dovessero essercene abbastanza per tutti i bambini. Prima a loro, sempre e comunque.
Infine, se non ti crea disturbo, ricordati di calare dal camino solo un po' di quella magica polverina di stelle che mi consente ancora di scoppiare a ridere in faccia alla gente che lo merita, nel bene o nel male.
Un salutone a tua cugina la Befana.
(un grazie speciale a La nevicata del '56 per questa lettera)
So che in questo periodo sei molto indaffarato, anche con la finanziaria tu lavori comunque, come negare una gioia ai bambini, magari con i soldi che è costato il pacemaker di Berlusconi ci avresti sfamato i bambini del Sudan per un anno e fatto contento qualche cardiochirurgo italiano, così bravo ma che purtroppo ha la sfortuna di operare a Pavia e non a Cleveland.
Ti avrebbe potuto fare da agente Lele Mora e le sue succinte stelline, immagina la signorina Gragoraci di turno, fotografata nel letto di Babbo Natale, in alta Val Badia... magari qualche ricattuccio... Si poteva sollevare il Natale.
Tu passi in ogni angolo del mondo, ma se anche solo sorvolassi la nostra città, potessi guardare le nostre strade, le nostre case, noi formiche brulicanti in scatolette di acciaio, capiresti che nel tuo sacco fatti i salvi i giocattoli dovresti metterci altre cose.
Io ti scrivo perché non voglio niente, anzi se proprio devi venire, ti pregherei di portarti via qualche cosa:
- Gli ultimi modelli di fuoristrada, che poi non girano sugli sterrati, ma in città.
- Buona domenica e Domenica in. Se poi ce la fai per il peso, anche Maurizio Costanzo e il suo clone venuto male, Maria De Filippi.
- Il miele sul pecorino perché, anche se molto buono, fa troppo chic.
- I contratti a progetto e le cooperative di lavoro, che equivale a ri-portare nel tuo sacco il futuro a chi è stato tolto con la precarietà.
- Condoleeza Rice. La riconosci, somiglia ad un topolino con una leccata di catrame in testa, perché una donna che lavora per la guerra tradisce la sua pancia che da la vita.
- Tutti quelli che quando parlano urlano, che parlano quando sarebbe meglio stare zitti, che sanno tutto e non hanno mai bisogno di ascoltare. Li trovi nelle cene tra colleghi, nelle riunioni di condominio e anche nei percorsi di trekking.
- La sofferenza negli occhi dei nostri figli.
- Il dolby surround del mio vicino, che quando vede Il Gladiatore mi fa tremare i bicchieri di cristallo e anche le orecchie.
- Le persone che nel Salvabebè e Salvamamme ci stanno solo per il potere e la visibilità, fallo piano piano e gradualmente, perché rimarremmo in tre e le nostre mamme, i nostri bimbi hanno bisogni imprescindibili e vitali.
- Gli sms, gli mms e le e-mail di Buon Natale e Buon Anno, tutti quanti nessuno escluso, compresa la pigrizia e la sciatteria relazionale che nascondono.
- I croccantini che la Gattara porta ai gatti del vicinato e che si trasformano in escrementi depositati sul prato inglese del mio molto ex giardino, ma sai i rimpianti!!! Se non ce la fai, porta i gatti da un’altra parte.
- I vari pupazzi che ti ritraggono, un po’ mosci, impiccati ai balconi, sono tristi e poi tolgono la fantasia ai bambini, il mistero. Tu, caro Babbo Natale sei come le gambe delle donne per gli uomini, meno ti si vede, più affascini.
Poi ho da farti qualche altra richiesta. Ancora una volta non di portare qualcosa, ma di non portarne, il che è comunque un dono:
- Non portarmi nuove trasmissioni televisive fintamente buoniste con veline e calciatori in cui tutti sorridono e fingono che il mondo sia un immenso parco di divertimenti, dove i problemi che dobbiamo risolvere riguardano come cuocere il capitone a Natale o come raggiungere il luogo dove si sposano Tom Cruise e la sua bella moglie.
- Non portarmi nuove macchine potenti con autoradio potenti guidate da piloti potentissi insabbiate in ingorghi potentissimi. Magari fai in modo che ciascuno di noi prenda l'auto una volta di meno e faccia una passeggiata in più, anche quando piove, che comunque è sempre bello e non si muore per qualche goccia d'acqua.
- Non portarmi nuove elezioni, non ce n'è bisogno. Non tanto perché questa o quella parte politica facciano bene il proprio mestiere, ma perché probabilmente siamo ad un punto in cui NOI dobbiamo cambiare prima di pretendere che i nostri rappresentanti cambino. Mi riferisco a tutti, a cominciare dal salumiere che pontifica contro i ladri e i truffatori e poi butta sulla bilancia un etto di carta prima di metterci il prosciutto.
- Non portarmi nuovi cani: quelli che ci sono fanno già abbastanza cacchine sul marciapiedi davanti alla scuola. Conosco l'obiezione: è compito dei proprietari pulire. Allora sai che c'è? Porta pure i cani, ma tienti i padroni.
- Non portarmi nuovi Amici, almeno fino a quando non avrò davvero imparato a valorizzare quelli che ho e ad essere io a mia volta vero Amico per loro, dono disinteressato e supporto robusto nelle difficoltà.
- Non portarmi nuovi sorrisi se non dovessero essercene abbastanza per tutti i bambini. Prima a loro, sempre e comunque.
Infine, se non ti crea disturbo, ricordati di calare dal camino solo un po' di quella magica polverina di stelle che mi consente ancora di scoppiare a ridere in faccia alla gente che lo merita, nel bene o nel male.
Un salutone a tua cugina la Befana.
(un grazie speciale a La nevicata del '56 per questa lettera)
23 dicembre 2006
Babbo Natale.
Quando un bambino smette di credere a Babbo Natale, lui smette di credere in quel bambino?
17 dicembre 2006
andare...
Scenderò nelle profondità della notte
Scaverò nelle profondità del mio essere
e là
troverò un fiore.
Buon Natale!
Scaverò nelle profondità del mio essere
e là
troverò un fiore.
Buon Natale!
23 novembre 2006
Sguardi.
E' bastato uno sguardo. A volte succede.
Nessuno di noi due conosceva l'altro. Forse avevamo sentito il desiderio inconsapevole di incontrarci, forse era destino, forse lo abbiamo davvero voluto.
Ma nulla può sostituirsi all'azione in prima persona, così quando è stato il momento giusto lo abbiamo capito entrambi guardandoci negli occhi. E sì che io nemmeno credevo fosse possibile, a quel punto...
Poi hai stretto la mia mano, hai lasciato che io prendessi la tua. Hai seguito la linea della mia visione e chissà mai cosa hai visto anche tu in quel momento. Io so cosa ho visto dalla mia parte: ho visto che la mia vita cambiava, che non sarebbe mai più stata la stessa.
Ero diventato un'altra persona. Spero migliore.
Nessuno di noi due conosceva l'altro. Forse avevamo sentito il desiderio inconsapevole di incontrarci, forse era destino, forse lo abbiamo davvero voluto.
Ma nulla può sostituirsi all'azione in prima persona, così quando è stato il momento giusto lo abbiamo capito entrambi guardandoci negli occhi. E sì che io nemmeno credevo fosse possibile, a quel punto...
Poi hai stretto la mia mano, hai lasciato che io prendessi la tua. Hai seguito la linea della mia visione e chissà mai cosa hai visto anche tu in quel momento. Io so cosa ho visto dalla mia parte: ho visto che la mia vita cambiava, che non sarebbe mai più stata la stessa.
Ero diventato un'altra persona. Spero migliore.
22 novembre 2006
Il tempo...
Il tempo è una marea:
ci trascina via.
Sommerge i desideri,
spazza via gli amori.
E una volta ancora è tempo di confonderci,
di guardarci andare e di voltare pagina,
di dirci appena: ricordati di me...
ci trascina via.
Sommerge i desideri,
spazza via gli amori.
E una volta ancora è tempo di confonderci,
di guardarci andare e di voltare pagina,
di dirci appena: ricordati di me...
10 novembre 2006
Il Giorno della Libertà.
Sarebbe stato ieri, anniversario dell'abbattimento del Muro di Berlino.
Ma la Libertà non si conquista abbattendo un muro di mattoni, bensì cercando di capire per quale motivo si è tollerato, da una parte e dall'altra di quel muro, che rimanesse in piedi per ventotto anni...
Ma la Libertà non si conquista abbattendo un muro di mattoni, bensì cercando di capire per quale motivo si è tollerato, da una parte e dall'altra di quel muro, che rimanesse in piedi per ventotto anni...
05 novembre 2006
PASSAGGIO VELOCE
...E noi qui, a dannarci, a correre, a farci prendere dalla collera, a combattere, a mettere al primo posto l'orgoglio...e ad un tratto ti accorgi che la vita è passata, che il tempo è scaduto, e che molto ne hai usato per stare male, per fare anche involontariamente del male.
