13 febbraio 2006

San Valentino.

Una volta questo (domani) era il giorno degli Innamorati. Ci si dedicava, un giorno in più, alla persona con la quale si condivideva o si voleva condividere una intera vita o una storia che valesse altrettanto.

Poi vennero i cioccolatini. Quasi subito. E tutti a comprarne, e a regalarne. C'erano quelli col bigliettino dentro e frasi che poi si collezionavano. C'erano quelli col liquore: chissà, forse si sperava che la partner si lasciasse stordire dall'alcool! Poi c'erano quelli al marzapane, cuore tenero in un ripieno dolce. Quelli alla nocciola, alla fragola, al mascarpone, alla mandorla, ai fichi...

Nel tempo questa festa ha assunto sempre meno un significato intimo e passionale, sempre più si è avvicinata ad una festa "per forza", in cui occorre fare regali costosi, strabilianti, spettacolari... Regalare un fiore è banale, un libro è roba vecchia, un biglietto per un concerto è fantascienza.

E ora ci sono i messaggini. Pare che metà degli italiani (spero che si intenda un italiano su due, è sempre difficile capire come vengano stilate certe statistiche) mandino alla propria bella (o al proprio spasimante) un sms con poche, misurate e laconiche parole: c'è chi si arrischia anche con gli acronimi. TVB, TVTB... Una volta almeno c'era il gusto dell'infilare il gettone nella fessura e comporre il numero, per sentire la voce dall'altra parte. Come fai a dire "Tivvubbì" a uno che ti ha risposto? Però se glielo scrivi la cosa è meno grave, no?

Mandiamoci pure i messaggini, ma non dimentichiamo di parlarci. Possibilmente di persona.

BSV!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma siamo ancora in grado di "parlarci"??? Abbiamo ancora capacità di ascoltare l'altro/a? la volontà di farlo e la pazienza di non arrenderci alle prime incomprensioni???
Penso di no!
Chi, davanti alle discussioni, non ha pensato alla brevità della vita? alle sue grandi difficoltà e si è allontanato pur di vivere con "serenità", senza considerare che proprio queste difficoltà sono la vera vita?
Beh ammiro, e un po' invidio, chi riesce a dialogare e a non sentire il bisogno di scappare nonostante tutto.

Tita :-(