28 gennaio 2006

L'amore Conta

Io e te ne abbiam vista qualcuna
- vissuta qualcuna ed abbiamo capito per bene -
il termine insieme
mentre il sole alle spalle pian piano
va giù e quel sole vorresti non essere tu
e così hai ripreso a fumare
- a darti da fare è andata come doveva -
come poteva
quante briciole restano dietro di noi
o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi
l'amore conta l'amore conta
conosci un altro modo per fregar la morte?
nessuno dice mai
se prima o poi
e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta
io e te ci siam tolti le voglie
ognuno i suoi sbagli
è un peccato per quelle promesse
oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un pò in compagnia
questo viaggio in cui non si ripassa dal via
l'amore conta - l'amore conta
e conta gli anni a chi non è mai stato pronto
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te
grazie per il tempo pieno
grazie per il te più vero
grazie per i denti stretti
i difetti
per le botte d'allegria
per la nostra fantasia
l'amore conta l'amore conta
conosci un altro modo per fregar la morte?
nessuno dice mai se prima o se poi
e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta l'amore conta
per quanto tiri sai che la coperta è corta
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te
l'amore conta
Ligabue

19 gennaio 2006

Giudizi (quasi) universali.

...Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.

Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio,
Torre di controllo aiuto,
sto finendo l'aria dentro al serbatoio...

(Samuele Bersani)

13 gennaio 2006

Smarrimento.

"L'unica ragione per cui alcune persone si perdono nei pensieri è perché quello è un territorio poco familiare."

(Paul Fix)



Credo abbia ragione, almeno per me in questo periodo. Stanchezza? Stress? Una sana rottura di c...?
Boh, per ora stacco la spina in tutto il fine settimana. Vado ad infilarmi nel tubo.

10 gennaio 2006

04 gennaio 2006

Un saluto particolare.

Prima o poi doveva succedere, lo sapevamo tutti. E' successo. La rassegnazione non fa parte del mio carattere, ma è chiaro che il finale era scritto, almeno nelle sue linee essenziali.

Quello di cui non mi capacito è: perché proprio in quel modo e in quel tempo? Voglio dire, è chiaro che quando uno decide di chiudere un rapporto e andarsene può scegliersi giorno e ora. Ma davvero non c'era bisogno di una spiegazione, di un ultimo contatto, di un saluto? E davvero non si poteva scegliere un momento migliore?

Io e te non siamo mai stati particolarmente simpatici l'uno per l'altra. Da quando ci vedemmo la prima volta sapevamo che non sarebbe durata: io così attento ai particolari, alle motivazioni, al funzionamento, al silenzio; tu in fondo non mi avevi chiesto nulla, c'eri da prima e io rappresentavo una specie di disturbo...

La nostra è stata una convivenza, tutto sommato, tranquilla. Ci siamo cordialmente ritagliati i nostri spazi, sapendo che l'uno non avrebbe potuto fare a meno dell'altra per molto tempo, ma anche che la situazione era solo temporanea. Eh, già, perché tu lo sapevi che io avevo già deciso, fin da quel lontano giorno del '97, che non sarebbe durata, che già pensavo al modo di sostituirti...

E' vero, lo ammetto. Ci sono cose che si sa da subito che non dureranno, e il nostro rapporto è stato una di quelle.
Però anche tu, da un paio di anni ormai, eri convinta che la cosa volgesse al termine. Goccia dopo goccia, giorno dopo giorno. E dire che ti avevo avvertita più volte di non continuare su quell'onda, perché ormai la misura era colma e presto anche la pressione avrebbe raggiunto valori tali da scatenare l'irreversibile.

Niente da fare, ormai ti eri impuntata e davvero credevi che da un momento all'altro mi sarei presentato con la tua sostituta e ti avrei dato il benservito. E allora giù goccia dopo goccia, dopo goccia...

Questo era il modo migliore per farmi perdere la pazienza, lo sapevi bene. Ho voluto fare un ultimo tentativo, darti tempo fino alla primavera, quando magari avresti potuto riflettere e rilassarti un po'. Non c'è stato verso...

Hai cercato e voluto l'irreparabile, la sera del 30. Sono tornato a casa e ti ho trovata con quel tuo ghigno, soddisfatta e quasi cigolante, come se ti divertisse tutto quel parapiglia...

"Dotto', 'sta pompa bisogna cambiarla, i termosifoni non possono più funzionare così..."

Ha ragione l'idraulico. Ho dovuto cambiarti, sostituirti. Ti avrei concesso ancora un po' di tempo, ne avremmo riparlato in Primavera. Ma hai voluto fare di testa tua, come al solito.

Pazienza, a questo punto non posso che augurarti buona fortuna, anche se dubito che l'idraulico che ti ha presa con sé possa installarti in un qualche altro impianto.

Grazie per le migliaia di metri cubi di acqua, goccia dopo goccia dopo goccia, che hai immesso nei miei radiatori, consentendomi di scaldarmi.
Se mi avessi avvertito, magari, mi sarei organizzato in modo da non passare il Capodanno al gelo senza poter nemmeno fare una doccia. Ma va bene lo stesso, in fondo lo sapevamo entrambi che sarebbe finita così.

Adieu, pompa idraulica del mio impianto termico!