20 aprile 2008

Farfalle e tornadi.

Edward N. Lorenz, morto nei giorni scorsi, non è stato il primo a teorizzare l'effetto farfalla. Quella particolare catena di eventi attraverso la quale il battito di ali di un essere minuscolo, diciamo, in Amazzonia potrebbe provocare un uragano, diciamo, in Florida.
Non è stato il primo perché già Turing aveva parlato tredici anni prima di una possibilità simile, applicata al campo dell'elettronica.

Però è stato colui che ha reso famosa quella farfalla, alla quale oggi si addebitano le peggiori catastrofi nel mondo. Chiunque, spesso a sproposito, riesce a parlare con convinzione e cognizione di fisica del caos e ipersensibilità dei fenomeni alle condizioni iniziali.

Ma... E se si fosse sbagliato? Oppure, se avesse trascurato l'altra faccia della medaglia? Per esempio: può un tifone nell'Oceano Indiano provocare spostamenti d'aria per i quali un coleottero islandese viene costretto a spostarsi di qualche centimetro e quindi a battere le ali mediante le quali provocherà un ciclone tropicale?

1 commento:

Raffaella ha detto...

ti è già capitato di sentire parlare di "metafora"? :-)