La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
30 dicembre 2005
Il 2005 se ne va...
Quindi occorrerà attendere un po' di più per stappare lo spumante. Per la verità, le lancette verranno sistemate quando sarà mezzanotte al meridiano di Greenwich. Alle nostre longitudini, quindi, il Capodanno arriverà puntuale e, semmai, sarà il 2006 a durare un secondo in più...
A me però piace pensare che quel secondo appartenga al 2005. Quel secondo in più che mi è stato regalato - io lo so davvero bene - è stato un attimo fondamentale, bellissimo, irripetibile. E' stato un secondo interminabile, nel quale il cervello ed il cuore hanno volato insieme e si son dimenticati di tutto il resto...
Un secondo può valere una vita, a volte.
Buon 2006.
27 dicembre 2005
Distratto?
Una frase di Felice Andreasi, scomparso il giorno di Natale. Ma è davvero una frase surreale?
22 dicembre 2005
Problemi?
(Albert Einstein)
19 dicembre 2005
Lettera a Babbo Natale.
Cosa chiedere, allora? Non so. Mi piacerebbe, quest'anno, fare IO la parte di Babbo Natale. Mi piacerebbe che le persone che amo mi chiedessero loro direttamente qualcosa che possa farle felici. Accogliere una richiesta è importante e spesso chi chiede compie un atto d'Amore almeno quanto chi esaudisce.
Chiedere che mi venga chiesto? Beh, si potrebbe provare... O forse anche questo è un atto di egoismo?
13 dicembre 2005
California: Tookie Williams è stato giustiziato
08 dicembre 2005
7 dicembre

Non so per quale strana alchimia della vita il 7 dicembre in modo ricorrente negli anni mi sono accadute cose simili e fondamentali per me: l'emozione, l'incontro, l'abbandono...
Oggi sono vecchia, ho imparato a non guardarmi indietro, a vivere il presente...ma anche questo 7 dicembre all'improvviso una stretta al cuore, un'onda di malinconia...
La casa è aperta torna quando vuoi
mi trovi qui
Perché non voglio perdermi così
mille altre volte ricomincerei
ancora ti perdonerei
la voglia c'è
è sempre viva questa nostalgia... di te
Ovunque sei... mi manchi!
06 dicembre 2005
Ha senso.
- Non ha senso tentare, - disse - non si possono credere cose impossibili!
- Direi piuttosto che non hai molta pratica. - disse la Regina - Quando ero più giovane, lo facevo sempre per mezz'ora al giorno. Alcune volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione.
(Lewis Carroll - Alice nel Paese delle Meraviglie)
05 dicembre 2005
I CARE
Si diceva negli anni Settanta. Ora sembra che l'imperativo categorico sia esattamente il contrario.
Invece io ci credo ancora, a dispetto di tutto e di tutti! Tutto ciò che accade sul pianeta MI RIGUARDA. Ho il dovere di informarmi e di cercare di capire, e se proprio non riesco ad avere gli strumenti che me lo consentono ho il dovere di resistere, di non farmi intruppare, di continuare a cercare, di coltivare il senso critico nelle generazioni che domani patiranno il mondo che stiamo costruendo per loro. Ho il dovere di assumermi la mia parte di responsabilità: il silenzio è spesso connivenza, assenso.
Colpa nostra.
Qualcuno ha ben chiare le idee su cosa stia succedendo ad un alimento prezioso ed indispensabile come il latte - il latte, non il caviale - che pare sia contaminato a prescindere dalla marca?
Si è più saputo qualcosa su Ustica? O sulla stazione di Bologna? O sulle basi americane a La Maddalena?
Leggiamo con superficialità, assistiamo a programmi televisivi demenziali e disimpegnati: grandifratelli, isoledeifamosi, fattorie, ristoranti e varie amenità. Ce le propinano, è la nostra giustificazione, non c'è altro...
Storie. Ci sono il silenzio, la protesta civile, il boicottaggio dei prodotti pubblicizzati da 'sti programmi inutili.
Il guaio è che non siamo capaci di proteggerci da noi stessi...
28 novembre 2005
Stranezza.
(Sir Arthur Eddington)
20 novembre 2005
Compleanno
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.
15 novembre 2005
Quanto mi vuoi bene?
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!
14 novembre 2005
Gatti e tigri...
09 novembre 2005
Quale storia tu vuoi che io racconti?
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...
(Paolo Conte - Gli impermeabili)
06 novembre 2005
Tranquillo.
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.
Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!
- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...
Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!
Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!
Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!
Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...
Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!
01 novembre 2005

E io ho il Vento nel cuore,
e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
salgo e scendo, sfrecciando fra le fole che s’intrecciano
in mille gorghi e spirali.
E io ho il Sole nel cuore,
e con raggi sinuosi mi lascio scivolare sulla terra;
m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
dove la dolce carezza m’acquieta.
E io ho la Pioggia nel cuore,
e con scrosci divento acqua ridente;
cado quando essa cade e in rivoli mi addentro nei meandri oscuri,
fra le pieghe di madre terra.
E io ho la Terra nel cuore,
profumata pelle di chicchi di roccia;
sono pietra dura e sabbia fine, zolla fertile ed erba tenera
e con risa di frane corro lungo le montagne.
E io sono Aria nel cuore,
e sono Fuoco nel cuore,
sono Acqua.
E sono Terra nel cuore...
Madre Terra.
15 ottobre 2005
Autunno
Preghiera
11 ottobre 2005
Fotografie.

Fotografie... Trasparenze di fuori città, torri spagnole,
le chitarre e le birre in collina, l'eclissi di sole.
Fotografie... Io e te vagabondi nel porto di Barcellona,
su di giri di prima mattina, navigando l'estate del sud.
Nelle fotografie, malinconie, colpi di sole.
Donne, pugni e poesie,
mentre qui
tutto il vino va via, non si sa come.
La tua donna e la mia ridono insieme
han già deciso che han chiuso i confini
e i nostri treni non partono più.
Fotografie... Una piazza di un posto dell'est con le bandiere,
una tazza di grappa di more, senza amori, né fretta, né idee...
Basta fotografie, piccole spie pericolose.
Un bicchiere di più:
torni tu,
batti i pugni e vedrai chi siamo ancora.
C'è un biglietto per noi per l'avventura.
Sulla corriera a colori che vola
chi la perde non parte mai più.
