L’amicizia si offre, non si impone,
non si mendica, non si simula:
L’AMICIZIA, come Dio,
è una presenza sempre offerta,
anche se non sempre accolta.
E’ come la sorgente nel bosco:
essa deve dare al passante assetato
l’acqua più pura che ha ed il meglio di sé.
L’amicizia è "il pane dell’angelo"
che all’uomo sfiduciato
e desideroso di morte, come Elia,
restituisce il coraggio di un nuovo inizio:
"Alzati e mangia,
perché hai ancora tanto cammino davanti a te!"
Nelle ore oscure di cupo abbandono
in cui l’uomo avverte con angoscia
il suo Dio assente e lontano,
è l’amicizia che aiuta a ritrovare
la presenza amica del Padre.
E’ il dono dell’angelo nell’orto del Getzemani,
è il miracolo del buon ladrone sul Calvario.
Gesù gli esprime la sua riconoscenza "gratificandolo"
" Oggi sarai con me in Paradiso".
Don Michele Do: un grande, umilissimo uomo, amico di una vita
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
21 ottobre 2007
20 ottobre 2007
TU... tu che sei diverso
Sai, la gente sola
Come può lei si consola
Non far sì che la mia mente
Si perda in congetture, in paure
Inutilmente e poi per niente
Tu, tu che sei diverso
Almeno tu nell'universo
Non cambierai
Dimmi che per sempre sarai sincero...
Splendida questa canzone di Mia Martini. Ho negli occhi e nelle orecchie la passione disperata con cui la cantava. Mi torna spesso alla mente. No, non per un amore finito. Ora leggo queste parole in altro modo.
Tutti noi ci aspettiamo di incontrare qualcuno veramente unico per noi. E più di una volta crediamo che sia quella buona: sì, ci diciamo, questa persona è attenta, sensibile, mi ascolta, c'è sempre nei momenti in cui ho bisogno di lei, anche in silenzio, anche solo con un piccolo gesto, è speciale perché mi accetta così come sono ma soprattutto perché non dà per scontato che ci sia né di esserci. Poi passa il tempo, la curiosità va scemando, lascia il posto all'abitudine: non c'è più bisogno di attenzioni o di sorprendere, e il rapporto si omologa a tutti gli altri. Scuse... bugie... nemmeno la voglia o la capacità di affrontare il discorso...
Non siamo capaci di essere unici, quindi diversi, e di rendere l'altro unico, quindi diverso. Che delusione...
Come può lei si consola
Non far sì che la mia mente
Si perda in congetture, in paure
Inutilmente e poi per niente
Tu, tu che sei diverso
Almeno tu nell'universo
Non cambierai
Dimmi che per sempre sarai sincero...
Splendida questa canzone di Mia Martini. Ho negli occhi e nelle orecchie la passione disperata con cui la cantava. Mi torna spesso alla mente. No, non per un amore finito. Ora leggo queste parole in altro modo.
Tutti noi ci aspettiamo di incontrare qualcuno veramente unico per noi. E più di una volta crediamo che sia quella buona: sì, ci diciamo, questa persona è attenta, sensibile, mi ascolta, c'è sempre nei momenti in cui ho bisogno di lei, anche in silenzio, anche solo con un piccolo gesto, è speciale perché mi accetta così come sono ma soprattutto perché non dà per scontato che ci sia né di esserci. Poi passa il tempo, la curiosità va scemando, lascia il posto all'abitudine: non c'è più bisogno di attenzioni o di sorprendere, e il rapporto si omologa a tutti gli altri. Scuse... bugie... nemmeno la voglia o la capacità di affrontare il discorso...
Non siamo capaci di essere unici, quindi diversi, e di rendere l'altro unico, quindi diverso. Che delusione...
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