30 dicembre 2005

Il 2005 se ne va...

Il 2005 è quasi finito. Durerà un secondo in più, dicono gli esperti, perché devono sincronizzare i precisissimi orologi astronomici col fatto che la Terra si rifiuta categoricamente di girare intorno al Sole in 31.536.000 secondi netti.

Quindi occorrerà attendere un po' di più per stappare lo spumante. Per la verità, le lancette verranno sistemate quando sarà mezzanotte al meridiano di Greenwich. Alle nostre longitudini, quindi, il Capodanno arriverà puntuale e, semmai, sarà il 2006 a durare un secondo in più...

A me però piace pensare che quel secondo appartenga al 2005. Quel secondo in più che mi è stato regalato - io lo so davvero bene - è stato un attimo fondamentale, bellissimo, irripetibile. E' stato un secondo interminabile, nel quale il cervello ed il cuore hanno volato insieme e si son dimenticati di tutto il resto...

Un secondo può valere una vita, a volte.

Buon 2006.

27 dicembre 2005

Distratto?

"Un giorno io sono nato. Subito non mi sono accorto di niente, ma dopo un po' me l'hanno fatto notare..."

Una frase di Felice Andreasi, scomparso il giorno di Natale. Ma è davvero una frase surreale?

22 dicembre 2005

Problemi?

Chi pensa di avere delle grosse difficoltà con la Matematica si consoli: quelle che ho io sono ancora più grandi.

(Albert Einstein)

19 dicembre 2005

Lettera a Babbo Natale.

Chiedere a Babbo Natale pace, felicità e salute per le persone che amo è intento nobile, ma rischia di scivolare verso la banalità.

Cosa chiedere, allora? Non so. Mi piacerebbe, quest'anno, fare IO la parte di Babbo Natale. Mi piacerebbe che le persone che amo mi chiedessero loro direttamente qualcosa che possa farle felici. Accogliere una richiesta è importante e spesso chi chiede compie un atto d'Amore almeno quanto chi esaudisce.

Chiedere che mi venga chiesto? Beh, si potrebbe provare... O forse anche questo è un atto di egoismo?

13 dicembre 2005

California: Tookie Williams è stato giustiziato

Ancora un uomo ucciso da un altro uomo, che si erge a giudice. Sono annichilita, sbigottita...non riesco ad accettare, per nessun motivo al mondo, che un uomo possa togliere la vita ad un altro uomo, di qualunque crimine quest'ultimo si possa essere macchiato. Homo homini lupus: è questo il principio che ci rende degni di essere uomini?La vita, a questo punto, mi sembra che perda il suo senso vero. Si riduce ad una partita di roulette russa.

08 dicembre 2005

7 dicembre


Non so per quale strana alchimia della vita il 7 dicembre in modo ricorrente negli anni mi sono accadute cose simili e fondamentali per me: l'emozione, l'incontro, l'abbandono...
Oggi sono vecchia, ho imparato a non guardarmi indietro, a vivere il presente...ma anche questo 7 dicembre all'improvviso una stretta al cuore, un'onda di malinconia...

La casa è aperta torna quando vuoi
mi trovi qui
Perché non voglio perdermi così
mille altre volte ricomincerei
ancora ti perdonerei
la voglia c'è
è sempre viva questa nostalgia... di te
Ovunque sei... mi manchi!

06 dicembre 2005

Ha senso.

Alice sorrise:
- Non ha senso tentare, - disse - non si possono credere cose impossibili!
- Direi piuttosto che non hai molta pratica. - disse la Regina - Quando ero più giovane, lo facevo sempre per mezz'ora al giorno. Alcune volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione.

(Lewis Carroll - Alice nel Paese delle Meraviglie)

05 dicembre 2005

I CARE

Mi riguarda.
Si diceva negli anni Settanta. Ora sembra che l'imperativo categorico sia esattamente il contrario.
Invece io ci credo ancora, a dispetto di tutto e di tutti! Tutto ciò che accade sul pianeta MI RIGUARDA. Ho il dovere di informarmi e di cercare di capire, e se proprio non riesco ad avere gli strumenti che me lo consentono ho il dovere di resistere, di non farmi intruppare, di continuare a cercare, di coltivare il senso critico nelle generazioni che domani patiranno il mondo che stiamo costruendo per loro. Ho il dovere di assumermi la mia parte di responsabilità: il silenzio è spesso connivenza, assenso.

Colpa nostra.

C'è qualcuno che abbia capito, magari grazie ai mezzi di comunicazione di massa, cosa davvero si stanno contendendo sostenitori ed avversari del progetto "Val di Susa"?

Qualcuno ha ben chiare le idee su cosa stia succedendo ad un alimento prezioso ed indispensabile come il latte - il latte, non il caviale - che pare sia contaminato a prescindere dalla marca?

Si è più saputo qualcosa su Ustica? O sulla stazione di Bologna? O sulle basi americane a La Maddalena?

Leggiamo con superficialità, assistiamo a programmi televisivi demenziali e disimpegnati: grandifratelli, isoledeifamosi, fattorie, ristoranti e varie amenità. Ce le propinano, è la nostra giustificazione, non c'è altro...

Storie. Ci sono il silenzio, la protesta civile, il boicottaggio dei prodotti pubblicizzati da 'sti programmi inutili.

Il guaio è che non siamo capaci di proteggerci da noi stessi...

28 novembre 2005

Stranezza.

Non solo l'Universo è più strano di quanto immaginiamo. E' anche più strano di quanto possiamo immaginare.

(Sir Arthur Eddington)

20 novembre 2005

Compleanno

Per tanti anni ho pensato che il giorno del compleanno è una festa grande anche per la mamma del festeggiato, perché quel giorno non si dimentica più...
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.

15 novembre 2005

Quanto mi vuoi bene?

- Ti voglio bene, papà!
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!

14 novembre 2005

Gatti e tigri...


Dicono che il gatto sia stato creato per darci la possibilità di avere la sensazione di accarezzare una tigre...

09 novembre 2005

Quale storia tu vuoi che io racconti?

Scendo giù a prendermi un caffè,
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...

(Paolo Conte - Gli impermeabili)

06 novembre 2005

Tranquillo.

La signora entra e si rivolge decisa al mio amico che siede al di là della scrivania:
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.

Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!

- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...

Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!

Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!

Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!

Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...

Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!

01 novembre 2005


E io ho il Vento nel cuore,
e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
salgo e scendo, sfrecciando fra le fole che s’intrecciano
in mille gorghi e spirali.
E io ho il Sole nel cuore,
e con raggi sinuosi mi lascio scivolare sulla terra;
m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
dove la dolce carezza m’acquieta.
E io ho la Pioggia nel cuore,
e con scrosci divento acqua ridente;
cado quando essa cade e in rivoli mi addentro nei meandri oscuri,
fra le pieghe di madre terra.
E io ho la Terra nel cuore,
profumata pelle di chicchi di roccia;
sono pietra dura e sabbia fine, zolla fertile ed erba tenera
e con risa di frane corro lungo le montagne.
E io sono Aria nel cuore,
e sono Fuoco nel cuore,
sono Acqua.
E sono Terra nel cuore...

Madre Terra.

15 ottobre 2005

Autunno


La notte di colpo è calata,
c’è un’oscurità perforata
da un’auto che passa veloce
lasciando soltanto al silenzio
la buia sua voce;
rumore che appare e scompare,
immagine crepuscolare
del correre tuo senza scopo,
del tempo che gioca con te
come il gatto col topo.
Le storie credute importanti
Si sbriciolano in pochi istanti,
figure e impressioni passate
si fanno lontane e lontana
così è la tua estate;
e vesti la notte incombente
lasciando vagare la mente
al niente temuto e aspettato
sapendo che questo è il tuo autunno
che adesso è arrivato…

Preghiera

Io che non so pregare
io
gocciolina nell'oceano
persa
smarrita
cieca e sorda
muta
urlo la mia preghiera
a Te
Spirito
che mi hai fatta strumento,
a cui ho risposto
con l'umiltà che sapevo
con la pochezza che sono
con la debolezza che ho.
Urlo dall'abisso di dolore
che mi inghiotte
che mi divora
che non mi fa tacere
per sentire la Tua voce,
per lasciarti agire,
per farmi accettare
di essere l'ultima fra gli ultimi
non riconosciuta.
Prego
di essere capace
di fare il vuoto,
per lasciarTi spazio,
di rinunciare a me stessa
nella gioia
e nella consapevolezza
che solo Tu
puoi indicare la strada
a chi amo
con tutta la mia anima,
con tutti i miei limiti,
che non so tenere per mano.
Prego
che tu mi dia un cuore semplice
capace di vivere il perdono,
di accettare di non riceverlo.
Prego
che questo buio dell'anima
sia trafitto
da un raggio di luce
Prego

11 ottobre 2005

Fotografie.


Fotografie... Trasparenze di fuori città, torri spagnole,
le chitarre e le birre in collina, l'eclissi di sole.
Fotografie... Io e te vagabondi nel porto di Barcellona,
su di giri di prima mattina, navigando l'estate del sud.

