L’abitudine nella relazione uccide lentamente
L’abitudine poggia su false sicurezze
L’abitudine rende il rapporto fragile
L’abitudine rende sordi ai bisogni dell’altro, ciechi ai suoi cambiamenti
L’abitudine è egoismo
L’abitudine è mancanza di rispetto
L’abitudine è violenza sottile
L’abitudine fa sentire l’altro disperatamente solo
L’abitudine non ha nulla a che fare
con l’Amore
con la Condivisione
con la Pietas
con la Gioia
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
29 giugno 2005
28 giugno 2005
Legge di Conservazione.
Nulla si crea e nulla si distrugge. Qualsiasi cosa, prima o poi, viene smarrita.
27 giugno 2005
Ancora sulla vita...
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
(Madre Teresa di Calcutta)
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
(Madre Teresa di Calcutta)
26 giugno 2005
Camminare sulle strade della vita
Il cammino è fatto di passi lenti, di silenzio, di incontri,
di uno sguardo attento e pronto verso ciò che ci circonda.
Chi cammina sa che è importante la meta,
ma soprattutto sa che
ogni passo è occasione di vita.
Chi vede solo la meta, cancella il mondo intorno a sé.
Dimentica il valore degli istanti, dei volti lungo la strada,
dei doni di cui il viaggio gratuitamente lo arricchisce.
Cercare di conservare la propria acqua fresca
Per chissà quali scopi futuri
Ottiene l’unico risultato di renderla stagnante.
Meraviglierà scoprire come spargerla
Durante ogni attimo della nostra vita
Rende fertile la terra e fa germogliare fiori di gioia.
Non correre verso casa trattenendo i tuoi tesori.
Cammina, fermati, ascolta, incontra, aiuta,
e a ogni passo lascia una goccia del tuo amore sulla strada.
Allora farai ritorno raccontando ai tuoi amici
le meraviglie del mondo.
I tuoi secchi saranno vuoti,
ti sembrerà di non avere più nulla,
ma in realtà il tuo cuore sarà colmo
e i tuoi occhi brilleranno di gioia.
Non andare per la vita, ma cammina sulle sue strade
Ad alcuni viaggi non si può porre la parola fine.
da un racconto Zen
di uno sguardo attento e pronto verso ciò che ci circonda.
Chi cammina sa che è importante la meta,
ma soprattutto sa che
ogni passo è occasione di vita.
Chi vede solo la meta, cancella il mondo intorno a sé.
Dimentica il valore degli istanti, dei volti lungo la strada,
dei doni di cui il viaggio gratuitamente lo arricchisce.
Cercare di conservare la propria acqua fresca
Per chissà quali scopi futuri
Ottiene l’unico risultato di renderla stagnante.
Meraviglierà scoprire come spargerla
Durante ogni attimo della nostra vita
Rende fertile la terra e fa germogliare fiori di gioia.
Non correre verso casa trattenendo i tuoi tesori.
Cammina, fermati, ascolta, incontra, aiuta,
e a ogni passo lascia una goccia del tuo amore sulla strada.
Allora farai ritorno raccontando ai tuoi amici
le meraviglie del mondo.
I tuoi secchi saranno vuoti,
ti sembrerà di non avere più nulla,
ma in realtà il tuo cuore sarà colmo
e i tuoi occhi brilleranno di gioia.
Non andare per la vita, ma cammina sulle sue strade
Ad alcuni viaggi non si può porre la parola fine.
da un racconto Zen
24 giugno 2005
Utopia
Si tratta di noi e non so quale sia la meta, solo noi stessi siamo ancora motore e leva, la vita esterna e rivelata ristagna: ma il nuovo pensiero infine erompe, nelle piene avventure, nel mondo aperto, incompiuto, barcollante ed ebbro, per riconoscere – così, in questa sua forza, armato della nostra sofferenza, del nostro ostinato presentimento, della violenza inaudita della nostra voce umana- per riconoscere Dio e non riposare finché le nostre più intime ombre non si siano assoggettate e non sia riuscito il compimento di quella notte cava, in fermento, intorno a cui sono ancora costruite tutte le cose, gli uomini e le opere.
