28 novembre 2005

Stranezza.

Non solo l'Universo è più strano di quanto immaginiamo. E' anche più strano di quanto possiamo immaginare.

(Sir Arthur Eddington)

20 novembre 2005

Compleanno

Per tanti anni ho pensato che il giorno del compleanno è una festa grande anche per la mamma del festeggiato, perché quel giorno non si dimentica più...
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.

15 novembre 2005

Quanto mi vuoi bene?

- Ti voglio bene, papà!
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!

14 novembre 2005

Gatti e tigri...


Dicono che il gatto sia stato creato per darci la possibilità di avere la sensazione di accarezzare una tigre...

09 novembre 2005

Quale storia tu vuoi che io racconti?

Scendo giù a prendermi un caffè,
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...

(Paolo Conte - Gli impermeabili)

06 novembre 2005

Tranquillo.

La signora entra e si rivolge decisa al mio amico che siede al di là della scrivania:
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.

Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!

- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...

Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!

Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!

Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!

Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...

Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!

01 novembre 2005


E io ho il Vento nel cuore,
e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
salgo e scendo, sfrecciando fra le fole che s’intrecciano
in mille gorghi e spirali.
E io ho il Sole nel cuore,
e con raggi sinuosi mi lascio scivolare sulla terra;
m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
dove la dolce carezza m’acquieta.
E io ho la Pioggia nel cuore,
e con scrosci divento acqua ridente;
cado quando essa cade e in rivoli mi addentro nei meandri oscuri,
fra le pieghe di madre terra.
E io ho la Terra nel cuore,
profumata pelle di chicchi di roccia;
sono pietra dura e sabbia fine, zolla fertile ed erba tenera
e con risa di frane corro lungo le montagne.
E io sono Aria nel cuore,
e sono Fuoco nel cuore,
sono Acqua.
E sono Terra nel cuore...

Madre Terra.

15 ottobre 2005

Autunno


La notte di colpo è calata,
c’è un’oscurità perforata
da un’auto che passa veloce
lasciando soltanto al silenzio
la buia sua voce;
rumore che appare e scompare,
immagine crepuscolare
del correre tuo senza scopo,
del tempo che gioca con te
come il gatto col topo.
Le storie credute importanti
Si sbriciolano in pochi istanti,
figure e impressioni passate
si fanno lontane e lontana
così è la tua estate;
e vesti la notte incombente
lasciando vagare la mente
al niente temuto e aspettato
sapendo che questo è il tuo autunno
che adesso è arrivato…

Preghiera

Io che non so pregare
io
gocciolina nell'oceano
persa
smarrita
cieca e sorda
muta
urlo la mia preghiera
a Te
Spirito
che mi hai fatta strumento,
a cui ho risposto
con l'umiltà che sapevo
con la pochezza che sono
con la debolezza che ho.
Urlo dall'abisso di dolore
che mi inghiotte
che mi divora
che non mi fa tacere
per sentire la Tua voce,
per lasciarti agire,
per farmi accettare
di essere l'ultima fra gli ultimi
non riconosciuta.
Prego
di essere capace
di fare il vuoto,
per lasciarTi spazio,
di rinunciare a me stessa
nella gioia
e nella consapevolezza
che solo Tu
puoi indicare la strada
a chi amo
con tutta la mia anima,
con tutti i miei limiti,
che non so tenere per mano.
Prego
che tu mi dia un cuore semplice
capace di vivere il perdono,
di accettare di non riceverlo.
Prego
che questo buio dell'anima
sia trafitto
da un raggio di luce
Prego

11 ottobre 2005

Fotografie.


Fotografie... Trasparenze di fuori città, torri spagnole,
le chitarre e le birre in collina, l'eclissi di sole.
Fotografie... Io e te vagabondi nel porto di Barcellona,
su di giri di prima mattina, navigando l'estate del sud.

Nelle fotografie, malinconie, colpi di sole.
Donne, pugni e poesie,
mentre qui
tutto il vino va via, non si sa come.
La tua donna e la mia ridono insieme
han già deciso che han chiuso i confini
e i nostri treni non partono più.