Nelle fotografie, malinconie, colpi di sole.
Donne, pugni e poesie,
mentre qui
tutto il vino va via, non si sa come.
La tua donna e la mia ridono insieme
han già deciso che han chiuso i confini
e i nostri treni non partono più.

Fotografie... Una piazza di un posto dell'est con le bandiere,
una tazza di grappa di more, senza amori, né fretta, né idee...

Basta fotografie, piccole spie pericolose.
Un bicchiere di più:
torni tu,
batti i pugni e vedrai chi siamo ancora.
C'è un biglietto per noi per l'avventura.
Sulla corriera a colori che vola
chi la perde non parte mai più.

Quante pagine ha la libertà
non lo sappiamo...
Quante volte dirai:
mi fermo qui!
Quanto vento ci sta dentro una vela,
non parliamo di noi alla moviola;
finito il vino facciamo che è tardi,
non facciamo i bastardi perché
la tua luna e la mia fanno canzone,
la tua donna e la mia sono persone.
Guidando piano portiamole a casa
e poi chiediamo anche scusa; vedrai:
tutto è meglio così, meglio così
basta malinconie, fotografie...

03 ottobre 2005

Primo giorno di scuola.

Quando ero bambino il primo giorno di scuola coincideva sempre col Primo Ottobre, ovunque.

Era il segnale che l'estate era davvero, definitivamente terminata. Si ricominciava con un progetto che avrebbe richiesto un intero anno e del quale si conosceva l'obiettivo e il metodo.

C'era attesa, trepidazione, si sapeva che non sarebbe durata, ma che almeno all'inizio sarebbe stato un gran divertimento...

Ogni tanto mi manca quel tempo di certezze...

22 settembre 2005

Equinozio d'Autunno.

...e io che credevo di essermi spinto già molto verso la notte.

Invece oggi sono solo a metà strada.

Sarà un lungo inverno.

20 settembre 2005

TENEREZZA


La forza della tenerezza può sconfiggere la debolezza della violenza.
L'Amore onnipotente di Dio è impotente finché l'uomo non lo realizza incarnandolo nella realtà terrena.

(Arturo Paoli - Torino 20 settembre 2005)

18 settembre 2005

Amici del leone.


Il leone in gabbia soffre, questo è chiaro. Ma perché?

Per il ricordo della savana dove dominava il territorio? Per la consapevolezza di non poter più rivedere i luoghi in cui è cresciuto? Perché vorrebbe una vita diversa?

Forse, ma non dovrebbe valere per quelli nati in cattività. Questi non hanno memoria di un mondo diverso dalla loro sei metri per sei...

Chissà... Magari il problema sta nel vedere che qualcuno passa davanti alla sua gabbia, gli lancia un'occhiata. Talvolta un gridolino di ammirazione. Molti dicono d iamare gli animali. Ma in realtà chi lo guarda non cerca un confronto con lui, sa di essere al sicuro, di non rischiare nulla, al sicuro dietro una protezione solida come l'acciaio...

Chissà, forse li leone avrebbe rispetto per qualcuno che osasse davvero allungare una mano per fargli una carezza. Forse non la azzannerebbe. Forse riuscirebbe persino a fare le fusa...

E' facile essere amici del leone dall'esterno della gabbia.

13 settembre 2005

Autenticità.

Costa molto essere autentica, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie perché una è tanto più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha sognato di se stessa.

"Tutto su mia madre" - Pedro Almodovar



(grazie a Flo)

11 settembre 2005

11 settembre

Ho vissuto l'ultima settimana un po' ai confini del mondo, fisicamente appartata, lontana da tutti gli eventi che mi hanno sempre vista partecipe appassionata e presente. Nubifragi e tempeste, morti e guerriglie, caos e smarrimento erano tuttavia dentro di me, con una presenza che mi trovava attonita e impotente, in uno sperdimento dolente. Così come la sofferenza e la fatica di chi sta cercando la sua strada, di chi l'ha perduta e disperatamente, con tutte le sue forze, tenta di rintracciarla...mani tese ovunque a chiedere altre mani, aiuto...Coraggio, insieme si può...di mano in mano, di cuore in cuore...

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo.
Eri nella carlinga,con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,alle ruote di tortura.
T’ho visto: eri tu,con la tua scienza esatta
persuasa allo sterminio,senza amore, senza Cristo.
Hai ucciso ancora,come sempre,
come uccisero i padri,
come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. -
E quell’eco fredda, tenace,è giunta fino a te,
dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra,
dimenticate i padri:le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

10 settembre 2005

Impressioni di settembre.

Quante gocce di rugiada intorno a me:
cerco un sole, ma non c’è.
Dorme ancora la campagna, forse no.
E' sveglia, mi guarda, non so...

Già l’odore della terra, odor di grano
sale adagio verso me;
E la vita nel mio letto batte piano:
respiro la nebbia, penso a te...

Quanto verde tutto intorno
e ancor più in là,
sembra quasi un mare d’erba;
e leggero il mio pensiero vola e va:
ho quasi paura che si perda...

Un cavallo tende il collo verso il prato,
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito:
respiro la nebbia, penso a te.

No, cosa sono adesso non lo so:
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so:
sono solo, solo il suono del mio passo.


E intanto il sole tra la nebbia filtra già,
il giorno, come sempre, sarà...

(Premiata Forneria Marconi, 1971)

09 settembre 2005

Un fatto di cronaca.

Tra qualche ora uscirà una nota di qualche agenzia di stampa e dirà pressappoco così:

Stamattina, alle 8,45 circa, una bimba di circa dieci anni è stata vista su una bicicletta, con un voluminoso zaino sulle spalle, sul Raccordo Anulare di Roma. Un motociclista (ero io) si è reso conto della situazione di pericolo ed ha chiamato il 113 avvisando le forze dell'ordine. I poliziotti sono riusciti ad intercettare la bimba sull'autostrada Roma-Fiumicino, mentre alcune persone (c'ero anch'io) l'avevano convinta a fermarsi e ad attendere l'arrivo degli agenti.

Non presenta segni di violenza di alcun tipo, parla un italiano di buon livello, ma è probabilmente di nazionalità asiatica, probabilmente indiana come lei stessa ha affermato. Ha racontato di essersi perduta mentre cercava di raggiungere la casa degli zii. Ha detto di essere scappata di casa perché i genitori "la trattano male". In un primo momento si è impaurita per l'arrivo degli agenti e avrebbe voluto proseguire il "viaggio" in sella alla moto di uno dei presenti (voleva venire con me). Poi, poco a poco, si è rassicurata ed ha accettato di buon grado di salire sulla pattuglia, scherzando anche un po' con i poliziotti che l'hanno accompagnata al vicino commissariato.

Gli inquirenti stanno ora tentando di rintracciare i genitori della piccola. Saranno certamente in pena, ma probabilmente dovranno cambiare qualcosa nel menage familiare...

Fin qui l'agenzia di stampa. Quello che nessuno scriverà è che tra gli avventori c'era anche una ragazza (l'unica) piuttosto graziosa e che i poliziotti hanno voluto "identificare" soltanto lei, facendosi dare anche il numero di cellulare!

Il vero giornalismo è essere presenti sul posto mentre il fatto accade!

07 settembre 2005

Per fare un albero...

Sergio Endrigo. Di lui hanno detto che era vecchio già a dieci anni.

Ha scritto poesie musicali di rara bellezza, consapevole che le cose semplici sono le più belle...

Ha sempre evitato le luci della ribalta e il vuoto protagonismo, scegliendo una vita "normale" con gli affetti veri.

E' andato via. Mancherà a tutti, anche se pochi sapranno il perché...

Ciao, Sergio.

05 settembre 2005

Ho voglia...

Ho voglia di stare solo, di non pensare, di non alzare lo sguardo...

Ho voglia di dormire, di spegnere la mente, di chiudere gli occhi...

Ho voglia di cancellare i cattivi pensieri...

Ho voglia di letargo. Ho voglia che venga Inverno.

03 settembre 2005

Quando si è soli...

Musica tu, sempre di più,
Musica mia portami via.
Sole sarai, terra se vuoi;
Acqua sarai, fuoco se vuoi.
Sempre musica, sempre musica...

(New Trolls - Musica, 1980)

01 settembre 2005

La gioia.

Ricevo e pubblico volentieri da un'amica...




Per chi ha saputo donarmi la gioia
Per chi ogni giorno dona gioia
Per chi apre il proprio obbiettivo non dimenticando di aprire anche il
cuore, diaframma dell'anima.....

Grazie.....

Flo

29 agosto 2005

Evidenza.

E' difficile, per ciò che a noi è evidente, l'evidenza che per un altro non lo sia...

