31 maggio 2012

Ad occhi aperti

Preferiamo ignorarla, la verita’.  
    Per non soffrire.  Per non guarire.
Perche’ altrimenti diveremmo quello che abbiamo paura di essere:
               completamente vivi.
Gramellini.
 

30 maggio 2012

Insieme

Si dovrebbe stare insieme soltanto perchè si sta bene con, spesso invece si sta insieme perchè si sta male "senza" .

•Osho

27 maggio 2012

Tre. Quattro. Zero.

Il telefono squillò, come se fosse la prima volta che accadeva da un mucchio di tempo...

Lui non stava pensando a niente, si scosse dal torpore e venne preso in contropiede. Chi era a quell'ora? E cosa voleva?

- Magari, - rifletteva - è un'altissima personalità dello Stato che vuol congratularsi per l'ottimo lavoro svolto. Oppure un dirigente della Croce Rossa che ha bisogno di un rarissimo tipo di sangue, e vuol sapere se io sono compatibile... Oppure...

Certo, avrebbe potuto essere chiunque, compresi quelli lì che diceva lui. Ed anche altri, perché no?

- Magari, - contiunuava - si tratta di una bella notizia. Una vincita alla lotteria, una promozione, un riconoscimento atteso da tanto...

Chiunque poteva essere, ma proprio chiunque. Tutti e nessuno. E con tutti si intende che poteva anche essere lei...

Gli tremavano le mani, non riusciva quasi a prendere in mano quel piccolo apparecchio che ancora squillava.

E se davvero fosse stata lei? Come avrebbe reagito? Avrebbe avuto il coraggio di non piangere? E avrebbe saputo parlarle con serenità ed affetto? E l'avrebbe saputa ascoltare, come faceva un tempo?

Alla fine, forse per un intervento soprannaturale, riuscì a pigiare il tasto della risposta. E dall'altra parte non si udì nulla.

- Pronto! Pronto! C'è qualcuno?


Ogni notte, mille notti
dal monte la chiamò.
E di lei solo la voce
non gli bastava più:
la cercò lontano,
scese fino al mare.
L'eco senza cuore
non gli rispose mai più,
non gli rispose mai più.




25 maggio 2012

Teoria e Pratica

Teoria: quando tutto si sa, ma nulla funziona.

Pratica: quando tutto funziona, ma non si sa perché.

Volendo è possibile combinare le due cose: nulla funziona, e non ne sappiamo il perché.



24 maggio 2012

Non passa lo straniero!

Il Piave mormorava 
calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il 24 maggio...

La Canzone del Piave non si riferisce alla vittoria finale, come pure oggi non si ricorda la data in cui la Grande Guerra finì, bensì quella di inizio: in questa data nel 1915, infatti, partirono i primi colpi di cannone contro le postazioni austriache.

Contiene inoltre dei falsi storici: per esempio l'attribuzione della sconfitta di Caporetto ad un presunto tradimento o ad episodi di codardia...

A rigore, addirittura, la guerra della cui vittoria andiamo fieri nacque da un'aggressione.

La Storia viene scritta dai vincitori. E anche le canzoni.


23 maggio 2012

23 maggio: vent'anni dopo

"Vi perdono ma vi dovete inginocchiare..." Tutti ricordano la disperata implorazione che Rosaria Schifani, allora poco più che ventenne, rivolse ai mafiosi, davanti alla bara del marito Vito, agente della scorta del giudice Falcone. Venti anni dopo, Rosaria ha deciso di fare fino in fondo i conti con se stessa e con le sue emozioni, tornando sui luoghi della tragedia. Rosaria ci racconta, in prima persona, una storia di dolore e di coraggio, la storia di una donna che, lasciando Palermo, la sua città, ha saputo offrire al figlio (oggi Emanuele ha vent'anni e nessun ricordo del padre) e a se stessa una nuova opportunità di vita. Rosaria non ha mai smesso di cercare i "perché" della mafia e, dopo vent'anni, la sua analisi del fenomeno che le ha stravolto l'esistenza è amara e disincantata. Oggi, come ieri, non crede che i mafiosi possano pentirsi ma a loro vuole dire che lei, con grande fatica, ha saputo ricostruire la sua vita, mentre loro restano in una spirale di morte, senza speranza.

