27 febbraio 2008

Silenzio.

Con la stessa freddezza e il medesimo distacco con cui ascoltiamo le previsioni del tempo, abbiamo quasi imparato a scansare le brutte notizie. Quasi come se non ci riguardassero, quasi fossero calamità naturali, inevitabili, imprevedibili. Non sempre è così. Quasi mai lo è.

Ce la prendiamo con i giornalisti che sguazzano nella cronaca nera, che si spingono a domandare ad una madre "Come si sente?" dopo aver visto il proprio figlio morire ancora una volta. Ce la prendiamo con loro, ai quali ci sentiamo di insegnare che certi temi andrebbero trattati in modo diverso...

Abbiamo così tanto da obiettare che non troviamo il tempo per tacere, per riflettere, metabolizzare...

Noi non siamo le vittime di una informazione che sempre deriva verso la distorsione dei valori.

Siamo i mandanti.

24 febbraio 2008

Memoria.

Quando avremo dimenticato tutto, ci ricorderemo almeno di ricominciare a cercare?

21 febbraio 2008

Diplomazia.

L'Italia ha riconosciuto il Kosovo.

Non sapevo nemmeno che si fossero incontrati in precedenza.

18 febbraio 2008

Io amo...

Amo l'inverno.
E io l'estate.
Amo gli gnomi.
E io le fate.
Amo la seta.
E io il cotone.
Amo la tigre.
E io il leone.
Amo le giostre.
Io l'altalena.
Amo il delfino.
Io la balena.
Amo la steppa.
E io le dune...
Beh, non abbiamo nulla in comune!

Amo il prosciutto.
Io la frittata.
Amo l'arrosto.
Io l'insalata.
Amo le arance.
Io le papaie.
Amo il granturco.
Io le risaie.
Amo l'azzurro.
Io il verde giada.
Amo la pizza.
Io il pescespada.
Amo le rocce.
Io le lagune.
Beh, non abbiamo nulla in comune!

(Mary Ann Hobermann)

07 febbraio 2008

Quarantamila.

La lunghezza, in chilometri, della circonferenza terrestre, supposta sferica per semplicità. E' un'approssimazioone, ovviamente.

E' un bel traguardo, ammesso che possa definirsi traguardo. Nel senso che non è un punto di arrivo, ma solo di passaggio, Può essere considerato una tappa intermedia.

In quarantamila chilometri ci stanno molte cose: valli, colline, fiumi, autostrade e sentieri...

A pensarci bene, se quei chilometri li avessi davvero percorsi in linea, non avrei comunque potuto fare il giro del pianeta. Non è che uno si può mettere a cavalcioni dell'equatore o di un meridiano qualsiasi e percorrerlo tutto: prima o poi si incontra il mare. Non si potrebbero nemmeno visitare tutti i continenti: l'America e l'Australia sono, di fatto, delle grosse isole rispetto all'Eurasia. Invece l'Africa è collegata al resto attraverso Suez...

Insomma, un traguardo di cartapesta!

29 gennaio 2008

Appunti di viaggio.

Viaggi, vai in un posto, ne scopri pregi e difetti. Incominci perfino quasi ad affezionartici.

Poi scopri che manca qualcosa a quel luogo, e che manca qualcosa a te.

E allora fai in modo di tornare in fretta a casa, pensando che scappare sia un rimedio.

Ma non è così. Quello che ti manca non sta dove vai, né dove torni. Non sta nemmeno nel viaggiare.
Sta nella tua mente, nel tuo cuore, nella tua vita. E capisci che quando stai così è perché hai solo bisogno di ricordare che la paura di non avere è peggio che non avere, che il timore che la vita non ti dia un'altra mano di carte è peggio che riceverne una brutta, che la malinconia è di certo meglio della noia e della rabbia...

Chissà se succede a tutti... Forse no.

26 gennaio 2008

Il paese di Bengodi

C'è un posto bellissimo in cui non si va mai a scuola, nessuno studia, nessuno lavora, c'è una grande montagna di ravioli su cui nevica parmigiano grattugiato, scorrono fiumi di vernaccia... E nel locale ospedale tutti sono primari.

Questa novella fa morire dal ridere. Spesso, ultimamente, senza nemmeno ridere.

19 gennaio 2008

Bobby

Di lui si dirà che è stato forse il migliore di tutti i tempi.

Certo, ne ha combinate molte.

Aveva promesso che non avrebbe più partecipato ai Campionati del Mondo, poi rientrò dalla porta di servizio e stravinse.

Aveva conquistato l'universo, ma scelse di voltare le spalle a tutto e a tutti, rinunciando addirittura a difendere quel prestigioso titolo.

Era indubbiamente il più forte, ma sparì senza più disputare nemmeno un incontro amichevole.