Quante pagine ha la libertà
non lo sappiamo...
Quante volte dirai:
mi fermo qui!
Quanto vento ci sta dentro una vela,
non parliamo di noi alla moviola;
finito il vino facciamo che è tardi,
non facciamo i bastardi perché
la tua luna e la mia fanno canzone,
la tua donna e la mia sono persone.
Guidando piano portiamole a casa
e poi chiediamo anche scusa; vedrai:
tutto è meglio così, meglio così
basta malinconie, fotografie...
03 ottobre 2005
Primo giorno di scuola.
Era il segnale che l'estate era davvero, definitivamente terminata. Si ricominciava con un progetto che avrebbe richiesto un intero anno e del quale si conosceva l'obiettivo e il metodo.
C'era attesa, trepidazione, si sapeva che non sarebbe durata, ma che almeno all'inizio sarebbe stato un gran divertimento...
Ogni tanto mi manca quel tempo di certezze...
22 settembre 2005
Equinozio d'Autunno.
Invece oggi sono solo a metà strada.
Sarà un lungo inverno.
20 settembre 2005
TENEREZZA

La forza della tenerezza può sconfiggere la debolezza della violenza.
L'Amore onnipotente di Dio è impotente finché l'uomo non lo realizza incarnandolo nella realtà terrena.
(Arturo Paoli - Torino 20 settembre 2005)
18 settembre 2005
Amici del leone.

Il leone in gabbia soffre, questo è chiaro. Ma perché?
Per il ricordo della savana dove dominava il territorio? Per la consapevolezza di non poter più rivedere i luoghi in cui è cresciuto? Perché vorrebbe una vita diversa?
Forse, ma non dovrebbe valere per quelli nati in cattività. Questi non hanno memoria di un mondo diverso dalla loro sei metri per sei...
Chissà... Magari il problema sta nel vedere che qualcuno passa davanti alla sua gabbia, gli lancia un'occhiata. Talvolta un gridolino di ammirazione. Molti dicono d iamare gli animali. Ma in realtà chi lo guarda non cerca un confronto con lui, sa di essere al sicuro, di non rischiare nulla, al sicuro dietro una protezione solida come l'acciaio...
Chissà, forse li leone avrebbe rispetto per qualcuno che osasse davvero allungare una mano per fargli una carezza. Forse non la azzannerebbe. Forse riuscirebbe persino a fare le fusa...
E' facile essere amici del leone dall'esterno della gabbia.
13 settembre 2005
Autenticità.
"Tutto su mia madre" - Pedro Almodovar
(grazie a Flo)
11 settembre 2005
11 settembre
Uomo del mio tempo
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo.
Eri nella carlinga,con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,alle ruote di tortura.
T’ho visto: eri tu,con la tua scienza esatta
persuasa allo sterminio,senza amore, senza Cristo.
Hai ucciso ancora,come sempre,
come uccisero i padri,
come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. -
E quell’eco fredda, tenace,è giunta fino a te,
dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra,
dimenticate i padri:le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
Salvatore Quasimodo
10 settembre 2005
Impressioni di settembre.
cerco un sole, ma non c’è.
Dorme ancora la campagna, forse no.
E' sveglia, mi guarda, non so...
Già l’odore della terra, odor di grano
sale adagio verso me;
E la vita nel mio letto batte piano:
respiro la nebbia, penso a te...
Quanto verde tutto intorno
e ancor più in là,
sembra quasi un mare d’erba;
e leggero il mio pensiero vola e va:
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato,
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito:
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so:
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so:
sono solo, solo il suono del mio passo.
E intanto il sole tra la nebbia filtra già,
il giorno, come sempre, sarà...
(Premiata Forneria Marconi, 1971)
09 settembre 2005
Un fatto di cronaca.
Stamattina, alle 8,45 circa, una bimba di circa dieci anni è stata vista su una bicicletta, con un voluminoso zaino sulle spalle, sul Raccordo Anulare di Roma. Un motociclista (ero io) si è reso conto della situazione di pericolo ed ha chiamato il 113 avvisando le forze dell'ordine. I poliziotti sono riusciti ad intercettare la bimba sull'autostrada Roma-Fiumicino, mentre alcune persone (c'ero anch'io) l'avevano convinta a fermarsi e ad attendere l'arrivo degli agenti.
Non presenta segni di violenza di alcun tipo, parla un italiano di buon livello, ma è probabilmente di nazionalità asiatica, probabilmente indiana come lei stessa ha affermato. Ha racontato di essersi perduta mentre cercava di raggiungere la casa degli zii. Ha detto di essere scappata di casa perché i genitori "la trattano male". In un primo momento si è impaurita per l'arrivo degli agenti e avrebbe voluto proseguire il "viaggio" in sella alla moto di uno dei presenti (voleva venire con me). Poi, poco a poco, si è rassicurata ed ha accettato di buon grado di salire sulla pattuglia, scherzando anche un po' con i poliziotti che l'hanno accompagnata al vicino commissariato.
Gli inquirenti stanno ora tentando di rintracciare i genitori della piccola. Saranno certamente in pena, ma probabilmente dovranno cambiare qualcosa nel menage familiare...
Fin qui l'agenzia di stampa. Quello che nessuno scriverà è che tra gli avventori c'era anche una ragazza (l'unica) piuttosto graziosa e che i poliziotti hanno voluto "identificare" soltanto lei, facendosi dare anche il numero di cellulare!
Il vero giornalismo è essere presenti sul posto mentre il fatto accade!
07 settembre 2005
Per fare un albero...
Ha scritto poesie musicali di rara bellezza, consapevole che le cose semplici sono le più belle...
Ha sempre evitato le luci della ribalta e il vuoto protagonismo, scegliendo una vita "normale" con gli affetti veri.
E' andato via. Mancherà a tutti, anche se pochi sapranno il perché...
Ciao, Sergio.
05 settembre 2005
Ho voglia...
Ho voglia di dormire, di spegnere la mente, di chiudere gli occhi...
Ho voglia di cancellare i cattivi pensieri...
Ho voglia di letargo. Ho voglia che venga Inverno.
03 settembre 2005
Quando si è soli...
Musica mia portami via.
Sole sarai, terra se vuoi;
Acqua sarai, fuoco se vuoi.
Sempre musica, sempre musica...
