11 settembre 2005

11 settembre

Ho vissuto l'ultima settimana un po' ai confini del mondo, fisicamente appartata, lontana da tutti gli eventi che mi hanno sempre vista partecipe appassionata e presente. Nubifragi e tempeste, morti e guerriglie, caos e smarrimento erano tuttavia dentro di me, con una presenza che mi trovava attonita e impotente, in uno sperdimento dolente. Così come la sofferenza e la fatica di chi sta cercando la sua strada, di chi l'ha perduta e disperatamente, con tutte le sue forze, tenta di rintracciarla...mani tese ovunque a chiedere altre mani, aiuto...Coraggio, insieme si può...di mano in mano, di cuore in cuore...

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo.
Eri nella carlinga,con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,alle ruote di tortura.
T’ho visto: eri tu,con la tua scienza esatta
persuasa allo sterminio,senza amore, senza Cristo.
Hai ucciso ancora,come sempre,
come uccisero i padri,
come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. -
E quell’eco fredda, tenace,è giunta fino a te,
dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra,
dimenticate i padri:le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Certo, insieme si può, insieme si deve.
Non appartarti, unisciti di nuovo, stai con noi, forse ritroverai il sereno, anzi ne sono sicura.
Tutti stiamo cercando faticosamente la nostra strada, ma solo insieme, si può trovare a forza di prova ed errore, ma sempre avanti, come hai detto tu "di cuore in cuore"