Slavoj Zizek

28 agosto 2005

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire .
Domandarsi perche' quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi e' tanto difficile morire.
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
e' dentro me
ma nella mente tua non c'e'
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso .
Parlar del piu' e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore .
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa .
E prendere a pugni un uomo solo
perche' e' stato un po' scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
e' dentro me
ma nella mente tua non c'e' .
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni .
Lucio Battisti

Dedicata a un amore che nasce...

Amarsi un po' è come bere
più facile è respirare
Basta guardarsi e poi avvicinarsi un po'
e non lasciarsi mai impaurire no
Amarsi un po'
è un po' fiorire
aiuta sai a non morire
Senza nascondersi manifestandosi
si può eludere la solitudine
però volersi bene no
partecipare è difficile
quasi come volare
Ma quanti ostacoli e sofferenze
e poi sconforti e lacrime
per diventare noi veramente noi
uniti indivisibili vicini ma irraggiungibili
Lucio Battisti

26 agosto 2005

Ancora vacanze



L'isola incantata di Cherso mi ha accolta quest'anno per una vacanza sorprendente, in tutti i sensi.

L'idea era di vivere qualche settimana in una grande casa, fuori dal centro abitato, con le persone che avessere voglia di condividere un'esperienza diversa, anche senza conoscersi fra loro e senza che io le conoscessi. Non è andato tutto liscio, anzi. La vacanza è partita con molti intoppi, e l'entusiasmo iniziale si è andato spegnendo. Alcuni vecchi, fedeli amici mi hanno accompagnata la prima settimana, la più serena e bella in assoluto: tempo stupendo, lo stupore di scoprire quei posti, in parte selvaggi e incontaminati, il piacere di stare insieme in una casa che, dopo il primo impatto, ci ha accolti come fosse la nostra. Semplice e isolata, abitata da cavallette, grilli, mantidi religiose, piccoli scorpioni, un gatto rosso e le pecore che giravano nel giardino. Ci ha regalato silenzi ineguagliabili e cieli notturni mai visti, affollati di stelle luminosissime, inquadrati nelle piccole finestre che restavano spalancate. Poi il cambio di persone, alcune tensioni, il dispiacere delle partenze, lo stupore per le defezioni, altri arrivi, conoscenze fatte sul posto che diventavano parte del gruppo subito, senza formalismi, intorno al tavolo apparecchiato e sotto il cielo stellato, piccoli incidenti per fortuna senza gravi conseguenze...ogni giorno diverso dall'altro, ogni giorno con un suo equilibrio da trovare, da inventare, da scoprire. Complessivamente si sono alternate nella casa in tre settimane ventuno persone. Il tempo mutevole, a volte francamente disastroso, non ci ha impedito di apprezzare e godere le bellezze della natura dell'isola, dai fondali marini caraibici alla flora montana profumatissima e rigogliosa. Sempre l'accordo si è trovato intorno alla tavola su cui il cibo era appetitoso ed abbondante. Rispettati i ritmi di ognuno, anche quando eravamo in tanti: il tempo del riposo, della solitudine, della lettura si alternava a quello delle escursioni in gruppo o dei giochi serali.

Ho letto tanto: Sandor Marai, Le braci; Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra (riletture); Erri de Luca, Solo andata; I colpi dei sensi; David Grossman, Col corpo capisco; Il duello; Dacia Maraini, Isolina; Garcìa Marquez, Memoria delle mie puttane tristi; Marie Cardinal, Sconvolgimenti; Amos Oz, Conoscere una donna. Poco ho potuto condividere, e questo mi è mancato.

Colonna sonora: Battisti, De Gregori, Mannoia i più gettonati.

Sono tornata con due ragazzi conosciuti qualche giorno prima, Stefania e Mattia, che abitano a pochi km. da dove vivo. Un bellissimo incontro.

Barbara ha prolungato la vacanza fermandosi da me. Abbiamo visitato il Museo del cinema in una città completamente vuota, divertendoci ed entusiasmandoci come delle bambine, percorso il lungo Po nel verde di alberi immensi, chiacchierato all'infinito...L'incontro con lei da solo dà senso a tutta la vacanza.

Una vacanza movimentata, non priva di tempeste non solo metereologiche, ma alla fine quello che mi resta dentro è un bellissimo arcobaleno, quello che mi ha accolta nel cielo del ritorno.



25 agosto 2005
Sono rientrati anche gli ultimi vacanzieri del gruppo: hanno vissuto fino all'ultimo minuto i luoghi e le atmosfere. Enry e la sua famiglia: sua moglie Otacilia, brasiliana, vera Mamma doc, Leonardo, 6 anni, saggio, attento, instancabile, Fabrizio, 2 anni scarsi, un simpatico terremoto mangione, Michele, fratello di Enry, bancario preciso, acutissimo osservatore e organizzatore, fotografo serio (dia, mica digitali mordi e fuggi!), amabile e colto conversatore, zio tenerissimo. Abbiamo passato insieme poco più di una settimana, in un'armonia e un'allegria perfette, nella semplicità di una grande famiglia.
Ora è tempo di tornare davvero al quotidiano.
Grazie a tutti, amici miei!

22 agosto 2005

Questa Estate...

...Non è stata particolarmente calda. Ne parlo come se fosse già terminata, forse perché un violento temporalone, di quelli davvero pieni di roba (tuoni, fulmini, vento, grandine), mi ha fatto compagnia stanotte e fino a poco fa...

Magari non è così, e sarò smentito nei prossimi giorni. Però comunque manca meno di un mese all'arrivo ufficiale dell'Autunno e sarà bene cominciare a prepararsi.

Per esempio scegliendo con anticipo le foglie secche del nostro animo che non ci hanno permesso di voler bene come avremmo potuto. Usiamole per concimare il nostro cuore...

16 agosto 2005

Gli Amori diversi...

Capita, nel corso di una lunga vita, di imbattersi in un Amore diverso, non per questo meno emozionante e sconvolgente di quello che tutti conosciamo da giovani, che sconvolge cuore e sensi. Capita anche di non essere capaci di viverlo, così come è accaduto prima, anche se si è convinti che sia Amore pieno, con in più la gratuità che nel precedente non c'era. Allora la sera è più lunga e buia, si tocca la propria fragilità e ci si sente spezzati, si ha la sensazione di vivere un ultimo, estremo, davvero gelido inverno.

Gli amori diversi.

Sono gli amori insensati
a dare un senso alla vita,
a questa musica fragile
tra le tue dita.
A queste dolci oscenitàin
una notte che ci somiglia,
a questo cercare rime
e rubarle tra le tue ciglia, tra le tue ciglia...
Sono gli amori insondabili
a rivelarci la vita;
questo cercarsi per sempre,
questa sorpresa infinita.
Le tue lame di verità
e il manto gelido d'inverno
che ti porti sulle spalle
e che ti fa scappare
da un sogno così bello.
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare
e fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male,
gli amori come te.
Sono gli amori improvvisi
ad indicarci la strada,
in quella buia tempesta
di desiderio e di attesa.
A farci brillare gli occhi
di quella luce così vera
e a sussurrare parole
al fuoco dell'intesa,
al fuoco dell'intesa.
Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare,
fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male.
Gli amori come te...

12 agosto 2005

Le Perseidi.

Le stelle cadenti di metà agosto sono da sempre un appuntamento per astrofili e inguaribili romantici che si piazzano nel giardino col naso all'insù, pronti ad ammirare le scie di fuoco...


Occorre esprimere un desiderio per ogni "stella" vista cadere. Ma quest'anno le condizioni meteo non sono state clementi e un banco (un branco?) di nubi ha chiuso la visuale...


Cosa avrei potuto chiedere? Un trenino elettrico? Un biglietto per la partita? Un orologio nuovo?


Forse avrei chiesto pace e salute per le persone cui voglio bene, una per una; avrei chiesto di dare agli uomini e alle donne la curiosità e la forza per non fermare l'ascolto alla prima difficoltà; avrei domandato di regalarmi più pazienza, attenzione, serenità, capacità di essere presente per chi ne ha bisogno...
Ma queste non sono cose che possano scaturire da una bacchetta magica e sperare che per incanto siano equivarrebbe a smettere di impegnarsi per quello...


Allora forse meglio così, meglio le nubi. Almeno non avrò l'alibi di averlo chiesto a qualcun altro e dovrò impegnarmi in prima persona affinché i miei desideri si realizzino...

09 agosto 2005

Il silenzio.


Vicoli, stradine, porte chiuse... 
Tutto concorre a preservare il mistico sapore del silenzio...Posted by Picasa

03 agosto 2005

Mense e varie umanità.

Nessuno può ragionevolmente affermare di conoscere a fondo il genere umano se non ha pranzato per almeno sei mesi in una mensa aziendale di grandi dimensioni. E' un crocicchio di tipi, uno svincolo di possibilità di atteggiamenti, un magazzino di compulsioni...
Ci si incontrano vari personaggi, alcuni decisamente interessanti. Vediamone alcuni.

