Le stelle cadenti di metà agosto sono da sempre un appuntamento per astrofili e inguaribili romantici che si piazzano nel giardino col naso all'insù, pronti ad ammirare le scie di fuoco...
Occorre esprimere un desiderio per ogni "stella" vista cadere. Ma quest'anno le condizioni meteo non sono state clementi e un banco (un branco?) di nubi ha chiuso la visuale...
Cosa avrei potuto chiedere? Un trenino elettrico? Un biglietto per la partita? Un orologio nuovo?
Forse avrei chiesto pace e salute per le persone cui voglio bene, una per una; avrei chiesto di dare agli uomini e alle donne la curiosità e la forza per non fermare l'ascolto alla prima difficoltà; avrei domandato di regalarmi più pazienza, attenzione, serenità, capacità di essere presente per chi ne ha bisogno...
Ma queste non sono cose che possano scaturire da una bacchetta magica e sperare che per incanto siano equivarrebbe a smettere di impegnarsi per quello...
Allora forse meglio così, meglio le nubi. Almeno non avrò l'alibi di averlo chiesto a qualcun altro e dovrò impegnarmi in prima persona affinché i miei desideri si realizzino...
1 commento:
Io ho avuto la fortuna di abitare per notti e notti, in questo periodo, sotto un cielo cosi' fitto di stelle da non poter credere che fosse vero! Ogni sera ne abbiamo viste tante cadere, piu' piccole e veloci, piu' grandi e luminose. Difficile esprimere desideri: in quei momenti non si puo' desiderare altro, perche' si e' immersi in una perfetta, piena, luminosa armonia.Da anni vivo questo in solitudine, e per anni ho desiderato condividere l'incanto della notte di San Lorenzo con accanto qualcuno di importante per me. Ora ho imparato a non desiderare piu' e a ringraziare per quello che ho, quest'anno apprezzato piu' che mai.
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