Doveva succedere, prima o poi. Forse è addirittura giusto.
Finora il destino ci aveva riservato percorsi distinti, quasi paralleli. Ma non poteva durare. Non ci si può opporre ad una tempesta rompendo le onde una per una.
Così è stato. Non ti avevo vista, probabilmente nemmeno tu avevi visto me. Non contavo di incontrarti, e forse addirittura speravo che questo nostro rapporto non avvenisse mai. Sono troppo vecchio per sopportare con entusiasmo le emozioni improvvise, troppo giovane per accettare l'ineluttabile con serenità.
Ti ho sentita, questo sì. Ti ho sfiorata. O forse sei stata tu a sfiorare me. Perché forse, mi piace pensare, tu avevi già previsto tutto e non aspettavi che il momento adatto.
Ci siamo avvicinati, stavolta la direzione era la stessa, ma in versi opposti. Ci siamo incrociati. Ci siamo toccati. E' stato un attimo. Un lampo, un istante, una luce. Da lì in poi avrei visto le cose intorno a me con occhi diversi. Quella giornata non sarebbe più stata la stessa.
Non ci hai messo granché, sei entrata dalla parte in cui è più semplice: dalla pelle. Sotto la pelle. Nella direzione del cuore, come se ce non ne fossero altre.
Porterò quel segno per tanto tempo, forse per sempre. Non ti dimenticherò, di questo puoi essere certa.
Maledetta scheggia di legno.
Ho dovuto sterilizzare un ago da sarto con un accendino per estrarti via dalla mano.