Il salutista. Prende quasi sempre gli stessi piatti: rigorosamente sigillati, possibilmente incartati. Crescenza con l'etichetta, frutta di stagione matura, insalata scondita. Poi si mette a sindacare sulla tua scelta: "Quelle patate sono bruciate, lo sai che provocano il cancro?", "La carne al sangue può contenere i germi dell'epatite!", "La pasta sarà pure buona, ma la condiscono con quella robaccia preassemblata...". Quando tu, esausto, lasci nel piatto metà delle pietanze, lui le "assaggia" ed è soddisfatto per non averle prese. Però gli piacciono!

L'antimensa. Ritiene che i gestori della mensa ci guadagnino troppo e che usino qualsiasi mezzo per fare soldi, anche quelli illeciti. "Il mese scorso c'erano dei gatti nel parcheggio, chissà che fine hanno fatto...", "L'olio lo comprano a metà prezzo dai meccanici che lo tolgono alle macchine". Ovviamente lui saprebbe fare di meglio: servirebbe tutti i giorni fagiano e asparagi, "perché tanto le spese di gestione sono basse in un posto così grande..."

La modella. Porta vestiti sempre attillatissimi, tacchi alti e trucco vistoso. Indipendentemente dalla qualifica ricoperta, quando entra tutti si girano a guardarla. No, non è per la qualifica, in effetti... Mangia sempre da sola, anche se tutti si affannano a passarle vicini col vassoio in mano, nella speranza di un suo invito a sedersi. Prende un gambo di sedano, due carote bollite e un dolce. Siede con le gambe accavallate e guarda il tavolo col cibo come se fosse lì per scrivere un articolo di cronaca rosa. Mangia per contratto, si capisce che è pagata dall'azienda per attrarre gli impiegati a mensa.

Il malato. I colleghi lo evitano come la peste. Ha sempre un qualche malanno di cui lamentarsi e ovviamente il cibo deve essere adeguato. "Il medico mi ha detto che i carciofi mi alzano la pressione", "Prenderei l'hamburger, ma temo che la mia vescica ne soffra", "Ah, hai preso il gelato? Io lo vorrei tanto ma sai, la mia colite mi provoca..." e quindi sta lì un quarto d'ora a descrivere minuziosamente colore, odore, sapore e consistenza dei "prodotti" della sua colite. Quando non trova nessuno di sua conoscenza tortura gli inservienti: "Mi dia il riso in bianco, grazie. Sa, mi piacerebbero i tortellini, ma la mia prostata..."

Il perfezionista. E' preciso in tutto: porzioni, scelta dei piatti, condimento, etc... Comincia quando si avvicina al banco dei primi: "Vorrei una porzione di penne in bianco, con qualche goccia d'olio e una spruzzata di parmigiano. Possibilmente a metà cottura, meglio se un pochino fredde e col sale aggiunto dopo l'ebollizione...". Continua così per tutto il tempo e non la smette nemmeno quando si siede al tavolo: la sua insalata va condita con tre cucchiaini - non uno di più, non uno di meno - di olio accuratamente preso dalla bottiglietta del tavolo numero otto, perché solo quella contiene l'extravergine. Poi va al bar e ordina "un caffè freddo macchiato corretto alla sambuca, possibilmente con una goccia di cacao e mezza zolletta di zucchero". Il barista lo conosce bene e gli da, ormai da anni, lo stesso caffè che prepara per altri millecinquecento clienti.

Il truffato. Nel 1976, per sbaglio, la cassiera si trattenne cinquanta lire di resto. Da allora è ossessionato dall'idea che ci siano dei mariuoli pronti a lanciarsi sui poveri babbei che non controllano il conto. E allora passa i primi venti minuti a controllare e ricontrollare che lo scontrino corrisponda a quanto ritirato. "La banana costa venticinque centesimi, però ieri avevo preso lo yogurt che viene considerato come un secondo, per cui dovrei aver pagato un euro compreso il pane, che però non è compreso nella composizione standard..." e via delirando. Molti affermano che si porta lo scontrino in ufficio e si è fatto un foglio comparativo con tutti i prezzi. Quando ha finito di far di conto la pasta è ormai fredda e immangiabile.

L'affamato. Se potesse prenderebbe tre porzioni di tutto. "Sa, è per un collega timido che si è già seduto al tavolo..." farfuglia con una gran faccia tosta mentre ritira due piatti di ravioli. Mangia avidamente, come se fosse digiuno da settimane. Si ingozza di bistecca e patate mentre spalma il philadelphia su un panino. Suda come se spalasse carbone in un locale caldaie. Non lascia nemeno una briciola. Alla fine non riesce ad alzarsi e piange come un coccodrillo.

La gola profonda. Non va a mensa per mangiare, ma per incontrare qualcuno con cui (s)parlare di qualcun altro. "Quella, la seconda da sinistra del tavolo ventisei, è appena rientrata dalle ferie, ma si dice che le abbia fatte insieme a Rossi della contabilità.", "Il marito della Bianchi ha chiesto il trasferimento, ma lei è contraria...", "Domani Neri e Gialli presentano una riunione sulle tecniche di fotografia delle foglie morte, ma Verdi se ne assume tutto il merito...". Sa tutto di tutti, dalle cose innocenti a quelle piccantissime. Non ti lascia mangiare, ti interrompe ad ogni boccone prendendoti il braccio: "Guarda! Marroni con i capelli corti! Che schifo! No, non voltarti ora! Dai, voltati, adesso non guarda!"

La guida turistica. Conosce l'architettura e la topografia dei locali mensa meglio del progettista che l'ha disegnato. Sa dove mettersi, quali sono le finestre più luminose, quali le sedie più comode... "No, quel tavolo no, è proprio sotto il condotto di aerazione...", "Ecco, vedi? Qui nel 2002 si svolse la premiazione del torneo di dama, e da allora hanno lasciato tutto sporco!", "Spostiamoci un paio di tavoli più a EST: c'è meno riscontro e si vede l'infilata dei parcheggi...". Andare a mensa con lui vuol dire fare molto sport, perché si fa sei volte il giro della sala da pranzo prima di sedersi. Nel posto sbagliato, ovviamente.

I capigruppo. Organizzano spedizioni di almeno venti persone: la carovana giunge a mensa e intasa tutte le casse. Pretendono di trovare un numero adeguato di posti vicini, possibilmente allo stesso tavolo (i tavoli sono da quattro, al massimo da otto). Non si divertono proprio se non riescono a concludere con un bel coro alpino. Quando più di cinque colleghi si assentano contemporaneamente, preferiscono mangiare una merendina comprata al distributore automatico piuttosto che presentarsi senza claque al seguito...

Le coppiette. Si comportano come se non ci fossero che loro, e invece siamo in tremila. Non mi meraviglierei se accendessero una candela per meglio creare l'atmosfera romantica. Si guardano negli occhi per tutto il tempo tra un rigatone alla amatriciana e una seppiolina in umido. Una eventuale macchia sulla camicia viene accompagnata da gridolini di stupore e da sorrisi complici. Magari uno potrebbe pensare che siano amanti, ma non è vero. Gli piace solo fare finta!

L'impegnato. Ha sempre qualcosa d'altro da fare, non solo a mensa. Sta in riunione e telefona, parla al telefono e scrive al computer, scrive al computer e mangia, mangia e telefona e si aggiusta il trucco - se è donna - o i capelli - se è uomo... E' raro vederlo a mensa, perché ha molto da fare, ma quando ci viene è uno spettacolo garantito: cellulare all'orecchio, blocco degli appunti e penna stilografica, portatile collegato in videoconferenza con Singapore e petto di pollo ormai congelato. Non invitarlo a mensa se non hai anche qualcos'altro da fare: la sua conversazione con te non può durare più di quindici secondi continuativi.

Soprattutto: non andate in mensa, se è solo per mangiare!

27 luglio 2005

Astrofisica.

Se davvero l'Universo è in espansione, come mai faccio tanta fatica a trovare un parcheggio?

24 luglio 2005

FIDUCIA

Il segreto della vita consiste nel riuscire a credere in qualcosa senza smettere di nutrire dei dubbi, ma anche senza farsene paralizzare

Bertrand Russel

23 luglio 2005

Vacanza.

Questa parola mi ricorda "vacuum", il vuoto.

Vuol dire che bisogna svuotare la propria testa dallo stress quotidianamente inutile e tentare di tornare a guardare le cose come quando eravamo bambini...
Io ci provo.

Buona vacanza.

22 luglio 2005

Aiutati che il ciel ti aiuta!

C'è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute...Qualunque cosa tu possa fare, o sogni di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso! (W.Goethe)

18 luglio 2005

Un sorriso...

Un sorriso regala gioia.

Anche quando non è per te.

Anche quando lo senti solo raccontare da chi lo ha visto davvero.

16 luglio 2005

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera,
insonne, sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
I tuoi occhi saranno una vana parola,
Un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
Quando su te sola ti pieghi nello specchio.
O cara speranza, quel giorno sapremo
Anche noi che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.

Scenderemo nel gorgo, muti

Cesare Pavese

"Pronto..."

Ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza si perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'è aperta sotto una coppia di esseri umani.