Fotografie... Una piazza di un posto dell'est con le bandiere,
una tazza di grappa di more, senza amori, né fretta, né idee...

Basta fotografie, piccole spie pericolose.
Un bicchiere di più:
torni tu,
batti i pugni e vedrai chi siamo ancora.
C'è un biglietto per noi per l'avventura.
Sulla corriera a colori che vola
chi la perde non parte mai più.

Quante pagine ha la libertà
non lo sappiamo...
Quante volte dirai:
mi fermo qui!
Quanto vento ci sta dentro una vela,
non parliamo di noi alla moviola;
finito il vino facciamo che è tardi,
non facciamo i bastardi perché
la tua luna e la mia fanno canzone,
la tua donna e la mia sono persone.
Guidando piano portiamole a casa
e poi chiediamo anche scusa; vedrai:
tutto è meglio così, meglio così
basta malinconie, fotografie...

03 ottobre 2005

Primo giorno di scuola.

Quando ero bambino il primo giorno di scuola coincideva sempre col Primo Ottobre, ovunque.

Era il segnale che l'estate era davvero, definitivamente terminata. Si ricominciava con un progetto che avrebbe richiesto un intero anno e del quale si conosceva l'obiettivo e il metodo.

C'era attesa, trepidazione, si sapeva che non sarebbe durata, ma che almeno all'inizio sarebbe stato un gran divertimento...

Ogni tanto mi manca quel tempo di certezze...

22 settembre 2005

Equinozio d'Autunno.

...e io che credevo di essermi spinto già molto verso la notte.

Invece oggi sono solo a metà strada.

Sarà un lungo inverno.

20 settembre 2005

TENEREZZA


La forza della tenerezza può sconfiggere la debolezza della violenza.
L'Amore onnipotente di Dio è impotente finché l'uomo non lo realizza incarnandolo nella realtà terrena.

(Arturo Paoli - Torino 20 settembre 2005)

18 settembre 2005

Amici del leone.


Il leone in gabbia soffre, questo è chiaro. Ma perché?

Per il ricordo della savana dove dominava il territorio? Per la consapevolezza di non poter più rivedere i luoghi in cui è cresciuto? Perché vorrebbe una vita diversa?

Forse, ma non dovrebbe valere per quelli nati in cattività. Questi non hanno memoria di un mondo diverso dalla loro sei metri per sei...

Chissà... Magari il problema sta nel vedere che qualcuno passa davanti alla sua gabbia, gli lancia un'occhiata. Talvolta un gridolino di ammirazione. Molti dicono d iamare gli animali. Ma in realtà chi lo guarda non cerca un confronto con lui, sa di essere al sicuro, di non rischiare nulla, al sicuro dietro una protezione solida come l'acciaio...

Chissà, forse li leone avrebbe rispetto per qualcuno che osasse davvero allungare una mano per fargli una carezza. Forse non la azzannerebbe. Forse riuscirebbe persino a fare le fusa...

E' facile essere amici del leone dall'esterno della gabbia.

13 settembre 2005

Autenticità.

Costa molto essere autentica, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie perché una è tanto più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha sognato di se stessa.

"Tutto su mia madre" - Pedro Almodovar



(grazie a Flo)

11 settembre 2005

11 settembre

Ho vissuto l'ultima settimana un po' ai confini del mondo, fisicamente appartata, lontana da tutti gli eventi che mi hanno sempre vista partecipe appassionata e presente. Nubifragi e tempeste, morti e guerriglie, caos e smarrimento erano tuttavia dentro di me, con una presenza che mi trovava attonita e impotente, in uno sperdimento dolente. Così come la sofferenza e la fatica di chi sta cercando la sua strada, di chi l'ha perduta e disperatamente, con tutte le sue forze, tenta di rintracciarla...mani tese ovunque a chiedere altre mani, aiuto...Coraggio, insieme si può...di mano in mano, di cuore in cuore...