Tutti coloro che se ne vanno ci lasciano qualcosa, se non altro la consapevolezza che in un soffio tutto ha una fine e che abbiamo il dovere di fare di tutto per essere felici. Da dove siete aiutateci a ricordarlo.
Tutti coloro che se ne vanno ci lasciano qualcosa, se non altro la consapevolezza che in un soffio tutto ha una fine e che abbiamo il dovere di fare di tutto per essere felici. Da dove siete aiutateci a ricordarlo.
25 ottobre 2006
Bruno Lauzi.
Con quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così...
Se n'è andato semplicemente, combattendo in silenzio la sua ultima battaglia.
Ciao.
quell'espressione un po' così...
Se n'è andato semplicemente, combattendo in silenzio la sua ultima battaglia.
Ciao.
09 ottobre 2006
Figli
Si è genitori per tutta la vita. Anche quando si rimane soli, a scandire le giornate sui propri ritmi, su quelli del lavoro, senza nessuno che ti aspetta da nessuna parte, perché i cuccioli camminano da tempo con le loro gambe e hanno a loro volta cuccioli da accudire. Forse questa è una della grandi differenze fra l'uomo e le altre specie animali: i cuccioli dell'uomo tornano, quando hanno bisogno, e si aspettano di essere accolti e consolati come quando, bambini, venivano a cercare certezze fra le nostre braccia prima di ripartire alla scoperta del mondo. Le certezze che ora posso dare sono fragili e piene di dubbi, dolorose, perché la vita mi ha insegnato che non potrò togliere nemmeno un'oncia di dolore dal cammino delle persone che amo. Eppure cosa non darei, ora, per avere due braccia che mi accolgono anche senza parole, cosa non darei per essere ancora figlia...
02 ottobre 2006
For President.
Era giunto il momento, dovevo farlo. Ho colto l'occasione stamattina. Non mi sento meglio, però so di aver fatto la cosa giusta: non mi piaceva più e ho troppe critiche e contestazioni da fare ad un sistema come questo...
Basta così: da oggi l'Albo dei Presidenti di Seggio ne ha uno di meno.
Basta così: da oggi l'Albo dei Presidenti di Seggio ne ha uno di meno.
01 ottobre 2006
Il comportamento.
...
Mio nonno si è scelto una parte
che non cambia in ogni momento,
voglio dire che c’ha un solo comportamento.
Io invece ho sempre bisogno
di una nuova definizione;
e gli altri fanno lo stesso,
è una tacita convenzione!
Ma da oggi ho voglia di gridare
che non sono stato mai me stesso!
E dichiaro senza pudore
che io recito come un fesso!
E se mi viene bene,
se la parte mi funziona
allora mi sembra di essere una persona.
Se un giorno noi cercassimo
chi siamo veramente
ho il sospetto che non troveremmo niente...
(Giorgio Gaber)
Mio nonno si è scelto una parte
che non cambia in ogni momento,
voglio dire che c’ha un solo comportamento.
Io invece ho sempre bisogno
di una nuova definizione;
e gli altri fanno lo stesso,
è una tacita convenzione!
Ma da oggi ho voglia di gridare
che non sono stato mai me stesso!
E dichiaro senza pudore
che io recito come un fesso!
E se mi viene bene,
se la parte mi funziona
allora mi sembra di essere una persona.
Se un giorno noi cercassimo
chi siamo veramente
ho il sospetto che non troveremmo niente...
(Giorgio Gaber)
27 settembre 2006
Maria.
L'hanno "ritrovata" e trasferita in un "luogo sicuro". Sembra che si parli di una spia sovietica o di una pericolosa belva. Invece è una bambina, nascosta dai genitori affidatari per impedire che tornasse in Bielorussia, nell'orfanotrofio dove subiva dei maltrattamenti.
Tutti hanno sentito il dovere di pronunciarsi sulla vicenda. Tutti ora sanno con chi prendersela: con i genitori, colpevoli di aver reagito ad una violenza con un atto illegale; con l'ambasciatore della repubblica dell'Est, che pare averne fatto una questione da Consiglio di Sicurezza; con i media, sempre pronti a tuffarsi sulle notizie in modo morboso; con i gestori dell'orfanotrofio...
Ora mi domando che ne sarà di Maria. Tornerà dall'altra parte dell'Europa, in attesa che qualche altra famiglia voglia prendersene cura. Chissà cosa deve provare, cosa proverà nei prossimi giorni, mesi...
Cinque anni vengono una volta sola. E i più sfortunati devono viverli come se se ne avessero trenta.
Ciao, Maria. Sii forte almeno tu.
Tutti hanno sentito il dovere di pronunciarsi sulla vicenda. Tutti ora sanno con chi prendersela: con i genitori, colpevoli di aver reagito ad una violenza con un atto illegale; con l'ambasciatore della repubblica dell'Est, che pare averne fatto una questione da Consiglio di Sicurezza; con i media, sempre pronti a tuffarsi sulle notizie in modo morboso; con i gestori dell'orfanotrofio...
Ora mi domando che ne sarà di Maria. Tornerà dall'altra parte dell'Europa, in attesa che qualche altra famiglia voglia prendersene cura. Chissà cosa deve provare, cosa proverà nei prossimi giorni, mesi...
Cinque anni vengono una volta sola. E i più sfortunati devono viverli come se se ne avessero trenta.
Ciao, Maria. Sii forte almeno tu.
26 settembre 2006
Come sto?
Come ci sente in una giornata come oggi, quando sai già tutto ma speri sempre che capiti ad un altro?
Cosa si prova a guardare in faccia il fatto che occorre ricominciare tutto daccapo e che nessuno sembra volerti o poterti davvero dare una mano?
Credi nella Giustizia? Credi nella Verità? Credi nel Merito? Non si sa... Speri solo che passi presto, perché dici a te stesso che in fondo non te lo meriti e che comunque troverai una soluzione.
Speriamo...
...But I don’t feel like dancin’
when the old Joanna plays.
My heart could take a chance,
but my two feet can’t find a way.
You think that I could muster up
a little soft shoe gentle sway;
but I don’t feel like dancin’:
no sir, no dancin’ today...
Don’t feel like dancin’, dancin’
even if i find nothin' better to do.
Don’t feel like dancin’, dancin’
why’d you break down when I’m not in the mood?
Don’t feel like dancin’, dancin’...
Rather be home with no one if i can't gey down with you...
Cosa si prova a guardare in faccia il fatto che occorre ricominciare tutto daccapo e che nessuno sembra volerti o poterti davvero dare una mano?
Credi nella Giustizia? Credi nella Verità? Credi nel Merito? Non si sa... Speri solo che passi presto, perché dici a te stesso che in fondo non te lo meriti e che comunque troverai una soluzione.
Speriamo...
...But I don’t feel like dancin’
when the old Joanna plays.
My heart could take a chance,
but my two feet can’t find a way.
You think that I could muster up
a little soft shoe gentle sway;
but I don’t feel like dancin’:
no sir, no dancin’ today...
Don’t feel like dancin’, dancin’
even if i find nothin' better to do.
Don’t feel like dancin’, dancin’
why’d you break down when I’m not in the mood?
Don’t feel like dancin’, dancin’...
Rather be home with no one if i can't gey down with you...
14 settembre 2006
Zio Tommaso.
Contadino per tutta la vita, tipo riservato, quasi scorbutico. Non era nemmeno mio zio, ma laggiù sono tutti zii...
- Dovremmo volerci più bene.
Lo diceva in un dialetto sonoro e aperto che è sta sparendo. Forse non si rendeva nemmeno lui di quanto avesse ragione.
- Dovremmo volerci più bene.
Lo diceva in un dialetto sonoro e aperto che è sta sparendo. Forse non si rendeva nemmeno lui di quanto avesse ragione.
10 settembre 2006
Consigli.
La gallina cercava di convincere il suo amico ad accettare la situazione:
- Come vedi qui non ti mancherebbe niente. Ma devi toglierti dalla testa quelle fantasie su volare e nuotare...
- Oh, sapessi com'è bello...
- Può darsi. Ma io credo che ti convenga imparare a covare le uova. Oppure a fare le fusa.
(Il Brutto Anatroccolo)
- Come vedi qui non ti mancherebbe niente. Ma devi toglierti dalla testa quelle fantasie su volare e nuotare...
- Oh, sapessi com'è bello...
- Può darsi. Ma io credo che ti convenga imparare a covare le uova. Oppure a fare le fusa.
(Il Brutto Anatroccolo)
06 settembre 2006
Crescere.
Imparare a crescere nei sacrifici, anche dalle piccole cose, anche nel quotidiano... Mi piacerebbe...