Italo Calvino, Prima che tu dica "pronto", 1975

15 luglio 2005

Tutto quello che voglio

Tutto quello che voglio


Non sto cercando di competere con te
Picchiarti imbrogliarti o maltrattarti
Semplificare chiarire
Negare sfidare o inchiodare
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica

Non sto cercando di litigare con te
Spaventarti o deprimerti
Abbassarti incastrarti
Incatenarti umiliarti
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica

Non sto cercando di bloccarti
Shoccarti picchiarti rinserrarti
Analizzare categorizzare
Finalizzare pubblicizzare
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica

Non voglio fare il muso con te
Rincorrerti cercarti o seguirti
Svergognarti sloggiarti
Definire o confinare
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica

Non voglio svicolare da te
Prenderti scuoterti e abbandonarti
Non voglio che tu senta come me
Veda come me o sia come me
Tutto quello che voglio da te
È esserti amica

Bob Dylan 1964

14 luglio 2005

Scacchi. Scacchisti.

Alexandr Alekhine, ormai vicino alla fine, solo ed ammalato, ma comunque Campione Mondiale in carica, raccontò alcuni fatti sorprendenti ad un amico. Fatti che sarebbero occorsi al grande Torneo di S.Pietroburgo nel 1914...

Una notte, a metà torneo, qualcuno bussa alla porta della camera d'albergo di Alekhine. Un vecchio contadino russo, tutto stracciato, chiede di poter entrare, dicendo di aver trovato un segreto degli scacchi di enorme importanza.

- So come dare scacco matto al bianco in dodici mosse dalla posizione iniziale! - sostiene il vecchietto.

Alekhine cerca di buttarlo fuori, ma il contadino insiste. Non c'è verso di farlo desistere né le buone, né con le cattive. Per porre fine alla questione, stanco ed impaziente, il Maestro tira fuori la scacchiera. Dodici mosse più tardi il futuro Campione del Mondo, con la faccia smunta, capovolge il proprio Re.

- Rifallo! - gli ordina in modo perentorio.

E il vecchio lo ripete. E così ancora, ancora, e ancora...

Stupefatto, Alekhine spinge il contadino lungo il corridoio, verso la porta del suo collega cubano Raul Capablanca, altro grandissimo Campione del Mondo. La stessa sequenza di eventi si ripete. Capablanca dapprima pensa ad un brutto scherzo organizzato chissà da chi; ma quello finisce sempre col batterlo in dodici mosse, partita dopo partita, indipendentemente dalla difesa che attua...

L'aneddoto termina qui.

Quando Alekhine concluse il suo sensazionale racconto, l'amico si protese verso di lui, ansioso, e chiese quello chiunque si sarebbe domandato:

- Cosa successe poi?

La risposta di Alekhine fu secca:

- Lo abbiamo ucciso, naturalmente!

11 luglio 2005

Il serpente.

Guardo gli occhi del serpente per cercare di capire
se il veleno della gente mi potrebbe far morire.
Guardo gli occhi di un bambino per cercare di trovare
qualche briciola d'amore che è perduta in fondo al mare...

Come un vecchio pescatore con la canna di bambù,
se avrò il tempo di aspettare qualche cosa tiro su.
Guardo un cuore nel mio letto e vorrei capire anch'io
se sei tu che sei distratta o se è solamente il mio...

Guardo gli occhi di tuo figlio fra un panino e uno sbadiglio;
lui non ti assomiglia niente: forse ha gli occhi del serpente.
Guardo gli occhi a un viaggiatore, occhi pieni di emozione;
forse lei non è salita: è rimasta alla stazione...

Dentro guardo passare la gente,
grido e nessuno mi sente, cerco un aiuto da te;
ma non ti importa niente,
se il cuore è un bambino o un serpente
che a volte tradisce la mente e allora io guardo...

Guardo gli occhi del serpente per cercare di capire
se il veleno della gente mi potrebbe far morire.
Ma se il filtro di una strega mi può fare anche guarire
questo amore che mi frega non lo lascio più finire...

(New Trolls)

07 luglio 2005

No alla guerra?

Gli attentati di Londra ripropongono in maniera drammatica la questione del terrorismo internazionale, non foss'altro che per il motivo di essere così vicini geograficamente alla Gran Bretagna...

Naturalmente siamo tutti contrari al terrorismo, alla guerra, alla povertà, alle ingiustizie...

Ma cosa davvero saremmo capaci di mettere in gioco per affermare il diritto di tutti i bambini del pianeta, ad esempio, a bere dell'acqua potabile?

Viviamo in condizioni privilegiate. Parliamo di dialogo, ma lo facciamo dall'alto delle nostre comodità.

Quando saremo davvero capaci di rinunciare ad una parte del nostro benessere, a privilegi che non ci siamo guadagnati, allora potremo davvero pretendere ascolto e rispetto da parte di chi oggi ci odia.

04 luglio 2005

Differenze.

Non sempre la similitudine produce effetti positivi. Le persone più interessanti sono quelle che sanno valorizzare le nostre differenze.

Il legno e l'acqua sono diversissimi tra loro. Ma che buono l'odore di quando si incontrano!

01 luglio 2005

Precisione.

Il rigore è un processo asintotico. L'autore si augura di averlo arrestato al punto giusto.

(Giuseppe Ruffino - "Elementi di Termodinamica" - ed. UniTor, 1989)

29 giugno 2005

L'abitudine

L’abitudine nella relazione uccide lentamente
L’abitudine poggia su false sicurezze
L’abitudine rende il rapporto fragile
L’abitudine rende sordi ai bisogni dell’altro, ciechi ai suoi cambiamenti
L’abitudine è egoismo
L’abitudine è mancanza di rispetto
L’abitudine è violenza sottile
L’abitudine fa sentire l’altro disperatamente solo
L’abitudine non ha nulla a che fare
con l’Amore
con la Condivisione
con la Pietas
con la Gioia

28 giugno 2005

Legge di Conservazione.

Nulla si crea e nulla si distrugge. Qualsiasi cosa, prima o poi, viene smarrita.

27 giugno 2005

Ancora sulla vita...

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.

(Madre Teresa di Calcutta)

26 giugno 2005

Camminare sulle strade della vita

Il cammino è fatto di passi lenti, di silenzio, di incontri,
di uno sguardo attento e pronto verso ciò che ci circonda.
Chi cammina sa che è importante la meta,
ma soprattutto sa che
ogni passo è occasione di vita.
Chi vede solo la meta, cancella il mondo intorno a sé.
Dimentica il valore degli istanti, dei volti lungo la strada,
dei doni di cui il viaggio gratuitamente lo arricchisce.
Cercare di conservare la propria acqua fresca
Per chissà quali scopi futuri
Ottiene l’unico risultato di renderla stagnante.
Meraviglierà scoprire come spargerla
Durante ogni attimo della nostra vita
Rende fertile la terra e fa germogliare fiori di gioia.
Non correre verso casa trattenendo i tuoi tesori.
Cammina, fermati, ascolta, incontra, aiuta,
e a ogni passo lascia una goccia del tuo amore sulla strada.
Allora farai ritorno raccontando ai tuoi amici
le meraviglie del mondo.
I tuoi secchi saranno vuoti,
ti sembrerà di non avere più nulla,
ma in realtà il tuo cuore sarà colmo
e i tuoi occhi brilleranno di gioia.
Non andare per la vita, ma cammina sulle sue strade
Ad alcuni viaggi non si può porre la parola fine.

da un racconto Zen

24 giugno 2005

Utopia

Si tratta di noi e non so quale sia la meta, solo noi stessi siamo ancora motore e leva, la vita esterna e rivelata ristagna: ma il nuovo pensiero infine erompe, nelle piene avventure, nel mondo aperto, incompiuto, barcollante ed ebbro, per riconoscere – così, in questa sua forza, armato della nostra sofferenza, del nostro ostinato presentimento, della violenza inaudita della nostra voce umana- per riconoscere Dio e non riposare finché le nostre più intime ombre non si siano assoggettate e non sia riuscito il compimento di quella notte cava, in fermento, intorno a cui sono ancora costruite tutte le cose, gli uomini e le opere.
Ernst Bloch – Geist der Utopie

22 giugno 2005

Proprietà transitiva.

- E' amico tuo? - domandò il padre.
- Sì.
- E allora è anche amico mio. - concluse gravemente il padre.

(Sandor Màrai - Le braci)

19 giugno 2005

Canta il sogno del mondo

Ama
La gente
Dona
Perdona
Ama ancora e saluta.

Dai la mano
Aiuta
Comprendi
Dimentica
E ricorda
Solo il bene.

E del bene degli altri
Godi e fai
Godere
Godi del nulla che hai
Del poco che basta
Giorno dopo giorno:
e pure quel poco
se necessario
dividi

e vai
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta

Canta il sogno del mondo
Che tutti i paesi
Si contendano di averti generato

(David Maria Turoldo)

18 giugno 2005

Semplicità

E' senza dubbio una banalità, ma... quante sono le cose che davvero riescono a darci un istante di vera felicità? Poche, molto poche...