(New Trolls - Musica, 1980)
01 settembre 2005
La gioia.
29 agosto 2005
Evidenza.
Slavoj Zizek
28 agosto 2005
Dedicata a un amore che nasce...
26 agosto 2005
Ancora vacanze

L'isola incantata di Cherso mi ha accolta quest'anno per una vacanza sorprendente, in tutti i sensi.
L'idea era di vivere qualche settimana in una grande casa, fuori dal centro abitato, con le persone che avessere voglia di condividere un'esperienza diversa, anche senza conoscersi fra loro e senza che io le conoscessi. Non è andato tutto liscio, anzi. La vacanza è partita con molti intoppi, e l'entusiasmo iniziale si è andato spegnendo. Alcuni vecchi, fedeli amici mi hanno accompagnata la prima settimana, la più serena e bella in assoluto: tempo stupendo, lo stupore di scoprire quei posti, in parte selvaggi e incontaminati, il piacere di stare insieme in una casa che, dopo il primo impatto, ci ha accolti come fosse la nostra.
Semplice e isolata, abitata da cavallette, grilli, mantidi religiose, piccoli scorpioni, un gatto rosso e le pecore che giravano nel giardino. Ci ha regalato silenzi ineguagliabili e cieli notturni mai visti, affollati di stelle luminosissime, inquadrati nelle piccole finestre che restavano spalancate. Poi il cambio di persone, alcune tensioni, il dispiacere delle partenze, lo stupore per le defezioni, altri arrivi, conoscenze fatte sul posto che diventavano parte del gruppo subito, senza formalismi, intorno al tavolo apparecchiato e sotto il cielo stellato, piccoli incidenti per fortuna senza gravi conseguenze...ogni giorno diverso dall'altro, ogni giorno con un suo equilibrio da trovare, da inventare, da scoprire. Complessivamente si sono alternate nella casa in tre settimane ventuno persone. Il tempo mutevole, a volte francamente disastroso, non ci ha impedito di apprezzare e godere le bellezze della natura dell'isola, dai fondali marini caraibici alla flora montana profumatissima e rigogliosa. Sempre l'accordo si è trovato intorno alla tavola su cui il cibo era appetitoso ed abbondante. Rispettati i ritmi di ognuno, anche quando eravamo in tanti: il tempo del riposo, della solitudine, della lettura si alternava a quello delle escursioni in gruppo o dei giochi serali.
Ho letto tanto: Sandor Marai, Le braci; Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra (riletture); Erri de Luca, Solo andata; I colpi dei sensi; David Grossman, Col corpo capisco; Il duello; Dacia Maraini, Isolina; Garcìa Marquez, Memoria delle mie puttane tristi; Marie Cardinal, Sconvolgimenti; Amos Oz, Conoscere una donna. Poco ho potuto condividere, e questo mi è mancato.
Colonna sonora: Battisti, De Gregori, Mannoia i più gettonati.
Sono tornata con due ragazzi conosciuti qualche giorno prima, Stefania e Mattia, che abitano a pochi km. da dove vivo. Un bellissimo incontro.
Barbara ha prolungato la vacanza fermandosi da me. Abbiamo visitato il Museo del cinema in una città completamente vuota, divertendoci ed entusiasmandoci come delle bambine, percorso il lungo Po nel verde di alberi immensi, chiacchierato all'infinito...L'incontro con lei da solo dà senso a tutta la vacanza.
Una vacanza movimentata, non priva di tempeste non solo metereologiche, ma alla fine quello che mi resta dentro è un bellissimo arcobaleno, quello che mi ha accolta nel cielo del ritorno.
25 agosto 2005
Sono rientrati anche gli ultimi vacanzieri del gruppo: hanno vissuto fino all'ultimo minuto i luoghi e le atmosfere. Enry e la sua famiglia: sua moglie Otacilia, brasiliana, vera Mamma doc, Leonardo, 6 anni, saggio, attento, instancabile, Fabrizio, 2 anni scarsi, un simpatico terremoto mangione, Michele, fratello di Enry, bancario preciso, acutissimo osservatore e organizzatore, fotografo serio (dia, mica digitali mordi e fuggi!), amabile e colto conversatore, zio tenerissimo. Abbiamo passato insieme poco più di una settimana, in un'armonia e un'allegria perfette, nella semplicità di una grande famiglia.
Ora è tempo di tornare davvero al quotidiano.
Grazie a tutti, amici miei!
22 agosto 2005
Questa Estate...
Magari non è così, e sarò smentito nei prossimi giorni. Però comunque manca meno di un mese all'arrivo ufficiale dell'Autunno e sarà bene cominciare a prepararsi.
Per esempio scegliendo con anticipo le foglie secche del nostro animo che non ci hanno permesso di voler bene come avremmo potuto. Usiamole per concimare il nostro cuore...
16 agosto 2005
Gli Amori diversi...
Gli amori diversi.
Sono gli amori insensati
a dare un senso alla vita,
a questa musica fragile
tra le tue dita.
A queste dolci oscenitàin
una notte che ci somiglia,
a questo cercare rime
e rubarle tra le tue ciglia, tra le tue ciglia...
Sono gli amori insondabili
a rivelarci la vita;
questo cercarsi per sempre,
questa sorpresa infinita.
Le tue lame di verità
e il manto gelido d'inverno
che ti porti sulle spalle
e che ti fa scappare
da un sogno così bello.
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare
e fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male,
gli amori come te.
Sono gli amori improvvisi
ad indicarci la strada,
in quella buia tempesta
di desiderio e di attesa.
A farci brillare gli occhi
di quella luce così vera
e a sussurrare parole
al fuoco dell'intesa,
al fuoco dell'intesa.
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare,
fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male.
Gli amori come te...
12 agosto 2005
Le Perseidi.
Occorre esprimere un desiderio per ogni "stella" vista cadere. Ma quest'anno le condizioni meteo non sono state clementi e un banco (un branco?) di nubi ha chiuso la visuale...
Cosa avrei potuto chiedere? Un trenino elettrico? Un biglietto per la partita? Un orologio nuovo?
Forse avrei chiesto pace e salute per le persone cui voglio bene, una per una; avrei chiesto di dare agli uomini e alle donne la curiosità e la forza per non fermare l'ascolto alla prima difficoltà; avrei domandato di regalarmi più pazienza, attenzione, serenità, capacità di essere presente per chi ne ha bisogno...