Ernst Bloch – Geist der Utopie
Ernst Bloch – Geist der Utopie
22 giugno 2005
Proprietà transitiva.
- E' amico tuo? - domandò il padre.
- Sì.
- E allora è anche amico mio. - concluse gravemente il padre.
(Sandor Màrai - Le braci)
- Sì.
- E allora è anche amico mio. - concluse gravemente il padre.
(Sandor Màrai - Le braci)
20 giugno 2005
19 giugno 2005
Canta il sogno del mondo
Ama
La gente
Dona
Perdona
Ama ancora e saluta.
Dai la mano
Aiuta
Comprendi
Dimentica
E ricorda
Solo il bene.
E del bene degli altri
Godi e fai
Godere
Godi del nulla che hai
Del poco che basta
Giorno dopo giorno:
e pure quel poco
se necessario
dividi
e vai
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta
Canta il sogno del mondo
Che tutti i paesi
Si contendano di averti generato
(David Maria Turoldo)
La gente
Dona
Perdona
Ama ancora e saluta.
Dai la mano
Aiuta
Comprendi
Dimentica
E ricorda
Solo il bene.
E del bene degli altri
Godi e fai
Godere
Godi del nulla che hai
Del poco che basta
Giorno dopo giorno:
e pure quel poco
se necessario
dividi
e vai
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta
Canta il sogno del mondo
Che tutti i paesi
Si contendano di averti generato
(David Maria Turoldo)
18 giugno 2005
Semplicità
E' senza dubbio una banalità, ma... quante sono le cose che davvero riescono a darci un istante di vera felicità? Poche, molto poche...
Una sorsata d'acqua fresca, un sorriso di un bambino, un bacio atteso a lungo...
Una sorsata d'acqua fresca, un sorriso di un bambino, un bacio atteso a lungo...
15 giugno 2005
come eravamo
Gira parecchio sul web, ma vale la pena soffermarci il pensiero ...
Se eri un bambino negli anni 50, 60 o 70… Come hai fatto a sopravvivere?
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale...
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
9.- La scuola durava fino a mezzogiorno, arrivavamo a casa per pranzo. Non avevamo cellulari...cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c’era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...
12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computers, chatroom su Internet... Invece AVEVAMO AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati non subivano alcuna delusione che si trasformava in trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità...ed imparavamo a gestirli. La grande domanda è: Come abbiamo fatto a sopravvivere? e, soprattutto, ad essere le grandi persone che siamo ora ;-)
Se eri un bambino negli anni 50, 60 o 70… Come hai fatto a sopravvivere?
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale...
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
9.- La scuola durava fino a mezzogiorno, arrivavamo a casa per pranzo. Non avevamo cellulari...cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.
10.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c’era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...
12.- Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computers, chatroom su Internet... Invece AVEVAMO AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati non subivano alcuna delusione che si trasformava in trauma.
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.
17.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità...ed imparavamo a gestirli. La grande domanda è: Come abbiamo fatto a sopravvivere? e, soprattutto, ad essere le grandi persone che siamo ora ;-)
13 giugno 2005
Ancora lui...
Ho una promessa di ali
scritta sulla mia schiena
qualcosa di me
un giorno volerà
sono la punta dell'iceberg
l'anello di una catena
qualcosa di me
nel vento resterà
Jovanotti, Bruto
scritta sulla mia schiena
qualcosa di me
un giorno volerà
sono la punta dell'iceberg
l'anello di una catena
qualcosa di me
nel vento resterà
Jovanotti, Bruto
12 giugno 2005
il nostro mondo...
Che stai facendo? Lavoro.
Che cosa cerchi? L'oro.
Hai uno scopo? Credo.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? Suono.
Di dove sei? Toscano.
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco.
A cosa pensi? Al deserto.
Qual è il tuo impegno? Immenso.
Ed il tuo tempo? Denso.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................
Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Scrivo.
Innamorato? Credo.
E lei ti ama? A suo modo.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Che dice il cielo? Tuona.
