Il carrozziere è il lavoro più duro. Perché il carrozziere, anche se gli piace il proprio lavoro, anche se è contento come una pasqua, anche se sta per uscire con naomi Campbell, non può manifestare la propria felicità.
Tu vai da lui, e gli dici...
No, innanzitutto quando vai dal carrozziere non lo trovi mai libero. Ha sempre da fare, sta spalmando della pasta su un cofano, smerigliando un paraurti, o spruzzando liquidi sul parabrezza. L'officina è sporca, ma non disordinata come potrebbe esserlo quella di un gommista o di un elettrauto. Gli attrezzi, più o meno, sono tutti in vista e si spande nell'aria un odore di vernice. Questa, se inalata, può produrre effetti allucinogeni, ma comunque il carrozziere deve far finta di niente, perché per contratto lui non può sembrare felice.
Fuori dall'officina, e anche sparsi al suo interno, vivono costantemente quattro o cinque personaggi che potremmo chiamare fannulloni perché stanno sempre lì. Potremmo, ma in realtà non sono fannulloni: loro sono impegnatissimi a discutere e a suggerire: sanno quale sarebbe la formazione migliore per la nazionale di calcio, sanno come si potrebbe rimettere in piedi l'economia nazionale, sanno come si conquistano le donne, come si preparano le bistecche alla brace, come si guida una macchina da corsa. Sanno tutto e sono impegnatissimi a spiegarselo tra di loro.
Quando arrivi, ammutoliscono e ti squadrano. Pare che dicano: ma questo non c'ha niente da fare invece che venire qui a disturbare la gente che lavora?
Dopo qualche interminabile minuto di attesa, il carrozziere ti presta attenzione. E tu gli dici: io avrei un problema...
Già, come se tutti gli altri - i clienti, quelli che pagano, non la gente che si presenta dal carrozziere nei momenti meno opportuni - non ne avessero e vivessero felici e contenti. Il carrozziere stesso è un infelice, o per lo meno deve far finta di esserlo. E ti ascolta, come fossi un fratello, come se il suo mondo si fermasse per il tuo problema e lui fosse l'angelo salvatore che può risolvertelo.
Lui ti ascolta, ma certo deve farti notare che ha un mucchio di lavoro. Ci sono lavori urgenti, gente che aspetta la propria macchina da tanto (quanto? settimane? mesi? anni? e quando hanno prenotato? a Natale? prima della crisi del '29?).Comunque, "solo perché è lei, sa..." lui si prende in carico il tuo problema e accetta di occuparsene.
Le serve la fattura? Perché se le serve, eh, certo il lavoro costerà un po' di più, molto di più. Perché bisognerà pagare l'iva. L'iva sul suo lavoro, sui ricambi, sul preventivo, sulla corrente consumata, sull'aria che respiriamo...
Naturalmente lo dice per te, perché a lui che gli importa. Anzi, fosse per lui, saprebbe come combattere la vera evasione fiscale... Però tu hai già un problema e, se sei dal carrozziere, non avevi certo pianificato quella spesa. Così lui, che è buono, ti offre la possibilità di risparmiare qualcosina...
Dopo qualche giorno ritiri la macchina. Guardi, dice lui indignato, ho dovuto prendere un ricambio non originale! Si rende conto che la casa si prende un mese di tempo per fornirci quel pezzo? E poi, lo sa quanto sarebbe costato? Meno male che c'è qui vicino un mio amico che commercia in pezzi commerciali. Sono identici a quelli originali, manca solo il logo della casa. Le case comprano i pezzi e poi ci mettono su il loro marchio. Ah, le case... Sapremmo noi come sistemarle, mormora la combriccola tutto intorno...
Te ne vai con la sensazione di aver trovato un amico. Ma il carrozziere non è amico tuo. Lui ha svolto un servizio. Di tipo psicologico prima che tecnico. Tu avevi un problema e lui ti ha fatto stare tranquullo. Eri infelice, e lui si è preso cura di te. Con discrezione e scrupolo.
Meglio di così...
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
14 luglio 2008
10 luglio 2008
I girasoli.
Li ho visti, li ho guardati.
So che seguono il movimento del sole durante il giorno, per poi tornare durante la notte a orientarsi di nuovo verso la direzione in cui - essi sperano - il sole sorgerà ancora.Questo succede fino ad un certo stadio di maturazione, poi il meccanismo che gli consente di girarsi si irrigidisce e allora la rotazione si blocca, rimanendo fissa verso quella, all'incirca, del sole nascente.
