
L'isola incantata di Cherso mi ha accolta quest'anno per una vacanza sorprendente, in tutti i sensi.
L'idea era di vivere qualche settimana in una grande casa, fuori dal centro abitato, con le persone che avessere voglia di condividere un'esperienza diversa, anche senza conoscersi fra loro e senza che io le conoscessi. Non è andato tutto liscio, anzi. La vacanza è partita con molti intoppi, e l'entusiasmo iniziale si è andato spegnendo. Alcuni vecchi, fedeli amici mi hanno accompagnata la prima settimana, la più serena e bella in assoluto: tempo stupendo, lo stupore di scoprire quei posti, in parte selvaggi e incontaminati, il piacere di stare insieme in una casa che, dopo il primo impatto, ci ha accolti come fosse la nostra.
Semplice e isolata, abitata da cavallette, grilli, mantidi religiose, piccoli scorpioni, un gatto rosso e le pecore che giravano nel giardino. Ci ha regalato silenzi ineguagliabili e cieli notturni mai visti, affollati di stelle luminosissime, inquadrati nelle piccole finestre che restavano spalancate. Poi il cambio di persone, alcune tensioni, il dispiacere delle partenze, lo stupore per le defezioni, altri arrivi, conoscenze fatte sul posto che diventavano parte del gruppo subito, senza formalismi, intorno al tavolo apparecchiato e sotto il cielo stellato, piccoli incidenti per fortuna senza gravi conseguenze...ogni giorno diverso dall'altro, ogni giorno con un suo equilibrio da trovare, da inventare, da scoprire. Complessivamente si sono alternate nella casa in tre settimane ventuno persone. Il tempo mutevole, a volte francamente disastroso, non ci ha impedito di apprezzare e godere le bellezze della natura dell'isola, dai fondali marini caraibici alla flora montana profumatissima e rigogliosa. Sempre l'accordo si è trovato intorno alla tavola su cui il cibo era appetitoso ed abbondante. Rispettati i ritmi di ognuno, anche quando eravamo in tanti: il tempo del riposo, della solitudine, della lettura si alternava a quello delle escursioni in gruppo o dei giochi serali.
Ho letto tanto: Sandor Marai, Le braci; Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra (riletture); Erri de Luca, Solo andata; I colpi dei sensi; David Grossman, Col corpo capisco; Il duello; Dacia Maraini, Isolina; Garcìa Marquez, Memoria delle mie puttane tristi; Marie Cardinal, Sconvolgimenti; Amos Oz, Conoscere una donna. Poco ho potuto condividere, e questo mi è mancato.
Colonna sonora: Battisti, De Gregori, Mannoia i più gettonati.
Sono tornata con due ragazzi conosciuti qualche giorno prima, Stefania e Mattia, che abitano a pochi km. da dove vivo. Un bellissimo incontro.
Barbara ha prolungato la vacanza fermandosi da me. Abbiamo visitato il Museo del cinema in una città completamente vuota, divertendoci ed entusiasmandoci come delle bambine, percorso il lungo Po nel verde di alberi immensi, chiacchierato all'infinito...L'incontro con lei da solo dà senso a tutta la vacanza.
Una vacanza movimentata, non priva di tempeste non solo metereologiche, ma alla fine quello che mi resta dentro è un bellissimo arcobaleno, quello che mi ha accolta nel cielo del ritorno.
25 agosto 2005
Sono rientrati anche gli ultimi vacanzieri del gruppo: hanno vissuto fino all'ultimo minuto i luoghi e le atmosfere. Enry e la sua famiglia: sua moglie Otacilia, brasiliana, vera Mamma doc, Leonardo, 6 anni, saggio, attento, instancabile, Fabrizio, 2 anni scarsi, un simpatico terremoto mangione, Michele, fratello di Enry, bancario preciso, acutissimo osservatore e organizzatore, fotografo serio (dia, mica digitali mordi e fuggi!), amabile e colto conversatore, zio tenerissimo. Abbiamo passato insieme poco più di una settimana, in un'armonia e un'allegria perfette, nella semplicità di una grande famiglia.
Ora è tempo di tornare davvero al quotidiano.
Grazie a tutti, amici miei!
2 commenti:
Bisognerebbe pensare alle vacanze come ad una incognita. Qualcuno arriva, qualcuno parte, qualcun altro non si fa vedere. Ma anche questi ultimi sono importanti, perché fanno spazio a nuove conoscenze, amicizie finora nascoste, riscoperta di emozioni tralasciate...
E poi resta il ricordo. A volte si trasformerà in nostalgia, altre sarà semplicemente un bel pensiero.
Tutto questo è vivere.
Che bella esperienza, ancora sento un lieve dispiacere per non aver potuto esserci, ma ho già in mente qualcosa per l'anno venturo.
Staremo a vedere, intanto sono davvero felice che chi c'era sia stato bene.
Ciao.
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