Una sorsata d'acqua fresca, un sorriso di un bambino, un bacio atteso a lungo...

15 giugno 2005

come eravamo

Gira parecchio sul web, ma vale la pena soffermarci il pensiero ...

Se eri un bambino negli anni 50, 60 o 70… Come hai fatto a sopravvivere?

1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...

2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.

3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.

4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.

5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale...

7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!

8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.

9.- La scuola durava fino a mezzogiorno, arrivavamo a casa per pranzo. Non avevamo cellulari...cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.

10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c’era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.

11.- Mangiavamo biscotti, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...

12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.

13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computers, chatroom su Internet... Invece AVEVAMO AMICI.

14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.

15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati non subivano alcuna delusione che si trasformava in trauma.

16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.

17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità...ed imparavamo a gestirli. La grande domanda è: Come abbiamo fatto a sopravvivere? e, soprattutto, ad essere le grandi persone che siamo ora ;-)

13 giugno 2005

Ancora lui...

Ho una promessa di ali
scritta sulla mia schiena
qualcosa di me
un giorno volerà
sono la punta dell'iceberg
l'anello di una catena
qualcosa di me
nel vento resterà

Jovanotti, Bruto

12 giugno 2005

il nostro mondo...

Che stai facendo? Lavoro.
Che cosa cerchi? L'oro.
Hai uno scopo? Credo.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? Suono.
Di dove sei? Toscano.
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco.
A cosa pensi? Al deserto.
Qual è il tuo impegno? Immenso.
Ed il tuo tempo? Denso.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace

Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................

Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace

Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................

Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Scrivo.
Innamorato? Credo.
E lei ti ama? A suo modo.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Che dice il cielo? Tuona.
E la chitarra...suona!!!
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? Molte.
E la salute? Buona.
E la chitarra...suona!!!

Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.

Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace

Tanto tanto tanto tanto tanto

Jovanotti

10 giugno 2005

Quando la strada sale...

Scivolano vite e due destini persi nel sole,
l'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi.
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole.
Quando la strada sale non ti voltare:
sai che ci sarò...

(Enrico Ruggeri - Gimondi e il Cannibale)

09 giugno 2005

Luce.


Una porta si spalanca all'improvviso e inonda di luce la nostra anima... Ma per accogliere la luce ci vuole attenzione e buona disposizione... Posted by Hello

08 giugno 2005

Amicizia

Vorrei proprio sapere se l’amicizia esiste veramente. Non mi riferisco al piacere occasionale di due persone che si rallegrano di essersi incontrate perché a un certo punto della vita si trovano a ragionare nella stessa maniera su determinate questioni, si scoprono gli stessi gusti e preferiscono gli stessi svaghi. Tutto questo non ha niente a che fare con l’amicizia. A volte mi sembra quasi che essa rappresenti la relazione più intima che esiste nella vita…Forse per questo è talmente rara. E su cosa si fonda allora? Sulla simpatia? E’ un termine improprio, troppo blando: non si può dire che la simpatia sia sufficiente a indurre due persone a farsi carico l’una dell’altra nelle situazioni più critiche della loro esistenza. Su che cos’altro, dunque? Non c’è forse un pizzico di eros al fondo di tutte le relazioni umane? Qui nella mia solitudine, in mezzo alla foresta, mentre mi sforzavo, non avendo altro da fare, di comprendere i fatti della vita, qualche volta me lo sono chiesto. Naturalmente l’amicizia non ha nulla in comune con le inclinazioni di coloro che cercano di soddisfare il loro desiderio distorto con persone dello stesso sesso. L’eros dell’amicizia non ha bisogno dei corpi…essi, anzi, lo disturbano più di quanto non lo attraggano. Ma si tratta pur sempre di eros. C’è eros al fondo di tutti gli affetti e di tutte le relazioni umane. Sai, ho letto parecchio....Mi sono detto che l’amicizia è il rapporto più nobile che esista fra gli esseri umani. E’ strano, ma anche gli animali lo conoscono. L’amicizia, l’abnegazione, la solidarietà esistono anche tra gli animali. Leoni, urogalli, ogni genere di creature, fanno del loro meglio per soccorrere i loro simili in difficoltà, anzi, ho constatato con i miei occhi che a volte prestano aiuto anche ad animali di specie diversa. Le creature viventi si organizzano per prestarsi aiuto a vicenda…a volte hanno difficoltà a superare gli ostacoli che si frappongono al loro intervento, però esistono sempre, in tutte le comunità vitali, delle creature forti pronte ad offrire il loro aiuto. Come ti ho detto, ho incontrato centinaia di esempi nel mondo animale. Tra gli uomini, gli esempi che ho rintracciato sono più rari. Per l’esattezza, non ne ho trovato neanche uno. Le simpatie che ho visto nascere tra gli uomini sono sempre naufragate, alla fine, nelle paludi dell’egoismo e della vanità. Il cameratismo o l’affiatamento assumono talvolta le parvenze dell’amicizia. Gli interessi comuni producono talvolta situazioni che somigliano all’amicizia. E per sfuggire alla solitudine gli uomini indulgono volentieri a rapporti confidenziali di cui in seguito si pentono, ma che per qualche tempo permettono loro di illudersi che la confidenza sia già una forma di amicizia.Naturalmente in questi casi non si tratta mai di vera amicizia. Ci si immagina che l’amicizia costituisca un servizio. L’amico, così come l’innamorato, non si aspetta di veder ricompensati i suoi sentimenti. Non esige contropartite per i suoi servizi, non considera la persona eletta come una creatura fantastica, conosce i suoi difetti e l’accetta così com’è con tutto ciò che ne consegue. Questo sarebbe l’ideale. E in effetti: vale forse la pena di vivere, di essere uomini, senza un ideale come questo? E se un amico ci delude perché non è un vero amico, possiamo forse metterlo sotto accusa, rinfacciargli il suo carattere, la sua debolezza? Quanto vale un’amicizia in cui apprezziamo l’altro per le sue virtù, per la sua fedeltà, la sua perseveranza? Quanto vale un’amicizia che ambisca a essere premiata? Non abbiamo forse il dovere di accettare l’amico infedele esattamente come quello fedele e pieno di abnegazione? Non è forse questo il contenuto più autentico di ogni relazione umana, un altruismo che dall’altro non esige nulla e non si aspetta nulla, assolutamente nulla? E che quanto più dà tanto meno si aspetta di essere contraccambiato? Chi dedica all’altro tutta la confidenza della giovinezza e tutta l’abnegazione dell’età virile, oltre al dono più prezioso che un essere umano possa offrire a un suo simile – la fiducia più appassionata, cieca e assoluta – e si vede ripagato con l’infedeltà e l’abbandono, ha forse il diritto di offendersi, di volersi vendicare? E se colui che è stato tradito e abbandonato si offende, se grida vendetta, era davvero un amico? Vedi, sono queste le domande alle quali mi sono sforzato di rispondere quando sono rimasto solo. Naturalmente la solitudine non mi ha fornito alcuna risposta. Neanche i libri mi hanno risposto in modo esauriente. Ne’ i libri antichi, gli scritti dei saggi cinesi, ebrei e latini, né quelli moderni, che usano termini espliciti ma contengono solo parole e non la verità. E poi, in fondo qualcuno ha mai detto o scritto la verità?…Me lo sono chiesto spesso quando ho iniziato a indagare nel mio animo e nei libri. Il tempo passava, la vita intorno a me cambiava, calava una sorta di crepuscolo. I libri e i ricordi si accumulavano, si infittivano sempre di più. E ogni libro conteneva un pizzico di verità, e ogni ricordo mi insegnava che è vano cercare di scoprire la vera natura dei rapporti umani, perché la conoscenza non ci aiuterà a diventare più saggi. Ecco perché non abbiamo il diritto di esigere franchezza e piena fedeltà da chi abbiamo scelto come amico, tanto più se gli eventi hanno dimostrato che questo amico ci è stato infedele”.

Sàndor Màrai, Le braci, Adelphi, 2004, pagg 95 e seg.

05 giugno 2005

Ancora sull'Amicizia.

E un adolescente disse:
- Parlaci dell'Amicizia.

E lui rispose dicendo:
- Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore... Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

(Kahlil Gibran)

03 giugno 2005

Quando finisce un'amicizia...

Qual è il limite di dolore che si può sopportare, in un rapporto come l'Amicizia, prima di arrendersi e separarsi, dichiarandosi sconfitti?

E' vero che quando un'amicizia finisce vuol dire che non era vera Amicizia?

Qual è il ritorno affettivo che ci si aspetta, rispetto a quanto noi stessi investiamo in un rapporto?

E per finire... Lasciare che un'ex amico vada per la propria strada, vuol dire amarlo?