Ma queste non sono cose che possano scaturire da una bacchetta magica e sperare che per incanto siano equivarrebbe a smettere di impegnarsi per quello...
Allora forse meglio così, meglio le nubi. Almeno non avrò l'alibi di averlo chiesto a qualcun altro e dovrò impegnarmi in prima persona affinché i miei desideri si realizzino...
09 agosto 2005
03 agosto 2005
Mense e varie umanità.
Ci si incontrano vari personaggi, alcuni decisamente interessanti. Vediamone alcuni.
Il salutista. Prende quasi sempre gli stessi piatti: rigorosamente sigillati, possibilmente incartati. Crescenza con l'etichetta, frutta di stagione matura, insalata scondita. Poi si mette a sindacare sulla tua scelta: "Quelle patate sono bruciate, lo sai che provocano il cancro?", "La carne al sangue può contenere i germi dell'epatite!", "La pasta sarà pure buona, ma la condiscono con quella robaccia preassemblata...". Quando tu, esausto, lasci nel piatto metà delle pietanze, lui le "assaggia" ed è soddisfatto per non averle prese. Però gli piacciono!
L'antimensa. Ritiene che i gestori della mensa ci guadagnino troppo e che usino qualsiasi mezzo per fare soldi, anche quelli illeciti. "Il mese scorso c'erano dei gatti nel parcheggio, chissà che fine hanno fatto...", "L'olio lo comprano a metà prezzo dai meccanici che lo tolgono alle macchine". Ovviamente lui saprebbe fare di meglio: servirebbe tutti i giorni fagiano e asparagi, "perché tanto le spese di gestione sono basse in un posto così grande..."
La modella. Porta vestiti sempre attillatissimi, tacchi alti e trucco vistoso. Indipendentemente dalla qualifica ricoperta, quando entra tutti si girano a guardarla. No, non è per la qualifica, in effetti... Mangia sempre da sola, anche se tutti si affannano a passarle vicini col vassoio in mano, nella speranza di un suo invito a sedersi. Prende un gambo di sedano, due carote bollite e un dolce. Siede con le gambe accavallate e guarda il tavolo col cibo come se fosse lì per scrivere un articolo di cronaca rosa. Mangia per contratto, si capisce che è pagata dall'azienda per attrarre gli impiegati a mensa.
Il malato. I colleghi lo evitano come la peste. Ha sempre un qualche malanno di cui lamentarsi e ovviamente il cibo deve essere adeguato. "Il medico mi ha detto che i carciofi mi alzano la pressione", "Prenderei l'hamburger, ma temo che la mia vescica ne soffra", "Ah, hai preso il gelato? Io lo vorrei tanto ma sai, la mia colite mi provoca..." e quindi sta lì un quarto d'ora a descrivere minuziosamente colore, odore, sapore e consistenza dei "prodotti" della sua colite. Quando non trova nessuno di sua conoscenza tortura gli inservienti: "Mi dia il riso in bianco, grazie. Sa, mi piacerebbero i tortellini, ma la mia prostata..."
Il perfezionista. E' preciso in tutto: porzioni, scelta dei piatti, condimento, etc... Comincia quando si avvicina al banco dei primi: "Vorrei una porzione di penne in bianco, con qualche goccia d'olio e una spruzzata di parmigiano. Possibilmente a metà cottura, meglio se un pochino fredde e col sale aggiunto dopo l'ebollizione...". Continua così per tutto il tempo e non la smette nemmeno quando si siede al tavolo: la sua insalata va condita con tre cucchiaini - non uno di più, non uno di meno - di olio accuratamente preso dalla bottiglietta del tavolo numero otto, perché solo quella contiene l'extravergine. Poi va al bar e ordina "un caffè freddo macchiato corretto alla sambuca, possibilmente con una goccia di cacao e mezza zolletta di zucchero". Il barista lo conosce bene e gli da, ormai da anni, lo stesso caffè che prepara per altri millecinquecento clienti.
Il truffato. Nel 1976, per sbaglio, la cassiera si trattenne cinquanta lire di resto. Da allora è ossessionato dall'idea che ci siano dei mariuoli pronti a lanciarsi sui poveri babbei che non controllano il conto. E allora passa i primi venti minuti a controllare e ricontrollare che lo scontrino corrisponda a quanto ritirato. "La banana costa venticinque centesimi, però ieri avevo preso lo yogurt che viene considerato come un secondo, per cui dovrei aver pagato un euro compreso il pane, che però non è compreso nella composizione standard..." e via delirando. Molti affermano che si porta lo scontrino in ufficio e si è fatto un foglio comparativo con tutti i prezzi. Quando ha finito di far di conto la pasta è ormai fredda e immangiabile.
L'affamato. Se potesse prenderebbe tre porzioni di tutto. "Sa, è per un collega timido che si è già seduto al tavolo..." farfuglia con una gran faccia tosta mentre ritira due piatti di ravioli. Mangia avidamente, come se fosse digiuno da settimane. Si ingozza di bistecca e patate mentre spalma il philadelphia su un panino. Suda come se spalasse carbone in un locale caldaie. Non lascia nemeno una briciola. Alla fine non riesce ad alzarsi e piange come un coccodrillo.
La gola profonda. Non va a mensa per mangiare, ma per incontrare qualcuno con cui (s)parlare di qualcun altro. "Quella, la seconda da sinistra del tavolo ventisei, è appena rientrata dalle ferie, ma si dice che le abbia fatte insieme a Rossi della contabilità.", "Il marito della Bianchi ha chiesto il trasferimento, ma lei è contraria...", "Domani Neri e Gialli presentano una riunione sulle tecniche di fotografia delle foglie morte, ma Verdi se ne assume tutto il merito...". Sa tutto di tutti, dalle cose innocenti a quelle piccantissime. Non ti lascia mangiare, ti interrompe ad ogni boccone prendendoti il braccio: "Guarda! Marroni con i capelli corti! Che schifo! No, non voltarti ora! Dai, voltati, adesso non guarda!"