"Mi sembra che noi sacerdoti possiamo anche imparare dagli sposi, proprio dalle loro sofferenze e dai loro sacrifici. Spesso pensiamo che solo il celibato sia un sacrificio. Ma, conoscendo i sacrifici delle persone sposate – pensiamo ai loro bambini, ai problemi che nascono, alle paure, alle sofferenze, alle malattie, alla ribellione, e anche ai problemi dei primi anni, quando le notti trascorrono insonni a causa dei pianti dei piccoli figli – dobbiamo imparare da loro, dai loro sacrifici, il nostro sacrificio. E, insieme imparare che è bello maturare nei sacrifici e così lavorare per la salvezza degli altri."
(Benedetto XVI)
"Mi sembra che noi sacerdoti possiamo anche imparare dagli sposi, proprio dalle loro sofferenze e dai loro sacrifici. Spesso pensiamo che solo il celibato sia un sacrificio. Ma, conoscendo i sacrifici delle persone sposate – pensiamo ai loro bambini, ai problemi che nascono, alle paure, alle sofferenze, alle malattie, alla ribellione, e anche ai problemi dei primi anni, quando le notti trascorrono insonni a causa dei pianti dei piccoli figli – dobbiamo imparare da loro, dai loro sacrifici, il nostro sacrificio. E, insieme imparare che è bello maturare nei sacrifici e così lavorare per la salvezza degli altri."
(Benedetto XVI)
27 agosto 2006
L'ultimo sonno estivo
Domenica oggi. Come di consueto mi sono lasciata scivolare, in compagnia della dolce Lou, per le vie della città, lungo il fiume. In quest'ultima domenica di agosto ne ho gustato il silenzio. E' una giornata splendida, il cielo limpido, spazzato dolcemente da un vento che soffia come un sospiro, e il silenzio, interrotto da rare auto che passano leggere, piano, quasi ovattate. Un silenzio irreale in città, un silenzio che accarezza il cuore e cura le ferite. E' proprio vero che la vita ci regala in ogni momento ciò di cui abbiamo bisogno.
27 luglio 2006
TI LASCIO UNA CANZONE
Finito il tempo di cantare insieme
si chiude qui la pagina in comune
il mondo si è fermato io ora scendo qui
prosegui tu, ma non ti mando solo…
Ti lascio una canzone
per coprirti se avrai freddo
ti lascio una canzone
da mangiare se avrai fame
ti lascio una canzone
da bere se avrai sete
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me….
Ti lascio una canzone
da indossare sopra il cuore
ti lascio una canzone
da sognare quando hai sonno
ti lascio una canzone
per farti compagnia
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me…
a chi non amerai senza di me…
Gino Paoli
BUONE VACANZE :-)
si chiude qui la pagina in comune
il mondo si è fermato io ora scendo qui
prosegui tu, ma non ti mando solo…
Ti lascio una canzone
per coprirti se avrai freddo
ti lascio una canzone
da mangiare se avrai fame
ti lascio una canzone
da bere se avrai sete
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me….
Ti lascio una canzone
da indossare sopra il cuore
ti lascio una canzone
da sognare quando hai sonno
ti lascio una canzone
per farti compagnia
ti lascio una canzone da cantare…
una canzone che tu potrai cantare a chi…
a chi tu amerai dopo di me…
a chi non amerai senza di me…
Gino Paoli
BUONE VACANZE :-)
26 luglio 2006
Strade
Ad un tratto incontri una persona. Chiacchieri, come con mille altre persone. Scopri, nella normalità di tutti i giorni, che con quella persona hai molto in comune, che la direzione in cui guardate è la stessa, malgrado le distanze, le differenze. Sempre nella normalità diventa consuetudine sentirsi sempre più spesso, e il pensiero ti corre a quella persona nei momenti più impensati, come se la percepissi vicina a te. Talvolta esplodono violenti contrasti, ma non puoi immaginare che possa esserci un allontanamento per questo. Ti trovi, con naturalezza, a pensare a quella persona come parte della tua vita, come lo sono, per natura, i figli. Con le stesse modalità. Ci sono momenti di grande completezza, in cui ci si intende e si è in sintonia. Spesso senti che questa persona è altrove, e un po' all'inizio ti senti tradita, sei gelosa dei suoi pensieri, e cominci a custodire gelosamente anche i tuoi, proprio come quando i figli cominciano ad allargare il loro orizzonte affettivo, e percepisci che le loro emozioni non sono più condivise solo con te. Poi ti arrivano brandelli di vita che non sospettavi, della sua vita che scorre quotidiana, parallela e indipendente dalla vostra relazione. Vivi i cambiamenti di questa persona, e sai che cambi anche tu. Non si parla di questo, come non lo si fa con i figli: un naturale pudore, una riservatezza non scritta lo impediscono. Di tanto in tanto ti fermi e lasci che immagini, sensazioni e pensieri fluiscano da te a questa persona, attraverso altri piani, e sei certo che anche l'altra persona lo percepisca, esattamente nello stesso momento. E succede una cosa strana: vedi con chiarezza estrema, come in un film, lo srotolarsi della sua vita, ne individui i nodi e ti è chiarissima la direzione che dovrebbe prendere. Non è un pensiero tuo, è come se tu fossi spettatore di un filo disegnato dalla vita stessa, e ti è chiaro solo perché riguarda l'altro, non potresti avere lo stesso sguardo chiaro e lucido sulla tua. Vorresti dirgli delle cose, prenderlo per mano, ma non ne sei capace, non sei credibile, sono proprio quelli i momenti in cui lo senti altrove, lontanissimo. Ci metti del tempo, e del dolore e delle lacrime, a capire che è giusto così, è giusto lasciare andare. Quella persona, ogni persona, ha la sua propria via, ha il suo grado di consapevolezza e di evoluzione, e in questa ricerca ognuno è alla fine solo, davvero unico artefice del proprio destino. E', questo, il momento del distacco, non della separazione né della rottura. No. Prendi solo coscienza di ciò che è naturale: si fa un tratto di strada insieme, tu hai una lanterna e illumini il sentiero per chi si è smarrito...lo riporti sulla sua strada maestra, senza calcolo, è nella natura dell'incontro...poi ti accorgi che la tua lanterna non serve più, perché dalla sua parte è rispuntato alto il sole, quello che cercava e aveva smarrito. Continui instancabile il tuo cammino nel fitto mistero della foresta, perché ognuno ha la sua strada, e tu devi percorrere la tua, sapendo che la meta è vicina...ogni tanto ti volti indietro, a posare uno sguardo di tenerezza sulla vita della persona che ha riempito per un lungo tratto la tua, ti fermi e ascolti il suo passo...
La voce del vento...
Un'improvvisa tempesta di vento. Il calore soffocante di queste settimane l'annunciava, e il cielo si è fatto nero, scatenando tutto ciò che sembrava immobile, immutabile, asfittico. Il respiro del vento, prepotente, mi è entrato dentro, portandomi voci lontane, sepolte, dimenticate, riportandomi dentro di me ad abbracciarle tutte, a confondere le loro risa e i loro pianti con i miei. Una pioggia violenta, lunga, ha lavato tutto, anche i miei pensieri. Restano voci sommesse...
11 luglio 2006
ESTATE
Estate piena ormai. Amo l'estate, anche in città quando sono costretta e rimanerci, pur sognando immersioni nella natura...
Guido piano, la musica in sottofondo. Torno da qualche ora piacevole passata con gli amici. E' sera, non è tardi, eppure la città è stranamente vuota: poche persone, rare automobili, tutto sembra sonnecchiare pigramente, come sospeso nell'afa che non molla nemmeno a quest'ora.
Lo sguardo è attratto dalla luna: luna piena, enorme, con quella luce molle che solo la luna estiva ha, come se fosse anch'essa gonfia di calore. I contorni delle colline, delle case lungo il fiume, della ricca vegetazione si stagliano nitidi, immobili, in una luce che raramente si vede in questa città. La pioggia violenta di ieri ha ripulito tutto.
Silenzio, c'è silenzio, non quello incantato della montagna, ma un silenzio lieve, rispettoso, appena contaminato da rumori leggeri, in sottofondo.
Guardo, guardo tutto...ascolto, come se fosse la prima volta. E' la prima volta, è unica, come unico è ogni momento che viviamo. Non me lo voglio dimenticare.
Guido piano e lascio che con la stessa, molle lentezza il mio sguardo vaghi intorno, accarezzi le sagome dei palazzi, così belli nella loro austerità. Lo lascio scivolare sui larghi viali alberati che percorro, senza frugare, senza insinuarsi, con dolce rispetto. Costeggio il fiume amico, lento, accogliente. Non ho pensieri se non di gratitudine. Guido piano...mi lascio portare...
Guido piano, la musica in sottofondo. Torno da qualche ora piacevole passata con gli amici. E' sera, non è tardi, eppure la città è stranamente vuota: poche persone, rare automobili, tutto sembra sonnecchiare pigramente, come sospeso nell'afa che non molla nemmeno a quest'ora.
