Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché voglio sognare.
E nel sogno stringo i pugni,
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare,
altre notti sono vele piegate a navigare...
Sono uomini e donne, piroscafi e bandiere,
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano:
livida e sprofondata per sua stessa mano.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome,
e se l'amore che avevo non sa più il mio nome...
Come i treni a vapore, come i treni a vapore,
di stazione in stazione, e di porta in porta
e di pioggia in pioggia, e di dolore in dolore
il dolore passerà...
Come i treni a vapore,
come i treni a vapore
il dolore passerà...
(Fiorella Mannoia / Ivano Fossati - I treni a vapore)
La mia vita è il respiro
di un equilibrio instabile,
tutto questo pensare
non dà nessuna libertà.
Vedo il mondo cambiare
e cambio anch'io in modo uguale,
incapace di amare
la sola verità...
30 novembre 2012
24 novembre 2012
Basta poco.
- Ciao!
Lei si voltò stancamente, come se accadesse per caso. Il suo sguardo era interessato a un po' di tutto, e a un po' di niente. Dopo qualche interminabile secondo, lo fissò negli occhi.
Adesso mi risponde. Adesso mi risponde. Adesso mi deve rispondere... pensava lui. Ma lei gli aveva incrociato lo sguardo quasi incidentalmente, e poi si era voltata da un'altra parte.
Ci rimase male, lui. Non se lo aspettava. Non doveva andare così, e del resto non c'era nemmeno un motivo. Perché salutarsi tra "colleghi" è una cosa talmente normale che si confonde con la respirazione. Lo si fa quasi senza accorgersene. E invece, niente.
Il giorno dopo ci riprovò.
- Ciao!
Stessa scena. Lei non sembrava capire. Non aveva senso.
Successe ancora il giorno dopo, e poi ancora e ancora...
- Cosa dovrei fare? - chiese lui a qualcuno che doveva saperla lunga.
- Hai davanti a te due strade. Puoi smettere di salutarla. A questo punto è persino un tuo diritto, nessuno ti potrebbe biasimare per questo. Col tempo, nella migliore delle ipotesi, vi dimenticherete l'uno dell'altra e sarà come se non fosse accaduto nulla.
Fece una lunga pausa. Poi aggiunse:
- C'è un'altra possibilità. Puoi continuare a salutarla ogni giorno, come se lei ti rispondesse ogni volta. Puoi farlo semplicemente per divertirti, per infastidirla, o anche solo perché ritieni che sia la cosa giusta da fare.
Lui si prese qualche giorno per riflettere, e poi decise.
Passò diverso tempo senza che nulla cambiasse, compreso il fatto che lui ogni giorno le si parava davanti:
- Buongiorno! Non si usa rispondere?
La perseveranza è un dono, se vista dalla parte di chi ce l'ha. E trasforma il soggetto in un rompiscatole, visto dall'altra parte. Ma non sempre ciò accade in modo così perfetto.
Ad un certo punto qualcosa accadde. Quella mattina, fu lei ad andargli incontro...
- Ciao. Come va?
Fu lui ad essere disorientato, come se lo avessero di colpo trapiantato in alta quota e gli mancasse l'ossigeno. Fu una sensazione di breve durata, ma intensa.
Da quel giorno tutto fu normale. O speciale.
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18 novembre 2012
Strategia
La strategia è la via del paradosso.
(Sun Tzu)
(Sun Tzu)
11 novembre 2012
07 novembre 2012
La Legge e la Giustizia.
Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. Superior stabat lupus, longeque inferior agnus. Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
- Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?
Laniger contra timens:
- Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor.
Repulsus ille veritatis viribus:
- Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi.
Respondit agnus:
- Equidem natus non eram!
- Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!
Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.
(Gaio Giulio Fedro)
- Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?
Laniger contra timens:
- Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor.
Repulsus ille veritatis viribus:
- Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi.
Respondit agnus:
- Equidem natus non eram!
- Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!
Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.
(Gaio Giulio Fedro)
04 novembre 2012
01 novembre 2012
Amore e solitudine
L'amore,
la solitudine,
sono come i due occhi
di un unico volto:
non diviso,
né divisibile
30 ottobre
"Altre persone si sono stabilite permanentemente tra i miei ricordi, solo però in quanto i loro nomi sono stati scritti nel libro del mio destino da tempo immemorabile, e imbattermi in essi fu al tempo stesso una sorta di ricordo."
C. G. Jung
Il pacco.
Il signor Veneranda entrò nell’ufficio postale.
- Scusi, - disse il signor Veneranda all’impiegato allo sportello - è arrivato un pacco per me?