La guida turistica. Conosce l'architettura e la topografia dei locali mensa meglio del progettista che l'ha disegnato. Sa dove mettersi, quali sono le finestre più luminose, quali le sedie più comode... "No, quel tavolo no, è proprio sotto il condotto di aerazione...", "Ecco, vedi? Qui nel 2002 si svolse la premiazione del torneo di dama, e da allora hanno lasciato tutto sporco!", "Spostiamoci un paio di tavoli più a EST: c'è meno riscontro e si vede l'infilata dei parcheggi...". Andare a mensa con lui vuol dire fare molto sport, perché si fa sei volte il giro della sala da pranzo prima di sedersi. Nel posto sbagliato, ovviamente.
I capigruppo. Organizzano spedizioni di almeno venti persone: la carovana giunge a mensa e intasa tutte le casse. Pretendono di trovare un numero adeguato di posti vicini, possibilmente allo stesso tavolo (i tavoli sono da quattro, al massimo da otto). Non si divertono proprio se non riescono a concludere con un bel coro alpino. Quando più di cinque colleghi si assentano contemporaneamente, preferiscono mangiare una merendina comprata al distributore automatico piuttosto che presentarsi senza claque al seguito...
Le coppiette. Si comportano come se non ci fossero che loro, e invece siamo in tremila. Non mi meraviglierei se accendessero una candela per meglio creare l'atmosfera romantica. Si guardano negli occhi per tutto il tempo tra un rigatone alla amatriciana e una seppiolina in umido. Una eventuale macchia sulla camicia viene accompagnata da gridolini di stupore e da sorrisi complici. Magari uno potrebbe pensare che siano amanti, ma non è vero. Gli piace solo fare finta!
L'impegnato. Ha sempre qualcosa d'altro da fare, non solo a mensa. Sta in riunione e telefona, parla al telefono e scrive al computer, scrive al computer e mangia, mangia e telefona e si aggiusta il trucco - se è donna - o i capelli - se è uomo... E' raro vederlo a mensa, perché ha molto da fare, ma quando ci viene è uno spettacolo garantito: cellulare all'orecchio, blocco degli appunti e penna stilografica, portatile collegato in videoconferenza con Singapore e petto di pollo ormai congelato. Non invitarlo a mensa se non hai anche qualcos'altro da fare: la sua conversazione con te non può durare più di quindici secondi continuativi.
Soprattutto: non andate in mensa, se è solo per mangiare!
27 luglio 2005
Astrofisica.
24 luglio 2005
FIDUCIA
Bertrand Russel
23 luglio 2005
Vacanza.
Vuol dire che bisogna svuotare la propria testa dallo stress quotidianamente inutile e tentare di tornare a guardare le cose come quando eravamo bambini...
Io ci provo.
Buona vacanza.
22 luglio 2005
Aiutati che il ciel ti aiuta!
18 luglio 2005
Un sorriso...
Anche quando non è per te.
Anche quando lo senti solo raccontare da chi lo ha visto davvero.
16 luglio 2005
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera,
insonne, sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
I tuoi occhi saranno una vana parola,
Un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
Quando su te sola ti pieghi nello specchio.
O cara speranza, quel giorno sapremo
Anche noi che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo, muti
Cesare Pavese
"Pronto..."
Italo Calvino, Prima che tu dica "pronto", 1975
15 luglio 2005
Tutto quello che voglio
Non sto cercando di competere con te
Picchiarti imbrogliarti o maltrattarti
Semplificare chiarire
Negare sfidare o inchiodare
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica
Non sto cercando di litigare con te
Spaventarti o deprimerti
Abbassarti incastrarti
Incatenarti umiliarti
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica
Non sto cercando di bloccarti
Shoccarti picchiarti rinserrarti
Analizzare categorizzare
Finalizzare pubblicizzare
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica
Non voglio fare il muso con te
Rincorrerti cercarti o seguirti
Svergognarti sloggiarti
Definire o confinare
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica
Non voglio svicolare da te
Prenderti scuoterti e abbandonarti
Non voglio che tu senta come me
Veda come me o sia come me
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica
Bob Dylan 1964
14 luglio 2005
Scacchi. Scacchisti.
Una notte, a metà torneo, qualcuno bussa alla porta della camera d'albergo di Alekhine. Un vecchio contadino russo, tutto stracciato, chiede di poter entrare, dicendo di aver trovato un segreto degli scacchi di enorme importanza.
- So come dare scacco matto al bianco in dodici mosse dalla posizione iniziale! - sostiene il vecchietto.
Alekhine cerca di buttarlo fuori, ma il contadino insiste. Non c'è verso di farlo desistere né le buone, né con le cattive. Per porre fine alla questione, stanco ed impaziente, il Maestro tira fuori la scacchiera. Dodici mosse più tardi il futuro Campione del Mondo, con la faccia smunta, capovolge il proprio Re.
- Rifallo! - gli ordina in modo perentorio.
E il vecchio lo ripete. E così ancora, ancora, e ancora...
Stupefatto, Alekhine spinge il contadino lungo il corridoio, verso la porta del suo collega cubano Raul Capablanca, altro grandissimo Campione del Mondo. La stessa sequenza di eventi si ripete. Capablanca dapprima pensa ad un brutto scherzo organizzato chissà da chi; ma quello finisce sempre col batterlo in dodici mosse, partita dopo partita, indipendentemente dalla difesa che attua...
L'aneddoto termina qui.
Quando Alekhine concluse il suo sensazionale racconto, l'amico si protese verso di lui, ansioso, e chiese quello chiunque si sarebbe domandato:
- Cosa successe poi?
La risposta di Alekhine fu secca:
- Lo abbiamo ucciso, naturalmente!
11 luglio 2005
Il serpente.
se il veleno della gente mi potrebbe far morire.
Guardo gli occhi di un bambino per cercare di trovare
qualche briciola d'amore che è perduta in fondo al mare...
Come un vecchio pescatore con la canna di bambù,
se avrò il tempo di aspettare qualche cosa tiro su.
Guardo un cuore nel mio letto e vorrei capire anch'io
se sei tu che sei distratta o se è solamente il mio...
Guardo gli occhi di tuo figlio fra un panino e uno sbadiglio;
lui non ti assomiglia niente: forse ha gli occhi del serpente.
Guardo gli occhi a un viaggiatore, occhi pieni di emozione;
forse lei non è salita: è rimasta alla stazione...
Dentro guardo passare la gente,
grido e nessuno mi sente, cerco un aiuto da te;
ma non ti importa niente,
se il cuore è un bambino o un serpente
che a volte tradisce la mente e allora io guardo...
