La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
31 dicembre 2012
Solo una canzone...
Buon 2013.
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24 dicembre 2012
Pensando Natale
Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perché i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perché le tue parole diventano i tuoi
comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perché i tuoi comportamenti diventano
le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perché le tue abitudini diventano il
tuo destino.
L’ intelligenza senza l’amore, ti rende perverso.
La giustizia senza amore, ti rende implacabile.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo senza amore, ti rende arrogante.
La ricchezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore ti rende servile.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La bellezza senza amore, ti rende ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti sminuisce.
La preghiera senza amore, ti rende introverso.
La legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza amore, ti rende egoista.
La fede senza amore ti trasforma in fanatico.
La croce senza amore diventa una tortura.
La vita senza amore... non ha senso...
La giustizia senza amore, ti rende implacabile.
La diplomazia senza amore, ti rende ipocrita.
Il successo senza amore, ti rende arrogante.
La ricchezza senza amore, ti rende avaro.
La docilità senza amore ti rende servile.
La povertà senza amore, ti rende orgoglioso.
La bellezza senza amore, ti rende ridicolo.
L’autorità senza amore, ti rende tiranno.
Il lavoro senza amore, ti rende schiavo.
La semplicità senza amore, ti sminuisce.
La preghiera senza amore, ti rende introverso.
La legge senza amore, ti schiavizza.
La politica senza amore, ti rende egoista.
La fede senza amore ti trasforma in fanatico.
La croce senza amore diventa una tortura.
La vita senza amore... non ha senso...
Madre Teresa di
Calcutta
23 dicembre 2012
Tutto a posto.
...
Prendila così, non possiamo farne un dramma.
Conoscevi già - hai detto - i problemi miei di donna.
Certo che lo so, certo che lo so,
non ti preoccupare, tanto avrò da lavorare...
...
Nasce l'esigenza di sfuggirsi
per non ferirsi di più.
Prendila così, non possiamo farne un dramma.
Conoscevi già - hai detto - i problemi miei di donna.
Certo che lo so, certo che lo so,
non ti preoccupare, tanto avrò da lavorare...
...
Nasce l'esigenza di sfuggirsi
per non ferirsi di più.
20 dicembre 2012
Per chi mi avete preso?
Non che ci creda, ma certo non posso fare a meno, in questi giorni, di notare come la frequenza con cui si parla della fantomatica profezia Maya sia inequivocabilmente aumentata.
Ovviamente ci sono molti che ci campano, di queste cose. Pseudo-scienziati, giornalisti-da-gossip, veline, opinionisti da tartufo, venditori di imperdibili libri sull'argomento, "esperti" in tuttologia e quindi incapaci di pronunciare un'intera frase senza dire castronerie...
Andrebbe tutto bene, se ci limitassimo a farne un argomento da gossip. Al massimo ci scriviamo un paio di articoli sulle riviste scandalistiche, intervistiamo il solito astrologo cui chiediamo di farci una sintesi e di includere nelle chiacchiere anche l'oroscopo 2013, così ci togliamo pure questo pensiero...
Invece scopro che l'essere umano è capace di reagire in modo scomposto e confuso perfino rispetto ad un messaggio così inequivocabile. Fine del Mondo vuol dire una cosa sola: da domani non ci sarà più nulla, tutto finito, tutti morti, kaputt. Inutile qualsiasi compromesso, con i Maya non si ragiona mica. E inutile, soprattutto, qualsiasi precauzione. Come, per esempio, ammassare viveri, migrare tutti in blocco verso amene vallate bulgare, acquistare maschere antigas o costruire rifugi antiatomici.
Perché c'è chi davvero l'ha fatto.
E allora, davvero non so più cosa pensare.
Ovviamente ci sono molti che ci campano, di queste cose. Pseudo-scienziati, giornalisti-da-gossip, veline, opinionisti da tartufo, venditori di imperdibili libri sull'argomento, "esperti" in tuttologia e quindi incapaci di pronunciare un'intera frase senza dire castronerie...
Andrebbe tutto bene, se ci limitassimo a farne un argomento da gossip. Al massimo ci scriviamo un paio di articoli sulle riviste scandalistiche, intervistiamo il solito astrologo cui chiediamo di farci una sintesi e di includere nelle chiacchiere anche l'oroscopo 2013, così ci togliamo pure questo pensiero...
Invece scopro che l'essere umano è capace di reagire in modo scomposto e confuso perfino rispetto ad un messaggio così inequivocabile. Fine del Mondo vuol dire una cosa sola: da domani non ci sarà più nulla, tutto finito, tutti morti, kaputt. Inutile qualsiasi compromesso, con i Maya non si ragiona mica. E inutile, soprattutto, qualsiasi precauzione. Come, per esempio, ammassare viveri, migrare tutti in blocco verso amene vallate bulgare, acquistare maschere antigas o costruire rifugi antiatomici.