con Rosaria Schifani
Un documentario di Felice Cavallaro
con la collaborazione di Fabio Vannini
Regia di Fabio Vannini

Andato in onda lunedì 21 maggio 2012 alle 21.10
www.rai3.rai.it/dl/RaiTre/programma.html?ContentItem-c5c82e0c-5eb8-47bb-9c33-aa0­d4bddc2b8



http://www.youtube.com/watch?v=xfT1Q_RhtGo
YouTube - Video

22 maggio 2012

LA VITA



Si scopre  che la vita

non abita nelle cose complicate

ma in quelle semplici;

che esiste un modo di vita diverso

e persone coraggiose che combattono

per i propri ideali,

per mantenere integro un mondo

di interiorità,

e che non ha bisogno di bandiere

perchè lavora nel silenzio

e parla a chi ha cuore per sentire.

(inviato da un amico)

Capire gli eventi.

Succede, a volte, che gli eventi precipitino.

Basta un piccolo battito d'ali di una farfalla per scatenare un tornado, si è soliti dire...

E figuriamoci, quindi, se non sia sufficiente qualche goccia di pioggia.
Beh, non proprio qualche goccia. Un bell'acquazzone, di quelli tipici di primavera che ormai non si distinguono da quelli estivi e nemmeno da quelli invernali. Quando piove così intensamente, bisogna essere preparati a tutto, perché vuol dire che la tua giornata può evolvere in qualunque direzione.

Un po' d'acqua piovana. Una sensazione di fresco. La mente che ripercorre un'esperienza già vissuta. La pelle che assapora, ma che subito capisce: quella carezza è qualcosa di già accaduto, il ricordo di sfioramenti passati e di speranze future...

E, in coda a tutto, il cervello elabora e metabolizza.

Ho bisogno di un paio di scarpe nuove.

21 maggio 2012

Quiete?

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
 
(Vincenzo Cardarelli, Gabbiani)


16 maggio 2012

Kudrjavka

Era stata scelta dopo una selezione che si era protratta a lungo. Certo, il fatto che avesse una salute perfetta era stato importante, ma il fattore determinante - lei forse lo avrebbe capito soltanto dopo - era stato il suo carattere docile e la capacità di entrare perfettamente in sintonia con gli scopi scientifici della missione.

Il capo si fece vedere solo di sfuggita. Sergej Pavlovic aveva sempre molto da fare e comunque il suo ruolo di supervisore gli imponeva di stare dietro un po' a tutto. Lei non se la prendeva troppo, anche se certo le faceva piacere quando la andava a trovare e si fermava qualche minuto con lei. Lo fece anche quella mattina, e stette un po' di più. Le parlò con dolcezza, senza nasconderle nulla di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.

Lei capì. Il Destino si spalancava davanti a lei ed era importante che si facesse quello che si doveva fare.

Non fece obiezioni. Non fece domande. Non chiese ulteriori spiegazioni. Entrò nell'astronave e si accomodò sul sedile, meravigliandosi un po' di quanto stesse, tutto sommato, comoda rispetto ai test cui aveva partecipato.

Tutto accadde velocemente, e l'emozione per qualche minuto cedette alla paura. Ma poi vide quella palla azzurra, con i batuffoli bianchi che le si arricciavano tutt'intorno. Fu felice, avrebbe voluto scendere a giocare con quella palla e quei batuffoli...

La missione avrebbe dovuto durare diverse settimana, ed era previsto un pasto speciale al dodicesimo giorno, per premiarla. Ma non ce ne fu bisogno. Il circuito di refrigerazione si guastò dopo appena cinque ore dal lancio. O forse si guastò quello di aerazione. O forse entrambi.

Il successo del Progetto, si disse, passa anche atteraverso gli eroici sacrifici di chi partecipa alla causa.

La corsa allo spazio era appena cominciata. E lei sarebbe rimasta nella Storia. Anche se forse avrebbe preferito giocare a palla.

03 maggio 2012

Conversazione via sms.

- Grazie mille per il regalo di ieri!
- Prego. Ma credo che abbia sbagliato numero.
- Ma come, non sei ***** *****?
- Eh, no. E ne sono sicuro!
- Ah, allora mi scusi.
- Ma di nulla, arrivederci.
- Comunque, se senti ***** ringraziala da parte mia!