Estate piena ormai. Amo l'estate, anche in città quando sono costretta e rimanerci, pur sognando immersioni nella natura...
Guido piano, la musica in sottofondo. Torno da qualche ora piacevole passata con gli amici. E' sera, non è tardi, eppure la città è stranamente vuota: poche persone, rare automobili, tutto sembra sonnecchiare pigramente, come sospeso nell'afa che non molla nemmeno a quest'ora.
Lo sguardo è attratto dalla luna: luna piena, enorme, con quella luce molle che solo la luna estiva ha, come se fosse anch'essa gonfia di calore. I contorni delle colline, delle case lungo il fiume, della ricca vegetazione si stagliano nitidi, immobili, in una luce che raramente si vede in questa città. La pioggia violenta di ieri ha ripulito tutto.
Silenzio, c'è silenzio, non quello incantato della montagna, ma un silenzio lieve, rispettoso, appena contaminato da rumori leggeri, in sottofondo.
Guardo, guardo tutto...ascolto, come se fosse la prima volta. E' la prima volta, è unica, come unico è ogni momento che viviamo. Non me lo voglio dimenticare.
Guido piano e lascio che con la stessa, molle lentezza il mio sguardo vaghi intorno, accarezzi le sagome dei palazzi, così belli nella loro austerità. Lo lascio scivolare sui larghi viali alberati che percorro, senza frugare, senza insinuarsi, con dolce rispetto. Costeggio il fiume amico, lento, accogliente. Non ho pensieri se non di gratitudine. Guido piano...mi lascio portare...
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