Perché c'è chi davvero l'ha fatto.
E allora, davvero non so più cosa pensare.
15 dicembre 2012
13 dicembre 2012
Andiamo via...
- Dobbiamo andarcene. Sento che qui potrei perfino trovare la felicità.
- Allora rimani.
- Ho vissuto troppo a lungo col mio dolore. Non voglio sapere che persona sarei senza di esso.
(Orson Scott Card, "Il gioco di Ender")
- Allora rimani.
- Ho vissuto troppo a lungo col mio dolore. Non voglio sapere che persona sarei senza di esso.
(Orson Scott Card, "Il gioco di Ender")
09 dicembre 2012
Alla fine...
...Ricordo che una volta mi immaginavo come sarebbe stata la mia vita, come sarei stato io.
Mi raffiguravo di avere tante qualità. Qualità forti, positive, che la gente avrebbe potuto captare dall'altro lato della stanza...
Ma col passare del tempo, erano poche le qualità che in effetti avevo. E tutti le possibilità che mi si presentavano, e tutte le varie persone che potevo diventare, tutte si sono ridotte, ogni anno, a sempre meno, sempre meno...
Finché alla fine sono diventate una: quello che sono.
(da The Weather Man)
Mi raffiguravo di avere tante qualità. Qualità forti, positive, che la gente avrebbe potuto captare dall'altro lato della stanza...
Ma col passare del tempo, erano poche le qualità che in effetti avevo. E tutti le possibilità che mi si presentavano, e tutte le varie persone che potevo diventare, tutte si sono ridotte, ogni anno, a sempre meno, sempre meno...
Finché alla fine sono diventate una: quello che sono.
(da The Weather Man)
04 dicembre 2012
Colpo d'occhio
Karlsbad 1929.
Nella sala poco gremita il silenzio è rotto quasi unicamente dal movimento dell'aria che i pezzi muovono quando le mani dei loro mossieri li spostano da una casella all'altra della scacchiera.
Presenti in sala alcuni Maestri che fanno ormai parte della storia: Salomon Flohr su tutti, indiscusso campione che - un po' per merito degli avversari e un po' perché, negli anni Trenta, per un cecoslovacco i problemi erano davvero altri - non arrivò mai a competere per il Campionato del Mondo.
Ma ce ne sono anche altri, di campioni che ogni organizzatore di torneo vorrebbe avere. Tra questi Aaron Nimzowitsch, che tanto avrebbe influenzato la strategia moderna. E c'è Esteban Canal, uno che di solito viene ricordato poco nei libri di scacchi, ma che comunque sapeva il fatto suo.
Di certo a Canal non mancava il colpo d'occhio, nemmeno al di fuori della scacchiera.
Fu lui ad accorgersi che in sala era entrata una signora dall'aspetto elegante, ma per nulla disposta alla mitezza. Sembrava sul piede di guerra, ed in effetti lo era. Suo marito, Josè Raul Capablanca - ex Campione del Mondo e tuttora uno dei migliori di tutti i tempi - non era vaccinato contro il fascino delle belle donne, e anche in quel momento, terminato il suo turno di gioco, si stava intrattenendo nella camera d'albergo con una signora di certo piuttosto accondiscendente.
La signora Capablanca voleva cogliere il fedifrago sul fatto e non aveva certo intenzione di farsi fermare da alcuno. Per questo, quando Canal le si para dinnanzi tentando un diversivo, lei lo scaraventa via come fosse una lottatrice di wrestling e si avvia per le scale verso le camere. Ritrovano il povero scacchista peruviano sotto un tavolo!
Ciò che successe ai piani superiori non lo si è mai saputo, ma a quanto pare la "resa dei conti" durò per tutta la notte, durante la quale si udirono perfino rumori di stoviglie lanciate...
Il giorno dopo Capablanca incontrò Friedrich Samisch. Questi era senz'altro un ottimo giocatore, e probabilmente avrebbe potuto raggiungere notevoli traguardi con un briciolo di fortuna in più. Era - tanto per intenderci - uno dei 27 che ottennero la nomina di Grande Maestro, appena tale titolo venne istituito.
Capablanca, abbiamo detto, non aveva dormito tutta la notte ed affrontò l'incontro senza la necessaria energia. Dopo poche mosse commise un errore da principiante e dovette cedere uno dei propri Cavalli. Lottò come un leone per molte decine di mosse, mostrando tutta la tecnica di cui era capace, ma non è possibile dare un pezzo di vantaggio ad un Grande Maestro, nemmeno se sei il Migliore.
Dovette quindi abbandonare. La classifica finale del torneo lo vide al secondo posto, proprio a causa dei punti persi in quella partita.
La sua spiegazione ufficiale alla conferenza dopo la partita fu: "Avevo dimenticato di arroccare".
Canal scoppiò a ridere e non smise che molti minuti dopo. E pochi notarono l'occhio nero che aveva dal pomeriggio precedente...
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