Guardo gli occhi del serpente per cercare di capire
se il veleno della gente mi potrebbe far morire.
Ma se il filtro di una strega mi può fare anche guarire
questo amore che mi frega non lo lascio più finire...
(New Trolls)
07 luglio 2005
No alla guerra?
Naturalmente siamo tutti contrari al terrorismo, alla guerra, alla povertà, alle ingiustizie...
Ma cosa davvero saremmo capaci di mettere in gioco per affermare il diritto di tutti i bambini del pianeta, ad esempio, a bere dell'acqua potabile?
Viviamo in condizioni privilegiate. Parliamo di dialogo, ma lo facciamo dall'alto delle nostre comodità.
Quando saremo davvero capaci di rinunciare ad una parte del nostro benessere, a privilegi che non ci siamo guadagnati, allora potremo davvero pretendere ascolto e rispetto da parte di chi oggi ci odia.
04 luglio 2005
Differenze.
Il legno e l'acqua sono diversissimi tra loro. Ma che buono l'odore di quando si incontrano!
01 luglio 2005
Precisione.
(Giuseppe Ruffino - "Elementi di Termodinamica" - ed. UniTor, 1989)
29 giugno 2005
L'abitudine
L’abitudine poggia su false sicurezze
L’abitudine rende il rapporto fragile
L’abitudine rende sordi ai bisogni dell’altro, ciechi ai suoi cambiamenti
L’abitudine è egoismo
L’abitudine è mancanza di rispetto
L’abitudine è violenza sottile
L’abitudine fa sentire l’altro disperatamente solo
L’abitudine non ha nulla a che fare
con l’Amore
con la Condivisione
con la Pietas
con la Gioia
28 giugno 2005
Legge di Conservazione.
27 giugno 2005
Ancora sulla vita...
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
(Madre Teresa di Calcutta)
26 giugno 2005
Camminare sulle strade della vita
di uno sguardo attento e pronto verso ciò che ci circonda.
Chi cammina sa che è importante la meta,
ma soprattutto sa che
ogni passo è occasione di vita.
Chi vede solo la meta, cancella il mondo intorno a sé.
Dimentica il valore degli istanti, dei volti lungo la strada,
dei doni di cui il viaggio gratuitamente lo arricchisce.
Cercare di conservare la propria acqua fresca
Per chissà quali scopi futuri
Ottiene l’unico risultato di renderla stagnante.
Meraviglierà scoprire come spargerla
Durante ogni attimo della nostra vita
Rende fertile la terra e fa germogliare fiori di gioia.
Non correre verso casa trattenendo i tuoi tesori.
Cammina, fermati, ascolta, incontra, aiuta,
e a ogni passo lascia una goccia del tuo amore sulla strada.
Allora farai ritorno raccontando ai tuoi amici
le meraviglie del mondo.
I tuoi secchi saranno vuoti,
ti sembrerà di non avere più nulla,
ma in realtà il tuo cuore sarà colmo
e i tuoi occhi brilleranno di gioia.
Non andare per la vita, ma cammina sulle sue strade
Ad alcuni viaggi non si può porre la parola fine.
da un racconto Zen
24 giugno 2005
Utopia
Ernst Bloch – Geist der Utopie
22 giugno 2005
Proprietà transitiva.
- Sì.
- E allora è anche amico mio. - concluse gravemente il padre.
(Sandor Màrai - Le braci)
20 giugno 2005
19 giugno 2005
Canta il sogno del mondo
La gente
Dona
Perdona
Ama ancora e saluta.
Dai la mano
Aiuta
Comprendi
Dimentica
E ricorda
Solo il bene.
E del bene degli altri
Godi e fai
Godere
Godi del nulla che hai
Del poco che basta
Giorno dopo giorno:
e pure quel poco
se necessario
dividi
e vai
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta
Canta il sogno del mondo
Che tutti i paesi
Si contendano di averti generato
(David Maria Turoldo)
18 giugno 2005
Semplicità
Una sorsata d'acqua fresca, un sorriso di un bambino, un bacio atteso a lungo...
15 giugno 2005
come eravamo
Se eri un bambino negli anni 50, 60 o 70… Come hai fatto a sopravvivere?
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale...
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
9.- La scuola durava fino a mezzogiorno, arrivavamo a casa per pranzo. Non avevamo cellulari...cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c’era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...
12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computers, chatroom su Internet... Invece AVEVAMO AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati non subivano alcuna delusione che si trasformava in trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità...ed imparavamo a gestirli. La grande domanda è: Come abbiamo fatto a sopravvivere? e, soprattutto, ad essere le grandi persone che siamo ora ;-)
13 giugno 2005
Ancora lui...
scritta sulla mia schiena
qualcosa di me
un giorno volerà
sono la punta dell'iceberg
l'anello di una catena
qualcosa di me
nel vento resterà
Jovanotti, Bruto
12 giugno 2005
il nostro mondo...
Che cosa cerchi? L'oro.
Hai uno scopo? Credo.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? Suono.
Di dove sei? Toscano.
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco.
A cosa pensi? Al deserto.
Qual è il tuo impegno? Immenso.
Ed il tuo tempo? Denso.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................
Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Scrivo.
Innamorato? Credo.
E lei ti ama? A suo modo.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Che dice il cielo? Tuona.
E la chitarra...suona!!!
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? Molte.
E la salute? Buona.
E la chitarra...suona!!!
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
Jovanotti
10 giugno 2005
Quando la strada sale...
l'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi.
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole.
Quando la strada sale non ti voltare:
sai che ci sarò...
(Enrico Ruggeri - Gimondi e il Cannibale)
09 giugno 2005
Luce.
08 giugno 2005
Amicizia
Sàndor Màrai, Le braci, Adelphi, 2004, pagg 95 e seg.
05 giugno 2005
Ancora sull'Amicizia.
- Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
- Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore... Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
(Kahlil Gibran)
03 giugno 2005
Quando finisce un'amicizia...
E' vero che quando un'amicizia finisce vuol dire che non era vera Amicizia?
Qual è il ritorno affettivo che ci si aspetta, rispetto a quanto noi stessi investiamo in un rapporto?
E per finire... Lasciare che un'ex amico vada per la propria strada, vuol dire amarlo?
