Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché voglio sognare.
E nel sogno stringo i pugni,
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare,
altre notti sono vele piegate a navigare...
Sono uomini e donne, piroscafi e bandiere,
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano:
livida e sprofondata per sua stessa mano.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome,
e se l'amore che avevo non sa più il mio nome...
Come i treni a vapore, come i treni a vapore,
di stazione in stazione, e di porta in porta
e di pioggia in pioggia, e di dolore in dolore
il dolore passerà...
Come i treni a vapore,
come i treni a vapore
il dolore passerà...
(Fiorella Mannoia / Ivano Fossati - I treni a vapore)
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
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30 novembre 2012
30 luglio 2012
Il bilancio.
Il treno corre, neanche tanto veloce per essere un Frecciarossa.
La coppia davanti a me sembra volersi assopire, soprattutto lei che mi pareva più provata. Lui invece armeggia con delle sigarette finte.
- Guardi, se mi vede fumare sappia che questo è vapore, queste sono finte. Servono per smettere.
- Però non è che lei abbia smesso... - azzardo con un sorriso ironico.
- No, però ne fumo meno di quelle "vere", e questo è già un bel vantaggio.
Il loro bambino è un pargolo bello e pacioccone. Non si perde una parola di quello che ci diciamo, avrà quattro anni al massimo.
Arriva l'ora del pisolino. Ma è un orario imposto dalla sua mamma.
- No, non voglio dormire. Dormirò quando avrò sonno.
- Ma se non dormi adesso, poi arriviamo e ti viene sonno. E allora dormirai invece di stare con i nonni che ti stanno aspettando...
Nessuno dei ragionamenti fa una grinza.
- Se fai il pisolino - mi intrometto - al risveglio troverai un regalino da parte mia.
Come ho potuto essere così sciocco? Era evidente che non avrebbe funzionato.
- Lo voglio subito allora!
- No, dopo...
- No, subito...
Alla fine vince lui, come era prevedibile. Gli sgancio il martelletto di gomma che mi hanno dato al convegno quale gadget. Lui si addormenta di lì a pochi minuti.
Scendo alla mia stazione, loro proseguono. Il mio viaggio, allora, è servito a qualcosa.
La coppia davanti a me sembra volersi assopire, soprattutto lei che mi pareva più provata. Lui invece armeggia con delle sigarette finte.
- Guardi, se mi vede fumare sappia che questo è vapore, queste sono finte. Servono per smettere.
- Però non è che lei abbia smesso... - azzardo con un sorriso ironico.
- No, però ne fumo meno di quelle "vere", e questo è già un bel vantaggio.
Il loro bambino è un pargolo bello e pacioccone. Non si perde una parola di quello che ci diciamo, avrà quattro anni al massimo.
Arriva l'ora del pisolino. Ma è un orario imposto dalla sua mamma.
- No, non voglio dormire. Dormirò quando avrò sonno.
- Ma se non dormi adesso, poi arriviamo e ti viene sonno. E allora dormirai invece di stare con i nonni che ti stanno aspettando...
Nessuno dei ragionamenti fa una grinza.
- Se fai il pisolino - mi intrometto - al risveglio troverai un regalino da parte mia.
Come ho potuto essere così sciocco? Era evidente che non avrebbe funzionato.
- Lo voglio subito allora!
- No, dopo...
- No, subito...
Alla fine vince lui, come era prevedibile. Gli sgancio il martelletto di gomma che mi hanno dato al convegno quale gadget. Lui si addormenta di lì a pochi minuti.
Scendo alla mia stazione, loro proseguono. Il mio viaggio, allora, è servito a qualcosa.
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