Sto tornando. E' stata senza dubbio una pessima idea partire, così all'improvviso, con una semplice telefonata di preavviso, soltanto con qualche parola, di quelle che non ammettono replica.
Il Tempo mi chiarirà molte cose. Del resto non ci sono alternative: soltanto lui conosce il modo migliore per illuminare una notte buia come questa.
Ho bisogno di bere qualcosa di fresco, ho la gola e il cuore secchi... Mi fermo all'autogrill. Sembrano tutti uguali, e invece non c'è una persona che sia uguale a qualsiasi altra io possa incontrarne altrove.
Tra qualche anno forse, ripensando a oggi, mi sembrerà di capire meglio. E magari avrò imparato a capire meglio gli occhi di chi mi sta di fronte.
Magari ne riparliamo nel 2012.
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
30 giugno 2012
28 giugno 2012
Saggezza interiore
Com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che tutto questo è “la vita".
Charlie Chaplin
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama“rispetto”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un
invito a crescere.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un
invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama “maturità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto
quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto
quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama “stare in pace con se stessi”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi
faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi
faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama “sincerità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che
mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”…
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che
mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”…
ma oggi so che questo è “amore di sé”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama “semplicità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.
È la mia condizione di vita quotidiana
e la chiamo “perfezione”.
Quando
ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero
può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le
energie del
mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante.
mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di “saggezza interiore”.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Charlie Chaplin
24 giugno 2012
L'ultimo viaggio
Non credevo di esserne tanto colpita... non credevo di sentirmi così sola. In fondo era un viaggio ampiamente annunciato, e tu lo sapevi perfettamente. Sei stato con noi finché hai potuto. Anche quando non muovevi più nemmeno un piccolissimo muscolo la luce dei tuoi occhi era capace di rispondere alle nostre domande, alle carezze, di comunicarci persino parte dei tuoi pensieri... poi anche gli occhi non ce l'hanno più fatta. Male più crudele non può esserci, maledetto, e ce lo hai raccontato fino ad un anno fa, attraverso i miracoli della tecnica che ti hanno permesso di scrivere, di parlare, finché l'unico occhio rimasto efficiente ti ha consentito di scrivere con il tuo e nostro preziosissimo interprete a puntatura ottica. Il tuo ultimo messaggio, a novembre, era un addio. Io ho continuato a scriverti, ogni giorno, sapevo che qualcuno leggeva per te, e mi hanno raccontato spesso che i tuoi occhi erano unidi di lacrime o con un piccolo lampo di divertimento quando ti leggevano i racconti delle mie giornate. Nel mio immenso egoismo avrei voluto che non te ne andassi mai, perché da te ho avuto tanto: tanto coraggio, un amore immenso, la forza di accettare ma anche di combattere. Hai accettato di vivere fino all'ultimo, senza mai chiedere di staccarti dalle macchine. Dicevi che il merito era nostro, che ti eravamo vicino e ti amavamo , non sembravi dare importanza a quanto tu ci davi, ogni giorno, con la tua lucida ironia, con la tua tenerezza.
Ogni volta che ci ricorderemo gli uni degli altri, sarà sempre un evento
gioioso perché la gioia e' stata la compagna di ogni nostro incontro.Ti voglio bene
Roberto
Questo è l'ultimo pensiero che mi hai inviato. Questo mi rimane nel cuore, incancellabile. Mi manchi da morire, ma quando ti penso, più volte al giorno, rivedo la tua stanza ridente e piena di colori, la tua richiesta di prenderti la mano per farmi una carezza, il sorriso nei tuoi occhi, la gioia, davvero, ad ogni incontro.
Ho pubblicato i tuoi libri, senza modificare una virgola, e questo è stata l'occasione per il nostro incontro, ma in realtà quello che ne è nato, con te e con la tua famiglia, ci ha detto che ci conoscevamo da sempre, ci eravamo solo ritrovati
Addio, fratellamico, splendida creatura, tienimi un posticino vicino a te, con gli angeli.
Ogni volta che ci ricorderemo gli uni degli altri, sarà sempre un evento
gioioso perché la gioia e' stata la compagna di ogni nostro incontro.Ti voglio bene
Roberto
Questo è l'ultimo pensiero che mi hai inviato. Questo mi rimane nel cuore, incancellabile. Mi manchi da morire, ma quando ti penso, più volte al giorno, rivedo la tua stanza ridente e piena di colori, la tua richiesta di prenderti la mano per farmi una carezza, il sorriso nei tuoi occhi, la gioia, davvero, ad ogni incontro.
Ho pubblicato i tuoi libri, senza modificare una virgola, e questo è stata l'occasione per il nostro incontro, ma in realtà quello che ne è nato, con te e con la tua famiglia, ci ha detto che ci conoscevamo da sempre, ci eravamo solo ritrovati
Addio, fratellamico, splendida creatura, tienimi un posticino vicino a te, con gli angeli.
