05 luglio 2013

La via...

Come quei poeti di una sola poesia
non so più neach'io dov'è la vita mia.
Forse nel futuro di una notte malinconica,
in un lungo mare,
pronta per partire con la fantasia.E' la via dei misteri
quella che si apre intorno a me
E' la via di miei pensieri
che mi trascinerà con sé...

Come pescatore al largo di una nostalgia
forse mi è permessa un'ultima magia:
trasformare tutto questo fango
in acqua limpida
e lasciarmi andare come
le figure di un'acrobazia.

E' la via dei misteri
quella che si apre intorno a me,
è la via dei miei pensieri
che mi trascinerà con sé...
E' la via dei misteri
e non finisce proprio mai,
dolce via dei pensieri,
sei tu che mi accompagnerai...

(La via dei misteri)





13 giugno 2013

Vaso di cristallo

Possiamo dare l'impressione di essere rocce, sicuri di noi stessi,
decisi...ma siamo fragili, io sono molto fragile...sono fatta di sabbia ed
acqua e alla luce del sole basta un semplice soffio di vento per far crollare tutto.

Sulla mia corazza filtra acqua, luce, vento, grandine... cattiverie
gratuite, giudizi dati senza pensare quanto male possono fare, scorretezze,
malignità.

Sono fragile perchè mi lascio ferire, sono fragile perchè chiedo scusa, sono
fragile perchè cerco di capire, sono fragile perchè vorrei vivere in
pace... ma evidentemente dà proprio noia la mia fragilità, e per questo ho
deciso di impastare la mia corazza con materiali non porosi.

Ci vuole molto prima di farmi retrocedere, ma nel momento che lo faccio, lo
faccio con decisione e a quel punto squalifico, ignoro chi vuol ferirmi, mi allontano per sempre.

Le mie vittorie sono cresciute sulle mie sconfitte e proprio perché molte
volte ho fallito nell'aprirmi agli altri ora mi sono imposta di essere più
cauta nel fidarmi, nell'offrire quello che io sono proprio perchè sono
fragile e la mia fragilità mi limita e mi rende ancora più insicura e
titubante.

Vorrei poter affrontare il quotidiano con decisione, invece vado cauta...
Vorrei correre sicura, invece misuro i miei passi...
Vorrei aver fiducia in tutti, invece dopo gli ultimi schiaffi ho trincerato
i miei sentimenti..
Vorrei essere infrangibile, invece se cado vado in mille pezzi...
Vorrei, non sai come vorrei essere di acciaio e non di vetro...

05 maggio 2013

Pffffttt.... Sparito!

... E a un tratto ti accorgi che tutto è cambiato. Così, semplicemente. Prima occupava ogni tipo pensiero, aveva il suo posto in ogni atto, dai più banali ai più significativi, una sorta di compagno invisibile ma molto, molto presente. Gli raccontavi silenziosamente tutto, te lo tenevi dentro, perché lui aveva la sua vita, non potevi disturbarlo, ma c'era... Poi se n'è andato piano piano, come ogni immagine della fantasia. Ha cominciato a non darmi il buongiorno e la buonanotte. Ad essere sempre più sfuggente. Il lavoro... la famiglia... i pensieri... Non c'era più posto. Non ero più una presenza ed ha, forse inconsciamente, voluto essere un'assenza. Non l'ho allontanato. Se n'è andato. Non c'è dolore, non può esserci nemmeno rimpianto. Si percorre insieme un pezzo di strada, quando ci si incontra, quando c'è qualcosa da dire, quando si ha una meta comune. Poi capita di prendere sentieri diversi, curiosi di nuove scoperte, forse, o forse solo stanchi, disillusi. Resta l'incontro, come ogni incontro bello e importante.
Buon cammino viandante... io sono quasi arrivata.

02 aprile 2013

Jannacci e Beppeviola.


