Non solo l'Universo è più strano di quanto immaginiamo. E' anche più strano di quanto possiamo immaginare.
(Sir Arthur Eddington)
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
28 novembre 2005
20 novembre 2005
Compleanno
Per tanti anni ho pensato che il giorno del compleanno è una festa grande anche per la mamma del festeggiato, perché quel giorno non si dimentica più...
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.
Sono passati trentaquattro anni. Eri nato da tre giorni. Guardavo dalla finestra della mia stanza in ospedale, affacciata sul fiume, gli alberi che si coprivano di neve candida, la prima, e mi perdevo in quell'armonia, in quella profonda, attesa felicità. Non mi stancavo di guardarti, di scoprire ogni più piccola somiglianza con il tuo babbo, di chiedermi come saresti stato, se mai avrei potuto amare di più...La nostra vita allora era affollata di affetti: tre generazioni erano intorno a noi, a sorridere, ad accogliere, a coccolare, a sperare.
Oggi non c'è più nessuno. Siamo tutti più soli. Tu corri sulla tua strada, serio, determinato, con mille progetti, fuori dal nido da molti anni ormai. E il nido si è svuotato, i vecchi non ci sono più, gli altri hanno spiccato il volo. Di tanto in tanto compari come una meteora e ho appena il tempo di scrutare i tuoi occhi per vedere se sono limpidi, se sei sereno. Capita a volte che mi inviti alle tue apparizioni pubbliche, orgoglioso di mostrarmi dove sei arrivato. Allora ti guardo da lontano, come intimidita. Non mi sento "la mamma del Professore". Sono sempre una piccola donna, una mamma che si chiede se sei felice...
Auguri figliolo.
15 novembre 2005
Quanto mi vuoi bene?
- Ti voglio bene, papà!
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!
- Anch'io ti voglio bene, moltissimo!
- Io ti voglio bene dieci!
- Ah... Bene, io ti voglio bene cinquanta!
- Sì, lo so papà...
- E sai anche chi è più grande tra dieci e cinquanta?
- Sì. Dieci!
14 novembre 2005
Gatti e tigri...
09 novembre 2005
Quale storia tu vuoi che io racconti?
Scendo giù a prendermi un caffè,
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...
(Paolo Conte - Gli impermeabili)
scusami un attimo.
Passa una mano di poesia
sopra i miei limiti.
Ma come piove bene sugli impermeabili
e non sull'anima...
(Paolo Conte - Gli impermeabili)
06 novembre 2005
Tranquillo.
La signora entra e si rivolge decisa al mio amico che siede al di là della scrivania:
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.
Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!
- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...
Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!
Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!
Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!
Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...
Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!
- Buonasera, devo prendere la patente.
- Allora le spiego alcune cose...
- No, ho già parlato con la ragazza stamattina, so tutto.
Magari tutti i clienti fossero così, penso io. La pratica è perfezionata in brevissimo tempo, poi lei racconta come mai ha aspettato tanto per decidersi a imparare a guidare. E' una storia triste, i genitori morti uno dopo l'altro proprio mentre le avevano detto di studiare per la patente. Suo marito, opportunamente, non glielo ha mai proposto!
- Io non ho mai preso un volante in mano, soffro di sbalzi di pressione e sono molto emotiva. Ho bisogno di un istruttore capace e soprattuttop molto tranquillo...
Fino a quel momento non ho parlato, ho preferito gustarmi la conversazione. Ma a quel punto mi scappa:
- Non si preoccupi, noi qui siamo tutti bravi e pazienti! Siamo tranquillissimi!
Lei mi guarda come se mi conoscesse da una vita. Poi si rivolge al mio amico:
- Ecco, per esempio LUI non è uno tranquillo! Con lui non salirei mai in macchina!
Faccio finta di offendermi.
- Ma come! Io sono la tranquillità in persona!
- Sì, eh? Proprio lei! Con quegli occhi, poi, si vede proprio che è tranquillo...!
Ci penso un attimo, poi decido di tranquillizzarla:
- Comunque non si preoccupi: non ci sarebbe venuta comunque. Io qui insegno la teoria...
Attimi di risate e di battute.
Poi ci ripenso. Non ho capito se mi ha fatto un complimento oppure se avevo le borse sotto gli occhi.
E comunque io sono tranquillissimo! Guai a chi dice il contrario!!!
01 novembre 2005

E io ho il Vento nel cuore,
e con la tempesta corro nei cieli carichi di pioggia;
salgo e scendo, sfrecciando fra le fole che s’intrecciano
in mille gorghi e spirali.
E io ho il Sole nel cuore,
e con raggi sinuosi mi lascio scivolare sulla terra;
m’immergo nella calda luce e sprofondo nel culmine del volto sorridente
dove la dolce carezza m’acquieta.
E io ho la Pioggia nel cuore,
e con scrosci divento acqua ridente;
cado quando essa cade e in rivoli mi addentro nei meandri oscuri,
fra le pieghe di madre terra.
E io ho la Terra nel cuore,
profumata pelle di chicchi di roccia;
sono pietra dura e sabbia fine, zolla fertile ed erba tenera
e con risa di frane corro lungo le montagne.
E io sono Aria nel cuore,
e sono Fuoco nel cuore,
sono Acqua.
E sono Terra nel cuore...
Madre Terra.
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