Di colpo riapparve, organizzando e rivincendo quella sfida che aveva appassionato anche i non addetti ai lavori, forse per via delle implicazioni che aveva nel tempo della Guerra Fredda.

Ha fatto di tutto, compreso rinunciare alla propria cittadinanza statunitense per chiedere asilo politico altrove.

Era diventato paranoico, o forse lo era sempre stato.

Le ultime foto ci mostrano un barbuto e anziano signore con gli occhi di fuoco, dai quali scintillava ancora la folgore del genio.

Voglio ricordarlo per quello sguardo, per quegli occhi pieni di risposte a domande che nessuno gli ha saputo o potuto fare.

Caissa lo avrà senz'altro accolto a braccia aperte.

13 gennaio 2008

Arrivato, Partito.

Arrivare.
Annusare l'aria d'intorno.
Accogliere con curiosità il nuovo mondo.
E, giorno per giorno, scoprire
suoni,
colori,
sapori,
odori.
Imparare le gioie
e i dolori.
Amare la vita.
E cercar di capire da dove si è partiti.
E quale sarà la prossima tappa
del Viaggio.

12 gennaio 2008

12 gennaio 2008

Ancora un'alba sul mondo:
altra luce, un giorno
mai vissuto da nessuno,
ancora qualcuno è nato:
con occhi e mani
e sorride.

David Maria Turoldo

Benvenuto a questo mondo, piccolino!

09 gennaio 2008

Infine...

Beh, finalmente!
Era ora, dopo qualche mese!
Devo dire che quando mi ci metto so come arrivare all'obiettivo!

Era davvero tempo che cercavo un pretesto per litigare, e stamattina l'ho trovato. Ma in futuro cercherò di essere meno esigente e litigherò per molto meno...

31 dicembre 2007

31 dicembre

Era il 31 dicembre di 18 anni fa. Te ne andavi senza un ultimo sorriso. Non è mai più stata festa per me... come potrei? Mi manchi, tanto. Sei sempre presente, vivo. Oggi più che mai, al mio fianco sulla strada che è stata la tua e che oggi mi presenta il conto.
Tieni la mia mano tra le tue... arrivederci nonno Mario

28 dicembre 2007

SPIRITUAL

Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.

Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare

scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
La chiave del cielo non ti voglio rubare

ma un attimo di gioia me lo puoi regalare
la chiave del cielo non ti voglio rubare
ma un attimo di gioia me lo puoi regalare.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare

Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
Senza di te non so più dove andare

come una mosca cieca che non può più volare
senza di te non so più dove andare
come una mosca cieca che non può più volare.
E se ci hai regalato il pianto ed il riso

noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso
e se ci hai regalato il pianto ed il riso
noi qui sulla terra non lo abbiamo diviso.
Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare

Dio del cielo se mi vorrai amare
scendi dalle stelle e vienimi a cercare.


Dio del cielo se mi vorrai
in mezzo agli altri uomini mi cercherai
e Dio del cielo se mi cercherai
nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare

scendi dalle stelle e vienimi a cercare
Dio del cielo se mi vorrai amare

scendi dalle stelle e vienimi a cercare.

Dio del cielo io ti aspetterò
nel cielo e sulla terra io ti cercherò.

Fabrizio De André

24 dicembre 2007

24 dicembre 2007







Natale 2007.

Dobbiamo avere questa sicurezza,
che con l’Amore sono possibili anche
le cose impossibili;
che con l’amore,
incominciando con la fratellanza tra noi,
arriveremo anche a questo obiettivo grandioso,
di far di tutta l’umanità una sola famiglia.

Chiara Lubich



11 novembre 2007

Non lasciarmi andare via...

Non lasciarmi andare via
Roberto Vecchioni - Di rabbia e di stelle - 2007

Il dolore è una vela
così incredibilmente lieve
che nemmeno lo senti,
comincia con la cadenza
dolce della neve,
ed è lì che ti perdi.
Ha la faccia di un bambino
e gli occhi di un lupo triste
che ti lecca la mano,
conosce ogni parola che non esiste
e te le insegna una per una
piano piano
Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato
com’era bello l’amore,
e te ne vai in giro
come un vecchio cane sfiancato
che non sente più nessun odore,
torni a casa con la divisa di un soldato
che non crede più nell’onore
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Il bambino rincorreva
la sua barca di carta,
che ci vedeva la vita,
ma il tempo non ha tempo,
l’orologio s’incarta,
la bussola è impazzita
cammini dentro una nebbia
di persone e di cose
che ti facevano sognare,
e hai voglia di andar via
senza accampare scuse
per non aver saputo amare,
quando hai finito tutte le più inutili scuse
per potere restare
Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via
Non ne ho la forza né la voglia di provarci
e neanche le ragioni,
altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore
e piagnistei per scrivere canzoni;
vorrei guardare più lontano,
ma lontano adesso è un tempo
spaventosamente breve,
vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,
risvegliarmi che non so nemmeno dove
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via,
non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
non lasciarmi andare via.

