20 novembre 2005

Compleanno

Per tanti anni ho pensato che il giorno del compleanno è una festa grande anche per la mamma del festeggiato, perché quel giorno non si dimentica più...
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.

1 commento:

Monsoon ha detto...

Siamo davvero sicuri che oggi non ci sia più nessuno?

No, sono tutti lì, invece. In forma e modi diversi, ma tutti ancora a sorridere alla vita che trentaquattro anni fa ha regalato una nuova luce al mondo...

Per quando ci sentiamo davvero soli...