Lo sguardo è attratto dalla luna: luna piena, enorme, con quella luce molle che solo la luna estiva ha, come se fosse anch'essa gonfia di calore. I contorni delle colline, delle case lungo il fiume, della ricca vegetazione si stagliano nitidi, immobili, in una luce che raramente si vede in questa città. La pioggia violenta di ieri ha ripulito tutto.
Silenzio, c'è silenzio, non quello incantato della montagna, ma un silenzio lieve, rispettoso, appena contaminato da rumori leggeri, in sottofondo.
Guardo, guardo tutto...ascolto, come se fosse la prima volta. E' la prima volta, è unica, come unico è ogni momento che viviamo. Non me lo voglio dimenticare.
Guido piano e lascio che con la stessa, molle lentezza il mio sguardo vaghi intorno, accarezzi le sagome dei palazzi, così belli nella loro austerità. Lo lascio scivolare sui larghi viali alberati che percorro, senza frugare, senza insinuarsi, con dolce rispetto. Costeggio il fiume amico, lento, accogliente. Non ho pensieri se non di gratitudine. Guido piano...mi lascio portare...
31 maggio 2006
IL TEMPO
E' singolare come il tempo metereologico spesso vada di pari passo con quello interiore, incurante delle stagioni...proprio come succede a volte che viviamo emozioni scollegate dalle stagioni della vita. Caldi torridi si alternano ad improvvisi, bruschi cali di temperatura, che portano uno sbigottito senso di gelo, e il desiderio e la speranza che un raggio di sole torni a scaldare le zolle di terra che ci accolgono e di cui siamo impastati...
21 maggio 2006
GRIGIO...
E' un colore che non amo. In questi giorni tutto mi sembra velato di grigio in questa città, nel mio piccolo microcosmo. Eppure c'è un'esplosione di colori e di profumi che la natura ci regala, volutamente ignara dei disastri che continuiamo ad infliggerle.
Cammino, come sempre, come ogni giorno; mi guardo intorno e non vedo sorrisi. Persino i numerosissimi partecipanti alla Stratorino avevano l'aria di chi si sta impegnando in un faticoso lavoro e non in un momento di aggregazione festosa.
Venerdi, alle 18, tornando a casa ho trovato i negozi della piazzetta tutti chiusi eccetto uno, il forno. Il pizzicagnolo chiuso, il bar chiuso, il piccolo supermercato chiuso, il tabaccaio chiuso, il macellaio chiuso...che succede? Mi sono informata, con un po' di apprensione, dal fornaio. Risposta: "Lei è la seconda cliente di oggi pomeriggio...non si lavora! Allora si chiude...che ci stiamo a fare qui?" Accipicchia! Sono un po' sconcertata, un po' triste...ma sono la prima ad essere demotivata, in difficoltà...e stanca...Riprendiamoci la vita!
Cammino, come sempre, come ogni giorno; mi guardo intorno e non vedo sorrisi. Persino i numerosissimi partecipanti alla Stratorino avevano l'aria di chi si sta impegnando in un faticoso lavoro e non in un momento di aggregazione festosa.
Venerdi, alle 18, tornando a casa ho trovato i negozi della piazzetta tutti chiusi eccetto uno, il forno. Il pizzicagnolo chiuso, il bar chiuso, il piccolo supermercato chiuso, il tabaccaio chiuso, il macellaio chiuso...che succede? Mi sono informata, con un po' di apprensione, dal fornaio. Risposta: "Lei è la seconda cliente di oggi pomeriggio...non si lavora! Allora si chiude...che ci stiamo a fare qui?" Accipicchia! Sono un po' sconcertata, un po' triste...ma sono la prima ad essere demotivata, in difficoltà...e stanca...Riprendiamoci la vita!
08 maggio 2006
Il Nuovo Presidente...
Cominciano oggi le operazioni per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Chiunque sarà, gli auguro buon lavoro. E buona fortuna. Ne avrà bisogno...
Chiunque sarà, gli auguro buon lavoro. E buona fortuna. Ne avrà bisogno...
27 aprile 2006
Storia dei Papi.
Un Papa molto importante per la nostra storia fu Pio IX, al quale succedette dopo molti anni Pio X.
Ulteriore successore fu Pio IX2.
Ulteriore successore fu Pio IX2.
21 aprile 2006
Le due vie
A mio avviso, l’umanità non si divide tra credenti e non credenti, ma fra coloro che di fronte alla sofferenza altrui distolgono gli occhi e coloro che lottano con quelli che soffrono per liberarsi insieme da una sofferenza diventata, in un certo senso, la loro…..
Quando soffri, ama più forte.
Ama coloro
Che sono nel pianto più di te,
che hanno più freddo,
che hanno più fame
e sono più soli in se stessi
e quasi più inesistenti
più assenti a se stessi.
Non esiste per te
Altra gioia più profonda possibile.
Amali a tal punto da farli essere
Tutta la pienezza loro possibile.
E se ti faranno del male
Amali di più.
L’Abbé Pierre, Ricordati di amare
Quando soffri, ama più forte.
Ama coloro
Che sono nel pianto più di te,
che hanno più freddo,
che hanno più fame
e sono più soli in se stessi
e quasi più inesistenti
più assenti a se stessi.
Non esiste per te
Altra gioia più profonda possibile.
Amali a tal punto da farli essere
Tutta la pienezza loro possibile.
E se ti faranno del male
Amali di più.
L’Abbé Pierre, Ricordati di amare
Lotta al male per essere umani
Senza il sacro, la realtà perde l’equilibrio.
Con l’occultamento del sacro cresce il rischio della barbarie.
La barbarie si trova nell’umanità…..
L’uomo odierno è un gigante dal punto di vista dell’enormità delle responsabilità che pesano su di lui
e una formica dal punto di vista della vastità dei compiti che da ogni parte lo assediano.
Ma non si possono incrociare le braccia,
con il pretesto che è impossibile fare tutto in u solo giorno.
Manteniamo viva dentro di noi l’impazienza di fare.
E, nell’azione, manteniamo viva l’indignazione
L’Abbé Pierre, Ricordati di amare
Con l’occultamento del sacro cresce il rischio della barbarie.
La barbarie si trova nell’umanità…..
L’uomo odierno è un gigante dal punto di vista dell’enormità delle responsabilità che pesano su di lui
e una formica dal punto di vista della vastità dei compiti che da ogni parte lo assediano.
Ma non si possono incrociare le braccia,
con il pretesto che è impossibile fare tutto in u solo giorno.
Manteniamo viva dentro di noi l’impazienza di fare.
E, nell’azione, manteniamo viva l’indignazione
L’Abbé Pierre, Ricordati di amare
20 aprile 2006
Auguri speciali.

Domani è il suo compleanno, almeno così dicono.
Perché io non so se davvero sia nata il 21 aprile, forse sì, più probabilmente no. Ma che importa? Lei festeggia domani e io mi adeguo.
Non le si può chiedere quanti anni abbia. Ha comunque un gran fascino, accidenti se ne ha! E a Primavera lo moltiplica per dieci, venti, mille, consapevole del suo charme e dell'attrazione che esercita su chiunque l'abbia incontrata almeno una volta... Sembra non curarsi di nessuno, sembra che non veda, non senta, che si occupi sempre di altro. Invece conosce il cuore di ognuno.
Chiunque dica che non ne è innamorato lo fa solo credendo di potersi autoimmunizzare dalla sua malìa. Speranza mal riposta, perché più la ignori, più ti prende...
Naturalmente non è tutto rose e fiori. E' egoista, scombussolata, caotica, disorganizzata. Ma quando ti appassiona, lo fa davvero...
Mille di questi giorni, mio grande amore impossibile...!
09 aprile 2006
Elezioni.
Chissà se riusciremo a diventare una democrazia compiuta, in cui le parti in lotta politica si rispettano e non finisce il mondo se c'è alternanza al potere... Io ci spero.
Generalmente mi ricordo
una domenica di sole,
una mattina molto bella,
un'aria già primaverile
in cui ti senti più pulito,
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni.
Chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni...
E' una curiosa senzazione
che rassomiglia un po' a un esame
in cui non senti la paura,
ma una leggera eccitazione.
E poi la gente per la strada:
li vedi tutti più educati,
sembrano anche un po' più buoni;
ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni...
Persino nei carabinieri
c'è un'aria più rassicurante,
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio:
c'è un gran silenzio nel mio seggio.
Un senso d'ordine e di pulizia:
Democrazia...!
Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata;
e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire l'emozione.
E faccio un segno sul mio segno:
come son giuste le elezioni...
E' proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione!
Con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita,
così perfetta e temperata:
io quasi quasi
me la porto via...
Democrazia...!
(Giorgio Gaber)
Generalmente mi ricordo
una domenica di sole,
una mattina molto bella,
un'aria già primaverile
in cui ti senti più pulito,
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni.
Chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni...