02 giugno 2005
31 maggio 2005
Dedicata a tutti i bimbi Down che si affacciano ora al mondo. Con infinito amore
che sembra un pendolo
attraversa la strada
e tutti lo guardano
in questo mondo veloce si muove a fatica
ma tu guarda che razza di scherzi ti fa la vita
il mio amico e' sempre stato cosi'
fino da piccolo
con la faccia bambina e impaurita
che sembra un cucciolo
quando parla il mio amico farfuglia piano
e le parole nell'aria si sciolgono
come venissero da lontano
ma il mio amico è il mio amico
e solo io so com'è
lui ha un cuore pulito che un altro non c'è
il mio amico quando è solo ascolta canzoni
e ad ogni nota riaffiorano in lui
vecchie e nuove passioni
quando tu sei arreso e non sai cosa fare
lui ti dice addormentati e prova a sognare
vorrei essere anch'io cosi' ingenuo e felice
invece corro da sempre e non trovo mai pace
il mio amico almeno e' una bella persona
uno strano violino con le corde di seta
in un mondo distratto che cinico suona
questo grande concerto che in fondo è la vita
il mio amico non parla mai di odio e sfortuna
anzi dice era peggio non essere nato
non avrei mai potuto vedere la luna
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato
Il mio amico a volte scompare e non lo vedo piu'
anche lui soffre mesi d'amore
e non li manda giu'
gli succede di solito con una sconosciuta
e ogni volta ancor prima che inizi
è una storia finita
ma il mio amico è il mio amico
e solo io so dov'è
se vuol farsi trovare, se ha bisogno di me
o se invece vuol stare per giorni a parlare
sulla spiaggia da solo con le onde del mare
il mio amico che gioca con gli occhi a pallone
ci incoraggia e soffre anche in allenamento
lui da bordo del campo comanda l'azione
ondeggiando leggero come grano nel vento
dal mio amico ho imparato un milione di cose
per esempio ad amare senza esser riamato
a guardare la luna e i giardini di rose
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato
il mio amico è il mio amico
e non lo cambierei
i ricordi piu' belli ce li ho insieme a lui
in questo mondo veloce
il mio amico si muove a fatica
proprio lui che mi aiuta a capire
e ad amare la vita.
Gianni Morandi
Europa?
E' vero: la Costituzione Europea non è la migliore del mondo, avrebbero potuto senz'altro fare meglio i politici e i giuristi che ci hanno lavorato sopra. Ma è un primo passo, un tentativo, una specie di numero zero. La ricerca della perfezione è un processo asintotico.
Per la prima volta nella storia alcuni popoli hanno la possibilità di porre fine a lotte per l'egemonia e a guerre per l'indipendenza e la sovranitià. Guerre e lotte che durano da millenni. Ci stiamo giocando questa possibilità, lasciando che prevalgano interessi meramente di tattica politica spicciola: in Francia hanno votato contro le sinistre, altrove sono contrari a destra...
Torneremo ai tempi del Ducato di Parma e Piacenza, del Regno delle Due Sicilie, dell'impero austro-ungarico. E torneremo a lasciare che ci governino dei sovrani "illuminati", visto che noi non riusciamo ad esserlo altrettanto.
30 maggio 2005
Etty Hillesum, Diario 1941-1943
Nota: Nata nel 1914 in Olanda da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum muore ad Auschwitz nel novembre del 1943.
29 maggio 2005
La Pace.
(un sopravvissuto di Hiroshima)
26 maggio 2005
Questo sono io
che pure inizio bene, ma non so finire.
E faccio cose che dovevano servire
a non ricadere, a non pagare più
lo stesso errore...
(Biagio Antonacci)
24 maggio 2005
Il Piave...
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero;
il Piave mormorò: non passa lo straniero.
L'ultima guerra della quale gli italiani abbiano una "memoria" comune.
23 maggio 2005
22 maggio 2005
Buona domenica!
Oggi è quasi un giorno come un altro, si può addirittura fare shopping.
Ma è diventato un giorno come i tanti in cui non ascoltiamo noi stessi, non stacchiamo la spina, non ci prendiamo cura della nostra anima. Peccato.
Proviamo a riposare davvero, lasciando alleggerire la pressione. Facciamo una passeggiata in un parco. Leggiamo qualche pagina di un buon libro. E andiamo a trovare un amico.
Buon riposo.
20 maggio 2005
Essere donna
"...state molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!
La donna e' uscita dalla costola dell'uomo,
non dai piedi perche' dovesse essere pestata,
ne' dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale.....
un po' piu' in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere AMATA...."
19 maggio 2005
il nostro mondo
(Totò)
Felicità raggiunta.
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto di un bambino
a cui fugge il pallone tra le case.
(Eugenio Montale)
17 maggio 2005
Piano man.
Non parla, non sembra avere ferite, probabilmente non ricorda. Gli hanno dato un foglio di carta pensando che riuscisse a scrivere il proprio nome. Invece ha disegnato un pianoforte.
Allora, lo hanno portato davanti ad un pianoforte. Lui si è seduto ed ha cominciato a suonare. Suona perfettamente, da concertista. Su un altro foglio ha scritto una composizione musicale che sembra essere originale...
E' diventato un fenomeno da baraccone. Tutti a fantasticare, a curiosare, a voler sentire la sua musica. Nessuno cui importi davvero chi è.
Un uomo è forse la musica che suona?
15 maggio 2005
Apri le braccia e poi vola...
13 maggio 2005
IL BUONSENSO DI UN’OCA
Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l’inverno in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo.
Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto a un uccello che voli da solo.
Coloro che condividono una direzione comune ed un senso di comunità arrivano dove vogliono andare,più rapidamente e facilmente perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro. Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti.
Se avremo altrettanto buonsenso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.
Quando la prima oca si stanca, si sposta lateralmente ed un’altra oca prende il suo posto di guida.
E’ sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud.
Le oche gridano da dietro, per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità. Quali messaggi mandiamo quando noi gridiamo da dietro?
Infine (e questo è importante)quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l’oca caduta finchè non è in grado di volare oppure finchè muore; soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere nuovamente il gruppo. Se avremo il buonsenso di un’oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.
10 maggio 2005
L'omino coi baffi.
Specialista dell'animazione, aveva creato il personaggio televisivo di Cocco Bill, ispirandosi allo storico fumetto di Jacovitti.