- Non è arrivato nessun pacco per lei. - rispose l’impiegato - Se fosse arrivato, lei avrebbe ricevuto l’avviso. Ha ricevuto l’avviso?
- Non ho ricevuto nessun avviso, - disse il signor Veneranda - ma a me l’avviso non serve a niente. Mi servirebbe il pacco, perché dentro al pacco c’è sempre qualcosa.
- L’avviso serve per avvertirla che le è arrivato un pacco.
- Ecco, proprio questo volevo: il pacco che è arrivato per me.
- Ma non è arrivato nulla per lei.
- Ma come? Ha appena detto, e sono le sue parole, l’avviso serve per avvertirla che le è arrivato un pacco. Ed io sono qui a ritirare il pacco.
- Io ho solo detto che l’avviso serve solo per avvertirla che le è arrivato il pacco.
- Ah, ho capito: lei mi manda un avviso per avvertirmi che è arrivato il pacco. Allora, guardi, faccia a meno di mandarmi l’avviso perché io sono già qua a ritirare il pacco.
- No, non ci siamo capiti, le dicevo che qualora arrivasse un pacco per lei, solo allora le manderemmo un avviso per avvertirla che da noi c’è un pacco per lei. Ci siamo capiti ora?
- Certo che ci siamo capiti, mi crede imbecille? Ma, mi dica: da dove arriva il pacco?
- Io… - balbettò l’impiegato - Io non so da dove le venga spedito il pacco. Io non ne so nulla. Lo saprà lei da dove aspetta il pacco.
- Io non aspetto nessun pacco - disse il signor Veneranda - e non ho nessuna idea di chi potrebbe spedirmi un pacco; ma se lei dice che mi arriverà un avviso che mi avverte che c’è un pacco per me da lei, io vengo da lei per sapere da dove mi arriva il pacco!
- Io… Io non ne so nulla del suo pacco!
- Ma allora perché mi dice che mi deve arrivare un avviso per ritirare un pacco? - esclamò il signor Veneranda arrabbiandosi - Ma guarda un po’ che tipo! Prima mi dice che mi arriverà un avviso, poi che devo passare qui a prendere il pacco, poi casca dalle nuvole! Oh, ma che razza di servizio postale!
E il signor Veneranda si allontanò scuotendo la testa e brontolando.
- Scusi, - disse il signor Veneranda all’impiegato allo sportello - è arrivato un pacco per me?
- Non è arrivato nessun pacco per lei. - rispose l’impiegato - Se fosse arrivato, lei avrebbe ricevuto l’avviso. Ha ricevuto l’avviso?
- Non ho ricevuto nessun avviso, - disse il signor Veneranda - ma a me l’avviso non serve a niente. Mi servirebbe il pacco, perché dentro al pacco c’è sempre qualcosa.
- L’avviso serve per avvertirla che le è arrivato un pacco.
- Ecco, proprio questo volevo: il pacco che è arrivato per me.
- Ma non è arrivato nulla per lei.
- Ma come? Ha appena detto, e sono le sue parole, l’avviso serve per avvertirla che le è arrivato un pacco. Ed io sono qui a ritirare il pacco.
- Io ho solo detto che l’avviso serve solo per avvertirla che le è arrivato il pacco.
- Ah, ho capito: lei mi manda un avviso per avvertirmi che è arrivato il pacco. Allora, guardi, faccia a meno di mandarmi l’avviso perché io sono già qua a ritirare il pacco.
- No, non ci siamo capiti, le dicevo che qualora arrivasse un pacco per lei, solo allora le manderemmo un avviso per avvertirla che da noi c’è un pacco per lei. Ci siamo capiti ora?
- Certo che ci siamo capiti, mi crede imbecille? Ma, mi dica: da dove arriva il pacco?
- Io… - balbettò l’impiegato - Io non so da dove le venga spedito il pacco. Io non ne so nulla. Lo saprà lei da dove aspetta il pacco.
- Io non aspetto nessun pacco - disse il signor Veneranda - e non ho nessuna idea di chi potrebbe spedirmi un pacco; ma se lei dice che mi arriverà un avviso che mi avverte che c’è un pacco per me da lei, io vengo da lei per sapere da dove mi arriva il pacco!
- Io… Io non ne so nulla del suo pacco!
- Ma allora perché mi dice che mi deve arrivare un avviso per ritirare un pacco? - esclamò il signor Veneranda arrabbiandosi - Ma guarda un po’ che tipo! Prima mi dice che mi arriverà un avviso, poi che devo passare qui a prendere il pacco, poi casca dalle nuvole! Oh, ma che razza di servizio postale!
E il signor Veneranda si allontanò scuotendo la testa e brontolando.
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