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo.
Eri nella carlinga,con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,alle ruote di tortura.
T’ho visto: eri tu,con la tua scienza esatta
persuasa allo sterminio,senza amore, senza Cristo.
Hai ucciso ancora,come sempre,
come uccisero i padri,
come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. -
E quell’eco fredda, tenace,è giunta fino a te,
dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra,
dimenticate i padri:le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

10 settembre 2005

Impressioni di settembre.

Quante gocce di rugiada intorno a me:
cerco un sole, ma non c’è.
Dorme ancora la campagna, forse no.
E' sveglia, mi guarda, non so...

Già l’odore della terra, odor di grano
sale adagio verso me;
E la vita nel mio letto batte piano:
respiro la nebbia, penso a te...

Quanto verde tutto intorno
e ancor più in là,
sembra quasi un mare d’erba;
e leggero il mio pensiero vola e va:
ho quasi paura che si perda...

Un cavallo tende il collo verso il prato,
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito:
respiro la nebbia, penso a te.

No, cosa sono adesso non lo so:
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so:
sono solo, solo il suono del mio passo.


E intanto il sole tra la nebbia filtra già,
il giorno, come sempre, sarà...

(Premiata Forneria Marconi, 1971)

09 settembre 2005

Un fatto di cronaca.

Tra qualche ora uscirà una nota di qualche agenzia di stampa e dirà pressappoco così:

Stamattina, alle 8,45 circa, una bimba di circa dieci anni è stata vista su una bicicletta, con un voluminoso zaino sulle spalle, sul Raccordo Anulare di Roma. Un motociclista (ero io) si è reso conto della situazione di pericolo ed ha chiamato il 113 avvisando le forze dell'ordine. I poliziotti sono riusciti ad intercettare la bimba sull'autostrada Roma-Fiumicino, mentre alcune persone (c'ero anch'io) l'avevano convinta a fermarsi e ad attendere l'arrivo degli agenti.

Non presenta segni di violenza di alcun tipo, parla un italiano di buon livello, ma è probabilmente di nazionalità asiatica, probabilmente indiana come lei stessa ha affermato. Ha racontato di essersi perduta mentre cercava di raggiungere la casa degli zii. Ha detto di essere scappata di casa perché i genitori "la trattano male". In un primo momento si è impaurita per l'arrivo degli agenti e avrebbe voluto proseguire il "viaggio" in sella alla moto di uno dei presenti (voleva venire con me). Poi, poco a poco, si è rassicurata ed ha accettato di buon grado di salire sulla pattuglia, scherzando anche un po' con i poliziotti che l'hanno accompagnata al vicino commissariato.

Gli inquirenti stanno ora tentando di rintracciare i genitori della piccola. Saranno certamente in pena, ma probabilmente dovranno cambiare qualcosa nel menage familiare...

Fin qui l'agenzia di stampa. Quello che nessuno scriverà è che tra gli avventori c'era anche una ragazza (l'unica) piuttosto graziosa e che i poliziotti hanno voluto "identificare" soltanto lei, facendosi dare anche il numero di cellulare!

Il vero giornalismo è essere presenti sul posto mentre il fatto accade!

07 settembre 2005

Per fare un albero...

Sergio Endrigo. Di lui hanno detto che era vecchio già a dieci anni.

Ha scritto poesie musicali di rara bellezza, consapevole che le cose semplici sono le più belle...

Ha sempre evitato le luci della ribalta e il vuoto protagonismo, scegliendo una vita "normale" con gli affetti veri.

E' andato via. Mancherà a tutti, anche se pochi sapranno il perché...

Ciao, Sergio.

05 settembre 2005

Ho voglia...

Ho voglia di stare solo, di non pensare, di non alzare lo sguardo...

Ho voglia di dormire, di spegnere la mente, di chiudere gli occhi...

Ho voglia di cancellare i cattivi pensieri...

Ho voglia di letargo. Ho voglia che venga Inverno.