Ma il suo nome è legato anche allo storico Carosello, per il quale aveva creato personaggi rimasti nel mito. Su tutti: i personaggi Lagostina e Bialetti, (Sississì, seeembra faaacile...).
L'omino coi baffi è grande ormai, ma oggi il suo caffè ha un sapore meno dolce.
08 maggio 2005
L'Arte...mondo altro...
L'Arte.
Comunicazione, ecco cosa. L'Artista prova delle emozioni, delle sensazioni, vive. In qualche modo il suo spirito deve arrivare fino a noi e la sua produzione artistica è il mezzo. In questo senso possono essere considerati artisti anche coloro che di solito non godono di questo titolo. Anche un falegname, un fabbro, possono essere considerati artisti se il loro tentativo di comunicare un'emozione giunge fino a noi...
Per esempio... Sarebbe bello se nelle mostre d'arte si potesse leggere, accanto al quadro, una breve didascalia contenente una nota dell'autore: quando ho dipinto, scolpito, fotografato, composto quest'opera mi era successo questo, io ho lasciato sedimentare per qualche giorno e poi mi è venuta voglia di comporre/dipingere/scolpire/fotografare. Ne è venuto fuori questo...
Chi ha avuto la fortuna di poter parlare con un pittore ad un suo vernissage sa cosa significhi poter aggiungere alla propria l'emozione di qualcuno che possiede la chiave iniziale della materia...
07 maggio 2005
05 maggio 2005
Chi ha capito il giuoco...
Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poichè abbiamo in noi, senza poter sapere né come né perché né da chi, la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.
Chi ha capito il giuoco, non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può prendere nè gusto nè piacere alla vita.
Così è. La mia arte è piena di compassione amara per tutti quelli che si ingannano; ma questa compassione non può non essere seguita dalla feroce irrisione del destino, che condanna l'uomo all'inganno.
Questa, in succinto, la ragione dell'amarezza della mia arte, e anche della mia vita.
Luigi Pirandello
04 maggio 2005
Le lacrime...
03 maggio 2005
Tutto scorre.
...Sparami addosso, bersaglio mancato;
provaci ancora è un campo minato.
Quello che resta del nostro passato
non rinnegarlo, è tempo sprecato.
Macchie indelebili coprirle è reato,
scagli la pietra chi è senza peccato.
Scagli la pietra chi è senza peccato,
scagliala tu perché ho tutto sbagliato...
(Tutto scorre - Negramaro)
02 maggio 2005
E' come un'insolita allegria
di cui non so il motivo,
non so che cosa sia.
E' come se improvvisamente
mi prendessi il diritto
di vivere il presente...
01 maggio 2005
De Amicitia.
la forza della vita
per un amore inconsolabile
anche quando in casa è il posto più invivibile
e piangi e non lo sai che cosa vuoi
Credi c'è una forza in noi amore mio
più forte dello scintillio di questo mondo pazzo e inutile
è più forte di una morte incomprensibile
Quando toccherai il fondo con le dita
a un tratto sentirai la forza della vita
che ti trascinerà con sé
amore non lo sai vedrai una via d'uscita c'è
Anche quando mangi per dolore e nel silenzio
senti il cuore come un rumore insopportabile
e non vuoi più alzarti e il mondo è irraggiungibile
e anche quando la speranza oramai non basterà
C'è una volontà che questa morte sfida
è la nostra dignità la forza della vita
che non si chiede mai cos'è l'eternità
anche se c'è chi la offende o chi le vende l'aldilà
Quando sentirai che afferra le tue dita
la riconoscerai la forza della vita
che ti trascinerà con sé
Non lasciarti andare mai non lasciarmi senza te
Anche dentro le prigioni della nostra ipocrisia
anche in fondo agli ospedali nella nuova malattia
c'è una forza che ti guarda e che riconoscerai
è la forza più testarda che c'è in noi
che sogna e non si arrende mai
(È la volontà) (più fragile e infinita) (la nostra dignità)
Amore mio è la forza della vita (la forza della vita)
che non si chiede mai cos'è l'eternità
ma che lotta tutti i giorni insieme a noi
finché non finirà
(Quando sentirai) la forza è dentro di noi
(che afferra le tue dita)
amore mio prima o poi sentirai (la riconoscerai)
la forza della vita (la forza della vita)
che ti trascinerà con sé
che sussurra intenerita:
«Guarda ancora quanta vita c'è !»
30 aprile 2005
Primo maggio.
Erano manovali e muratori per caso, venivano dall'Est dell'Europa.
Sono bellissimi quando, alla fine della giornata, si puliscono un po' la polvere sui vestiti, si sciacquano il viso, si sistemano i capelli quasi come se dovessero andare ad una sfilata. E poi se ne vanno con una serenità e una tristezza composte.
Buon Primo Maggio.
Rumore.
Stanno ristrutturando l'appartamento di sopra ed è un trambusto insopportabile.
Per oggi me ne vado in campagna.
Solo voci.
appassionate, esagerate, ma
col nido comodo di casa mia
e gli aeroporti per andare via
se vuoi...
Grazie per la nostra età,
per questi anni di velocità,
per i satelliti e gli amori che
son quelli di un milione di anni fa.
E poi...
Grazie per le donne libere,
compagne colorate e scomode.
E per questa nostra musica,
perché mi lascia respirare e ridere,
e piangere, e vivere
a modo mio...
29 aprile 2005
Gli amori diversi.
a dare un senso alla vita,
a questa musica fragile
tra le tue dita.
A queste dolci oscenità
in una notte che ci somiglia,
a questo cercare rime
e rubarle tra le tue ciglia, tra le tue ciglia...
Sono gli amori insondabili
a rivelarci la vita;
questo cercarsi per sempre,
questa sorpresa infinita.
Le tue lame di verità
e il manto gelido d'inverno
che ti porti sulle spalle
e che ti fa scappare da un sogno così bello.
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare
e fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male,
gli amori come te.
Sono gli amori improvvisi
ad indicarci la strada,
in quella buia tempesta
di desiderio e di attesa.
A farci brillare gli occhi
di quella luce così vera
e a sussurrare parole
al fuoco dell'intesa, al fuoco dell'intesa.
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare, fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male. Gli amori come te...