31 maggio 2005

Dedicata a tutti i bimbi Down che si affacciano ora al mondo. Con infinito amore

Il mio amico cammina
che sembra un pendolo
attraversa la strada
e tutti lo guardano
in questo mondo veloce si muove a fatica
ma tu guarda che razza di scherzi ti fa la vita
il mio amico e' sempre stato cosi'
fino da piccolo
con la faccia bambina e impaurita
che sembra un cucciolo
quando parla il mio amico farfuglia piano
e le parole nell'aria si sciolgono
come venissero da lontano
ma il mio amico è il mio amico
e solo io so com'è
lui ha un cuore pulito che un altro non c'è
il mio amico quando è solo ascolta canzoni
e ad ogni nota riaffiorano in lui
vecchie e nuove passioni
quando tu sei arreso e non sai cosa fare
lui ti dice addormentati e prova a sognare
vorrei essere anch'io cosi' ingenuo e felice
invece corro da sempre e non trovo mai pace
il mio amico almeno e' una bella persona
uno strano violino con le corde di seta
in un mondo distratto che cinico suona
questo grande concerto che in fondo è la vita
il mio amico non parla mai di odio e sfortuna
anzi dice era peggio non essere nato
non avrei mai potuto vedere la luna
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato

Il mio amico a volte scompare e non lo vedo piu'
anche lui soffre mesi d'amore
e non li manda giu'
gli succede di solito con una sconosciuta
e ogni volta ancor prima che inizi
è una storia finita
ma il mio amico è il mio amico
e solo io so dov'è
se vuol farsi trovare, se ha bisogno di me
o se invece vuol stare per giorni a parlare
sulla spiaggia da solo con le onde del mare
il mio amico che gioca con gli occhi a pallone
ci incoraggia e soffre anche in allenamento
lui da bordo del campo comanda l'azione
ondeggiando leggero come grano nel vento
dal mio amico ho imparato un milione di cose
per esempio ad amare senza esser riamato
a guardare la luna e i giardini di rose
e tutte le altre bellezze che Dio ha creato

il mio amico è il mio amico
e non lo cambierei
i ricordi piu' belli ce li ho insieme a lui
in questo mondo veloce
il mio amico si muove a fatica
proprio lui che mi aiuta a capire
e ad amare la vita.

Gianni Morandi

Europa?

Il fatto che ci sia stato un referendum in Francia nel quale abbiano prevalso le ragioni di chi non vuol ratificare la Costituzione Europea è grave.

E' vero: la Costituzione Europea non è la migliore del mondo, avrebbero potuto senz'altro fare meglio i politici e i giuristi che ci hanno lavorato sopra. Ma è un primo passo, un tentativo, una specie di numero zero. La ricerca della perfezione è un processo asintotico.

Per la prima volta nella storia alcuni popoli hanno la possibilità di porre fine a lotte per l'egemonia e a guerre per l'indipendenza e la sovranitià. Guerre e lotte che durano da millenni. Ci stiamo giocando questa possibilità, lasciando che prevalgano interessi meramente di tattica politica spicciola: in Francia hanno votato contro le sinistre, altrove sono contrari a destra...

Torneremo ai tempi del Ducato di Parma e Piacenza, del Regno delle Due Sicilie, dell'impero austro-ungarico. E torneremo a lasciare che ci governino dei sovrani "illuminati", visto che noi non riusciamo ad esserlo altrettanto.

30 maggio 2005

Per umiliare qualcuno si dev'essere in due: colui che umilia e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell'aria...Stamattina pedalavo lungo lo Stadionkade e mi godevo l'ampio cielo ai margini della città, respiravo la fresca aria non razionata. Dappertutto c'erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quell'unico pezzo di strada che ci rimane c'è pur sempre il cielo, tutto quanto...Trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini, e oso dirlo senza falso pudore...Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso - se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e l'avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse in amore, se non è chiedere troppo...Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell'anno del Signore 1942, l'ennesimo anno di guerra.
Etty Hillesum, Diario 1941-1943

Nota: Nata nel 1914 in Olanda da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum muore ad Auschwitz nel novembre del 1943.

29 maggio 2005

La Pace.

La Pace si può costruire solo con un cuore che sappia comprendere il dolore dell'Altro.

(un sopravvissuto di Hiroshima)

26 maggio 2005

Questo sono io

Questo sono io,
che pure inizio bene, ma non so finire.
E faccio cose che dovevano servire
a non ricadere, a non pagare più
lo stesso errore...

(Biagio Antonacci)

24 maggio 2005

Il Piave...

S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero;
il Piave mormorò: non passa lo straniero.


L'ultima guerra della quale gli italiani abbiano una "memoria" comune.

23 maggio 2005

22 maggio 2005

Buona domenica!

...Una volta era l'unico giorno in cui davvero ci si poteva riposare un pochino. E curare la parte spirituale, che si fosse o meno religiosi.

Oggi è quasi un giorno come un altro, si può addirittura fare shopping.

Ma è diventato un giorno come i tanti in cui non ascoltiamo noi stessi, non stacchiamo la spina, non ci prendiamo cura della nostra anima. Peccato.

Proviamo a riposare davvero, lasciando alleggerire la pressione. Facciamo una passeggiata in un parco. Leggiamo qualche pagina di un buon libro. E andiamo a trovare un amico.

Buon riposo.

20 maggio 2005

Essere donna

Dal Talmud ebraico

"...state molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!
La donna e' uscita dalla costola dell'uomo,
non dai piedi perche' dovesse essere pestata,
ne' dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale.....
un po' piu' in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere AMATA...."

19 maggio 2005

il nostro mondo

Questa è la civiltà: hai tutto quello che non vuoi quando non ti serve
(Totò)

Felicità raggiunta.

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto di un bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

(Eugenio Montale)

17 maggio 2005

Piano man.

Un uomo, dall'apparente età di venticinque anni, è stato trovato in un parco inglese, vestito di smoking, bagnato e privo di memoria.

Non parla, non sembra avere ferite, probabilmente non ricorda. Gli hanno dato un foglio di carta pensando che riuscisse a scrivere il proprio nome. Invece ha disegnato un pianoforte.

Allora, lo hanno portato davanti ad un pianoforte. Lui si è seduto ed ha cominciato a suonare. Suona perfettamente, da concertista. Su un altro foglio ha scritto una composizione musicale che sembra essere originale...

E' diventato un fenomeno da baraccone. Tutti a fantasticare, a curiosare, a voler sentire la sua musica. Nessuno cui importi davvero chi è.

Un uomo è forse la musica che suona?

15 maggio 2005

Apri le braccia e poi vola...


C'è un momento anche per te:
quando il cielo si colora
non pensare a niente,
apri le braccia e poi vola...
Posted by Hello

13 maggio 2005

Non so di chi sia, ma mi piace molto e la sento vera. In questi giorni di risveglio della natura, quando mi incanto ad osservare il volo delle rondini, ad ascoltare il pigolio dei piccoli merli sul mio balcone, o mi soffermo ad asciugare una lacrima, sento di poter volare solo così, sorretta dagli altri...

IL BUONSENSO DI UN’OCA

Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l’inverno in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo.
Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto a un uccello che voli da solo.
Coloro che condividono una direzione comune ed un senso di comunità arrivano dove vogliono andare,più rapidamente e facilmente perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro. Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti.
Se avremo altrettanto buonsenso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.
Quando la prima oca si stanca, si sposta lateralmente ed un’altra oca prende il suo posto di guida.
E’ sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud.
Le oche gridano da dietro, per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità. Quali messaggi mandiamo quando noi gridiamo da dietro?
Infine (e questo è importante)quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l’oca caduta finchè non è in grado di volare oppure finchè muore; soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere nuovamente il gruppo. Se avremo il buonsenso di un’oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.

10 maggio 2005

L'omino coi baffi.

Pierluigi De Mas non c'è più.

Specialista dell'animazione, aveva creato il personaggio televisivo di Cocco Bill, ispirandosi allo storico fumetto di Jacovitti.

Ma il suo nome è legato anche allo storico Carosello, per il quale aveva creato personaggi rimasti nel mito. Su tutti: i personaggi Lagostina e Bialetti, (Sississì, seeembra faaacile...).

L'omino coi baffi è grande ormai, ma oggi il suo caffè ha un sapore meno dolce.

08 maggio 2005

L'Arte...mondo altro...

Non riesco ad avvicinare questa parola, Arte, con il verbo razionalizzare. Risuona dentro di me solo a livello emozionale, e in questo senso sì, anche ciò che comunemente è frutto solo di umile lavoro artigianale può essere per me Arte, in quanto mi suscita un'emozione. Penso a legni pazientemente intagliati nelle nostre valli da mani lente e nodose, o a ciotole di umile terracotta: alcune forme mi evocano mondi in cui il tempo, la pazienza, l'ascolto, l'attesa hanno un senso, e la materia si fonde con l'uomo, che lascia andare i suoi pensieri, che non domina le sue mani ma si lascia portare dal soffio di vita che c'è nella materia che lavora, che plasma, con rispetto. L'artista si lascia portare, si fa uno con il mondo che vuole rappresentare, e se questo accade l'emozione si trasmette. Il mezzo può essere qualunque: l'immagine, la materia lavorata, la scrittura. Quando una di queste forme mi fa cambiare registro improvvisamente, mi fa sentire in armonia dando luce a ciò che normalmente non vedo, separandomi dal resto, buio, grigio, informe,uniforme, è allora che sento di essere in contatto con l'Arte, in comunione con l'Artista. Non mi importa dare un senso compiuto al messaggio: ciò che per me è importante è sentire di condividere un'emozione.

