24 dicembre 2006

Lettera a Babbo Natale.

Caro Babbo Natale,

So che in questo periodo sei molto indaffarato, anche con la finanziaria tu lavori comunque, come negare una gioia ai bambini, magari con i soldi che è costato il pacemaker di Berlusconi ci avresti sfamato i bambini del Sudan per un anno e fatto contento qualche cardiochirurgo italiano, così bravo ma che purtroppo ha la sfortuna di operare a Pavia e non a Cleveland.

Ti avrebbe potuto fare da agente Lele Mora e le sue succinte stelline, immagina la signorina Gragoraci di turno, fotografata nel letto di Babbo Natale, in alta Val Badia... magari qualche ricattuccio... Si poteva sollevare il Natale.

Tu passi in ogni angolo del mondo, ma se anche solo sorvolassi la nostra città, potessi guardare le nostre strade, le nostre case, noi formiche brulicanti in scatolette di acciaio, capiresti che nel tuo sacco fatti i salvi i giocattoli dovresti metterci altre cose.

Io ti scrivo perché non voglio niente, anzi se proprio devi venire, ti pregherei di portarti via qualche cosa:

- Gli ultimi modelli di fuoristrada, che poi non girano sugli sterrati, ma in città.

- Buona domenica e Domenica in. Se poi ce la fai per il peso, anche Maurizio Costanzo e il suo clone venuto male, Maria De Filippi.

- Il miele sul pecorino perché, anche se molto buono, fa troppo chic.

- I contratti a progetto e le cooperative di lavoro, che equivale a ri-portare nel tuo sacco il futuro a chi è stato tolto con la precarietà.

- Condoleeza Rice. La riconosci, somiglia ad un topolino con una leccata di catrame in testa, perché una donna che lavora per la guerra tradisce la sua pancia che da la vita.

- Tutti quelli che quando parlano urlano, che parlano quando sarebbe meglio stare zitti, che sanno tutto e non hanno mai bisogno di ascoltare. Li trovi nelle cene tra colleghi, nelle riunioni di condominio e anche nei percorsi di trekking.

- La sofferenza negli occhi dei nostri figli.

- Il dolby surround del mio vicino, che quando vede Il Gladiatore mi fa tremare i bicchieri di cristallo e anche le orecchie.

- Le persone che nel Salvabebè e Salvamamme ci stanno solo per il potere e la visibilità, fallo piano piano e gradualmente, perché rimarremmo in tre e le nostre mamme, i nostri bimbi hanno bisogni imprescindibili e vitali.

- Gli sms, gli mms e le e-mail di Buon Natale e Buon Anno, tutti quanti nessuno escluso, compresa la pigrizia e la sciatteria relazionale che nascondono.

- I croccantini che la Gattara porta ai gatti del vicinato e che si trasformano in escrementi depositati sul prato inglese del mio molto ex giardino, ma sai i rimpianti!!! Se non ce la fai, porta i gatti da un’altra parte.

- I vari pupazzi che ti ritraggono, un po’ mosci, impiccati ai balconi, sono tristi e poi tolgono la fantasia ai bambini, il mistero. Tu, caro Babbo Natale sei come le gambe delle donne per gli uomini, meno ti si vede, più affascini.

Poi ho da farti qualche altra richiesta. Ancora una volta non di portare qualcosa, ma di non portarne, il che è comunque un dono:

- Non portarmi nuove trasmissioni televisive fintamente buoniste con veline e calciatori in cui tutti sorridono e fingono che il mondo sia un immenso parco di divertimenti, dove i problemi che dobbiamo risolvere riguardano come cuocere il capitone a Natale o come raggiungere il luogo dove si sposano Tom Cruise e la sua bella moglie.

- Non portarmi nuove macchine potenti con autoradio potenti guidate da piloti potentissi insabbiate in ingorghi potentissimi. Magari fai in modo che ciascuno di noi prenda l'auto una volta di meno e faccia una passeggiata in più, anche quando piove, che comunque è sempre bello e non si muore per qualche goccia d'acqua.

- Non portarmi nuove elezioni, non ce n'è bisogno. Non tanto perché questa o quella parte politica facciano bene il proprio mestiere, ma perché probabilmente siamo ad un punto in cui NOI dobbiamo cambiare prima di pretendere che i nostri rappresentanti cambino. Mi riferisco a tutti, a cominciare dal salumiere che pontifica contro i ladri e i truffatori e poi butta sulla bilancia un etto di carta prima di metterci il prosciutto.

- Non portarmi nuovi cani: quelli che ci sono fanno già abbastanza cacchine sul marciapiedi davanti alla scuola. Conosco l'obiezione: è compito dei proprietari pulire. Allora sai che c'è? Porta pure i cani, ma tienti i padroni.

- Non portarmi nuovi Amici, almeno fino a quando non avrò davvero imparato a valorizzare quelli che ho e ad essere io a mia volta vero Amico per loro, dono disinteressato e supporto robusto nelle difficoltà.

- Non portarmi nuovi sorrisi se non dovessero essercene abbastanza per tutti i bambini. Prima a loro, sempre e comunque.

Infine, se non ti crea disturbo, ricordati di calare dal camino solo un po' di quella magica polverina di stelle che mi consente ancora di scoppiare a ridere in faccia alla gente che lo merita, nel bene o nel male.

Un salutone a tua cugina la Befana.



(un grazie speciale a La nevicata del '56 per questa lettera)

1 commento:

Raffaella ha detto...

- Gli sms, gli mms e le e-mail di Buon Natale e Buon Anno, tutti quanti nessuno escluso, compresa la pigrizia e la sciatteria relazionale che nascondono.


Che cosa proponi in alternativa alle persone che sono lontane? La posta ordinaria? Il telefono? O niente del tutto, perché dovremmo comportarci come se fosse ogni giorno Natale?
Mi ha messo una gran tristezza questa lettera in fondo: è proprio obbligatorio voler sempre vedere il negativo? è ovvio che ci sia, c'è sempre, in tutto. Ma occorre tirarsi su le maniche ed essere propositivi.

Buon Natale, malgrado tutto