27 maggio 2012

Tre. Quattro. Zero.

Il telefono squillò, come se fosse la prima volta che accadeva da un mucchio di tempo...

Lui non stava pensando a niente, si scosse dal torpore e venne preso in contropiede. Chi era a quell'ora? E cosa voleva?

- Magari, - rifletteva - è un'altissima personalità dello Stato che vuol congratularsi per l'ottimo lavoro svolto. Oppure un dirigente della Croce Rossa che ha bisogno di un rarissimo tipo di sangue, e vuol sapere se io sono compatibile... Oppure...

Certo, avrebbe potuto essere chiunque, compresi quelli lì che diceva lui. Ed anche altri, perché no?

- Magari, - contiunuava - si tratta di una bella notizia. Una vincita alla lotteria, una promozione, un riconoscimento atteso da tanto...

Chiunque poteva essere, ma proprio chiunque. Tutti e nessuno. E con tutti si intende che poteva anche essere lei...

Gli tremavano le mani, non riusciva quasi a prendere in mano quel piccolo apparecchio che ancora squillava.

E se davvero fosse stata lei? Come avrebbe reagito? Avrebbe avuto il coraggio di non piangere? E avrebbe saputo parlarle con serenità ed affetto? E l'avrebbe saputa ascoltare, come faceva un tempo?

Alla fine, forse per un intervento soprannaturale, riuscì a pigiare il tasto della risposta. E dall'altra parte non si udì nulla.

- Pronto! Pronto! C'è qualcuno?


Ogni notte, mille notti
dal monte la chiamò.
E di lei solo la voce
non gli bastava più:
la cercò lontano,
scese fino al mare.
L'eco senza cuore
non gli rispose mai più,
non gli rispose mai più.




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