L'Arte.

Cos'è l'Arte? è una delle domande a più alta difficoltà e chiunque si cimenti nel tentativo di razionalizzarne il concetto va incontro a una probabile brutta figura. Chi sono io per sottrarmi a questo destino?

Comunicazione, ecco cosa. L'Artista prova delle emozioni, delle sensazioni, vive. In qualche modo il suo spirito deve arrivare fino a noi e la sua produzione artistica è il mezzo. In questo senso possono essere considerati artisti anche coloro che di solito non godono di questo titolo. Anche un falegname, un fabbro, possono essere considerati artisti se il loro tentativo di comunicare un'emozione giunge fino a noi...

Per esempio... Sarebbe bello se nelle mostre d'arte si potesse leggere, accanto al quadro, una breve didascalia contenente una nota dell'autore: quando ho dipinto, scolpito, fotografato, composto quest'opera mi era successo questo, io ho lasciato sedimentare per qualche giorno e poi mi è venuta voglia di comporre/dipingere/scolpire/fotografare. Ne è venuto fuori questo...

Chi ha avuto la fortuna di poter parlare con un pittore ad un suo vernissage sa cosa significhi poter aggiungere alla propria l'emozione di qualcuno che possiede la chiave iniziale della materia...

07 maggio 2005

Basta tenebre, basta nubi, basta tormenti. Il Vento è venuto, impetuoso e selettivo, ha spazzato via tutto il grigiore ed ha lasciato che il sole colorasse ogni cosa di arancio, giallo, rosso, verde brillante, azzurro intenso. Due giorni di lavoro paziente e instancabile, perché fosse pulito anche il più piccolo angolino. Ora, leggero, accarezza dolcemente strade, alberi,rami, ruscelli, fiumi, petali, piume. Lascialo entrare anche nella tua vita, nei tuoi pensieri, nel tuo cuore. Intanto ascolto, grata, il ciangottio sottile dei merlotti nati sul mio balcone...sssst...

05 maggio 2005

Chi ha capito il giuoco...

Nella mia vita non c'è niente che meriti di essere rivelato: è tutta interiore, nel mio lavoro e nei pensieri che... non sono lieti.

Io penso che la vita è una molto triste buffoneria, poichè abbiamo in noi, senza poter sapere né come né perché né da chi, la necessità di ingannare di continuo noi stessi con la spontanea creazione di una realtà (una per ciascuno e non mai la stessa per tutti) la quale di tratto in tratto si scopre vana e illusoria.

Chi ha capito il giuoco, non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può prendere nè gusto nè piacere alla vita.

Così è. La mia arte è piena di compassione amara per tutti quelli che si ingannano; ma questa compassione non può non essere seguita dalla feroce irrisione del destino, che condanna l'uomo all'inganno.

Questa, in succinto, la ragione dell'amarezza della mia arte, e anche della mia vita.



Luigi Pirandello

04 maggio 2005

Le lacrime...

...e le lacrime lavano, purificano, dissetano, come la pioggia attesa nell'arsura dell'estate nutre la terra spaccata dal vento, ridandole i suoi colori e la sua fertilità, in un avvicendarsi senza fine.

03 maggio 2005

Tutto scorre.

Spesso il testo di una canzone scioglie le lacrime e le tensioni che si sono accumulate nelle ore, nei giorni, nel tempo...


...Sparami addosso, bersaglio mancato;
provaci ancora è un campo minato.
Quello che resta del nostro passato
non rinnegarlo, è tempo sprecato.
Macchie indelebili coprirle è reato,
scagli la pietra chi è senza peccato.
Scagli la pietra chi è senza peccato,
scagliala tu perché ho tutto sbagliato...

(Tutto scorre - Negramaro)

02 maggio 2005

Chissà se esiste davvero l'insolita allegria di cui parlava Gaber... A volte credo di sì. Succede soprattutto quando sono stanco dopo aver lavorato per un obiettivo positivo ed essere riuscito a vedere almeno una parte dei miei sforzi realizzarsi...


E' come un'insolita allegria
di cui non so il motivo,
non so che cosa sia.
E' come se improvvisamente
mi prendessi il diritto
di vivere il presente...

01 maggio 2005

De Amicitia.


Ea amicitia est idem velle atque idem nolle...
Ma non è vero: l'Amicizia è rispetto dell'Altro e condivisione.Posted by Hello

la forza della vita

Anche quando ci buttiamo via per rabbia o per vigliaccheria
per un amore inconsolabile
anche quando in casa è il posto più invivibile
e piangi e non lo sai che cosa vuoi
Credi c'è una forza in noi amore mio
più forte dello scintillio di questo mondo pazzo e inutile
è più forte di una morte incomprensibile
Quando toccherai il fondo con le dita
a un tratto sentirai la forza della vita
che ti trascinerà con sé
amore non lo sai vedrai una via d'uscita c'è
Anche quando mangi per dolore e nel silenzio
senti il cuore come un rumore insopportabile
e non vuoi più alzarti e il mondo è irraggiungibile
e anche quando la speranza oramai non basterà
C'è una volontà che questa morte sfida
è la nostra dignità la forza della vita
che non si chiede mai cos'è l'eternità
anche se c'è chi la offende o chi le vende l'aldilà
Quando sentirai che afferra le tue dita
la riconoscerai la forza della vita
che ti trascinerà con sé
Non lasciarti andare mai non lasciarmi senza te
Anche dentro le prigioni della nostra ipocrisia
anche in fondo agli ospedali nella nuova malattia
c'è una forza che ti guarda e che riconoscerai
è la forza più testarda che c'è in noi
che sogna e non si arrende mai
(È la volontà) (più fragile e infinita) (la nostra dignità)
Amore mio è la forza della vita (la forza della vita)
che non si chiede mai cos'è l'eternità
ma che lotta tutti i giorni insieme a noi
finché non finirà
(Quando sentirai) la forza è dentro di noi
(che afferra le tue dita)
amore mio prima o poi sentirai (la riconoscerai)
la forza della vita (la forza della vita)
che ti trascinerà con sé
che sussurra intenerita:
«Guarda ancora quanta vita c'è !»

30 aprile 2005


...e mentre guardo la tua pace, dorme lo spirto guerrier ch'entro mi rugge. Posted by Hello

Primo maggio.

Domani è la festa dei lavoratori e oggi ne ho visti da vicino una decina.

Erano manovali e muratori per caso, venivano dall'Est dell'Europa.

Sono bellissimi quando, alla fine della giornata, si puliscono un po' la polvere sui vestiti, si sciacquano il viso, si sistemano i capelli quasi come se dovessero andare ad una sfilata. E poi se ne vanno con una serenità e una tristezza composte.

Buon Primo Maggio.

Rumore.

Non riesco a pensare, non riesco a parlare. Soprattutto non riesco ad ascoltare.

Stanno ristrutturando l'appartamento di sopra ed è un trambusto insopportabile.

Per oggi me ne vado in campagna.

Solo voci.

Grazie per le mie città
appassionate, esagerate, ma
col nido comodo di casa mia
e gli aeroporti per andare via
se vuoi...

Grazie per la nostra età,
per questi anni di velocità,
per i satelliti e gli amori che
son quelli di un milione di anni fa.
E poi...

Grazie per le donne libere,
compagne colorate e scomode.
E per questa nostra musica,
perché mi lascia respirare e ridere,
e piangere, e vivere
a modo mio...

29 aprile 2005

Gli amori diversi.

Sono gli amori insensati
a dare un senso alla vita,
a questa musica fragile
tra le tue dita.

A queste dolci oscenità
in una notte che ci somiglia,
a questo cercare rime
e rubarle tra le tue ciglia, tra le tue ciglia...

Sono gli amori insondabili
a rivelarci la vita;
questo cercarsi per sempre,
questa sorpresa infinita.

Le tue lame di verità
e il manto gelido d'inverno
che ti porti sulle spalle
e che ti fa scappare da un sogno così bello.

Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare
e fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male,
gli amori come te.

Sono gli amori improvvisi
ad indicarci la strada,
in quella buia tempesta
di desiderio e di attesa.

A farci brillare gli occhi
di quella luce così vera
e a sussurrare parole
al fuoco dell'intesa, al fuoco dell'intesa.

Sono gli amori diversi
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare,
sentirli cantare, fermarli nel tempo.
Sono gli amori più intensi
quelli che restano dentro
e non riesci a scordare
e che fanno più male. Gli amori come te...