La prima volta che entrai in contatto con Beppeviola ero poco più che bambino. I miei cugini più grandi avevano una pila di giornalini che all'epoca facevano tendenza ("Il Monello", "Lanciostory", "Skorpio" e così via). C'era su l'Intrepido un articolo di un nuovo giornalista sportivo che si chiamava, appunto, Beppeviola. Era il suo primo articolo su quella testata e sembrava che ci scrivesse da sempre.

Mi ricordo come se lo avessi letto ora... La domenica successiva ci sarebbe stata la partita Foggia-Juventus e quella Juve dell'epoca sembrava una corazzata inarrestabile. Era la squadra che avrebbe vinto, con soli giocatori italiani, la Coppa Uefa e ci giocava gente del calibro di Cabrini, Bettega, Scirea, Causio... Eppure, quel giornalista apparentemente sornione ma tagliente come una lama riuscì a capovolgere i parametri dell'attenzione. Si mise a parlare degli avversarsi, di quel Foggia allenato da Ettore Puricelli del quale raccontava pazzie e trucchetti. Una volta il Puricelli - raccontava Beppeviola - doveva mettere fuori squadra un giocatore, ma non voleva ferirlo e allora ricorse allo stratagemma del termometro. Se ne procurò uno truccato e bloccato sul 38 e 2 ("...qualsiasi studente delle medie potrà spiegarvi come si fa..." scriveva ammiccante il Beppeviola) e poi affrontò il calciatore in questione:

- Ma tu, ragazzo, hai la febbre...
- No, Mister, sto benissimo!
- Ma no, sei bianco come un cadavere...
- Ma guardi che io sto bene, davvero!
- Poche storie, misuriamo la temperatura.

Gli porse il termometro truccato e... il calciatore stette fuori senza discutere!

Beppeviola era così. Da un evento staccava un filo apparentemente insignificante e ne faceva scaturire altri. Se avessero chiesto a chiunque altro di parlare di Juve-Foggia, avremmo letto le formazioni, le tattiche, lo stato di forma dei giocatori e i pronostici. Lui no, lui doveva raccontarti del "Puri" e trasformava uno sport nel gioco che avrebbe dovuto essere e che non era. Raccontava di quanto sarebbe stato bello il calcio se alla domenica non si fosse giocato, e tu rimanevi lì incantato a riflettere, mentre lui stava già in osteria a scolarsi un bicchiere di quello buono.

Beppeviola e Jannacci erano molto amici. Scrissero anche un libro insieme, che a quanto pare non vendette nemmeno le poche copie normalmente acquistate da amici e parenti. Scrissero diverse canzoni, i testi di Cochi e Renato (ah, la loro comicità surreale), e chissà quante se ne saranno dette mentre giocavano a scopone e uno sbagliava una carta. Ma il cuore di Beppeviola, a soli 42 anni, decise che bastava così e smise di funzionare appena dopo aver registrato un servizio su Napoli-Inter. Chissà cosa avrebbe tirato fuori, invece dei gol e delle banali dichiarazioni da fine partita che i suoi colleghi non hanno mai smesso di utilizzare per riempire il vuoto di fantasia.

La prima persona che Jannacci avrà riabbracciato lassù in cielo è proprio Beppeviola. E questi gli avrà chiesto perché ci ha messo tanto, ché gli serviva il quarto per una briscola...

Intanto io sto ancora cercando di truccare un termometro.


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Pugile (al terzo round): Come vado?
Manager: Se l'ammazzi fai pari.
(Beppeviola)





30 marzo 2013

La fabbrica

Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c'è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là...
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
'sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c'è, se c'è, com'è ?
 Enzo Jannacci

Ancora uno che se ne va... un pezzo della mia vita. Non riesco nemmeno a dare parole ad una tristezza profonda, davvero mi manca questo mondo di cui ormai è testimone una manciata di persone. Lui, Gaber, Dario Fo, mi riportano ad un tempo in cui ci si sentiva insieme, solidali, dissacratori ma senza insulti, sempre in ricerca...
Ciao amico buffo, dolce e generoso

26 febbraio 2013

" Cranky " - uomo vecchio .....