E la chitarra...suona!!!
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? Molte.
E la salute? Buona.
E la chitarra...suona!!!
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
Jovanotti
Che cosa cerchi? L'oro.
Hai uno scopo? Credo.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? Suono.
Di dove sei? Toscano.
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco.
A cosa pensi? Al deserto.
Qual è il tuo impegno? Immenso.
Ed il tuo tempo? Denso.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
CHe risultati hai? Alti e bassi.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
.............................
Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Scrivo.
Innamorato? Credo.
E lei ti ama? A suo modo.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Che dice il cielo? Tuona.
E la chitarra...suona!!!
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? Molte.
E la salute? Buona.
E la chitarra...suona!!!
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è e che mi piace
Tanto tanto tanto tanto tanto
Jovanotti
10 giugno 2005
Quando la strada sale...
Scivolano vite e due destini persi nel sole,
l'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi.
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole.
Quando la strada sale non ti voltare:
sai che ci sarò...
(Enrico Ruggeri - Gimondi e il Cannibale)
l'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi.
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole.
Quando la strada sale non ti voltare:
sai che ci sarò...
(Enrico Ruggeri - Gimondi e il Cannibale)
09 giugno 2005
Luce.
08 giugno 2005
Amicizia
Vorrei proprio sapere se l’amicizia esiste veramente. Non mi riferisco al piacere occasionale di due persone che si rallegrano di essersi incontrate perché a un certo punto della vita si trovano a ragionare nella stessa maniera su determinate questioni, si scoprono gli stessi gusti e preferiscono gli stessi svaghi. Tutto questo non ha niente a che fare con l’amicizia. A volte mi sembra quasi che essa rappresenti la relazione più intima che esiste nella vita…Forse per questo è talmente rara. E su cosa si fonda allora? Sulla simpatia? E’ un termine improprio, troppo blando: non si può dire che la simpatia sia sufficiente a indurre due persone a farsi carico l’una dell’altra nelle situazioni più critiche della loro esistenza. Su che cos’altro, dunque? Non c’è forse un pizzico di eros al fondo di tutte le relazioni umane? Qui nella mia solitudine, in mezzo alla foresta, mentre mi sforzavo, non avendo altro da fare, di comprendere i fatti della vita, qualche volta me lo sono chiesto. Naturalmente l’amicizia non ha nulla in comune con le inclinazioni di coloro che cercano di soddisfare il loro desiderio distorto con persone dello stesso sesso. L’eros dell’amicizia non ha bisogno dei corpi…essi, anzi, lo disturbano più di quanto non lo attraggano. Ma si tratta pur sempre di eros. C’è eros al fondo di tutti gli affetti e di tutte le relazioni umane. Sai, ho letto parecchio....Mi sono detto che l’amicizia è il rapporto più nobile che esista fra gli esseri umani. E’ strano, ma anche gli animali lo conoscono. L’amicizia, l’abnegazione, la solidarietà esistono anche tra gli animali. Leoni, urogalli, ogni genere di creature, fanno del loro meglio per soccorrere i loro simili in difficoltà, anzi, ho constatato con i miei occhi che a volte prestano aiuto anche ad animali di specie diversa. Le creature viventi si organizzano per prestarsi aiuto a vicenda…a volte hanno difficoltà a superare gli ostacoli che si frappongono al loro intervento, però esistono sempre, in tutte le comunità vitali, delle creature forti pronte ad offrire il loro aiuto. Come ti ho detto, ho incontrato centinaia di esempi nel mondo animale. Tra gli uomini, gli esempi che ho rintracciato sono più rari. Per l’esattezza, non ne ho trovato neanche uno. Le simpatie che ho visto nascere tra gli uomini sono sempre naufragate, alla fine, nelle paludi dell’egoismo e della vanità. Il cameratismo o l’affiatamento assumono talvolta le parvenze dell’amicizia. Gli interessi comuni producono talvolta situazioni che somigliano all’amicizia. E per sfuggire