Guerriglia

Ancora una domenica di sangue, una vita spezzata nella maniera più inutile e stupida. Non riesco a capire, a rassegnarmi. Un ragazzo di 26 anni... Ma perché si spara con tanta facilità? perché non si sa più comunicare se non con violenza ed aggressività? perché c'è questo bisogno di esplodere, in tutti i sensi? Ed ora si metterà ancora una volta tutto a tacere, come per i fatti di Genova? Sono avvilita...

Democrazia.

La Democrazia è il sospetto ricorrente che più della metà della gente abbia ragione più della metà delle volte.

(Elwyn Brooks White)

10 novembre 2007

compleanno

Non importa quanti anni avresti compiuto oggi. L'ultima volta che ti ho detto "Auguri!" abbracciandoti è stato 18 anni fa. Lo ricordo ancora. Ci siamo guardati per un lungo momento, i miei occhi scuri, che certamente non brillavano di allegria, nei tuoi azzurri e intensi come un lago di montagna in tempesta. Bastava guardarti negli occhi per capire tutto: il loro colore cambiava con il tuo umore. Federico li ha ereditati da te, e nei suoi occhi spesso cerco ancora i tuoi. Te ne saresti andato dopo sei settimane. Mi manchi ancora maledettamente. Mi sorprendo spesso in un dialogo interiore con te, a commentare quanto il mondo stia cambiando e quanto rapidamente, come quando commentammo insieme la caduta del muro di Berlino, prevedendo scenari che né tu né io avremmo mai immaginato dove ci avrebbero portati. Ho parlato lungamente con te quando il tuo grande amico Enzo Biagi se n'è andato, dopo aver vissuto delusioni cocenti, che tu avevi previsto con amarezza. Ti chiedo, nei momenti difficili, che cosa faresti, da che parte devo andare. Ti sono grata, perché mi hai indicato una strada retta, precisa, che è quella dell'onestà a qualunque prezzo. Ti chiedo scusa, perché so che mi vorresti più felice e meno sola, ma so che capisci e percepisci la solidità e la serenità che mi hai comunque lasciato e da cui ho imparato ad attingere sempre. Mi hai insegnato anche che ad un certo punto è giusto smettere di lottare.
Grazie per essere ancora e sempre con me. Ti voglio bene.

21 ottobre 2007

L'AMICIZIA

L’amicizia si offre, non si impone,
non si mendica, non si simula:
L’AMICIZIA, come Dio,
è una presenza sempre offerta,
anche se non sempre accolta.

E’ come la sorgente nel bosco:
essa deve dare al passante assetato
l’acqua più pura che ha ed il meglio di sé.

L’amicizia è "il pane dell’angelo"
che all’uomo sfiduciato
e desideroso di morte, come Elia,
restituisce il coraggio di un nuovo inizio:
"Alzati e mangia,
perché hai ancora tanto cammino davanti a te!"

Nelle ore oscure di cupo abbandono
in cui l’uomo avverte con angoscia
il suo Dio assente e lontano,
è l’amicizia che aiuta a ritrovare
la presenza amica del Padre.

E’ il dono dell’angelo nell’orto del Getzemani,
è il miracolo del buon ladrone sul Calvario.
Gesù gli esprime la sua riconoscenza "gratificandolo"
" Oggi sarai con me in Paradiso".


Don Michele Do: un grande, umilissimo uomo, amico di una vita

20 ottobre 2007

TU... tu che sei diverso

Sai, la gente sola
Come può lei si consola
Non far sì che la mia mente
Si perda in congetture, in paure
Inutilmente e poi per niente

Tu, tu che sei diverso
Almeno tu nell'universo
Non cambierai
Dimmi che per sempre sarai sincero...


Splendida questa canzone di Mia Martini. Ho negli occhi e nelle orecchie la passione disperata con cui la cantava. Mi torna spesso alla mente. No, non per un amore finito. Ora leggo queste parole in altro modo.
Tutti noi ci aspettiamo di incontrare qualcuno veramente unico per noi. E più di una volta crediamo che sia quella buona: sì, ci diciamo, questa persona è attenta, sensibile, mi ascolta, c'è sempre nei momenti in cui ho bisogno di lei, anche in silenzio, anche solo con un piccolo gesto, è speciale perché mi accetta così come sono ma soprattutto perché non dà per scontato che ci sia né di esserci. Poi passa il tempo, la curiosità va scemando, lascia il posto all'abitudine: non c'è più bisogno di attenzioni o di sorprendere, e il rapporto si omologa a tutti gli altri. Scuse... bugie... nemmeno la voglia o la capacità di affrontare il discorso...
Non siamo capaci di essere unici, quindi diversi, e di rendere l'altro unico, quindi diverso. Che delusione...