E' una curiosa senzazione
che rassomiglia un po' a un esame
in cui non senti la paura,
ma una leggera eccitazione.
E poi la gente per la strada:
li vedi tutti più educati,
sembrano anche un po' più buoni;
ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni...
Persino nei carabinieri
c'è un'aria più rassicurante,
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio:
c'è un gran silenzio nel mio seggio.
Un senso d'ordine e di pulizia:
Democrazia...!
Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata;
e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire l'emozione.
E faccio un segno sul mio segno:
come son giuste le elezioni...
E' proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione!
Con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita,
così perfetta e temperata:
io quasi quasi
me la porto via...
Democrazia...!
(Giorgio Gaber)
02 aprile 2006
Perdono.
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo...
oppure
Homo homini lupus
Ma non è vero.
Non siamo più quelli della pietra e della fionda, né abbiamo una qualche parentela con gli animali. Non siamo più capaci nemmeno di rispettare un bambino che piange...
Ci interessano i particolari macabri, le notiziole, il gossip. Un mese di continuo bombardamento con particolari che servivano solo ad alimentare la nostra sete di sensazionalismo. Adeso siamo tutti qui con la nostra miseria.
Perdonaci, Tommaso. Perdonaci tutti.
uomo del mio tempo...
oppure
Homo homini lupus
Ma non è vero.
Non siamo più quelli della pietra e della fionda, né abbiamo una qualche parentela con gli animali. Non siamo più capaci nemmeno di rispettare un bambino che piange...
Ci interessano i particolari macabri, le notiziole, il gossip. Un mese di continuo bombardamento con particolari che servivano solo ad alimentare la nostra sete di sensazionalismo. Adeso siamo tutti qui con la nostra miseria.
Perdonaci, Tommaso. Perdonaci tutti.
27 marzo 2006
Bentornato a me stesso.
C'è voluto un po' di tempo, ma alla fine rieccomi qui. Sembrava non dovesse arrivare mai questo momento...
Ad un certo punto ho pure pensato che non sarei più rientrato, che tutto era perduto, che il blog avrebbe dovuto fare a meno di me.
Invece, non è ancora giunto quel momento...
Ad un certo punto ho pure pensato che non sarei più rientrato, che tutto era perduto, che il blog avrebbe dovuto fare a meno di me.
Invece, non è ancora giunto quel momento...
25 marzo 2006
25 marzo

Ed ecco, ancora una volta sono esplosi i gialli delle forsithie e delle primule, gli aranci delle gerbere e dei ranuncoli, i viola intensi e profumati delle violette, i delicatissimi bianchi rosati delle magnolie maestose; ancora una volta sul balcone, fra i rami di gelsomino, è tutto un via vai e un ciangottio indaffarato, uno sbattere di ali, il becco ben chiuso intorno alle pagliuzze che costruiranno il nido; ancora una volta i prati si vestono di verde tenerissimo, punteggiato di pratoline bianche, e gli austeri rami di alberi grigi si ornano in modo sorprendente di gemme gonfie, pronte ad aprirsi e a dare la vita...
Ancora una volta apro gli occhi su questo miracolo, e mi sembra di nascere come quella prima volta, a Firenze, in un giorno come questo: le ultime bombe incendiavano la città martoriata, che nell'esplosione della primavera dimostrava la sua voglia di rinascere, ancora...
Grazie agli amici che ancora mi sono vicini, senza stancarsi
Grazie a chi lo è stato e ora non c'è più
Grazie a chi si è stancato
Grazie a chi oggi mi ha ricordata e mi ha fatto gli auguri
Grazie a chi se n'è scordato
Grazie a chi se n'è ricordato ma non ha voluto farmeli
Grazie perché con l'aiuto di tutti posso vedere ancora questa primavera
Grazie...
Grazie alla vita
che m'ha dato tanto
che m'ha dato gli occhi
per vedere il mondo
nero quando è nero
bianco quando è bianco
per vedere il cielo, il mare e l'altopiano
e fra mille uomini quello che amo !
Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Un amore vero
Per il quale canto
E m'ha dato figli
Teneri e sereni
Che m'ha dato l'arco
dell'arcobaleno
Sotto il quale passa
quello che io amo !
Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Tutte le parole
Del vocabolario
Con le quali dico
Ciò che ho nella mente
Con le quali apro
il cuore della gente
Ed il cuore grande
di colui che amo !
Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Che m'ha dato un cuore
Che mi segna il tempo
Che non perde un colpo
Che non batte invano
Quando vedo il frutto
del pensiero umano
Quando vedo gli occhi
di colui che amo !
Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Musica di rime, di risate e pianto
Canto dell'amore
Canto del dolore
Canto della vita che per tutti canto !
Canto di voi tutti che è il mio stesso canto
Ti ringrazio vita che m'hai dato tanto.
Violeta Parra - Herbert Pagani
07 marzo 2006
DONNE
Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto
è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe,
dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede,
anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi,
di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te,
che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocandol'esistenza in un lavoro difficile,
che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria,
che non flirti con nessuno
perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu,
poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare,
che ti vuole cambiare,
o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti,
te lo dici anche quando parli con le altre:
"Io stobene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natali ePasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima;
ed è passato tanto tempo,
e ne hai buttata talmente tanta di anima,
che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio
perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui
e so che c'è stato un momento che hai guardato giù
e avevi ipiedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta:
nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi.
E hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente.
Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina
e hai guidato per ore,
perchél'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire,
per tirare fuori una radice lunga sei metri
che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così?
Com'è che ripeto sempre lo stesso schema?
Sono forsepazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,
a due, a quattro mani,
e saltano fuori fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto.
Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così,
scomposta in mille coriandoli,
che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque,
ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia,
dovrai inventarti una nuova forma
per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi,
o farlo per la prima volta,
è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci,
se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare al mondo
"sono nuova"
con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
"Attenti: il cantiere è aperto.
Stiamo lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole,
una donna in rinascita
è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...
Jack Folla
BUON 8 MARZO A TUTTI
la cosa meravigliosa in assoluto
è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe,
dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede,
anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi,
di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te,
che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocandol'esistenza in un lavoro difficile,
che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria,
che non flirti con nessuno
perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu,
poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare,
che ti vuole cambiare,
o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti,
te lo dici anche quando parli con le altre:
"Io stobene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natali ePasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima;
ed è passato tanto tempo,
e ne hai buttata talmente tanta di anima,
che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio
perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui
e so che c'è stato un momento che hai guardato giù
e avevi ipiedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta:
nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi.
E hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente.
Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina
e hai guidato per ore,
perchél'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire,
per tirare fuori una radice lunga sei metri
che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così?
Com'è che ripeto sempre lo stesso schema?
Sono forsepazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,
a due, a quattro mani,
e saltano fuori fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto.
Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così,
scomposta in mille coriandoli,
che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque,
ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia,
dovrai inventarti una nuova forma
per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi,
o farlo per la prima volta,
è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci,
se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare al mondo
"sono nuova"
con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
"Attenti: il cantiere è aperto.
Stiamo lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole,
una donna in rinascita
è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...
Jack Folla
BUON 8 MARZO A TUTTI
24 febbraio 2006
Riflessioni da un vecchio film...
Lui, contadino, è attratto da una donna di città, seducente e seduttiva, e per questa passione non solo mette in crisi il suo matrimonio ma arriva ad un tentativo di uxoricidio. Lei, la moglie, rappresenta quanto di più semplice e profondo c'è nella donna: una semplice devozione al suo uomo, al suo piccolo e alla casa, senza tuttavia essere accecata da questo. Il doloroso orrore e terrore di lei, il suo smarrimento, la fuga inseguita dal marito nella città e nel suo fragore, il capitare per caso in una chiesetta in cui si sta celebrando un matrimonio, portano lui alla sua realtà e alle sue responsabilità, ed entrambi a riscoprire la profondità del loro legame.
Aurora, film di Murnau del 1927, muto. L'ho visto ieri sera. Per nulla banale, pur nella recitazione datata e sopra le righe e nella narrazione solo apparentemente scontata. Oggi la stessa storia non sarebbe raccontata così, e questo mi ha fatto riflettere e mi ha toccata profondamente. Fuggire, inseguire un sogno e realizzarlo sentendosi vivi e nuovi...oppure restare e ricominciare dall'apprezzare ciò che si ha, pur piccolo e silenzioso, ma prezioso nella sua fedeltà e nella fatica che costa per essere mantenuto in vita: quale di queste due strade rappresenta il vero cambiamento?
Aurora, film di Murnau del 1927, muto. L'ho visto ieri sera. Per nulla banale, pur nella recitazione datata e sopra le righe e nella narrazione solo apparentemente scontata. Oggi la stessa storia non sarebbe raccontata così, e questo mi ha fatto riflettere e mi ha toccata profondamente. Fuggire, inseguire un sogno e realizzarlo sentendosi vivi e nuovi...oppure restare e ricominciare dall'apprezzare ciò che si ha, pur piccolo e silenzioso, ma prezioso nella sua fedeltà e nella fatica che costa per essere mantenuto in vita: quale di queste due strade rappresenta il vero cambiamento?