alla solitudine gli uomini indulgono volentieri a rapporti confidenziali di cui in seguito si pentono, ma che per qualche tempo permettono loro di illudersi che la confidenza sia già una forma di amicizia.Naturalmente in questi casi non si tratta mai di vera amicizia. Ci si immagina che l’amicizia costituisca un servizio. L’amico, così come l’innamorato, non si aspetta di veder ricompensati i suoi sentimenti. Non esige contropartite per i suoi servizi, non considera la persona eletta come una creatura fantastica, conosce i suoi difetti e l’accetta così com’è con tutto ciò che ne consegue. Questo sarebbe l’ideale. E in effetti: vale forse la pena di vivere, di essere uomini, senza un ideale come questo? E se un amico ci delude perché non è un vero amico, possiamo forse metterlo sotto accusa, rinfacciargli il suo carattere, la sua debolezza? Quanto vale un’amicizia in cui apprezziamo l’altro per le sue virtù, per la sua fedeltà, la sua perseveranza? Quanto vale un’amicizia che ambisca a essere premiata? Non abbiamo forse il dovere di accettare l’amico infedele esattamente come quello fedele e pieno di abnegazione? Non è forse questo il contenuto più autentico di ogni relazione umana, un altruismo che dall’altro non esige nulla e non si aspetta nulla, assolutamente nulla? E che quanto più dà tanto meno si aspetta di essere contraccambiato? Chi dedica all’altro tutta la confidenza della giovinezza e tutta l’abnegazione dell’età virile, oltre al dono più prezioso che un essere umano possa offrire a un suo simile – la fiducia più appassionata, cieca e assoluta – e si vede ripagato con l’infedeltà e l’abbandono, ha forse il diritto di offendersi, di volersi vendicare? E se colui che è stato tradito e abbandonato si offende, se grida vendetta, era davvero un amico? Vedi, sono queste le domande alle quali mi sono sforzato di rispondere quando sono rimasto solo. Naturalmente la solitudine non mi ha fornito alcuna risposta. Neanche i libri mi hanno risposto in modo esauriente. Ne’ i libri antichi, gli scritti dei saggi cinesi, ebrei e latini, né quelli moderni, che usano termini espliciti ma contengono solo parole e non la verità. E poi, in fondo qualcuno ha mai detto o scritto la verità?…Me lo sono chiesto spesso quando ho iniziato a indagare nel mio animo e nei libri. Il tempo passava, la vita intorno a me cambiava, calava una sorta di crepuscolo. I libri e i ricordi si accumulavano, si infittivano sempre di più. E ogni libro conteneva un pizzico di verità, e ogni ricordo mi insegnava che è vano cercare di scoprire la vera natura dei rapporti umani, perché la conoscenza non ci aiuterà a diventare più saggi. Ecco perché non abbiamo il diritto di esigere franchezza e piena fedeltà da chi abbiamo scelto come amico, tanto più se gli eventi hanno dimostrato che questo amico ci è stato infedele”.
Sàndor Màrai, Le braci, Adelphi, 2004, pagg 95 e seg.
Sàndor Màrai, Le braci, Adelphi, 2004, pagg 95 e seg.
05 giugno 2005
Ancora sull'Amicizia.
E un adolescente disse:
- Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
- Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore... Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
(Kahlil Gibran)
- Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
- Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore... Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
(Kahlil Gibran)
03 giugno 2005
Quando finisce un'amicizia...
Qual è il limite di dolore che si può sopportare, in un rapporto come l'Amicizia, prima di arrendersi e separarsi, dichiarandosi sconfitti?
E' vero che quando un'amicizia finisce vuol dire che non era vera Amicizia?
Qual è il ritorno affettivo che ci si aspetta, rispetto a quanto noi stessi investiamo in un rapporto?
E per finire... Lasciare che un'ex amico vada per la propria strada, vuol dire amarlo?
E' vero che quando un'amicizia finisce vuol dire che non era vera Amicizia?
Qual è il ritorno affettivo che ci si aspetta, rispetto a quanto noi stessi investiamo in un rapporto?
E per finire... Lasciare che un'ex amico vada per la propria strada, vuol dire amarlo?
02 giugno 2005
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