Di lui si dirà che è stato forse il migliore di tutti i tempi.
Certo, ne ha combinate molte.
Aveva promesso che non avrebbe più partecipato ai Campionati del Mondo, poi rientrò dalla porta di servizio e stravinse.
Aveva conquistato l'universo, ma scelse di voltare le spalle a tutto e a tutti, rinunciando addirittura a difendere quel prestigioso titolo.
Era indubbiamente il più forte, ma sparì senza più disputare nemmeno un incontro amichevole.
Di colpo riapparve, organizzando e rivincendo quella sfida che aveva appassionato anche i non addetti ai lavori, forse per via delle implicazioni che aveva nel tempo della Guerra Fredda.
Ha fatto di tutto, compreso rinunciare alla propria cittadinanza statunitense per chiedere asilo politico altrove.
Era diventato paranoico, o forse lo era sempre stato.
Le ultime foto ci mostrano un barbuto e anziano signore con gli occhi di fuoco, dai quali scintillava ancora la folgore del genio.
Voglio ricordarlo per quello sguardo, per quegli occhi pieni di risposte a domande che nessuno gli ha saputo o potuto fare.
Caissa lo avrà senz'altro accolto a braccia aperte.
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