Una persona muore a causa delle percosse ricevute da un'altra persona. E' cronaca, di questi fatti ne accadono molti ogni giorno e - soprattutto di questi tempi - nulla ci meraviglia più.
Viene da domandarsi cosa sia successo davvero, perché un uomo può perdere la testa così facilmente e in modo tanto incontrollato da togliere la vita ad un altro. Cosa potrà mai aver fatto quello sventurato per meritare una punizione così dura?
La persona che muore è un bambino di quattro mesi. Ucciso dalle botte del padre. O forse non è corretto chiamare padre un uomo che - pochissimo tempo dopo aver dato la vita - la toglie. Non credo esista un aggettivo, un nome per qualificare una viltà del genere.
Ho i brividi. Come farò a spiegarli a mio figlio?
1 commento:
IO...non violenta
io...che ho orrore delle manifestazioni fisiche della rabbia
io...che ho sempre creduto fermamente nella redenzione, nel perdono, nella possibile rieducazione
io...che non sono dolce nè tenera ma mi sciolgo davanti agli occhi di un bambino e annego nell'innocenza del suo sguardo...
io...quando leggo di una qualsiasi forma di violenza fatta su una creatura indifesa ho un unico pensiero: non la pena di morte per chi ha compiuto il fatto, ma la castrazione sì, perché non abbia più la possibilità di nuocere. Non riesco ad avere un pensiero positivo di fronte all'incapacità di controllare i propri istinti nei confronti di persone di cui ci siamo presi la responsabilità totale, scegliendo di metterle al mondo. Non riesco a comprendere e tollerare fino in fondo, se non dopo uno sforzo immane di razionalizzazione.
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