22 giugno 2012
Due persone
Due persone possono stare a una festa insieme sedute accanto e non incontrarsi mai, mentre altre due persone possono trovarsi ai due capi del mondo e niente potrebbe tenerle separate.
(La leggenda del Re Pescatore)
(La leggenda del Re Pescatore)
16 giugno 2012
Genova, 2001
Ora anche i giornali lo definiscono "il massacro della Diaz". Forse qualcuno è stato scosso dal film. Ma allora gli amici non fanatici come me non mi credevano, mi consideravano faziosa. Era più semplice. Era meglio rimuovere. Faceva troppo male. Ma per chi era lì la vita non è più stata la stessa. Ci sembrava giusto manifestare, pacificamente (anche se poi le violenze ci sono state da entrambe le parti), perché volevamo preservare quel poco che restava del mondo civile, perché non volevamo arrivare al punto in cui siamo ora, tutti, nessuno escluso... a parte i ricchi ovviamente, quelli che questo mondo hanno voluto. Pace, libertà, uguaglianza, solidarietà, fratellanza... non sono mai state solo parole per me, ma il senso della mia vita intera, e ritengo un dovere testimoniarlo insieme agli altri. Ero d'accordo con Pasolini quando scriveva sui ragazzi delle cosiddette forze dell'ordine. E quella sera mi fece ancora più male vedere nei loro volti, nel loro accanimento, tanta gratuita violenza, E c'erano tante donne fra loro.
Sogno spesso la notte che passai lì, terrorizzata e blindata nei cessi, i ragazzi che mi aiutarono... ma sogno ancora di più un mondo diverso, in cui tutto questo non esista più, un mondo in cui la fiducia possa essere alla base dei rapporti, e il mutuo aiuto, un mondo in cui chi la pensa in un altro modo possa esprimerlo, civilmente, e sia ascoltato con rispetto.
Sogno spesso la notte che passai lì, terrorizzata e blindata nei cessi, i ragazzi che mi aiutarono... ma sogno ancora di più un mondo diverso, in cui tutto questo non esista più, un mondo in cui la fiducia possa essere alla base dei rapporti, e il mutuo aiuto, un mondo in cui chi la pensa in un altro modo possa esprimerlo, civilmente, e sia ascoltato con rispetto.
12 giugno 2012
Detto ebraico
Ecco quello che un detto ebraico recita, scritto nel Talmud, il libro dove ttutti i detti e predicazioni dei rabbies si conservano nel tempo:
State molto attenti se fate piangere una donna: Dio conta le lacrime.
La donna uscì dalla costola di un uomo
non dai piedi per essere calpestata
non dalla testa per essere superiore
ma da un lato per essere uguale
sotto il braccio per essere protetta
e accanto al cuore per essere amata.
08 giugno 2012
Il raccolto del mondo
Povertà è una trincea
che non accetta tregua.
L’assedio della
scarsità la vuole costringere a miseria. I poveri sono funamboli del circo
povertà, giocolieri di pani e di pesci difficili da masticare a lungo prima di
inghiottire.
Divisi in parti uguali
tentano una giustizia e non fanno guardare nel piatto del vicino.
Le mani dei poveri
hanno cento mestieri, le ore di sonno hanno il dovere di offrire al domani
la forza lavoro della
buona volontà.
“Tu non l’opprimerai”
dice cinquanta volte la parola sacra.
Dice, continua a dire,
perché scritta non basta, tutti gli oppressori hanno una Bibbia in casa.
Dev’essere esclamata nella piazza, sotto l’angolo retto della pioggia e del
vento che lucida le stelle. Va ribadita in faccia ai cieli chiusi.
Il povero è un atleta,
la sua specialità è la maratona.
Se al ricco
d’improvviso succede la caduta nella povertà sprofonda, annaspa, incredulo alla
sorte.
Anche se professore,
laureato, è analfabeta della povertà.
Nella rovina degli
abbienti il povero indovina
l’avvento di una scopa
cometa che spazza ogni cent’anni.
Lieti i calpestati,
disse da un’altura sconosciuta
il figlio dell’i Adàm,
padre di nessuno e fratello di tutti.
Non è avviso per posteri lontani, ma d’imminente urgenza.
I tempi da noi
invecchiano in fretta e le fortune scadono,
la storia è una
signora smemorata.
Il papa, il re echi
non tiene niente: questi sono i potenti,
ma solamente il terzo erediterà il raccolto del mondo.
Erri De Luca
Voglio sapere...
Non mi interessa cosa fai per
vivere.
Voglio sapere per cosa sospiri..
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore..
Non mi interessa quanti anni hai.
Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupidoper l’amore.. per i sogni.. per l’avventura di essere vivo..
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore..
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro..
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio.. o il tuo..