Cosa vedi infermiera ? ... Cosa vedete ?
Che cosa stai pensando mentre mi guardi ?
" Un povero vecchio " ... non molto saggio ...
con lo sguardo incerto ed occhi lontani ...
Che schiva il cibo ... e non dà risposte...
. e che quando provi a dirgli a voce alta :
  " almeno assaggia " !!!
sembra nulla gli importi di quello che fai per lui ...
Uno che perde sempre il calzino o la scarpa ...
che ti resiste, non permettendoti di occuparti di lui ...
per fargli il bagno, per alimentarlo...
e la giornata diviene lunga ...

Ma cosa stai pensando ?... E cosa vedi ??
Apri gli occhi infermiera !!...
perchè tu non sembri davvero interessata a me...
Ora ti dirò chi sono... mentre me ne sto ancora seduto quì
a ricevere le tue attenzioni... lasciandomi imboccare per compiacerti.
" Io sono un piccolo bambino di dieci anni
con un padre
ed una madre,
Fratelli e sorelle che si voglion bene...
Sono un ragazzo di sedici anni con le ali ai piedi...
che sogna presto di incontrare l'amore...
A vent'anni sono già sposo... il mio cuore batte forte ...
giurando di mantener fede alle sue promesse...
A venticinque... ho già un figlio mio...
che ha bisogno di me e di un tetto sicuro,
di una casa felice in cui crescere.
Sono già un uomo di trent'anni e mio figlio è cresciutovelocemente, siamo molto legati uno all'altro
da un sentimento
che dovrebbe durare nel tempo.
Ho poco più di quarant'anni, mio figlio ora è un adulto
e se ne va, ma la mia donna mi sta accanto...
per consolarmi affinchè io non pianga.
A poco più di cinquant'anni...
i bambini mi giocano attorno alle ginocchia ...
Ancora una volta , abbiamo con noi dei bambini
io e la mia amata.
Ma arrivano presto giorni bui... mia moglie muore...
guardando al futuro rabbrividisco con terrore...
Abbiamo allevato i nostri figli
e poi loro ne hanno allevati dei propri.
E così penso agli anni vissuti... all'amore che ho conosciuto.
Ora sono un uomo vecchio... e la natura è crudele.
Si tratta di affrontare la vecchiaia... con lo sguardo di un pazzo.
Il corpo lentamente si sbriciola...
grazia e vigore mi abbandonano.
Ora c'è una pietra... dove una volta ospitavo un cuore.
Ma all'interno di questa vecchia carcassa un giovane
uomo vive ancora...
e così di nuovo il mio cuore martoriato si gonfia...
Mi ricordo le gioie... ricordo il dolore.
Io vorrei amare, amare e vivere ancora...
ma gli anni che restano son pochissimi...
tutto è scivolato via... veloce !!!
E devo accettare il fatto che niente può durare...

Quindi aprite gli occhi gente... apriteli e guardate...
.... " Non un uomo vecchio " .....
avvicinatevi meglio e ... vedete ME !!!


Ricordatevi questa poesia quando incontrate
una persona anziana per evitare di metterla
da parte senza guardare all'anima giovane che le sta all'interno,
 perchè tutti noi un giorno, saremo così ...

15 febbraio 2013

08 febbraio 2013

Ricordi...


...E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare,
ad ogni piano un Paradiso
da consumare.

Dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore,
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia.

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo,
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo.

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia.
Ma no, son proprio io:
lo specchio ha la mia faccia...


(Ivano Fossati, La costruzione di un amore)

04 gennaio 2013

Quando?

L'amore è come la roulette russa.
Ti ammazza, ma non sai quando.