22 febbraio 2006
Quattro mesi.
Una persona muore a causa delle percosse ricevute da un'altra persona. E' cronaca, di questi fatti ne accadono molti ogni giorno e - soprattutto di questi tempi - nulla ci meraviglia più.
Viene da domandarsi cosa sia successo davvero, perché un uomo può perdere la testa così facilmente e in modo tanto incontrollato da togliere la vita ad un altro. Cosa potrà mai aver fatto quello sventurato per meritare una punizione così dura?
La persona che muore è un bambino di quattro mesi. Ucciso dalle botte del padre. O forse non è corretto chiamare padre un uomo che - pochissimo tempo dopo aver dato la vita - la toglie. Non credo esista un aggettivo, un nome per qualificare una viltà del genere.
Ho i brividi. Come farò a spiegarli a mio figlio?
Viene da domandarsi cosa sia successo davvero, perché un uomo può perdere la testa così facilmente e in modo tanto incontrollato da togliere la vita ad un altro. Cosa potrà mai aver fatto quello sventurato per meritare una punizione così dura?
La persona che muore è un bambino di quattro mesi. Ucciso dalle botte del padre. O forse non è corretto chiamare padre un uomo che - pochissimo tempo dopo aver dato la vita - la toglie. Non credo esista un aggettivo, un nome per qualificare una viltà del genere.
Ho i brividi. Come farò a spiegarli a mio figlio?
13 febbraio 2006
San Valentino.
Una volta questo (domani) era il giorno degli Innamorati. Ci si dedicava, un giorno in più, alla persona con la quale si condivideva o si voleva condividere una intera vita o una storia che valesse altrettanto.
Poi vennero i cioccolatini. Quasi subito. E tutti a comprarne, e a regalarne. C'erano quelli col bigliettino dentro e frasi che poi si collezionavano. C'erano quelli col liquore: chissà, forse si sperava che la partner si lasciasse stordire dall'alcool! Poi c'erano quelli al marzapane, cuore tenero in un ripieno dolce. Quelli alla nocciola, alla fragola, al mascarpone, alla mandorla, ai fichi...
Nel tempo questa festa ha assunto sempre meno un significato intimo e passionale, sempre più si è avvicinata ad una festa "per forza", in cui occorre fare regali costosi, strabilianti, spettacolari... Regalare un fiore è banale, un libro è roba vecchia, un biglietto per un concerto è fantascienza.
E ora ci sono i messaggini. Pare che metà degli italiani (spero che si intenda un italiano su due, è sempre difficile capire come vengano stilate certe statistiche) mandino alla propria bella (o al proprio spasimante) un sms con poche, misurate e laconiche parole: c'è chi si arrischia anche con gli acronimi. TVB, TVTB... Una volta almeno c'era il gusto dell'infilare il gettone nella fessura e comporre il numero, per sentire la voce dall'altra parte. Come fai a dire "Tivvubbì" a uno che ti ha risposto? Però se glielo scrivi la cosa è meno grave, no?
Mandiamoci pure i messaggini, ma non dimentichiamo di parlarci. Possibilmente di persona.
BSV!
Poi vennero i cioccolatini. Quasi subito. E tutti a comprarne, e a regalarne. C'erano quelli col bigliettino dentro e frasi che poi si collezionavano. C'erano quelli col liquore: chissà, forse si sperava che la partner si lasciasse stordire dall'alcool! Poi c'erano quelli al marzapane, cuore tenero in un ripieno dolce. Quelli alla nocciola, alla fragola, al mascarpone, alla mandorla, ai fichi...
Nel tempo questa festa ha assunto sempre meno un significato intimo e passionale, sempre più si è avvicinata ad una festa "per forza", in cui occorre fare regali costosi, strabilianti, spettacolari... Regalare un fiore è banale, un libro è roba vecchia, un biglietto per un concerto è fantascienza.
E ora ci sono i messaggini. Pare che metà degli italiani (spero che si intenda un italiano su due, è sempre difficile capire come vengano stilate certe statistiche) mandino alla propria bella (o al proprio spasimante) un sms con poche, misurate e laconiche parole: c'è chi si arrischia anche con gli acronimi. TVB, TVTB... Una volta almeno c'era il gusto dell'infilare il gettone nella fessura e comporre il numero, per sentire la voce dall'altra parte. Come fai a dire "Tivvubbì" a uno che ti ha risposto? Però se glielo scrivi la cosa è meno grave, no?
Mandiamoci pure i messaggini, ma non dimentichiamo di parlarci. Possibilmente di persona.
BSV!
San Valentino
...domani. Nemmeno le Olimpiadi riescono ad oscurare questa festa, i cui richiami si rincorrono da una vetrina agli annunci alla radio, ammiccano nelle pubblicità ovunque.
Se il tempo passato dall'ultima volta che l'ho festeggiato avesse un'età ora sarebbe un maturo adolescente. Ci sono stati anni in cui questo mi dava una profonda tristezza, intrisa di rimpianto. Ora mi piace pensare ad un desiderio, che mi include come persona, abitante del mondo: mi piacerebbe che per un giorno, almeno per un giorno, tutti ci comportassimo verso gli altri considerandoli speciali, unici, degni di un nostro gesto d'Amore. Per un giorno, almeno per un giorno, l'Amore fosse il centro del nostro essere, il senso.
Buon San Valentino.
Se il tempo passato dall'ultima volta che l'ho festeggiato avesse un'età ora sarebbe un maturo adolescente. Ci sono stati anni in cui questo mi dava una profonda tristezza, intrisa di rimpianto. Ora mi piace pensare ad un desiderio, che mi include come persona, abitante del mondo: mi piacerebbe che per un giorno, almeno per un giorno, tutti ci comportassimo verso gli altri considerandoli speciali, unici, degni di un nostro gesto d'Amore. Per un giorno, almeno per un giorno, l'Amore fosse il centro del nostro essere, il senso.
Buon San Valentino.
10 febbraio 2006
Il colonnello.
Sembrava che non si accorgesse di nulla e di nessuno, invece stava giusto aspettando che gli capitassi a tiro per poter dire la sua battuta:
- Reiteratamente!
- Eh? Ehm... Come?
- Ho detto: reiteratamente!
Era un tipo un po' bislacco. Biondo, occhi azzurri, sempre allegro e pronto alla risata, sembrava sempre ubriaco, invece pareva che fosse uno degli Ufficiali più in gamba dell'intero Reggimento... Mi dicevano che avesse una moto tipo Harley Davidson. "Di quelle col manubrio lassù!", raccontava un capitano mettendo le mani al di sopra della testa con le braccia tese.
- Vede, - mi spiegò - ci sono parole che posseggono una propria bellezza intrinseca, a prescindere da ciò che significano e da come vengono utilizzate. Sono parole che hanno una loro musicalità nel momento stesso in cui vengono pronunciate. E allora io le dico!
Sul momento lo presi per pazzo.
Dopo appena qualche mese era diventato il mio idolo.
- Reiteratamente!
- Eh? Ehm... Come?
- Ho detto: reiteratamente!
Era un tipo un po' bislacco. Biondo, occhi azzurri, sempre allegro e pronto alla risata, sembrava sempre ubriaco, invece pareva che fosse uno degli Ufficiali più in gamba dell'intero Reggimento... Mi dicevano che avesse una moto tipo Harley Davidson. "Di quelle col manubrio lassù!", raccontava un capitano mettendo le mani al di sopra della testa con le braccia tese.
- Vede, - mi spiegò - ci sono parole che posseggono una propria bellezza intrinseca, a prescindere da ciò che significano e da come vengono utilizzate. Sono parole che hanno una loro musicalità nel momento stesso in cui vengono pronunciate. E allora io le dico!
Sul momento lo presi per pazzo.
Dopo appena qualche mese era diventato il mio idolo.
28 gennaio 2006
L'amore Conta
Io e te ne abbiam vista qualcuna
- vissuta qualcuna ed abbiamo capito per bene -
il termine insieme
mentre il sole alle spalle pian piano
va giù e quel sole vorresti non essere tu
e così hai ripreso a fumare
- a darti da fare è andata come doveva -
come poteva
quante briciole restano dietro di noi
o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi
l'amore conta l'amore conta
conosci un altro modo per fregar la morte?
nessuno dice mai
se prima o poi
e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta
io e te ci siam tolti le voglie
ognuno i suoi sbagli
è un peccato per quelle promesse
oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un pò in compagnia
questo viaggio in cui non si ripassa dal via
l'amore conta - l'amore conta
e conta gli anni a chi non è mai stato pronto
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te
grazie per il tempo pieno
grazie per il te più vero
grazie per i denti stretti
i difetti
per le botte d'allegria
per la nostra fantasia
l'amore conta l'amore conta
conosci un altro modo per fregar la morte?
nessuno dice mai se prima o se poi
e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta l'amore conta
per quanto tiri sai che la coperta è corta
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te
l'amore conta
Ligabue
19 gennaio 2006
Giudizi (quasi) universali.
...Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...
(Samuele Bersani)
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...
(Samuele Bersani)
13 gennaio 2006
Smarrimento.
"L'unica ragione per cui alcune persone si perdono nei pensieri è perché quello è un territorio poco familiare."
(Paul Fix)
Credo abbia ragione, almeno per me in questo periodo. Stanchezza? Stress? Una sana rottura di c...?
Boh, per ora stacco la spina in tutto il fine settimana. Vado ad infilarmi nel tubo.
(Paul Fix)
Credo abbia ragione, almeno per me in questo periodo. Stanchezza? Stress? Una sana rottura di c...?
Boh, per ora stacco la spina in tutto il fine settimana. Vado ad infilarmi nel tubo.
10 gennaio 2006
04 gennaio 2006
Un saluto particolare.
Prima o poi doveva succedere, lo sapevamo tutti. E' successo. La rassegnazione non fa parte del mio carattere, ma è chiaro che il finale era scritto, almeno nelle sue linee essenziali.
Quello di cui non mi capacito è: perché proprio in quel modo e in quel tempo? Voglio dire, è chiaro che quando uno decide di chiudere un rapporto e andarsene può scegliersi giorno e ora. Ma davvero non c'era bisogno di una spiegazione, di un ultimo contatto, di un saluto? E davvero non si poteva scegliere un momento migliore?
Io e te non siamo mai stati particolarmente simpatici l'uno per l'altra. Da quando ci vedemmo la prima volta sapevamo che non sarebbe durata: io così attento ai particolari, alle motivazioni, al funzionamento, al silenzio; tu in fondo non mi avevi chiesto nulla, c'eri da prima e io rappresentavo una specie di disturbo...
La nostra è stata una convivenza, tutto sommato, tranquilla. Ci siamo cordialmente ritagliati i nostri spazi, sapendo che l'uno non avrebbe potuto fare a meno dell'altra per molto tempo, ma anche che la situazione era solo temporanea. Eh, già, perché tu lo sapevi che io avevo già deciso, fin da quel lontano giorno del '97, che non sarebbe durata, che già pensavo al modo di sostituirti...
E' vero, lo ammetto. Ci sono cose che si sa da subito che non dureranno, e il nostro rapporto è stato una di quelle.
Però anche tu, da un paio di anni ormai, eri convinta che la cosa volgesse al termine. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno. E dire che ti avevo avvertita più volte di non continuare su quell'onda, perché ormai la misura era colma e presto anche la pressione avrebbe raggiunto valori tali da scatenare l'irreversibile.
Niente da fare, ormai ti eri impuntata e davvero credevi che da un momento all'altro mi sarei presentato con la tua sostituta e ti avrei dato il benservito. E allora giù goccia dopo goccia, dopo goccia...
Questo era il modo migliore per farmi perdere la pazienza, lo sapevi bene. Ho voluto fare un ultimo tentativo, darti tempo fino alla primavera, quando magari avresti potuto riflettere e rilassarti un po'. Non c'è stato verso...
Hai cercato e voluto l'irreparabile, la sera del 30. Sono tornato a casa e ti ho trovata con quel tuo ghigno, soddisfatta e quasi cigolante, come se ti divertisse tutto quel parapiglia...
"Dotto', 'sta pompa bisogna cambiarla, i termosifoni non possono più funzionare così..."
Ha ragione l'idraulico. Ho dovuto cambiarti, sostituirti. Ti avrei concesso ancora un po' di tempo, ne avremmo riparlato in Primavera. Ma hai voluto fare di testa tua, come al solito.
Pazienza, a questo punto non posso che augurarti buona fortuna, anche se dubito che l'idraulico che ti ha presa con sé possa installarti in un qualche altro impianto.
Grazie per le migliaia di metri cubi di acqua, goccia dopo goccia dopo goccia, che hai immesso nei miei radiatori, consentendomi di scaldarmi.
Se mi avessi avvertito, magari, mi sarei organizzato in modo da non passare il Capodanno al gelo senza poter nemmeno fare una doccia. Ma va bene lo stesso, in fondo lo sapevamo entrambi che sarebbe finita così.
Adieu, pompa idraulica del mio impianto termico!
Quello di cui non mi capacito è: perché proprio in quel modo e in quel tempo? Voglio dire, è chiaro che quando uno decide di chiudere un rapporto e andarsene può scegliersi giorno e ora. Ma davvero non c'era bisogno di una spiegazione, di un ultimo contatto, di un saluto? E davvero non si poteva scegliere un momento migliore?
Io e te non siamo mai stati particolarmente simpatici l'uno per l'altra. Da quando ci vedemmo la prima volta sapevamo che non sarebbe durata: io così attento ai particolari, alle motivazioni, al funzionamento, al silenzio; tu in fondo non mi avevi chiesto nulla, c'eri da prima e io rappresentavo una specie di disturbo...
La nostra è stata una convivenza, tutto sommato, tranquilla. Ci siamo cordialmente ritagliati i nostri spazi, sapendo che l'uno non avrebbe potuto fare a meno dell'altra per molto tempo, ma anche che la situazione era solo temporanea. Eh, già, perché tu lo sapevi che io avevo già deciso, fin da quel lontano giorno del '97, che non sarebbe durata, che già pensavo al modo di sostituirti...
E' vero, lo ammetto. Ci sono cose che si sa da subito che non dureranno, e il nostro rapporto è stato una di quelle.
Però anche tu, da un paio di anni ormai, eri convinta che la cosa volgesse al termine. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno. E dire che ti avevo avvertita più volte di non continuare su quell'onda, perché ormai la misura era colma e presto anche la pressione avrebbe raggiunto valori tali da scatenare l'irreversibile.
Niente da fare, ormai ti eri impuntata e davvero credevi che da un momento all'altro mi sarei presentato con la tua sostituta e ti avrei dato il benservito. E allora giù goccia dopo goccia, dopo goccia...
Questo era il modo migliore per farmi perdere la pazienza, lo sapevi bene. Ho voluto fare un ultimo tentativo, darti tempo fino alla primavera, quando magari avresti potuto riflettere e rilassarti un po'. Non c'è stato verso...
Hai cercato e voluto l'irreparabile, la sera del 30. Sono tornato a casa e ti ho trovata con quel tuo ghigno, soddisfatta e quasi cigolante, come se ti divertisse tutto quel parapiglia...
"Dotto', 'sta pompa bisogna cambiarla, i termosifoni non possono più funzionare così..."
Ha ragione l'idraulico. Ho dovuto cambiarti, sostituirti. Ti avrei concesso ancora un po' di tempo, ne avremmo riparlato in Primavera. Ma hai voluto fare di testa tua, come al solito.
Pazienza, a questo punto non posso che augurarti buona fortuna, anche se dubito che l'idraulico che ti ha presa con sé possa installarti in un qualche altro impianto.
Grazie per le migliaia di metri cubi di acqua, goccia dopo goccia dopo goccia, che hai immesso nei miei radiatori, consentendomi di scaldarmi.
Se mi avessi avvertito, magari, mi sarei organizzato in modo da non passare il Capodanno al gelo senza poter nemmeno fare una doccia. Ma va bene lo stesso, in fondo lo sapevamo entrambi che sarebbe finita così.
Adieu, pompa idraulica del mio impianto termico!
30 dicembre 2005
Il 2005 se ne va...
Il 2005 è quasi finito. Durerà un secondo in più, dicono gli esperti, perché devono sincronizzare i precisissimi orologi astronomici col fatto che la Terra si rifiuta categoricamente di girare intorno al Sole in 31.536.000 secondi netti.
Quindi occorrerà attendere un po' di più per stappare lo spumante. Per la verità, le lancette verranno sistemate quando sarà mezzanotte al meridiano di Greenwich. Alle nostre longitudini, quindi, il Capodanno arriverà puntuale e, semmai, sarà il 2006 a durare un secondo in più...
A me però piace pensare che quel secondo appartenga al 2005. Quel secondo in più che mi è stato regalato - io lo so davvero bene - è stato un attimo fondamentale, bellissimo, irripetibile. E' stato un secondo interminabile, nel quale il cervello ed il cuore hanno volato insieme e si son dimenticati di tutto il resto...
Un secondo può valere una vita, a volte.
Buon 2006.
Quindi occorrerà attendere un po' di più per stappare lo spumante. Per la verità, le lancette verranno sistemate quando sarà mezzanotte al meridiano di Greenwich. Alle nostre longitudini, quindi, il Capodanno arriverà puntuale e, semmai, sarà il 2006 a durare un secondo in più...
