27 marzo 2006

Bentornato a me stesso.

C'è voluto un po' di tempo, ma alla fine rieccomi qui. Sembrava non dovesse arrivare mai questo momento...

Ad un certo punto ho pure pensato che non sarei più rientrato, che tutto era perduto, che il blog avrebbe dovuto fare a meno di me.

Invece, non è ancora giunto quel momento...

25 marzo 2006

25 marzo


Ed ecco, ancora una volta sono esplosi i gialli delle forsithie e delle primule, gli aranci delle gerbere e dei ranuncoli, i viola intensi e profumati delle violette, i delicatissimi bianchi rosati delle magnolie maestose; ancora una volta sul balcone, fra i rami di gelsomino, è tutto un via vai e un ciangottio indaffarato, uno sbattere di ali, il becco ben chiuso intorno alle pagliuzze che costruiranno il nido; ancora una volta i prati si vestono di verde tenerissimo, punteggiato di pratoline bianche, e gli austeri rami di alberi grigi si ornano in modo sorprendente di gemme gonfie, pronte ad aprirsi e a dare la vita...
Ancora una volta apro gli occhi su questo miracolo, e mi sembra di nascere come quella prima volta, a Firenze, in un giorno come questo: le ultime bombe incendiavano la città martoriata, che nell'esplosione della primavera dimostrava la sua voglia di rinascere, ancora...
Grazie agli amici che ancora mi sono vicini, senza stancarsi
Grazie a chi lo è stato e ora non c'è più
Grazie a chi si è stancato
Grazie a chi oggi mi ha ricordata e mi ha fatto gli auguri
Grazie a chi se n'è scordato
Grazie a chi se n'è ricordato ma non ha voluto farmeli
Grazie perché con l'aiuto di tutti posso vedere ancora questa primavera
Grazie...

Grazie alla vita
che m'ha dato tanto
che m'ha dato gli occhi
per vedere il mondo
nero quando è nero
bianco quando è bianco
per vedere il cielo, il mare e l'altopiano
e fra mille uomini quello che amo !

Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Un amore vero
Per il quale canto
E m'ha dato figli
Teneri e sereni
Che m'ha dato l'arco
dell'arcobaleno
Sotto il quale passa
quello che io amo !

Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Tutte le parole
Del vocabolario
Con le quali dico
Ciò che ho nella mente
Con le quali apro
il cuore della gente
Ed il cuore grande
di colui che amo !

Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Che m'ha dato un cuore
Che mi segna il tempo
Che non perde un colpo
Che non batte invano
Quando vedo il frutto
del pensiero umano
Quando vedo gli occhi
di colui che amo !

Grazie alla vita
Che m'ha dato tanto
Musica di rime, di risate e pianto
Canto dell'amore
Canto del dolore
Canto della vita che per tutti canto !

Canto di voi tutti che è il mio stesso canto
Ti ringrazio vita che m'hai dato tanto.

Violeta Parra - Herbert Pagani

07 marzo 2006

DONNE

Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto
è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe,
dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.

No, finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre,
anche quando non ci crede,
anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi,
di quelle ferite da mina anti-uomo
che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te,
che questo periodo non finisce più,
che ti stai giocandol'esistenza in un lavoro difficile,
che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te,
che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria,
che non flirti con nessuno
perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu,
poi soffri come un cane.

Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare,
che ti vuole cambiare,
o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti,
te lo dici anche quando parli con le altre:
"Io stobene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere,
ci hai abitato Natali ePasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima;
ed è passato tanto tempo,
e ne hai buttata talmente tanta di anima,
che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio
perché non sai più chi sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui
e so che c'è stato un momento che hai guardato giù
e avevi ipiedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta:
nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi.
E hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente.
Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina
e hai guidato per ore,
perchél'aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato.
Quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire,
per tirare fuori una radice lunga sei metri
che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così?
Com'è che ripeto sempre lo stesso schema?
Sono forsepazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,
a due, a quattro mani,
e saltano fuori fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto.
Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così,
scomposta in mille coriandoli,
che ricomincerai.

Perché una donna ricomincia comunque,
ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia,
dovrai inventarti una nuova forma
per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo,
di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.

Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi,
o farlo per la prima volta,
è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci,
se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita,
per questo meraviglioso modo di gridare al mondo
"sono nuova"
con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
"Attenti: il cantiere è aperto.
Stiamo lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole,
una donna in rinascita
è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.

È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...


Jack Folla


BUON 8 MARZO A TUTTI