Si sa che il prezzo p di un abito ha subìto una maggiorazione del 6% e, altresì, una diminuzione del 6%; non si ha ricordo, però, se sia avvenuta prima l’una o l’altra delle operazioni. Che cosa si può dire del prezzo finale dell’abito?
Questo il testo di uno dei quesiti distribuiti stamane agli studenti per la Maturità dei Licei Scientifici.
Quando l'ho letto sono trasalito: gli esperti del Ministero avevano voglia di scherzare, di dare una mano agli allievi regalando praticamente un quiz a risposta immediata, oppure pensano davvero che cose di questo tipo possano e debbano costituire un problema per un ragazzo meno che ventenne, allenato a cimentarsi con derivate, trigonometria e calcoli analitici, e probabilmente con una mente molto più elastica di quanto sarà nel resto della vita?
Spero che la risposta non sia nella terza ipotesi. Spero, soprattutto, che gli studenti abbiano commentato, nel leggere quel quesito: "E vai, uno è gratis!". Se no siamo davvero messi male.
Ah, questo è un altro dei quesiti:
Si spieghi in cosa consista il problema della quadratura del cerchio e se, e in che senso, si tratti di un problema risolubile o meno.
Voglio conoscere i geni che hanno definito le domande d'esame. Mi sa che io li avrei bocciati.
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
21 giugno 2007
20 giugno 2007
Un giorno come tanti.
Essere in cammino non sempre vuol dire che si sa da che parte si sta andando. Succede a un mucchio di gente, non c'è niente di strano e non finisce il mondo.
Con questa premessa potrebbe sembrare che io abbia qualcosa di profondo da dire. O di importante. O di interessante. O di saggio. Invece non è così. Posso solo offrire il mio vissuto e la condivisione della malinconia che a volte mi prende la mano per fare insieme a me qualche metro di strada. Ognuno offre quello che può, certo.
La vita va avanti con una velocità che sembra indipendente dalla nostra volontà. Pare accelerare quando il Tempo ci sfugge, e invece spesso siamo noi che, correndogli dietro, gli diamo un'impronta relativistica costringendolo a contrarsi e a scorrere in maniera tachicardica. E' un'impressione che ci fa male. Dobbiamo imparare a vincerla perché siamo - almeno in potenza - più forti.
Ogni giorno può essere un giorno speciale, se lo si ritiene opportuno. Dipende da come lo si vive, da cosa gli si chiede. E anche da cosa si è disposti a dare.
Un compleanno è un giorno come gli altri. Oppure no. Gli altri sembrano ricordarsi di noi più che in altri giorni. Sta a noi ricordarci di noi stessi più che in altri giorni.
Auguri.
(dedicato ad una donna che pensa di avere solo la "quarta marcia")
Con questa premessa potrebbe sembrare che io abbia qualcosa di profondo da dire. O di importante. O di interessante. O di saggio. Invece non è così. Posso solo offrire il mio vissuto e la condivisione della malinconia che a volte mi prende la mano per fare insieme a me qualche metro di strada. Ognuno offre quello che può, certo.
La vita va avanti con una velocità che sembra indipendente dalla nostra volontà. Pare accelerare quando il Tempo ci sfugge, e invece spesso siamo noi che, correndogli dietro, gli diamo un'impronta relativistica costringendolo a contrarsi e a scorrere in maniera tachicardica. E' un'impressione che ci fa male. Dobbiamo imparare a vincerla perché siamo - almeno in potenza - più forti.
Ogni giorno può essere un giorno speciale, se lo si ritiene opportuno. Dipende da come lo si vive, da cosa gli si chiede. E anche da cosa si è disposti a dare.
Un compleanno è un giorno come gli altri. Oppure no. Gli altri sembrano ricordarsi di noi più che in altri giorni. Sta a noi ricordarci di noi stessi più che in altri giorni.
Auguri.
(dedicato ad una donna che pensa di avere solo la "quarta marcia")
18 giugno 2007
Una favola moderna...
C'era una volta...
- Un Re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta una finestra attraverso la quale transitavano ogni giorno, e soprattutto ogni notte, numerose zanzare. Sarebbe troppo lungo tentare di capire per quale motivo le zanzare non si sarebbero dovute estinguere a causa del meteorite che uccise i mammut. Un mammut non riuscirebbe a passare attraverso una finestra, per esempio.
Comunque questa è la storia di un fabbro. Oggi forse non si chiamano più così. Possiamo chiamarlo tecnico specializzato. Insomma, costui un bel giorno costruì una bella zanzariera davanti alla finestra e da allora pareva che fosse arrivata l'età dell'oro: finestre aperte con la luce accesa per leggere, aria fresca senza il ronzio nelle orecchie di notte, assenza totale di pigmentazioni rossoviolacee sulla pelle al mattino e pruriti inesistenti...
Un brutto giorno quella zanzariera si ruppe. O meglio, si sfilò dal binario che la teneva tesa nel telaio appoggiato al muro. Rimetterla a posto sarebbe stato semplice per un tecnico specializzato, ancora di più per quello stesso che l'aveva inizialmente costruita. Ma pare si stiano estinguendo, e quei pochi rimasti non hanno tempo.
Non hanno tempo di parlarti, non hanno tempo di ascoltare il tuo problema, non hanno tempo di venire a vedere il danno, né tantomeno di farti un preventivo. Hanno lavori prenotati fino al 2009. Quando sono stati prenotati 'sti lavori? Subito dopo la sconfitta di Cartagine? Ai tempi del Sacro Romano Impero?
La prossima volta mi compro un mammut. Almeno mi fa più compagnia.
- Un Re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta una finestra attraverso la quale transitavano ogni giorno, e soprattutto ogni notte, numerose zanzare. Sarebbe troppo lungo tentare di capire per quale motivo le zanzare non si sarebbero dovute estinguere a causa del meteorite che uccise i mammut. Un mammut non riuscirebbe a passare attraverso una finestra, per esempio.
Comunque questa è la storia di un fabbro. Oggi forse non si chiamano più così. Possiamo chiamarlo tecnico specializzato. Insomma, costui un bel giorno costruì una bella zanzariera davanti alla finestra e da allora pareva che fosse arrivata l'età dell'oro: finestre aperte con la luce accesa per leggere, aria fresca senza il ronzio nelle orecchie di notte, assenza totale di pigmentazioni rossoviolacee sulla pelle al mattino e pruriti inesistenti...
Un brutto giorno quella zanzariera si ruppe. O meglio, si sfilò dal binario che la teneva tesa nel telaio appoggiato al muro. Rimetterla a posto sarebbe stato semplice per un tecnico specializzato, ancora di più per quello stesso che l'aveva inizialmente costruita. Ma pare si stiano estinguendo, e quei pochi rimasti non hanno tempo.
Non hanno tempo di parlarti, non hanno tempo di ascoltare il tuo problema, non hanno tempo di venire a vedere il danno, né tantomeno di farti un preventivo. Hanno lavori prenotati fino al 2009. Quando sono stati prenotati 'sti lavori? Subito dopo la sconfitta di Cartagine? Ai tempi del Sacro Romano Impero?
La prossima volta mi compro un mammut. Almeno mi fa più compagnia.
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