(Valerio Negrini)


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Se ne va un altro pezzo della mia giovinezza. Lo so: bisogna essere pronti, perché prima o poi accade. Ma in questo periodo sono particolarmente impreparato a perdere altri pezzi...





24 dicembre 2012

Pensando Natale



Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perché i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perché le tue abitudini diventano il tuo destino.

                                                                                                     M.Gandhi









L’ intelligenza senza l’amore, ti rende perverso.
La giustizia senza amore, ti rende implacabile.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo  senza amore, ti rende arrogante.
La ricchezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore ti rende servile.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La  bellezza senza amore, ti rende  ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti sminuisce.
La preghiera senza amore, ti rende introverso.
La  legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza amore, ti rende egoista.
La fede senza amore ti  trasforma in fanatico.
La croce senza amore diventa una tortura.
La vita senza amore... non ha senso...
                             
                                      Madre Teresa di Calcutta

23 dicembre 2012

Tutto a posto.

...
Prendila così, non possiamo farne un dramma.
Conoscevi già - hai detto - i problemi miei di donna.
Certo che lo so, certo che lo so,
non ti preoccupare, tanto avrò da lavorare...
...
Nasce l'esigenza di sfuggirsi
per non ferirsi di più.






20 dicembre 2012

Per chi mi avete preso?

Non che ci creda, ma certo non posso fare a meno, in questi giorni, di notare come la frequenza con cui si parla della fantomatica profezia Maya sia inequivocabilmente aumentata.

Ovviamente ci sono molti che ci campano, di queste cose. Pseudo-scienziati, giornalisti-da-gossip, veline, opinionisti da tartufo, venditori di imperdibili libri sull'argomento, "esperti" in tuttologia e quindi incapaci di pronunciare un'intera frase senza dire castronerie...

Andrebbe tutto bene, se ci limitassimo a farne un argomento da gossip. Al massimo ci scriviamo un paio di articoli sulle riviste scandalistiche, intervistiamo il solito astrologo cui chiediamo di farci una sintesi e di includere nelle chiacchiere anche l'oroscopo 2013, così ci togliamo pure questo pensiero...

Invece scopro che l'essere umano è capace di reagire in modo scomposto e confuso perfino rispetto ad un messaggio così inequivocabile. Fine del Mondo vuol dire una cosa sola: da domani non ci sarà più nulla, tutto finito, tutti morti, kaputt. Inutile qualsiasi compromesso, con i Maya non si ragiona mica. E inutile, soprattutto, qualsiasi precauzione. Come, per esempio, ammassare viveri, migrare tutti in blocco verso amene vallate bulgare, acquistare maschere antigas o costruire rifugi antiatomici.

Perché c'è chi davvero l'ha fatto.

E allora, davvero non so più cosa pensare.






15 dicembre 2012

Il viaggio





L'uomo che viaggia solo può partire oggi,
ma chi viaggia in compagnia
deve aspettare che l'altro sia pronto.

13 dicembre 2012

Andiamo via...

- Dobbiamo andarcene. Sento che qui potrei perfino trovare la felicità.
- Allora rimani.
- Ho vissuto troppo a lungo col mio dolore. Non voglio sapere che persona sarei senza di esso.


(Orson Scott Card, "Il gioco di Ender")








09 dicembre 2012

Alla fine...

...Ricordo che una volta mi immaginavo come sarebbe stata la mia vita, come sarei stato io.

Mi raffiguravo di avere tante qualità. Qualità forti, positive, che la gente avrebbe potuto captare dall'altro lato della stanza...

Ma col passare del tempo, erano poche le qualità che in effetti avevo. E tutti le possibilità che mi si presentavano, e tutte le varie persone che potevo diventare, tutte si sono ridotte, ogni anno, a sempre meno, sempre meno...

Finché alla fine sono diventate una: quello che sono.

(da The Weather Man)





04 dicembre 2012

Colpo d'occhio


Karlsbad 1929.