Quelli che ho visto io dovevano essere piuttosto maturi, perché non guardavano direttamente il disco dorato, ma erano tutti girati con un angolo di circa trenta gradi rispetto a quella direzione. Chissà, magari hanno trovato questa posizione di compromesso e si sono accontentati di non ricevere mai il massimo della luce, ma sempre almeno un po' di luce...
Mi ricordano gli uomini. E i bambini, che sanno molto bene quali sono le cose importanti, fino a quando non crescono.
So che seguono il movimento del sole durante il giorno, per poi tornare durante la notte a orientarsi di nuovo verso la direzione in cui - essi sperano - il sole sorgerà ancora.Questo succede fino ad un certo stadio di maturazione, poi il meccanismo che gli consente di girarsi si irrigidisce e allora la rotazione si blocca, rimanendo fissa verso quella, all'incirca, del sole nascente.
Quelli che ho visto io dovevano essere piuttosto maturi, perché non guardavano direttamente il disco dorato, ma erano tutti girati con un angolo di circa trenta gradi rispetto a quella direzione. Chissà, magari hanno trovato questa posizione di compromesso e si sono accontentati di non ricevere mai il massimo della luce, ma sempre almeno un po' di luce...
Mi ricordano gli uomini. E i bambini, che sanno molto bene quali sono le cose importanti, fino a quando non crescono.
09 luglio 2008
La forza dell'amore
Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un'ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice.
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.
Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.
Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.
Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.
L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che LEI non lo riconosceva più giá da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattinaa trovarla anche se non sa chi é lei'?
L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''LEI non lo sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é LEI"
Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia."
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.
Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita.
Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.
Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.
L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall'Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po' tardi. Lui mi rispose che LEI non lo riconosceva più giá da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'E va ancora ogni mattinaa trovarla anche se non sa chi é lei'?
L'uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ''LEI non lo sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é LEI"
Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore è l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia."
04 luglio 2008
L'ultimo giro di giostra
Mi piaceva scriverti. La sera, i miei pensieri. Era importante, mi faceva bene. Aspettavo poi di leggere i tuoi con trepidazione, come quando, ragazzina, spiavo l'arrivo del postino che mi doveva portare qualche lettera. Era un modo per comunicare, per me profondamente, percepivo bene che eri là, ad ascoltare, e percepivo anche quando non c'eri. Era anche un modo per mettere ordine dentro, quantomeno per sforzarmi di farlo. Succede quando si vive soli, si ha un bisogno quasi fisico di pensare che qualcuno c'è, da qualche parte... Poi succede che la vita di ciascuno evolve. Gli incontri, quelli veri, durano un attimo, un battito d'ali. Non ci si sente più, e il pudore di raccontarsi ha la meglio sul bisogno di farlo, perché non sai più chi c'è dall'altro capo (del mondo?...) né tantomeno se c'è davvero. Questo per lo più succede in un momento di sofferenza acuta, di quelli in cui capita di desiderare egoisticamente che l'altro sia una spugna, non uno specchio, perché tu non sei nemmeno in grado di riconoscerti, sei solo un gomitolo che sta per esplodere... e implodi, dopo un attimo di sbigottito, acuto dolore. Ma siamo grandi, e razionali. E allora si vive, cacciando in un angolo buio il dolore, dandogli ogni giorno il suo pezzetto di senso, perché non diventi rancore, perché serva anche lui a costruire. Non si vuole capire a tutti i costi. Non c'è niente da capire: è la vita, siamo diversi, ognuno dall'altro, e l'incontro dura un attimo, un battito d'ali. Talvolta siamo colti da un acuto senso di vuoto, di nostalgia, si vorrebbe gridare il proprio diritto ad essere amati. Ma dura poco, anche a questo si dà un posticino marginale, perché abbiamo imparato che non siamo sempre amabili, e soprattutto non sappiamo esserlo. Ci mettiamo da parte, e cerchiamo di imparare ad essere almeno amabili con noi stessi, per più di un attimo... fino all'ultimo "giro di giostra". E' un tratto di strada in cui si ha paura, una paura tremenda, incontrollabile, e si avrebbe bisogno di avere qualcuno a cui poterla raccontare. Spesso non c'è, allora si dice "Grazie. Per quell'attimo, per quel battito d'ali in cui ci sei veramente stato, e in qualche modo hai cambiato la mia vita".
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