Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
Questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera,
insonne, sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
I tuoi occhi saranno una vana parola,
Un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
Quando su te sola ti pieghi nello specchio.
O cara speranza, quel giorno sapremo
Anche noi che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo, muti
Cesare Pavese
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Quando continuerà
il tempo dove tu manchi,
senza nostalgia
di strofinare i tuoi fianchi;
quando ti fermerò
tra i due miracoli
di averti amata e perduta,
e li ti schiaccerò
e li sarai finita...
Quando di questo amore
saranno sparse le foglie
e morirà l'orgoglio
nel mio inventario di stelle;
quando ti avrò battuta,
cacciata sulla luna,
dimenticata per sempre;
e avrò cantato il giorno
che tu non sei più niente...
Verrà la notte e avrà i tuoi occhi,
verrà la notte con i tuoi occhi.
Io viaggerò l'inverno,
io giocherò con il mio cane;
mi vestirò di nuovo,
sentirò sete e avrò fame;
quando aprirò la stanza
dov'ero chiuso a chiave
fra le tue immagini spente.
E sarò "io": quel giorno
che non sarai più niente...
Verrà la notte e avrà i tuoi occhi,
verrà la notte con i tuoi occhi...
(Roberto Vecchioni)
Siamo sempre alla disperata ricerca di essere "io", perché persi: nell'Altro, dall'Altro, per l'Altro. L'Amore comincia quando la ricerca è sul "noi", quando non dobbiamo più dimenticare ma solo costruire.
Ogni strada ha le sue luci e le sue ombre: quello che conta è che siamo INSIEME.
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