27 dicembre 2006

NATALE

“… Ed eccoci qui, o amici, una lavagna, la lavagna della nostra comune esistenza. Essa è oggi un intrico di nomi e di date che dà le vertigini, perfino tutti noi vi siamo segnati con nome, cognome, lavoro, speranze, peccati e segreti pensieri; i fatti grandi scritti in grande, i nostri piccoli piccoli. Quante cose amare e tremende che si aveva l’impressione di aver dimenticato e invece pesano nell’interno di noi. Quante cose da seppellire,. Coraggio, allora, cancelliamo. Come sempre, ci si è lasciati prendere all’ultimo momento e forse non faremo in tempo a buttar via tutto quello che occorre. Ma intanto proviamo. La maledetta sfera dell’orologio corre, non c’è potenza dell’universo che la possa fermare e tra pochi minuti suonerà mezzanotte. Su, presto, cancelliamo, prima che il Bambino Gesù , nascendo, abbia a leggere tante brutte cose. (…) Ma adesso? Al posto delle vergogne cancellate, che cosa noi metteremo? Lasciare lo spazio vuoto perché Colui che viene si accorga che è stata tutta una commedia? Da, dan, l’orologio della chiesa batte i primi dei famosi colpi. Svelti, scrivete. Scrivete che non è tutta colpa nostra se siamo diventati così, che siamo un poco inveleniti, e i pastrani mostrano la corda, e il tacchino nella pentola stasera non è propriamente un tacchino ma un più sparuto volatile che non sarebbe esagerato chiamare pollastrello. Scrivete che l’intenzione di voler bene agli altri ci sarebbe ma che gli altri ci fanno un po’ paura. Scrivete che la parola guerra ce l’hanno insegnata da bambini e che in realtà non ci è mai piaciuta e che per quanto ci riguarda promettiamo di non nominarla mai più…..”
1946 Dino Buzzati

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