A me però piace pensare che quel secondo appartenga al 2005. Quel secondo in più che mi è stato regalato - io lo so davvero bene - è stato un attimo fondamentale, bellissimo, irripetibile. E' stato un secondo interminabile, nel quale il cervello ed il cuore hanno volato insieme e si son dimenticati di tutto il resto...
Un secondo può valere una vita, a volte.
Buon 2006.
27 dicembre 2005
Distratto?
"Un giorno io sono nato. Subito non mi sono accorto di niente, ma dopo un po' me l'hanno fatto notare..."
Una frase di Felice Andreasi, scomparso il giorno di Natale. Ma è davvero una frase surreale?
Una frase di Felice Andreasi, scomparso il giorno di Natale. Ma è davvero una frase surreale?
22 dicembre 2005
Problemi?
Chi pensa di avere delle grosse difficoltà con la Matematica si consoli: quelle che ho io sono ancora più grandi.
(Albert Einstein)
(Albert Einstein)
19 dicembre 2005
Lettera a Babbo Natale.
Chiedere a Babbo Natale pace, felicità e salute per le persone che amo è intento nobile, ma rischia di scivolare verso la banalità.
Cosa chiedere, allora? Non so. Mi piacerebbe, quest'anno, fare IO la parte di Babbo Natale. Mi piacerebbe che le persone che amo mi chiedessero loro direttamente qualcosa che possa farle felici. Accogliere una richiesta è importante e spesso chi chiede compie un atto d'Amore almeno quanto chi esaudisce.
Chiedere che mi venga chiesto? Beh, si potrebbe provare... O forse anche questo è un atto di egoismo?
Cosa chiedere, allora? Non so. Mi piacerebbe, quest'anno, fare IO la parte di Babbo Natale. Mi piacerebbe che le persone che amo mi chiedessero loro direttamente qualcosa che possa farle felici. Accogliere una richiesta è importante e spesso chi chiede compie un atto d'Amore almeno quanto chi esaudisce.
Chiedere che mi venga chiesto? Beh, si potrebbe provare... O forse anche questo è un atto di egoismo?
13 dicembre 2005
California: Tookie Williams è stato giustiziato
Ancora un uomo ucciso da un altro uomo, che si erge a giudice. Sono annichilita, sbigottita...non riesco ad accettare, per nessun motivo al mondo, che un uomo possa togliere la vita ad un altro uomo, di qualunque crimine quest'ultimo si possa essere macchiato. Homo homini lupus: è questo il principio che ci rende degni di essere uomini?La vita, a questo punto, mi sembra che perda il suo senso vero. Si riduce ad una partita di roulette russa.
08 dicembre 2005
7 dicembre

Non so per quale strana alchimia della vita il 7 dicembre in modo ricorrente negli anni mi sono accadute cose simili e fondamentali per me: l'emozione, l'incontro, l'abbandono...
Oggi sono vecchia, ho imparato a non guardarmi indietro, a vivere il presente...ma anche questo 7 dicembre all'improvviso una stretta al cuore, un'onda di malinconia...
La casa è aperta torna quando vuoi
mi trovi qui
Perché non voglio perdermi così
mille altre volte ricomincerei
ancora ti perdonerei
la voglia c'è
è sempre viva questa nostalgia... di te
Ovunque sei... mi manchi!
06 dicembre 2005
Ha senso.
Alice sorrise:
- Non ha senso tentare, - disse - non si possono credere cose impossibili!
- Direi piuttosto che non hai molta pratica. - disse la Regina - Quando ero più giovane, lo facevo sempre per mezz'ora al giorno. Alcune volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione.
(Lewis Carroll - Alice nel Paese delle Meraviglie)
- Non ha senso tentare, - disse - non si possono credere cose impossibili!
- Direi piuttosto che non hai molta pratica. - disse la Regina - Quando ero più giovane, lo facevo sempre per mezz'ora al giorno. Alcune volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione.
(Lewis Carroll - Alice nel Paese delle Meraviglie)
05 dicembre 2005
I CARE
Mi riguarda.
Si diceva negli anni Settanta. Ora sembra che l'imperativo categorico sia esattamente il contrario.
Invece io ci credo ancora, a dispetto di tutto e di tutti! Tutto ciò che accade sul pianeta MI RIGUARDA. Ho il dovere di informarmi e di cercare di capire, e se proprio non riesco ad avere gli strumenti che me lo consentono ho il dovere di resistere, di non farmi intruppare, di continuare a cercare, di coltivare il senso critico nelle generazioni che domani patiranno il mondo che stiamo costruendo per loro. Ho il dovere di assumermi la mia parte di responsabilità: il silenzio è spesso connivenza, assenso.
Si diceva negli anni Settanta. Ora sembra che l'imperativo categorico sia esattamente il contrario.
Invece io ci credo ancora, a dispetto di tutto e di tutti! Tutto ciò che accade sul pianeta MI RIGUARDA. Ho il dovere di informarmi e di cercare di capire, e se proprio non riesco ad avere gli strumenti che me lo consentono ho il dovere di resistere, di non farmi intruppare, di continuare a cercare, di coltivare il senso critico nelle generazioni che domani patiranno il mondo che stiamo costruendo per loro. Ho il dovere di assumermi la mia parte di responsabilità: il silenzio è spesso connivenza, assenso.
Colpa nostra.
C'è qualcuno che abbia capito, magari grazie ai mezzi di comunicazione di massa, cosa davvero si stanno contendendo sostenitori ed avversari del progetto "Val di Susa"?
Qualcuno ha ben chiare le idee su cosa stia succedendo ad un alimento prezioso ed indispensabile come il latte - il latte, non il caviale - che pare sia contaminato a prescindere dalla marca?
Si è più saputo qualcosa su Ustica? O sulla stazione di Bologna? O sulle basi americane a La Maddalena?
Leggiamo con superficialità, assistiamo a programmi televisivi demenziali e disimpegnati: grandifratelli, isoledeifamosi, fattorie, ristoranti e varie amenità. Ce le propinano, è la nostra giustificazione, non c'è altro...
Storie. Ci sono il silenzio, la protesta civile, il boicottaggio dei prodotti pubblicizzati da 'sti programmi inutili.
Il guaio è che non siamo capaci di proteggerci da noi stessi...
Qualcuno ha ben chiare le idee su cosa stia succedendo ad un alimento prezioso ed indispensabile come il latte - il latte, non il caviale - che pare sia contaminato a prescindere dalla marca?
Si è più saputo qualcosa su Ustica? O sulla stazione di Bologna? O sulle basi americane a La Maddalena?
Leggiamo con superficialità, assistiamo a programmi televisivi demenziali e disimpegnati: grandifratelli, isoledeifamosi, fattorie, ristoranti e varie amenità. Ce le propinano, è la nostra giustificazione, non c'è altro...
Storie. Ci sono il silenzio, la protesta civile, il boicottaggio dei prodotti pubblicizzati da 'sti programmi inutili.
Il guaio è che non siamo capaci di proteggerci da noi stessi...
28 novembre 2005
Stranezza.
Non solo l'Universo è più strano di quanto immaginiamo. E' anche più strano di quanto possiamo immaginare.
(Sir Arthur Eddington)
(Sir Arthur Eddington)
20 novembre 2005
Compleanno
Per tanti anni ho pensato che il giorno del compleanno è una festa grande anche per la mamma del festeggiato, perché quel giorno non si dimentica più...
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.
15 novembre 2005
Quanto mi vuoi bene?
- Ti voglio bene, papà!
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!
14 novembre 2005
Gatti e tigri...
09 novembre 2005
Quale storia tu vuoi che io racconti?
Scendo giù a prendermi un caffè,
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...
(Paolo Conte - Gli impermeabili)
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...
(Paolo Conte - Gli impermeabili)
06 novembre 2005
Tranquillo.
La signora entra e si rivolge decisa al mio amico che siede al di là della scrivania:
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.
Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!
- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...
Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!
Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!
Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!
Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...
Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.
Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!
- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...
Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!
Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!
Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!
Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...
Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!
01 novembre 2005

E io ho il Vento nel cuore,
e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
salgo e scendo, sfrecciando fra le fole che s’intrecciano
in mille gorghi e spirali.
E io ho il Sole nel cuore,
e con raggi sinuosi mi lascio scivolare sulla terra;
m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
dove la dolce carezza m’acquieta.
E io ho la Pioggia nel cuore,
e con scrosci divento acqua ridente;
cado quando essa cade e in rivoli mi addentro nei meandri oscuri,
fra le pieghe di madre terra.
E io ho la Terra nel cuore,
profumata pelle di chicchi di roccia;
sono pietra dura e sabbia fine, zolla fertile ed erba tenera
e con risa di frane corro lungo le montagne.
E io sono Aria nel cuore,
e sono Fuoco nel cuore,
sono Acqua.
E sono Terra nel cuore...
Madre Terra.
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