Il poeta Cecco - sì, proprio quel Cecco Angiolieri di "S'i fusse foco ardarei lo mundo..." - aveva bisogno di mettersi in contatto con sua sorella, che viveva in un'altra città.
Pensò di farle una telefonata, ma quel giorno non c'era corrente elettrica e decise quindi di dedicarsi allo studio di un mezzo che gli consentisse di comunicare anche senza elettricità, tanto rara in quei tempi.
Dopo mesi di studio intenso, vide la luce un interfono a positroni, che avrebbe dovuto sfruttare l'energia dei raggi cosmici.
Si era nel frattempo dimenticato cosa avrebbe voluto dire a sua sorella. E quando tentò di sfruttare industrialmente la sua invenzione, tentando di brevettare il progetto, si accorse che l'ufficio preposto si trovava a Baltimora, dall'altra parte dell'Oceano.
Dovette quindi aspettare la scoperta dell'America. E quando fu tutto pronto, sua sorella si era finalmente trasferita nell'appartamento di sopra al suo.
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