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore..
triste o spaccato in due..
Non mi interessa chi sei.. o come hai fatto per arrivare qui..
Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me,
e non retrocedere..
Non voglio sapere cosa hai studiato.. o con chi o dove..
Voglio sapere cosa ti sostiene dentro..
quando tutto il resto non l’ha fatto...
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti..
•Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah (1890).
Voglio sapere per cosa sospiri..
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore..
Non mi interessa quanti anni hai.
Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupidoper l’amore.. per i sogni.. per l’avventura di essere vivo..
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore..
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro..
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio.. o il tuo..
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore..
triste o spaccato in due..
Non mi interessa chi sei.. o come hai fatto per arrivare qui..
Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me,
e non retrocedere..
Non voglio sapere cosa hai studiato.. o con chi o dove..
Voglio sapere cosa ti sostiene dentro..
quando tutto il resto non l’ha fatto...
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti..
•Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah (1890).
06 giugno 2012
Sintesi...vitale
Vivere:
Imparare significa riscoprire ciò che già sai.
Agire vuol dir mostrare che lo sai.
Insegnare e' far sapere agli altri
che essi lo sanno esattamente come te.
Imparare significa riscoprire ciò che già sai.
Agire vuol dir mostrare che lo sai.
Insegnare e' far sapere agli altri
che essi lo sanno esattamente come te.
IL BUONSENSO DI UN’OCA
Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l’inverno in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo.
Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71% rispetto a un uccello che voli da solo.
Coloro che condividono una direzione comune ed un senso di comunità arrivano dove vogliono andare,più rapidamente e facilmente perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro. Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti.
Se avremo altrettanto buonsenso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.
Quando la prima oca si stanca, si sposta lateralmente ed un’altra oca prende il suo posto di guida.
E’ sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud.
Le oche gridano da dietro, per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità. Quali messaggi mandiamo quando noi gridiamo da dietro?
Infine (e questo è importante)quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l’oca caduta finchè non è in grado di volare oppure finchè muore; soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere nuovamente il gruppo.
Se avremo il buonsenso di un’oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.
(autore ignoto)
05 giugno 2012
SISTEMA LA MIA VITA
Un giorno, finalmente, hai capito quel che dovevi fare e hai cominciato,
anche se le voci intorno a te continuavano a gridare i loro cattivi
consigli;
anche se la casa intera si era messa a tremare e ti sentivi alle calcagna
l'antico contrasto.
"Sistema la mia vita!", gridava ogni voce. Ma non ti fermasti.
Sapevi quel che andava fatto, anche se il
vento frugava con le sue dita
rigide giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia era
rigide giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia era
terribile.
Era già piuttosto tardi, era una notte tempestosa, la strada era piena di
sassi e rami spezzati. Ma poco a poco, mentre ti lasciavi alle spalle le
loro voci, le stelle si sono messe a brillare attraverso gli strati di
nubi e poi c'era una nuova voce che pian piano hai riconosciuto come la tua,
che ti teneva compagnia mentre t'inoltravi sempre più, di buon passo, nel
mondo, determinata a fare l'unica cosa che potevi fare; determinata a salvare
l'unica vita che potevi salvare.
Mary Oliver, Il Viaggio
Plastica?
...Ma come posso dare l'anima
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile,
quando è impossibile.
Volevo essere più forte
di ogni tua perplessità.
Ma come posso accontentarmi,
se tutto quello che sai darmi
è un amore di plastica...
(Carmen Consoli)
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile,
quando è impossibile.
Volevo essere più forte
di ogni tua perplessità.
Ma come posso accontentarmi,
se tutto quello che sai darmi
è un amore di plastica...
(Carmen Consoli)
04 giugno 2012
Strade.
Comunque vada, vado via.
In questa notte taglio col coltello il buio tutto intorno,
tanto so che quando torna il giorno
sarà solo il ricordo di qualcosa che avrei avuto ed ho perso.
Dovunque vado sono via
e chiedo alle mie mani di fermare il battito del cuore
perché il mio cervello non sopporta più il rumore
che mi porta indietro al tempo in cui le ore passavano leggere.
E mi riperdo...
Ci sono strade che di notte le distingui solo per l'odore dell'asfalto:
non sei sicuro di esserci mai stato, ma sei sicuro che ci stai tornando.
Ci sono strade luminose, strade senza voce ed altre invece senza il tempo:
non sei sicuro di esserci passato, ma sei sicuro che ci stai vivendo.
Qualsiasi siano le distanze fra due punti diversissimi ed opposti fra di loro,
disperati come missili sparati verso cieli lontanissimi,
al di là delle galassie dentro a un buco nero,
ci sono strade che somigliano alle vite che percorri tutte in un momento:
non sai capire dove sei arrivato, ma sei sicuro che ora stai correndo.
(Tiromancino)
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