Nella sala poco gremita il silenzio è rotto quasi unicamente dal movimento dell'aria che i pezzi muovono quando le mani dei loro mossieri li spostano da una casella all'altra della scacchiera.

Presenti in sala alcuni Maestri che fanno ormai parte della storia: Salomon Flohr su tutti, indiscusso campione che - un po' per merito degli avversari e un po' perché, negli anni Trenta, per un cecoslovacco i problemi erano davvero altri - non arrivò mai a competere per il Campionato del Mondo.
Ma ce ne sono anche altri, di campioni che ogni organizzatore di torneo vorrebbe avere. Tra questi Aaron Nimzowitsch, che tanto avrebbe influenzato la strategia moderna. E c'è Esteban Canal, uno che di solito viene ricordato poco nei libri di scacchi, ma che comunque sapeva il fatto suo.

Di certo a Canal non mancava il colpo d'occhio, nemmeno al di fuori della scacchiera.
Fu lui ad accorgersi che in sala era entrata una signora dall'aspetto elegante, ma per nulla disposta alla mitezza. Sembrava sul piede di guerra, ed in effetti lo era. Suo marito, Josè Raul Capablanca - ex Campione del Mondo e tuttora uno dei migliori di tutti i tempi - non era vaccinato contro il fascino delle belle donne, e anche in quel momento, terminato il suo turno di gioco, si stava intrattenendo nella camera d'albergo con una signora di certo piuttosto accondiscendente.

La signora Capablanca voleva cogliere il fedifrago sul fatto e non aveva certo intenzione di farsi fermare da alcuno. Per questo, quando Canal le si para dinnanzi tentando un diversivo, lei lo scaraventa via come fosse una lottatrice di wrestling e si avvia per le scale verso le camere. Ritrovano il povero scacchista peruviano sotto un tavolo!

Ciò che successe ai piani superiori non lo si è mai saputo, ma a quanto pare la "resa dei conti" durò per tutta la notte, durante la quale si udirono perfino rumori di stoviglie lanciate...

Il giorno dopo Capablanca incontrò Friedrich Samisch. Questi era senz'altro un ottimo giocatore, e probabilmente avrebbe potuto raggiungere notevoli traguardi con un briciolo di fortuna in più. Era - tanto per intenderci - uno dei 27 che ottennero la nomina di Grande Maestro, appena tale titolo venne istituito.
Capablanca, abbiamo detto, non aveva dormito tutta la notte ed affrontò l'incontro senza la necessaria energia. Dopo poche mosse commise un errore da principiante e dovette cedere uno dei propri Cavalli. Lottò come un leone per molte decine di mosse, mostrando tutta la tecnica di cui era capace, ma non è possibile dare un pezzo di vantaggio ad un Grande Maestro, nemmeno se sei il Migliore.

Dovette quindi abbandonare. La classifica finale del torneo lo vide al secondo posto, proprio a causa dei punti persi in quella partita.

La sua spiegazione ufficiale alla conferenza dopo la partita fu: "Avevo dimenticato di arroccare".

Canal scoppiò a ridere e non smise che molti minuti dopo. E pochi notarono l'occhio nero che aveva dal pomeriggio precedente...

30 novembre 2012

Passerà.

Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché voglio sognare.
E nel sogno stringo i pugni,
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare,
altre notti sono vele piegate a navigare...

Sono uomini e donne, piroscafi e bandiere,
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano:
livida e sprofondata per sua stessa mano.

E se l'amore che avevo non sa più il mio nome,
e se l'amore che avevo non sa più il mio nome...
Come i treni a vapore, come i treni a vapore,
di stazione in stazione, e di porta in porta
e di pioggia in pioggia, e di dolore in dolore
il dolore passerà...

Come i treni a vapore,
come i treni a vapore
il dolore passerà...


(Fiorella Mannoia / Ivano Fossati - I treni a vapore)