24 agosto 2009

Analisi della gestione integrata.

Componenti per macchine a tubo,
tubolari per presse a forcella,
forcelloni per stampi a fusione
e fusibili per bollitori.


(Antonio Albanese)

26 giugno 2009

14 maggio 2009

Cave canem.

We are the people our parents warned us about.

(Siamo noi quelle persone delle quali i nostri genitori ci avevano detto di diffidare)


Jimmy Buffett

05 aprile 2009

Corea - Giappone 0-0

...Però non ho capito una cosa: chi decide chi può mandare i satelliti in orbita e chi no?

30 marzo 2009

Bugiardino.

L'uomo si destò con uno scossone dal proprio torpore. ci stava rimuginando da diverso tempo. Minuti? Decine di minuti? Ore?

Ne arrivava un altro. Ci sarebbero voluti pochissimi minuti, ma era davvero questione di poco. E infatti, quando arrivò l'ambulanza non erano trascorsi che novanta secondi.

La lettiga fu fatta scendere, le gambe con le rotelle scattarono con il classico rumore metallico di un meccanismo un po' arrugginito. Glielo portarono nella stanza. Gli avevano somministrato un calmante.

- Come sta?
- Bene, grazie.

Cosa fa dire ad un uomo che è stato appena portato al Pronto Soccorso che sta bene? Se lo domandava, il dottore, pensando ancora all'argomento delle sue meditazioni di qualche minuto prima.
Forse star bene, rifletteva, è una condizione relativa. Se ho provato un dolore acutissimo, quando diventa un po' meno lancinante ci si accontenta di quel poco. Sì, doveva essere proprio così...

- Allora, cos'è quel medicinale di cui ti ho detto il nome? - gli chiese una collega che passava di là.
- Mah... Sarà un anticoagulante.

La sua giornata, di lì in avanti, fu migliore.

22 marzo 2009

Fino alla fine...

Quando le cose che hai intorno, per quanto vicine,
non sono più alla portata delle tue mani,
quando un fiore, anche se di poco,
è troppo distante perché tu lo possa cogliere,
quando un volto non è abbastanza vicino
da poterlo accarezzare,
quando quel poco che manca tra te
e le cose che hai sempre raggiunto con poca fatica
diventa pari a una distanza infinita,
tutto, anche se è poco oltre la portata dei tuoi sforzi,
appare terribilmente lontano;
tutto, eccetto l’infinito spazio della tua mente.
Ma in quel vuoto improvviso
che d’un tratto
non lascia posto che a una inconsolabile infelicità,
i volti si accostano e si offrono alle carezze,
i fiori acquistano un colore e un profumo più intenso
e tutte le tue esperienze
ripropongono vivo, nitido e forte
il ricordo e la coscienza delle persone,
delle cose
e degli atti che ne furono oggetto.
Come per miracolo tutto si riavvicina
e le distanze, piuttosto che circondarti maligne,
ti avvolgono come una calda coperta,
fino a formare un tutt’uno
con il tuo corpo e con il tuo pensiero.
Allora la speranza riemerge
E sorretta da una schiera di mani operose
impara a nuotare

19 marzo 2009

Scusa.

Chiedere.
Senza pensare, senza aspettare, senza ascoltare. Chiedere. Pretendere.
Senza accorgersi del tempo che ancora non passa in fretta.
Volere. Tutto. Senza eccezioni. Senza scuse.
Chiedere. Troppo.

17 marzo 2009

Chissà...

Chi sono, dove sono
quando sono assente di me?
Da dove vengo, dove vado?
Dalla pupilla viziosa delle nuvole
la luna scende i gradini di grattacieli
per prendermi la vita...

05 marzo 2009

Si è sempre figli di qualcuno.

Da figli si capisce poco. Da genitori si cerca di insegnare quello che non si capiva da figli.

(Giovanni Trapattoni)

04 marzo 2009

LE MANI

Pensando a tutte le mani gentili che ho incontrato, mi addormenterò, un pomeriggio caldo: ecco, questo è nuovo, un acquisto nelle strade.
Le mani entrano ed escono dal buio, i miei sogni brulicano di mani, riescono – loro – ad amare anche involontariamente, si danno via.
La loro mancanza si fa sentire di sera, sento che sono tutte partite, lontane, e che ogni giorno è nuovo per le mani: l’amore e lo scambio sempre sono da ricominciare, per le mani, sulle strade.

Oh, ne ho perdute troppe, certi mattini, perché mi sembrava impossibile trovarne così presto, insieme ad uno sguardo e ad una voce, camminando per vie lontano da qui, eppure… tu scopri quel che nascondono per non mancarle mai più, mani di tenerezze future e passate, mani che un dolore crudele e insensato stringerà.

Ho visto, una volta, il loro significato: proteggere, additare, pregare.
Proteggere in ogni modo, sulle strade…

Gratiliano Anreotti

24 febbraio 2009

CONOSCO DELLE BARCHE

Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche
che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche
che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche
talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche
che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche
che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche
che si graffiano un po'sulle rotte dell'oceano
ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche
traboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Mannick