Sai, la gente sola
Come può lei si consola
Non far sì che la mia mente
Si perda in congetture, in paure
Inutilmente e poi per niente
Tu, tu che sei diverso
Almeno tu nell'universo
Non cambierai
Dimmi che per sempre sarai sincero...
Splendida questa canzone di Mia Martini. Ho negli occhi e nelle orecchie la passione disperata con cui la cantava. Mi torna spesso alla mente. No, non per un amore finito. Ora leggo queste parole in altro modo.
Tutti noi ci aspettiamo di incontrare qualcuno veramente unico per noi. E più di una volta crediamo che sia quella buona: sì, ci diciamo, questa persona è attenta, sensibile, mi ascolta, c'è sempre nei momenti in cui ho bisogno di lei, anche in silenzio, anche solo con un piccolo gesto, è speciale perché mi accetta così come sono ma soprattutto perché non dà per scontato che ci sia né di esserci. Poi passa il tempo, la curiosità va scemando, lascia il posto all'abitudine: non c'è più bisogno di attenzioni o di sorprendere, e il rapporto si omologa a tutti gli altri. Scuse... bugie... nemmeno la voglia o la capacità di affrontare il discorso...
Non siamo capaci di essere unici, quindi diversi, e di rendere l'altro unico, quindi diverso. Che delusione...
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