30 luglio 2012

Il bilancio.

Il treno corre, neanche tanto veloce per essere un Frecciarossa.

La coppia davanti a me sembra volersi assopire, soprattutto lei che mi pareva più provata. Lui invece armeggia con delle sigarette finte.
- Guardi, se mi vede fumare sappia che questo è vapore, queste sono finte. Servono per smettere.
- Però non è che lei abbia smesso... - azzardo con un sorriso ironico.
- No, però ne fumo meno di quelle "vere", e questo è già un bel vantaggio.

Il loro bambino è un pargolo bello e pacioccone. Non si perde una parola di quello che ci diciamo, avrà quattro anni al massimo.

Arriva l'ora del pisolino. Ma è un orario imposto dalla sua mamma.
- No, non voglio dormire. Dormirò quando avrò sonno.
- Ma se non dormi adesso, poi arriviamo e ti viene sonno. E allora dormirai invece di stare con i nonni che ti stanno aspettando...

Nessuno dei ragionamenti fa una grinza.

- Se fai il pisolino - mi intrometto - al risveglio troverai un regalino da parte mia.

Come ho potuto essere così sciocco? Era evidente che non avrebbe funzionato.

- Lo voglio subito allora!
- No, dopo...
- No, subito...

Alla fine vince lui, come era prevedibile. Gli sgancio il martelletto di gomma che mi hanno dato al convegno quale gadget. Lui si addormenta di lì a pochi minuti.

Scendo alla mia stazione, loro proseguono. Il mio viaggio, allora, è servito a qualcosa.



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